La storia dei Matia Bazar

1963-1967 LE ORIGINI

In origine sono i Jets, di cui fanno parte Angelo Sotgiu e Franco Gatti (futuri Ricchi & Poveri), Gianni Belleno (futuro batterista dei New Trolls) e Gianni Casciano. Quando nel 1966 Belleno lascia la band per entrare nei New Trolls, i Jets si sfaldano. Angelo e Franco, l’anno dopo, grazie all’incontro con la cantante di un gruppo beat, I Preistorici, Angela Brambati (ammiratrice di Rita Pavone, dal 1963 fidanzata con lo stesso Sotgiu), decidono quindi di costituire un quartetto polifonico, sul modello dei complessi statunitensi, idea che si concretizza nel 1967, subito dopo l’incontro con un’amica di Angela, Marina Occhiena, di poco più giovane e anche lei cantante. Nascono i Ricchi e Poveri.

1967-1970 I NEW JET

Gianni Casciano, unico superstite del gruppo decide di riavviare il progetto e propone ad Aldo Stellita (basso), Piero Cassano (tastiere, voce) e Pucci Cochis (batteria) di dar vita ad una nuova formazione, dapprima battezzata New Jet poi solo Jet. Stellita e Cassano fino ad allora facevano parte del gruppo Onde Sonore.
I primi anni di questo gruppo lasciano traccia fino e quando Casciano lascia gli subentra prontamente Carlo Marrale.

1971-1973 ARRIVA CARLO MARRALE

Renzo Pucci Cochis, Piero Cassano, Aldo Stellita e Carlo Marrale

Il loro debutto discografico avvenne nel 1971 al Disco per l’Estate, con il primo 45 giri Vivere in te.  Ma il genere melodico pare non funzionare, meglio il pop progressive dell’album Fede Speranza Carità (’72) con chitarre elettriche e tastiere in gran spolvero. Una fiammata, visto che l’anno successivo si torna alle atmosfere più orecchiabili di Anikana-o con cui si presentano al festival di S.Remo (poi riproposto oltreoceano con successo da Cerrone). Sull’album Fede Speranza Carità fa intanto la sua comparsa nelle vesti di gradita ospite una voce femminile di assoluta bellezza e personalità, destinata a interpretare un ruolo fondamentale nella storia futura del gruppo ligure, Antonella Ruggero che allora si faceva chiamare Matia e tentando la strada da solista aveva partecipato all’album come corista, anche se non accreditata.

L’album, Fede speranza carità, anch’esso uscito nel 1972, deriva da un cambio radicale nel loro genere musicale, convertendosi al rock progressivo che stava diventando allora piuttosto popolare, ed è un bellissimo disco, con forti influenze hard rock e voce in falsetto, ma anche con un buon uso dell’organo ed una solida sezione ritmica, come nella lunga Sinfonia per un re che ricorda a tratti le parti a più voci dei New Trolls, e Il prete e il peccatore. Purtroppo questo è stato il loro unico passaggio in campo progressivo, e i singoli successivi tornarono ad un genere di rock commerciale non particolarmente riuscito.

Fede speranza carità è un album particolarmente raro, uscito per la Durium, e a causa della bassa tiratura di stampa e della delicatezza della copertina, è molto difficile trovare copie in perfetto stato. La copertina apribile ha una finestra ritagliata sul lato anteriore, da cui esce un calice, in cartoncino molto spesso, incollato nella parte interna. La prima ristampa italiana in vinile è uscita nel 2010 in edizione limitata per la AMS, con copertina forata identica all’originale. La stessa etichetta ha poi ristampato il disco con copertina apribile non forata. L’album era stato in precedenza stampato con un’ottima riproduzione della copertina originale sia in Giappone (King K28P716) che in Corea (Si-Wan SRML 2010 – solo 1000 copie, quelle successive hanno una copertina singola).  L’edizione coreana comprende un brano in più, la ballata Gloria gloria, da un singolo del 1973.
Non esistono ristampe contraffatte.

Il disco è stato ristampato in CD in Italia nel 1997 e di nuovo nel 2019, questa volta con copertina mini-LP apribile e due brani aggiuntivi da 45 giri, Gloria gloria e Guarda coi tuoi occhi.
Nel 2005 è uscita una ristampa ufficiale giapponese (BMG Japan BVCM-37588) con una copertina mini LP in cartoncino apribile che riproduce fedelmente l’originale.. Il brano Non la posso perdonare è uscito su due diversi 45 giri nel 1972. Come molti brani presenti sui singoli, non è mai uscito su LP. Il 45 giri Anikana-o/Guarda coi tuoi occhi è uscito anche in Francia per la Durium (2C006-94371) con diversa copertina fotografica e in Grecia (Durium D 34916) con copertina forata generica.
Sempre Anikana-o è stato pubblicato in Messico in una versione in lingua spagnola per la Gamma (n.G-1250). Lo stesso brano, così come la sua facciata B originale, è anche uscito in Italia nel 1973 in versione cantata in inglese, ribattezzata Voo doo woman. Una raccolta della Durium, intitolata Canzoni d’estate (MS-A 77272, anno 1971) contiene Vivere in te Uomo, dal primo 45 giri dei Jet. La versione in musicassetta di Fede speranza carità (cat. MD-A 215) è particolarmente interessante per la copertina con una foto inedita del gruppo, totalmente diversa da quella dell’LP. La stessa foto è stata poi riutilizzata per una compilation in CD a basso prezzo uscita nel 1995 e contenente l’intero LP insieme a brani da 45 giri.

1971-1973 MUSEO ROSENBACH

Alla fine degli anni sessanta nel sanremese è attivo il gruppo La Quinta Strada, formato da Alberto Moreno (tastiere), Pit Corradi (chitarra solista), Giancarlo Golzi (batteria), Marco Biancheri (voce), e come bassista un toscano detto “Calore” che suona cover di motivi beat e blues anglosassoni. All’inizio del 1971, con l’arrivo di Enzo Merogno (chitarra) e Leonardo Lagorio (fiati) da Il Sistema, e il cantante Stefano “Lupo” Galifi, il gruppo cambia nome per iniziativa di Moreno in Inaugurazione del Museo Rosenbach. La band inizialmente prosegue con un repertorio basato su cover di grandi complessi progressive anglosassoni e brani originali, suonando come gruppo di supporto nei concerti di affermati artisti liguri, tra i quali Ricchi e Poveri e Delirium. Lagorio abbandona poco dopo per entrare nei Celeste.

Nel 1972 il gruppo viene contattato da Angelo Vaggi della Dischi Ricordi, che stava lanciando numerosi gruppi progressive (fra gli altri, il Banco del Mutuo Soccorso e la Reale Accademia di Musica). Il gruppo, che ha già il materiale per un disco, abbrevia il nome in Museo Rosenbach ed esegue un provino con il solo “Lupo” Galifi alla voce (pubblicato vent’anni dopo dalla Mellow Records). Con la Dischi Ricordi il Museo Rosenbach pubblica Zarathustra nel 1973, un album che viene spesso annoverato fra i migliori lavori del progressive italiano. Il disco è interamente un lavoro di Moreno, e rappresenta un ottimo esempio di rock sinfonico ben suonato e con le tastiere in grande evidenza. I testi a tema secondo i canoni del concept album nascono da una ricerca filologica ancora una volta di Moreno, tradotta in liriche dal paroliere Mauro La Luce. L’album nonostante l’impegno della Ricordi si rivela un insuccesso commerciale, soprattutto a causa dell’erronea valenza politica che gli viene attribuita: la copertina del vinile concepita dal grafico della casa discografica Caesar Monti su sfondo nero, raffigura un inquietante volto umano grazie a un collage di vari oggetti, tra i quali compare il mezzo busto di Mussolini. L’orientamento del movimento progressive italiano del tempo, con la maggior parte dei gruppi dichiaratamente schierata a sinistra, non favorì certo la promozione del disco. È proprio per tentare di uscire da questa uniformità un po’ conformista che si era fatta quella scelta: il gruppo era stato vittima della sua stessa provocazione. Si aggiunga poi che il tema dell’album ruota attorno all’opera Così parlò Zarathustra del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, generalmente frainteso come ispiratore di ideologie totalitarie. A poco valsero le smentite della Ricordi e degli stessi membri del gruppo, superficialmente tacciati di fascismo, il gruppo venne emarginato dai contesti musicali dell’epoca, e censurato persino dalla Rai. Il gruppo riesce a partecipare al Festival di musica d’avanguardia e di nuove tendenze di Napoli, ma poco dopo finisce per sciogliersi.

1974 MATIA

Nel 1974 Antonella Ruggiero iniziò ufficialmente con lo pseudonimo di “Matia” la sua carriera artistica, pubblicando come solista un primo 45 giri, La strada del perdono. Nel lato B “Io Matia“ è caratterizzato da vocalizzi e armonica a bocca suonata da Antonella Ruggiero. In maniera non accreditata collaborò anche con i Jet nel loro LP Fede, speranza, carità prestando la voce nei cori. Dall’unione di Matia con alcuni membri dei Jet nacquero nel 1975 i Matia Bazar.

1974 – 1975 NASCONO I MATIA BAZAR

Nel 1974 il gruppo aggiunse una voce femminile (Antonella Ruggiero) ed un nuovo batterista (Giancarlo Golzi del Museo Rosenbach), cambiando nome in Matia Bazar e intraprendendo una lunga carriera di successo che, attraverso molti cambi di formazione, è durata fino ai nostri giorni. Debuttano nel 1975 con il singolo Stasera… che sera! (con Paolo Siani, session man dell’Ariston Records, alla batteria), partecipando alla manifestazione Un disco per l’estate, senza qualificarsi per le serate finali di Saint-Vincent. In seguito pubblicano il singolo Per un’ora d’amore con il quale ottengono un buon successo.

1976 IL PRIMO ALBUM

Matia Bazar 1 è l’album d’esordio pubblicato su vinile dall’etichetta discografica Ariston (catalogo AR LP 12283) e dalla Oxford (catalogo OX 3067) nel 1977, anticipato dai singoli Stasera… che sera!/Io, Matia e Per un’ora d’amore/Cavallo bianco (1975).

Nel 1976 è il singolo Cavallo Bianco, ispirato al genere rock progressivo, ad ottenere un grande successo. Registrato negli Studi Ariston, di proprietà di Alfredo Rossi, titolare dell’etichetta; tecnico del suono Roberto Di Muro Villicich. I brani sono tutti delle Edizioni musicali Ariston, eccetto Suffering from Memories e Blue (edite dalle Edizioni musicali Santa Cecilia). Tutte le canzoni, eccetto Gente d’ogni età ed i due brani in inglese Suffering from Memories e Blue, sono state inserite in singoli pubblicati tra il 1975 e il 1978  Nel 1991 è stato ristampato su CD e rimasterizzato dalla Virgin Dischi (catalogo MPICD 1009 – 777 7 86615 2), dopo il fallimento della Ariston nel 1989. Reso disponibile per il download digitale, nel 2011, dalla EMI Italiana.

Per un ora d’amore. Le versioni in spagnolo di Per un’ora d’amore e Cavallo bianco, intitolate rispettivamente Por una hora a tu lado (lett. «Per un’ora al tuo fianco») e Caballo blanco, compaiono nell’album del 1978 Sencillez, insieme ad altre traduzioni di successi. Quest’album è una raccolta di canzoni destinate al mercato latino, piuttosto che una versione in spagnolo del corrispondente album Semplicità pubblicato in Italia nello stesso anno. Sempre nel 1978, le due canzoni erano già state pubblicate su singolo come lati B: Por una hora de amor (lett. «Per un’ora d’amore», unica occorrenza di questo titolo in tutta la discografia) in Colombia (Ariston 543003) con lato A Solo tuCaballo blanco in Spagna (Hispavox 45-1770) con lato A “Mister Mandarino”.
Cavallo bianco. Ancora nel 1978 Por una hora a tu lado raggiunge il primo posto in Spagna e nei paesi di lingua latina, per questo i Matia Bazar vengono invitati come ospiti d’onore al Festival internazionale della canzone di Viña del Mar. Entrambi i brani saranno poi inclusi rimasterizzati nella raccolta in CD e LP Grandes éxitos (1996), ma soltanto il primo nel doppio CD Fantasia – Best & Rarities (2011).
Ma che giornata strana
Blue
Un domani sempre pieno di te
Stasera che sera. Con questo pezzo il gruppo partecipa alla 12ª edizione della manifestazione canora radiotelevisiva Un disco per l’estate, senza riuscire ad accedere alla fase finale di Saint Vincent. Tuttavia il brano, pur proposto da una compagine nuova sul panorama della canzone italiana, riscuote un grande successo.
Suffering from Memories
Limeriks. Il testo è costituito dallo spelling del titolo secondo la fonetica inglese.  Il brano venne usato dalla Rai come sigla di un programma della Tv dei ragazzi. Tale utilizzo, per una consuetudine dell’epoca poi abbandonata, autorizzava registi e/o autori della trasmissione a co-firmare il testo del brano. In questo caso, gli improbabili coautori, registrati anche dalla SIAE, sono Cino Tortorella e il regista Davide Rampello.
Io Matia. Nato come lato B del primo 45 giri da solista di Antonella Ruggiero, sotto lo pseudonimo di “Matia” (che in ligure significa ‘persona matta’), La strada del perdono/Io, Matia. La registrazione inserita nell’album è quella del singolo originale del 1974, ancorché il titolo sia indicato con la virgola.
Gente di ogni età.

1977 GRAN BAZAR E L’ORO DEI MATIA BAZAR

Gran Bazar è il secondo album dei Matia Bazar, pubblicato su LP e cassetta dalla Ariston (catalogo AR LP 12320 e AR 20320) nel 1977 e, nuovamente in vinile, dalla Oxford (catalogo OX 3091) nel 1978; anticipato dai singoli Che male fa/Un domani sempre pieno di te (1976) e Ma perché?/Se…. Raggiunge la 8ª posizione nella classifica italiana degli album più venduti del 1977. Nel 1991 è stato ristampato su CD e rimasterizzato dalla Virgin Dischi (catalogo MPICD 1010 – 777 7 88072 2). L’album è il primo grande successo del gruppo, tanto che nello stesso anno verrà pubblicata una raccolta che metterà assieme i successi dei primi due album, pubblicati in meno di due anni.

Gran Bazar. Esiste anche un singolo promozionale che contiene questo brano dal vivo diviso in due parti. Su una base strumentale si inseriscono i vocalizzi di Matia; entrambi richiamano le melodie e i ritornelli di Stasera… che seraPer un’ora d’amore, Cavallo bianco e Che male fa quasi in un medley.
Yesterday. Cover dal vivo dell’omonimo brano dei Beatles.
Noi. Versione dal vivo del brano strumentale Io, Matia, al termine del quale Matia presenta tutto il gruppo. La durata di questa versione è di 4 min : 48 s.
Che male fa. Il brano sarà poi incluso rimasterizzato nella raccolta in CD e LP Grandes éxitos (1996). Il brano sarà poi ripreso da Mina nel 1986 e incluso nel disco Sì, buana.
Per un minuto e poi …
Se
La strada del perdono. Originariamente lato A del singolo d’esordio come solista di Antonella Ruggiero (lato B: Io, Matia), inciso dalla cantante nel 1974 con lo pseudonimo Matia. L’incisione include ancora il primo batterista della band: Paolo Siani (da non confondere con Renzo Cochis, batterista dei J.E.T:).
Ma perchè. Sovente riportato col titolo privo del “?”, è stato presentato al Festival di Sanremo 1977 e, nella serata finale, subito eliminato per effetto della votazione negli scontri diretti. Il pezzo ha comunque avuto un notevole successo tra i giovani.

Nello stesso anno partecipano cantando agli sketch della rubrica pubblicitaria televisiva Carosello  realizzati per pubblicizzare le valvole Fermostop della Giacomini e viene pubblicata anche la loro raccolta L’oro dei Matia Bazar, contenente l’inedito Solo tu, che raggiunge la vetta della classifica di vendita dei 45 giri con circa un milione di copie.  L’Oro dei Matia Bazar è la prima raccolta dei Matia Bazar, pubblicata su LP dalla Ariston Records (catalogo AR LP 12326) nel 1977 e dalla Oxford (catalogo OX 3148) nel 1979. L’unico inedito è Solo tu.

Solo tu. Il singolo viene inciso anche in lingua spagnola e riceve un ottimo consenso sul mercato latino. Usando il brano, i Matia Bazar realizzano una pubblicità televisiva per la Tanara, nota marca di gelati. Una sua parodia si sente in una pubblicità dell’epoca della Fiat 126. Con questo brano i Matia Bazar vincono il concorso Vota la voce del 1977 come ‘Miglior gruppo’. Partecipa alla manifestazione canora estiva Festivalbar 1978.
Che male fa. Estratto da Gran Bazar.
Per un’ora d’amore. Estratto da Matia Bazar 1.
Un domani sempre pieno di te. Estratto da Matia Bazar 1.
Stasera che sera. Estratto da Matia Bazar 1.
Ma perchè. Estratto da Gran Bazar.
Per un minuto e poi. Estratto da Gran Bazar.
Cavallo bianco. Estratto da Matia Bazar 1.
Gente d’ogni età. Estratto da Matia Bazar 1.

1978 SEMPLICITA’

Nel 1978 il gruppo partecipa per la seconda volta consecutiva al Festival di Sanremo con …E dirsi ciao vincendo la manifestazione. Pochi mesi dopo, pubblica l’album Semplicità. Raggiunge la 17ª posizione nella classifica italiana degli album più venduti del 1978. L’album, pubblicato alcuni mesi dopo la vittoria del gruppo al Festival di Sanremo 1978, NON contiene la canzone vincitrice …e dirsi ciao presentata alla manifestazione. La versione dell’album in vinile per il mercato tedesco (Polydor Records catalogo 2374 145) del 1979 ha come seconda traccia del lato B, il brano Raggio di luna al posto di Ancora un po’ di te. Nel 1991 è stato ristampato su CD e rimasterizzato dalla Virgin Dischi (catalogo MPICD 1011 – 777 7 88071 2). Nel 1978, le versioni in spagnolo di Tu semplicità (intitolata Tu o la sencillez) e Playboy (stesso titolo) sono state inserite nell’album Sencillez insieme a traduzioni di altri successi precedenti. Quest’album è quindi una raccolta di canzoni destinate al mercato latino, non una versione spagnola dell’LP Semplicità. Entrambi i brani saranno poi inclusi rimasterizzati nella raccolta in CD e LP Grandes éxitos (1996), e, soltanto il primo, nel doppio CD Fantasia – Best & Rarities (2011).

Tu semplicità. Rimane nella classifica dei singoli più venduti in Italia tra la fine del 1978 e del 1979, raggiungendo la 9ª posizione della hit parade settimanale e risultando fra i primi 35 del 1978. Partecipa alla manifestazione canora estiva Festivalbar 1978.
Soli…a volte insieme
Accipicchia che nostalgia
Però che bello. Raggiunge la 18ª posizione nella classifica delle vendite dei singoli italiani del 1979.
È così
Playboy
Ancora un po’ di te
Raggio di luna. Con questa canzone il gruppo partecipa all’Eurovision Song Contest 1979 giungendo quart’ultimo. Inizialmente il brano è stato inserito solo nell’edizione per il mercato tedesco dell’album Semplicità (Polydor Records catalogo 2374 145) del 1979 e, successivamente, in poche altre raccolte. Incisa poi in spagnolo con titolo Rayo de Luna e in inglese come Moonshine.
Guarda un pò
È magia
Occhi grandi come il mare

1979 TOURNEE’

Durante l’autunno del 1979 viene pubblicato il singolo C’è tutto un mondo intorno, che anticipa l’album Tournée. Tournée è il quarto album dei Matia Bazar, pubblicato su vinile dalla Ariston Records (catalogo AR LP 12359) nel 1979 e dalla Oxford (catalogo OX 3313) nel 1985. Raggiunge la 18ª posizione nella classifica italiana degli album più venduti del 1980. Nel 1991 è stato ristampato su LP (catalogo MPIT 1012) e rimasterizzato su CD dalla Virgin Dischi (MPCID 1012). Reso disponibile per il download digitale nel 2011 dalla EMI Italiana.

Tram
Non è poi tanto male
Ragazzo in blue jeans
Per amare cosa vuoi. 
C’è tutto un mondo intorno. Rimane nella classifica dei singoli più venduti in Italia tra la fine del 1979 e del 1980, raggiungendo la 6ª posizione della hit parade settimanale e risultando fra i primi 60 del 1980.
Oggi per te
Come un fiore
Tutto bene – All Right

1980 IL TEMPO DEL SOLE

Il tempo del sole è il quinto album dei Matia Bazar, pubblicato su vinile dalla Ariston Records (catalogo AR LP 12383) nel 1980, anticipato dal singolo Italian sinfonia/Non mi fermare (1980). Raggiunge la 18ª posizione nella classifica italiana degli album più venduti del 1980.  Nel 1991 è stato ristampato su CD e rimasterizzato dalla Virgin Dischi (catalogo MPCID 1013 – 777 7 88119 2).Versione promozionale dell’album Il tempo del sole per i mercati di lingua latina, pubblicata dalla Epic Records (catalogo EPC 84976) nel 1980, che contiene le prime due tracce del lato A tradotte e cantate in spagnolo (El tiempo del solNuestra sinfonía). I due brani sono stati inseriti, rimasterizzati, nella raccolta in due CD Fantasia – Best & Rarities del 2011. Il singolo Italian Sinfonia che viene presentato nell’estate al Festivalbar, dove ottiene un ottimo successo.

Il tempo del sole. Rimane nella classifica dei singoli più venduti in Italia tra la fine del 1980 e del 1981, raggiungendo la 21ª posizione della hit parade settimanale e risultando fra i primi 80 del 1980. Usato come sigla del programma televisivo pomeridiano Domenica in trasmesso da Rai 1 nel 1980. El tiempo del sol è la versione in spagnolo di Il tempo del sole inserita come prima traccia nell’album omonimo per il mercato latino e, come lato B, nel singolo promozionale pubblicato nel 1980 dalla Epic Records (catalogo EPC 9351) con lato A Nuestra sinfonía.
Italian sinfonia. Raggiunge la 15ª posizione nella classifica settimanale delle vendite dei singoli in Italia e la 61ª nella classifica dell’anno 1980. Brano con cui il gruppo partecipa durante il 1980 alle manifestazioni canore FestivalbarCantagiro e Vota la voce. Nuestra simfonia è la versione in spagnolo di Italian sinfonia (lett. “[La] nostra sinfonia”) pubblicata nel 1980 dalla Epic Records (catalogo EPC 9351) come lato A di un singolo promozionale ed inserita come seconda traccia nell’album El tiempo del sol (1980) destinato al mercato latino, insieme al lato B (omonimo all’album) come prima traccia.
Se lei
Senzaguai
Ti conosco bene
Una persona normale
Non mi fermare
Mio bel Pierrot
Ricordi

1981 CASSANO LASCIA IL GRUPPO, AL SUO POSTO MAURO SABBIONE

Matia Bazar

I Matia Bazar ospiti a Discoring a fine 1981, con il tastierista Mauro Sabbione: anche nella scelta del look, ora più affine al punk, il gruppo mostrava l’avvenuta svolta verso sonorità synth pop. Piero Cassano decise infatti di abbandonare il progetto e al suo posto subentrò il tastierista Mauro Sabbione, che contribuì ad aprire il periodo elettronico dei Matia Bazar. “Le notti passate insonni, soprattutto con Aldo e Antonella Ruggiero poi con Carlo Marrale e Giancarlo Golzi a parlare dei brividi elettronici che attraversavano il vecchio continente, sono uno dei ricordi più belli” ha raccontato sul suo sito ufficiale Mauro Sabbione a proposito della sua militanza nella band. “Ascoltavamo Ultravox, Kraftwerk, Joy Division, Peter Gabriel ma anche B52 o la lirica italiana, mentre mettevamo a punto i nuovi pezzi che sarebbero stati l’ossatura del magnifico periodo postmoderno culminato con Vacanze romane”. Sabbione entrò nel gruppo nei primi mesi del 1981 e non ebbe alcun problema a far suo tutto il vecchio repertorio. Poi insieme cominciarono a scrivere i nuovi pezzi e da quel momento in poi, fino al 1984, lasciò la sua impronta sintetica nel suono e negli arrangiamenti dei Matia Bazar.

1982 PROFILI MUSICALI E BERLINO, PARIGI, LONDRA

Profili musicali è stato distribuito esclusivamente in edicola (con la rivista settimanale  “TeleSette”), è il 25° numero della collana economica “Profili Musicali – Autori e interpreti della Canzone Italiana” pubblicata dall’etichetta Ricordi. La raccolta non compare nella discografia ufficiale del gruppo ed è riportata solo in poche altre. Nella confezione del disco è inserito un libretto fotografico e biografico; sulla copertina apribile dell’album, sia al recto sia al verso, la stessa fotografia del gruppo e, all’interno, nella contro copertina, un articolo firmato Luisa Contarini. Tutte le canzoni sono pubblicate su licenza della Ariston Records, nessun inedito, né singolo estratto.

Solo tu Estratto da L’Oro dei Matia Bazar
Stasera che sera Estratto da Matia Bazar 1.
Per un minuto e poi… Estratto da Gran Bazar.
Ancora un po’ di te Estratto da Semplicità
Tu semplicità Estratto da Semplicità
Che male fa Estratto da Gran Bazar.
E dirsi ciao Canzone edita nel 1978 e vincitrice del Festival di SanRemo; ma per la prima volta inserita in un album.
Il tempo del sole Estratto da Il tempo del sole

Berlino, Parigi, Londra è il sesto album dei Matia Bazar, pubblicato su vinile dalla Ariston Records (catalogo AR LP 12392) nel 1982, anticipato dal singolo Fantasia/Io ti voglio adesso (1982). Primo dei due album con il compositore Mauro Sabbione, che subentra alle tastiere all’uscente Piero Cassano (ancora presente come autore delle musiche de Io ti voglio adessoChe canzone è e Stella polare) e che segna l’inizio del periodo ‘elettronico’ del gruppo. Nel 1991 è stato ristampato su CD e rimasterizzato dalla Virgin Dischi (catalogo 777 7 88111 2).

Lili Marleen Cover, cantata in tedesco, del celebre brano Canzone di una giovane sentinella del 1939.
Io ti voglio adesso 
Passa la voglia (Look at the Rain Fall)Cover di Look at the Rain Fall, brano scritto e musicato da Nick Laird-Clowes, con testo in italiano di Salvatore Stellita.
Che canzone è 
Fortuna
Fantasia Inserita insieme a Lili Marleen sono state inserite nell’LP compilation Megadisco (catalogo Ariston ARX 16022). L’album contiene 3 brani per lato: quelli dei Matia Bazar sono i primi due del lato A, insieme a “Lei” di Giovanni Nuti. Nel lato b ci sono inserite Kim & The kadillacs con “No stop twist”, Toyah con “I want to be free” e Eddy Grant con “Jamaican child”.
Stella polare 
Zeta (strumentale) 
Fuori orario 
Astra (strumentale) 

Lato A del singolo promozionale pubblicato nel 1983 solo in Giappone dall’etichetta SEVEN SEAS (catalogo K07S 7044) e inserito, insieme al suo lato B Il video sono io e a Vacanze romane, soltanto nella versione giapponese dell’album Berlino, Parigi, Londra (SEVEN SEAS K28P 422), pubblicata nel 1983, escludendo i due pezzi strumentali e Stella polare dell’edizione originale. Fa parte della colonna sonora, mai pubblicata, del film italiano Magic Moments del 1984. È apparso per la prima volta in CD nella raccolta per il solo Giappone Matia Bazar – Best Hits del 1990 (King Records Japan) e sul mercato europeo nel doppio CD del 2011 Fantasia – Best & Rarities.

1983 TANGO

Tango è il settimo album in studio del gruppo musicale italiano Matia Bazar, pubblicato nel 1983 su vinile dalla Ariston Records (catalogo AR LP 12402). L’album è stato prodotto da Roberto Colombo. Secondo e ultimo album con la collaborazione di Mauro Sabbione come tastierista e compositore. Ristampato su CD nel 1987 dalla CGD (catalogo CDS6054) e dalla Virgin Dischi nel 1991 (MPCID 1015). Rimasterizzato dalla Virgin nel 2001 (777 7 86619 2). Reso disponibile per il download digitale nel 2011 dalla EMI Italiana. Raggiunge la prima posizione nella classifica italiana degli album più venduti del 1983. Nella Classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre di Rolling Stone Italia occupa il 72º posto.

Vacanze romane Presentato dal gruppo al Festival di Sanremo 1983, si classifica al quarto posto e si aggiudica il Premio della Critica. Fu composta da Carlo Marrale con testo di Aldo Stellita, il quale la fece firmare a Giancarlo Golzi per i diritti della SIAE. Fu pubblicata nel 1983 nel 45 giri Vacanze romane/Palestina e inserita nell’album Tango. Interpretata dalla voce di Antonella Ruggiero, accompagnata dagli arrangiamenti stile synth pop del tastierista Mauro Sabbione, è una delle canzoni più note dei Matia Bazar. La canzone richiama con nostalgia i tempi passati di Roma («Roma, dove sei?»), senza riferimenti ad un periodo in particolare. Infatti il titolo richiama il film omonimo girato a Roma negli anni Cinquanta, ma nel testo sono anche evocate due operette dei primi decenni del Novecento, Il paese dei campanelli e La vedova allegra. È nominata anche La dolce vita di Federico Fellini, film che raccontava lo stile di vita a Roma negli anni ’50, e Greta Garbo, attrice hollywoodiana degli anni ’30.
Palestina 
Elettrochoc (con Enzo Jannacci) È una canzone solo apparentemente priva di senso ma di forte connotazione politica contro l’uso dell’Terapia elettroconvulsivante: i personaggi (i malati nei manicomi) sono introdotti attraverso delle loro esclamazioni in cui sembrano delirare (es: Vorrei andare al mare ad Hollywood), mentre nel ritornello si parla della tortura a cui vengono conseguentemente sottoposti (Elettrochoc perché… guarda come sei! Un altro choc per quello che non sarai. Elettrochoc perché non impari mai; un altro choc per quello che non farai. Elettrochoc perché tu non parli più, un altro choc, se agli altri non vai giù). Con questo brano il gruppo vince, per la seconda volta, il concorso Vota la voce come “Miglior gruppo”. Lo stesso anno (1983), viene pubblicato un maxi singolo in formato 12″ (Ariston ARX 16027), che contiene sia una versione estesa (6:22), poi inserita nella raccolta Fantasia – Best & Rarities un doppio CD del 2011, sia una strumentale (5:47) del brano; quest’ultima esiste anche su singolo 7″ accorciata a 4 minuti.
Intellighenzia 
Il video sono io Il videoclip, con regia di Piccio Raffanini, ha vinto la manifestazione Myfest Rimini 1983 ed è stato la sigla finale della trasmissione Domenica in di Rai 1.
Scacco un po’ matto 
Tango nel fango 
I bambini di poi 

1984 L’USCITA DI SABBIONE E ARISTOCRATICA

Sabbione esce dal gruppo. Ecco la dichiarazione che Mauro Sabbione, anni dopo rilascerà sui motivi del suo abbandono. “Semplicemente perché il progetto stava prendendo una piega in cui non mi ritrovavo. Dopo Tango, l’idea era di incamminarci in una direzione ancor più d’avanguardia che però mantenesse dei connotati popolari. Con il titolo Hotel Mister Kappa stavamo mettendo a punto un disco concettualmente kafkiano che prevedeva collaborazioni anche con altri musicisti; avrebbe dovuto contenere parte del materiale poi finito in “Aristocratica”, oltre ad altri brani che avevo scritto io. Solo che questa volta i discografici intervennero, pretendendo che il nuovo lavoro riprendesse gli stessi temi del predecessore, cosa che, in effetti, accadde. Allora decisi di abbandonare il gruppo, senza alcun rancore o risentimento”.

Rimasti in quattro, i Matia Bazar non sostituirono subito Sabbione e sempre nel 1984 pubblicarono “Aristocratica”. Aristocratica è l’ottavo album dei Matia Bazar, pubblicato su vinile dalla Ariston Records (catalogo AR LP 12418) e dalla CGD su vinile e cassetta (CGD 20635) nel 1984. Inizia a collaborare col gruppo, in veste di turnista, Sergio Cossu, che dall’album successivo diventerà tastierista ufficiale e membro della band. Ristampato su CD dalla Virgin Dischi nel 1987 (MPCID 1016) e, rimasterizzato, nel 1991 (777 7 88112 2).

Sulla scia 
Carmen 
Ultima volontà 
Milady
Aristocratica 
Mosca Helzapoppin Contiene citazioni dal brano Walking in the Air di Howard Blake inserito nella colonna sonora del film d’animazione per bambini The Snowman (1982).
Logica attenuante 
Luci al neon
Cercami ancora
Brano secondo classificato al Festival Mondiale della Canzone Popolare di Tokyo del 1984, inserito, in versione originale dal vivo, nell’introvabile LP della manifestazione. Sempre nel 1984, esce, soltanto in Giappone, come singolo studio (lato B: Aristocratica) e viene aggiunto all’edizione giapponese dell’album Aristocratica (SEVEN SEAS catalogo K28P 499). È disponibile per il mercato europeo nelle raccolte: Sentimentale: le più belle canzoni d’amore… del 2001 e The Platinum Collection del 2007.

1985 COSSU ENTRA NEL GRUPPO E MELANCHOLIA

 

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1989. Ruggiero abbandona i Matia Bazar. Nel 1989, dopo 19 album e 7 dischi live, la Ruggiero decise di lasciare i suoi compagni di viaggio. Sentiva che per lei quella magnifica esperienza fosse arrivata al capolinea, che non le fornisse più nuovi stimoli. “[…]Per 14 anni, siamo andati in giro per il mondo e questo è il ricordo più bello che ho di quel meraviglioso periodo” ha dichiarato Antonella a Onda Musicale. “Insieme siamo andati in alcune aree del Mondo che adesso non ci sono più come l’Unione Sovietica, la Siria e la Giordania in quanto luoghi completamente annientati dalle guerre. Oppure in un Paese come il Cile dove allora era in vigore il coprifuoco. Io, noi, abbiamo visto un mondo che è completamente cambiato”.
Nel 1993 anche Carlo Marrale decise di abbandonare il gruppo. La partenza della Ruggiero aveva “squilibrato un asse” ha raccontato il chitarrista. “I Matia Bazar stavano diventando un’altra cosa e per onestà nei confronti di me stesso e di Aldo ho deciso di fermarmi”. Proprio con la scomparsa di Aldo Stellita, avvenuta nel 1998, il gruppo cambiò pelle definitivamente. Oltre a essere il bassista del gruppo, Stellita era autore della maggior parte dei testi, un raffinato paroliere, intelligente e sensibile. Ma era anche una figura fondamentale per gli equilibri del gruppo. “È stato più che un fratello, buono, paziente, saggio, lungimirante, intellettualmente onesto, intelligentissimo, oltre che un poeta” ha dichiarato Carlo Marrale in un’intervista a firma di Andrea Turetta. “Anzi direi che se è venuta fuori la parte buona di me, lo devo proprio a lui. Le canzoni più importanti della storia del Matia Bazar le abbiamo composte insieme”. Con la morte di Aldo Stellita si esauriva definitivamente anche lo spessore poetico della band. Tutto ciò che venne dopo fu un onesto pop senza particolari sussulti, distante anni luce dai fasti dei Settanta e degli Ottanta, gli anni d’oro dei Matia Bazar.
1998. Morte Stellita  Proprio con la scomparsa di Aldo Stellita, avvenuta nel 1998, il gruppo cambiò pelle definitivamente. Oltre a essere il bassista del gruppo, Stellita era autore della maggior parte dei testi, un raffinato paroliere, intelligente e sensibile. Ma era anche una figura fondamentale per gli equilibri del gruppo. “È stato più che un fratello, buono, paziente, saggio, lungimirante, intellettualmente onesto, intelligentissimo, oltre che un poeta” ha dichiarato Carlo Marrale in un’intervista a firma di Andrea Turetta. “Anzi direi che se è venuta fuori la parte buona di me, lo devo proprio a lui. Le canzoni più importanti della storia del Matia Bazar le abbiamo composte insieme”. Con la morte di Aldo Stellita si esauriva definitivamente anche lo spessore poetico della band.