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Paesi Bassi. Elezioni. Il governo olandese del premier Mark Rutte si è dimesso sull’onda dello scandalo sui bonus figli, a causa del quale 20mila famiglie sono state accusate ingiustamente di frode. Il primo ministro olandese Mark Rutte ha ottenuto un “massiccio voto di fiducia” nelle elezioni legislative durate tre giorni a causa delle misure restrittive contro il Covid adottate nel Paese, secondo gli exit poll. “Noto che il risultato di queste elezioni è che gli elettori hanno dato al mio partito un massiccio voto di fiducia”, ha detto Rutte ai giornalisti nella sede del parlamento all’Aia. Se i risultati definitivi confermeranno le prime proiezioni, Rutte guiderà il suo quarto governo di coalizione in 10 anni.
Elezioni Cipro. Sono state vinte dal partito conservatore Raggruppamento Democratico (DISY) del presidente Nicos Anastasiades le elezioni parlamentari che si sono svolte nella Repubblica di Cipro. Secondo i risultati ufficiali, il partito conservatore ed europeista ha conquistato il 27,77 per cento dei voti, ma perdendo un seggio rispetto alle ultime elezioni del 2016 (da 18 a 17) sarà quasi impossibile trovare una maggioranza in Parlamento. Si va verso un nuovo governo di minoranza nella parte greco-cipriota dell’isola. In una tornata elettorale che ha visto tutti i grandi partiti perdere terreno rispetto alle ultime elezioni parlamentari (DISY -2,9 per cento, il Partito Comunista AKEL al 22,34, -3,3 per cento, il Partito Democratico DIKO all’11,29, -3,2 per cento), gli ultra-nazionalisti di ELAM hanno invece raddoppiato la propria rappresentanza da due a quattro parlamentari, (6,78 per cento dei voti, +3 per cento).
Elezioni Bulgaria. Alle elezioni parlamentari in Bulgaria, ha vinto il partito del primo ministro Boyko Borisov, GERB, di centrodestra, con il 26 per cento dei voti: un risultato inferiore rispetto al 32,6 per cento ottenuto alle elezioni del 2017, e che certifica il calo della popolarità del partito al governo. Negli ultimi mesi infatti c’erano state grandi proteste di piazza e molte persone avevano accusato Borisov e il suo partito di corruzione, chiedendone le dimissioni. Le elezioni hanno prodotto una situazione abbastanza frammentata, che renderà difficili le discussioni per formare una nuova coalizione di governo. Il partito populista C’è un tale popolo, nato solo nel 2020, è diventato il secondo partito del paese con il 17,9 per cento dei voti, mentre il Partito socialista, che fino a oggi era sempre stato il maggiore partito di opposizione, ha avuto il 15 per cento: meno di quanto ci si aspettasse. Il primo ha già detto di non voler fare alleanze, ed è molto improbabile che il secondo decida di allearsi con i rivali storici di GERB. Finora GERB aveva governato con un’alleanza di partiti nazionalisti, Patrioti Uniti, che però si è sciolta. Domenica il principale di questi partiti nazionalisti, il Movimento nazionale bulgaro (VMRO), ha preso solo il 3,6 per cento: GERB avrà quindi bisogno di trovare altri alleati. A seguito delle elezioni dell’aprile 2021, in Bulgaria si aprì una forte crisi politica determinata dall’impossibilità delle forze politiche di trovare una maggioranza di governo. Le elezioni, infatti, seppur vinte dall’allora presidente in carica (Bojko Borisov di GERB) con l’assegnazione di 75 seggi su 240 al suo partito, non hanno permesso di produrre una maggioranza di governo, in quanto i seggi ottenuti dai partiti erano insufficienti e lontani dai 121 necessari per la formazione un nuovo esecutivo monocolore o senza coalizione. Nonostante un estenuante mese passato fra tavoli e trattative, tra le forze politiche non si riuscì a trovare un accordo per la formazione di un nuovo Governo e così, vista la crisi politica in atto, il 12 maggio 2021 il Presidente della Bulgaria Rumen Radev nomina come capo del governo ad interim il militare Stefan Janev, che presentò la lista dei ministri e giurò il giorno stesso. Allo stesso tempo si decise che le elezioni politiche si sarebbero tenute in data 11 luglio 2021.
Presidenziali Portogallo. Il presidente in carica si è aggiudicato un secondo mandato. Staccatissimi i principali rivali: testa a testa per il secondo posto tra la socialista Ana Gomes e il leader dell’estrema destra André Ventura Marcelo Rebelo de Sousa si è assicurato un secondo mandato di cinque anni come presidente del Portogallo, conquistando una netta vittoria al primo turno. A suo sostegno De Souza, aveva il suo partito Il Ps, e col sostegno dei liberalconservatori del PSD e dei conservatori democristiani del CDS, ha ottenuto il 60,7% dei voti.
Nuovo governo Estonia. Si è dimesso il primo ministro dell’Estonia, Juri Ratas. La decisione è arrivata in seguito a uno scandalo di corruzione che ha coinvolto un importante funzionario del suo Partito di Centro, che in Ue fa parte del gruppo liberale Renew Europe, sospettato di aver accettato una donazione privata per il partito in cambio di un favore politico su un accordo immobiliare. In seguito alle dimissioni di Ratas, coinvolto in uno scandalo di corruzione, la presidente Kersti Kaljulaid diede mandato all’onorevole Kaja Kallas del Partito Riformatore Estone di formare un nuovo governo, in quanto leader del partito più votato (come già avvenuto due anni prima, senza successo). In questa occasione, la Kallas riuscì a formare una coalizione di governo insieme al Partito di Centro Estone e il 26 gennaio ricevette l’approvazione del Riigikogu con 70 voti a favore e 30 contrari. Kaja Kallas divenne così la prima donna ad ottenere l’incarico di primo ministro dell’Estonia.
Nuovo governo Italia. Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni delle ministre Teresa Bellanova, Elena Bonetti e del sottosegretario Ivan Scalfarotto. Un atto che apre formalmente la crisi di governo, sebbene fino all’ultimo il Pd abbia provato a mediare e lo stesso premier Conte abbia lavorato a un documento comune da far sottoscrivere agli alleati per rilanciare la maggioranza. Ma con le dimissioni si è aperta la crisi e le due ormai ex ministre renziane in serata non hanno partecipato al Consiglio dei ministri sulle misure anti-Covid. “Una grave responsabilità di Iv, non mi sono mai sottratto al confronto”, ha replicato in serata il premier Giuseppe Conte intervenendo in apertura del Consiglio dei ministri iniziato dopo le 22. il governo e Giuseppe Conte hanno incassato 321 voti, cinque in più, forse sette, di quelli previsti dai pallottolieri dei tattici dei gruppi parlamentari. Il CDM nomina Pietro Benassi come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Avrà la delega alle informazioni per la sicurezza. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha comunicato ai ministri la decisione di recarsi al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni: “Ringrazio l’intera squadra di governo, ogni singolo ministro, per ogni giorno di questi mesi insieme”. Il governo di Mario Draghi e i 23 ministri hanno giurato al Quirinale nelle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L’esecutivo è nelle sue funzioni. Draghi e tutti i ministri hanno recitato di fronte al Capo dello Stato la seguente formula: “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”. Ottiene la fiducia. Nomina sottisegretari.
Nuovo governo Slovacchia. Dopo una serie di dimissioni individuali di sei ministri, fra cui tutti i ministri di Libertà e Solidarietà, iniziatasi il 12 dello stesso mese con il ministro della sanità Marek Krajčí, il primo ministro Igor Matovič si è dimesso e il governo nel suo insieme ha deciso di dimettersi. La presidente Zuzana Čaputová ha accettato le dimissioni del governo lo stesso giorno e allo stesso tempo ha affidato al governo lo svolgimento della sua funzione fino alla nomina di un nuovo governo. Ha incaricato Eduard Heger di Gente Comune e Personalità Indipendenti (OĽaNO), vice primo ministro e ministro delle finanze, di formare un nuovo governo. Rispetto al governo precedente, solo 2 ministri sono cambiati, ovvero il nuovo Ministro della sanità Vladimír Lengvarský e il Ministro delle finanze, in quanto l’ex Primo ministro Igor Matovič ha assunto la carica di ministro delle finanze in questo governo, mentre l’ex ministro delle finanze è divenuto il nuovo Primo ministro.
Consiglio Europeo contro Ungheria. È stata indubbiamente pesante per il premier ungherese la prima giornata del Consiglio Europeo. Perché il leader magiaro si è trovato di fronte a una raffica di critiche da parte di vari altri capi di governo per la legge appena approvata dal Parlamento di Budapest che vieta contenuti omosessuali in libri, pubblicità o materiale video che possano esser visti da minorenni. Una legge già condannata due giorni fa come «una vergogna» dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Alla fine, il divorzio è arrivato. Fidesz, la forza nazionalista del premier ungherese Viktor Orbán, ha deciso di uscire dalle fila del Partito popolare europeo, la più grande famiglia politica del Parlamento Ue. La decisione è stata ufficializzata nella mattina del 3 marzo, dopo che il gruppo del Ppe all’Eurocamera ha approvato ad ampia maggioranza una revisione del regolamento che semplifica le procedure di espulsione e sospensione, permettendo fra l’altro di estromettere interi gruppi e non più solo singoli deputati.
Austria. Nuovo leader Fpo. “Abbiamo deciso di goderci la vita. Io non voglio più farlo”, dice Norbert Hofer a proposito della sua sorprendente decisione di lasciare il suo lavoro di leader del partito FPÖ. Con la sua mossa sorprendente, ha colto completamente di sorpresa i suoi amici del partito blu. Nessuno sapeva delle dimissioni. Il capo del club FPÖ Herbert Kickl fece un’escursione con gli amici fino al Waxriegelhaus ai piedi del Rax. La gente scherzava e rideva, sollevava boccali di birra e alcuni erano addirittura seduti in una zona morta quando è arrivata la notizia delle dimissioni.
Germania. Nuovo segretario Cdu. Armin Laschet è il nuovo segretario della CDU. Al congresso dei cristiano-democratici ha vinto il candidato più in linea con l’eredità merkeliana e con l’attuale classe dirigente, dopo una sfida che lo ha visto contrapporsi al milionario di destra Friedrich Merz e al funzionario di partito specializzato in esteri Norbert Röttgen.
Spagna. Nuovo segretario Podemos. Ione Belarra, attuale ministra dei Diritti sociali del governo spagnolo, è stata eletta segretaria generale di Podemos, in sostituzione del fondatore Pablo Iglesias, che aveva rinunciato alla carica qualche mese fa per partecipare alle elezioni nella comunità autonoma di Madrid. Belarra ha ottenuto l’88,6 per cento delle preferenze dei circa 53 mila partecipanti a Vistalegre IV, il congresso di Podemos (a causa della pandemia da coronavirus, il congresso si è svolto online).
Belgio. Partito Socialista cambia nome. Nel settembre 2020, il presidente di partito Conner Rousseau annunciò che sp. a avrebbe cambiato nome in Vooruit (“Avanti”). Il nuovo nome è stato ufficializzato il 21 marzo 2021. Vooruit è membro del Partito Socialista Europeo e dell’Internazionale socialista.
Romania, Usr assorbe Plus. Il 16 aprile 2021 la corte d’appello di Bucarest approvò la fusione, che sarebbe divenuta ufficiale solamente in seguito all’organizzazione di un congresso. In base agli atti registrati presso il tribunale di Bucarest, a livello legale la fusione fu ufficialmente realizzata con la soluzione dell’assorbimento del PLUS da parte dell’USR.
Spagna. Eutanasia. Il Parlamento spagnolo ha dato la sua approvazione finale alla legge con cui legalizzare l’eutanasia. La Camera bassa si è infatti espressa con 202 voti a favore (su 350 deputati): 140 i voti contrari della destra e dell’estrema destra, 2 gli astenuti. Le legge, che entrerà in vigore a giugno prossimo, permetterà alla Spagna di diventare il settimo Paese al mondo a consentire ai malati terminali di morire per mettere fine alle proprie sofferenze. In Europa, soltanto Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo hanno preceduto la decisione di Madrid. Anche il Parlamento portoghese aveva approvato una legge simile a gennaio, ma questa settimana la Corte Costituzionale ha deciso di bloccarla.
Croazia. Adozioni lgbt. Rullo di tamburi, il numero dei Paesi dove le coppe omosessuali possono adottare si amplia perché il Tribunale amministrativo di Zagabria ha emesso una decisione che sotto molti punti di vista può essere considerata epocale: d’ora in avanti le adozioni gay in Croazia saranno finalmente consentite. Il Parlamento croato ha legalizzato le unioni delle coppie dello stesso sesso nel 2014, ma finora, nonostante nel Paese ci sia circa un migliaio di minori senza famiglia, solo le coppie eterosessuali potevano adottare mentre a quelle omosessuali questo diritto era negato. Così, nel 2017, Ivo Šegota e il compagno Mladen Ković, dopo aver visto la loro richiesta di adozione respinta per “mancanza di requisiti legali”, hanno deciso di denunciare l’accaduto in tribunale. Ora la risposta della Corte è arrivata: Šegota Ković assieme a tutte le coppie omogenitoriali che lo vorranno potranno richiedere la valutazione della loro idoneità all’adozione al pari delle coppie eterosessuali unite in matrimonio.
Spagna. Tutela minoranze sessuali. Il disegno di legge per l’uguaglianza reale ed effettiva delle persone trans e per la garanzia dei diritti delle persone LGTBIQ+, noto come “legge trans”, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri spagnolo, dando inizio al dibattito parlamentare. Dopo mesi di blocco, dibattito interno e critiche del Partito Popolare e di alcuni esponenti del Partito Socialista dei Lavoratori Spagnolo, il governo guidato da Pedro Sánchez è riuscito a far approvare questa bozza, che introduce l’autodeterminazione di genere e la possibilità per una persona trans di cambiare sesso e nome.
Italia. Carte identità minori. Torna “genitori” invece di “padre e madre” nei moduli per il rilascio delle carte di identità elettroniche per i minori di 14 anni. Lo ha annunciato la ministra dell’Interno Lamorgese rispondendo ad un question-time alla Camera dei deputati. Il riferimento è alla famosa circolare firmata da Matteo Salvini quando era ministro dell’Interno, con la quale imponeva l’uso di “padre” e “madre” con il dichiarato intento di ostacolare le famiglie con due mamme o due papà.
Unione Europea. Ursula von der Leyen si è sentita “sola” come “presidente”, come “donna” e come “europea” martedì scorso ad Ankara, quando il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel si sono accomodati sulle rispettive poltrone, lasciandola senza sedia e relegandola su un divano. Lo ha spiegato la stessa presidente della Commissione europea tornando oggi sul ‘sofagate’ nel corso della Conferenza dei presidenti del Parlamento Europeo, apprende l’Adnkronos da fonti parlamentari. Mentre Michel davanti ai capigruppo si è difeso e ha chiesto scusa “più volte”, come confermano anche fonti Ue, von der Leyen ha fatto riferimento agli articoli 15 e 17 del Tue, che attribuiscono pari dignità alla Commissione e al Consiglio. Quando Michel ed Erdogan si sono avviati verso le rispettive poltrone, ha rievocato von der Leyen, è stato per lei un momento assai “imbarazzante”. Ha avuto una “frazione di secondo per decidere” che fare, e ha deciso di restare. Il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, dal canto suo, ha sottolineato tra l’altro che questa vicenda insegna a tutti che le istituzioni Ue “devono procedere insieme”, rimarcando poi che la Turchia deve dimostrare di voler ritrovare la strada della “democrazia”.
Pnrr. Il 12 gennaio 2021, nella seduta serale del Consiglio dei Ministri, è stata approvata l’ultima bozza del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il programma che definisce come l’Italia spenderà i soldi del Recovery and Resilience Facility (quello che ci siamo abituati a sentir chiamato Recovery Fund). Si sono astenute dalla votazione le ministre di Italia Viva Teresa Bellanova (Politiche agricole, alimentari e forestali) ed Elena Bonetti (Politiche per la famiglia). Uno scenario che apre la strada a una possibile crisi di governo, la cui effettiva concretizzazione dipenderà da ciò che il leader di IV Matteo Renzi annuncerà questo pomeriggio nella conferenza stampa delle 17.30.
Italia. CoronaVirus. “I vaccini sono la luce, la svolta che apre un’altra fase, ma la verità è semplice. Per avere un impatto il vaccino ha bisogno di mesi e dobbiamo resistere, la battaglia è ancora dura. Dopo sei settimane l’indice rt è scattato sopra 1. La seconda ondata non è mai finita davvero. Adesso c’è una ripartenza e probabilmente sì, il terzo picco arriverà”. Lo spiega, in un colloquio con il Corriere della Sera, il ministro della Salute, Roberto Speranza. In merito alla campagna vaccinale Speranza sottolinea che “la macchina sta entrando a regime. Non è una gara, però dopo tante critiche prive di senso è bello vedere che siamo secondi in Europa in valore assoluto. Abbiamo 470 mila dosi a settimana e riusciamo a farle tutte”. E comunque ora l’Italia, spiega, “va veloce, tutte le regioni lavorano a regime. Poche dosi? Ora arriva anche il milione e 300 mila di Moderna, purtroppo sono numeri molto limitati per il primo trimestre”. “Ho firmato una nuova ordinanza che blocca i voli in partenza dal Brasile e vieta l’ingresso in Italia di chi negli ultimi 14 giorni vi è transitato. Chiunque si trovi già in Italia, in provenienza da quel territorio, è tenuto a sottoporsi a tampone contattando i dipartimenti di prevenzione. Nel frattempo scegliamo la strada della massima prudenza”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza in merito alle misure previste dall’Ordinanza del 16 gennaio per contrastare la nuova variante di SARS-CoV-2 identificata in Brasile. Sul tavolo del Consiglio dei ministri in programma lunedì arriva il documento con le proposte delle Regioni in vista del nuovo decreto legge che si limiterà per adesso a posticipare le restrizioni al momento in vigore. «Non possiamo pretendere di chiamarvi a ratificare decisioni già prese, ma possiamo e vogliamo chiedervi di partecipare ad un processo decisionale che certo dovrà essere tempestivo, che certo dovrà essere snello, ma che non potrà calare sulle vostre teste», ha assicurato il ministro Maria Stella Gelmini nel confronto con i governatori. Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha nominato il Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo nuovo Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19. A Domenico Arcuri i ringraziamenti del governo per l’impegno e lo spirito di dedizione con cui ha svolto il compito a lui affidato in un momento di particolare emergenza per il Paese. Dopo l’addio di Agostino Miozzo, cambia la composizione del Comitato tecnico scientifico. Sarà composto da 12 membri contro i 26 attuali e il nuovo coordinatore sarà il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli. E’ quanto stabilirà un’ordinanza del capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, d’intesa con la presidenza del Consiglio. La decisione è stata presa “in relazione alla nuova fase dell’emergenza” e considerata “l’accelerazione delle attività inerenti al nuovo piano vaccinale“, che hanno reso necessario “razionalizzare le attività del Cts, al fine di ottimizzarne il funzionamento anche mediante la riduzione del numero dei componenti”. Nel nuovo Comitato saranno presenti non solo “appartenenti al campo scientifico-sanitario” ma anche esperti del “mondo statistico, matematico-previsionale o ad altri campi utili a definire il quadro della situazione epidemiologica e ad effettuare l’analisi dei dati raccolti necessaria ad approntare le misure di contrasto alla pandemia”. Un piano da 222,1 miliardi in gran parte (191,5 miliardi) coperti con il Recovery Fund a cui si aggiungono i 30,6 mld del Fondo complementare alimentato con lo scostamento di bilancio. Il Recovery Plan italiano, è stato messo a punto nel suo schema definitivo dopo un lungo iter che ha visto il passaggio parlamentare, la condivisione con le parti sociali, il lavoro dei ministeri. Lunedì il premier Draghi lo presenta in Parlamento alle Camere per il approvazione finale entro il 29 del mese, in tempo per l’invio a Bruxelles il 30 aprile. Il disco verde informale della UE nel frattempo è già arrivato, tramite interlocuzioni telefoniche con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Il CdM approva un d.l. recante nuove misure relative all’emergenza epidemiologica da COVID-19, tra cui lo spostamento del coprifuoco dalle 22 alle 23, che sarà poi posticipato alle 24 a partire dal 7 giugno e infine abolito a partire dal 21 giugno, e la riapertura di nuove attività lavorative, ricreative e commerciali; vengono inoltre rivisti i parametri in base ai quali le regioni vengono collocate nei quattro scenari di rischio. Via libera al Green Pass dal governo italiano. Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato il Decreto che definisce le modalità di rilascio delle Certificazioni verdi digitali Covid-19 che faciliteranno la partecipazione ad eventi pubblici, l’accesso alle strutture sanitarie assistenziali (RSA) e gli spostamenti sul territorio nazionale.
Vertici intergovernativi. Il presidente austriaco Alexander van der Bellen, in questi giorni a Roma dove oggi ha incontrato il premier Mario Draghi, è andato in visita al Parco Archeologico di Ostia Antica. Accompagnato dalla moglie Doris Schmidauer, dal ministro dell’Ecologia austriaco Leonore Gewessler e accolto dal direttore del Parco, Alessandro D’Alessio, come prima tappa, a causa della pioggia, van der Bellen ha visitato il Museo Ostiense, in questo periodo chiuso per ristrutturazione, ma aperto per l’occasione.
Il presidente del Consiglio ha incontrato la Cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino. Tanti i temi di discussione, dall’emergenza sanitaria all’immigrazione. Il premier è intervenuto anche sulla possibilità di spostare la finale di Euro 2020 da Londra a Roma, a causa dell’aumento dei contagi in Inghilterra. Sulla pandemia i due leader sono d’accordo nel “restare cauti” per osservare l’evoluzione delle varianti. Sulla questione migranti c’è “vicinanza di vedute”
Il nuovo premier designato libico Abdul Hamid Dbeibah, nel felicitarsi per il varo del governo di Mario Draghi, ha auspicato uno sviluppo delle relazioni con l’Italia specialmente nella gestione delle migrazioni e nell’economia. “Aspiriamo a sviluppare la nostra relazione privilegiata con la vicina Italia, con la quale condividiamo molte sfide, tra cui in particolare la gestione e organizzazione della migrazione”, ha scritto su Twitter. Con l’Italia “abbiamo molte opportunità di integrazione economica”. “Ci felicitiamo con Draghi per aver preso il posto di capo del governo.
Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è giunto a Bari per partecipare ad un evento in occasione del trentennale dell’emigrazione di massa in Puglia degli albanesi con il premier albanese Edi Rama. Di Maio è arrivato poco all’aeroporto dove è stato accolto dal governatore pugliese Michele Emiliano ed entrambi hanno poi accolto Rama.
Il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro delle Finanze Daniele Franco hanno incontrato a Palazzo Chigi la direttrice generale del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) Ngozi Okonjo-Iweala. L’incontro si è inserito nella visita a Roma di Okonjo-Iweala che, nella giornata di ieri, ha visto anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Tra i dossier sul tavolo c’è stato quello dei brevetti sui vaccini: per la vaccinazione su scala globale la direttrice del WTO ha dichiarato che si lavora a una “soluzione pragmatica”. “C’è un tono più costruttivo, più volontà di sedersi al tavolo del negoziato” e “specie dopo l’incontro di tre settimane fa con i produttori, ho l’impressione di una maggiore apertura a sedersi al tavolo del negoziato e arrivare a un risultato pragmatico”, ha affermato in conferenza stampa.
Il presidente argentino Alberto Fernández fa il suo rientro in patria dopo un tour europeo. E’ stato un viaggio decisivo, con l’obiettivo di trovare appoggi internazionali per evitare l’incubo del default e poter quindi affrontare le scadenze del 2021 con i creditori internazionale, in particolare con i Paesi del Club di Parigi, con i quali c’è una scadenza a fine maggio.
Germania. Chiesa tedesca. Unioni benedette in Germania e osteggiate a Roma. In una chiesa tedesca si è tenuta la prima di una serie di messe previste in tutta la Germania per benedire le coppie omosessuali, a dispetto del decreto vaticano che mette al bando tali benedizioni in quanto vietate dalla Chiesa cattolica. “I cieli erano aperti”, ha detto il sacerdote di Monaco, Wolfgang Rothe, visibilmente commosso dopo le prime benedizioni davanti all’altare del luogo di culto decorato con una bandiera arcobaleno.
Germania. Genocidio Namibia. La Germania per la prima volta ha riconosciuto oggi di aver commesso “un genocidio” contro le popolazioni degli Herero e dei Namas in Namibia durante l’era coloniale e donerà al Paese africano 1,1 miliardi di euro in aiuti allo sviluppo. “Qualificheremo ufficialmente questi eventi per quello che sono dalla prospettiva odierna: genocidio”, ha detto in un comunicato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas accogliendo con favore la conclusione di un “accordo” con la Namibia dopo più di cinque anni di difficili negoziati sugli eventi che hanno avuto luogo nel sudovest dell’Africa colonizzato dalla Germania tra il 1884 e il 1915.
Francia. Ambiente. Il Governo francese è stato condannato per inadempienza nella lotta al cambiamento climatico e danno ecologico. La condanna arriva a seguito di una denuncia portata avanti da un gruppo di Organizzazioni Non-Governative (Greenpeace France, Oxfam France, FNH, Notre Affaire à Tous). Queste ONG hanno presentato la loro accusa contro il governo francese nel 2019, ricevendo il supporto di più di 2 milioni di cittadini: l’evento è stato definito “L’Affaire du siècle”. Le ONG hanno accusato la Francia di non aver rispettato le norme ambientali volte a combattere il cambiamento climatico e le promesse fatte a seguito dell’Accordo di Parigi sul clima del 2015. Di contro, il governo ha rigettato le accuse, stressando l’importanza di alcune leggi sul clima approvate l’anno scorso.
Slovenia. Governo e stampa. Non sembra esserci possibilità di dialogo, e nemmeno di tregua, nella battaglia ingaggiata dal premier sloveno Janez Janša con i mezzi di comunicazione del suo paese, uno scontro che ora ha anche passato i confini nazionali. Fin dal suo ritorno alla guida della Slovenia, avvenuta un anno fa, Janez Janša, premier e leader della coalizione di centro destra, ha confermato un rapporto difficile con i media che pubblicavano notizie e commenti ritenuti non favorevoli al governo.
Altre notizie. Eurovision Song Contest. Brevissima premessa. La canzone dei Maneskin non mi è piaciuta nemmeno a SanRemo: ecco le prove. Però ho tifato per l’Italia. In quanto nazione. Anche perchè non avesse tutte queste debole canzoni rivali. Ma andiamo con ordine. Le canzoni favorite alle viglia (nei pronostici) erano in ordine di preferenza l’Italia, la Francia, Malta, l’Ucraina e la Svizzera. Diciamo che a differenza degli altri anni, i risultati definitivi sono stati abbastanza conformi alle previsioni. Questo però non vuol dire che le votazioni delle giurie nazioni e quelle del televoto concordassero.
Vertice G7. Si è ufficialmente chiuso il vertice G7 di Carbis Bay, in Cornovaglia. Focus sull’ambiente e sulla battaglia contro i cambiamenti climatici nella terza e ultima giornata del summit a presidenza britannica, allargato da ieri ai leader ospiti di Australia, Corea del Sud, India, Sudafrica e di Onu e Oms. Ora, dice il premier Maio Draghi, serve “un accordo ambizioso e duraturo” sulla transizione ecologica, ambiente e il clima. Al centro del vertice le misure per combattere la pandemia. Sul fronte lotta al Covid “al G7 è emerso il chiaro obiettivo di vaccinare la popolazione mondiale e mettere fine alla pandemia nel 2022”, spiegano fonti Ue. Al G7 “siamo riusciti a raggiungere una posizione molto equilibrata” in merito al dibattito sugli accordi Trips e la revoca dei brevetti sui vaccini, spiegano inoltre fonti Ue, ricordando che l’Unione europea “è stata la farmacia del mondo in questa pandemia”. In primo piano anche i rapporti con Cina e Russia.
Vertice Ue. I leader Ue, nel summit sociale di Porto, si impegnano a “mantenere le misure d’emergenza finché è necessario, promuovendo un approccio per facilitare la creazione di posti di lavoro”, e chiedono che il Consiglio Ue approvi gli obiettivi dell’agenda sociale entro il 2030, tra cui il 78% di occupazione, il 60% di lavoratori adulti impegnati in una formazione annuale. Ma i leader, nella dichiarazione conclusiva, precisano che tutto dovrà essere fatto “rispettando il principio di sussidiarietà (quindi le competenze a livello dei singoli Stati, ndr) e limitando il peso amministrativo sulle Pmi”. I leader europei hanno partecipato al ‘social summit’ e al Consiglio informale Ue, in Portogallo, convocato dal primo ministro portoghese, Costa. L’Eurogruppo, che riunisce i ministri economico finanziari della zona euro, si è riunito oggi in teleconferenza per affrontare i temi relativi alla situazione macroeconomica e a quella sanitaria.
Ilga Europe 2021. L’Italia si colloca tra Lettonia e Bulgaria nella Rainbow Europe Map di Ilga Europe. Ed è così che il paese in cui si discute se i reati d’odio dovrebbero essere ritenuti “libertà di espressione” come dicono Simone Pillon e Jacopo Coge appare sempre più un satellite della Russia, distanziato sempre più dall’Europa dei diritti e delle libertà. ILGA-Europa classifica tutti i 49 paesi europei su una scala compresa tra 0% (gravi violazioni dei diritti umani, discriminazione) e 100% (rispetto dei diritti umani, piena uguaglianza). L’Italia è ferma a soli 22 punti percentuali. Katrin Hugendubel, direttrice dell’Advocacy di ILGA-Europe, commenta: «Tanti processi legislativi sono stati bloccati in Europa negli ultimi 12 mesi, in paesi come Cipro, Cechia, Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Kosovo, Lituania, Moldova, Montenegro, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito. Assistiamo anche al peggioramento delle procedure esistenti, ad esempio sul riconoscimento legale del genere, anche in Georgia, Spagna, Serbia e Irlanda del Nord. Sarebbe facile incolpare tutto l’attenzione politica essendo immersa nella risposta della salute pubblica al COVID-19 e al conseguente calo economico, ma la realtà è molto più complessa. In troppi paesi, il progresso si ferma perché c’è una maggiore polarizzazione politica sulle questioni LGBTI, perché alcuni funzionari eletti non vedono vantaggi derivanti dal sostenenere l’uguaglianza LGBTI e perché i governi non la vedono come una questione prioritaria».
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