l presidente del Consiglio ha annunciato che dal 26 aprile torneranno le zone gialle nella conferenza stampa sulle riaperture: “Un rischio ragionato, un rischio fondato sui dati che sono in miglioramento”. Ristoranti all’aperto aperti a pranzo e a cena, scuole tutte in presenza in giallo e arancione. Via libera agli spostamenti tra regioni in zona gialla, servirà un pass per andare da una regione all’altra di colore diverso.
“La campagna di vaccinazione va bene, con tante sorprese positive e qualcuna negativa e questo è stato fondamentale per prendere le decisioni” sulle riaperture, ha proseguito Draghi. “Questo rischio che incontra le aspettative dei cittadini – ha aggiunto – si fonda su una premessa: che i comportamenti siano osservati scrupolosamente, come mascherine e distanziamenti, nelle realtà riaperte”. Il premier ha auspicato per questo l’attenzione delle istituzioni e forze del’ordine: “In questo modo il rischio si trasforma in opportunità”.
A proposito di vaccini, Draghi ha detto: “Io il crollo di fiducia in Astrazeneca non lo vedo nei dati”. Ed anche il ministro Roberto Speranza ha confermato che non c’è crollo nei dati delle vaccinazioni ma “richiesta di informazioni”. Speranza ha inoltre aggiunto: “Chi rifiuta il vaccino va in coda ma io invito a vaccinarsi perché tutti i vaccini sono efficaci e sicuri”.
Saranno definitive le riaperture? “Quando ho parlato di rischio ragionato è questa la risposta: se i comportamenti sono osservati e sulla campagna vaccinale non ho dubbi che sarà sempre meglio la possibilita che si torni indietro è molto bassa e in autunno la vaccinazione sarà molto diffusa”, ha risposto Draghi.
Non solo le riaperture più vicine, durante la conferenza stampa il ministro della Salute Roberto Speranza ha aggiunto anche altre date al calendario della ripartenza delle attività: “Il 26 aprile è la data chiave in cui ripristiniamo le zone gialle, investendo sugli spazi aperti. Poi una road map accompagnerà le riaperture: il primo giugno alcune attività sportive, il primo luglio le attività fieristiche”.
Draghi ha definito le riaperture “una risposta al disagio di categorie e giovani, portano maggiore serenità nel Paese, pongono le basi per la ripartenza dell’economia”. Il premier ha espresso fiducia per l’imminente futuro: “Mi aspetto che avremo un rimbalzo molto forte nei prossimi mesi e poi dovremo attestarci su un sentiero di crescita. Il rimbalzo è certo, non è sicuro esattamente quanto forte sarà. Ma dobbiamo lavorare sulla sfida di assicurare che dopo la ripresa dei prossimi mesi continueremo a crescere e tenere alto il livello dell’occupazione, dopo tantissimi anni in cui purtroppo la situazione è stata diversa”.
Durante la conferenza stampa, Draghi ha affrontato i temi di carattere strettamente economico, sottolineando che con il Def e lo scostamento si fa “una scommessa sul debito buono”. Il premier ha aggiunto che il ministro “Franco ha enunciato il Def e l’entità dello scostamento, 40 miliardi. Non merita attenzione solo la cifra ma il percorso di rientro dal deficit, che è poco meno del 12%, solo nel 2025 si vedrà il 3%. Se la crescita sarà quella che ci attendiamo da tutti questi provvedimenti, dal piano di investimento, dal Pnrr, dalle riforme, pensiamo che non servirà una manovra correttiva negli anni a venire”.
“Il Pnrr – ha proseguito il presidente del Consiglio – è fatto di 191,5 miliardi circa, di cui 69 a fondo perduto, 122 prestiti, più 30 del fondo di accompagnamento al Pnrr”. E a proposito del decreto Sostegni, Draghi ha sottolineato che “è segnato dalla rapidità dei pagamenti, dal 30 marzo a oggi sono stati pagati due miliardi nella prima settimana e nella seconda un miliardo, ma i pagamenti non sono ancora terminati”.
Sempre per ciò che riguarda le imprese “la questione aperta è se introdurre cambiamenti” nei prossimi sostegni “Il criterio adottato nel primo decreto è quello del fatturato ma ha suscitato perplessità in tanti per vari motivi. Il ministero sta pensando ad aggiungere, oltre a quello del fatturato, anche un criterio che riguarda l’utile, l’imponibile fiscale, in modo da vedere esattamente i soggetti più colpiti dalla pandemia”, ha spiegato Draghi. “Naturalmente – ha precisato – non si può aver tutto: con il fatturato i tempi sono molto rapidi, con altri parametri i tempi si allungano di tre o quattro settimane”.
Prima della conferenza, il premier ha partecipato alla cabina di regia proprio per esaminare i dati sul contagio e discutere delle riaperture delle prossime settimane e delle varie tappe. Nelle scorse ore, le Regioni hanno presentato una bozza con il loro piano per riaprire le varie attività, ma le proposte devono essere vagliate anche dagli esperti dell’Iss e del Cts.
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