Governo

Speranza: “La zona rossa non è una punizione per la Lombardia”

La Lombardia ricorre al Tar per la zona rossa? ”Non ho mai fatto polemica con nessun presidente di Regione né assessore, non lo farò neanche in questa occasione. Ogni volta che firmo delle ordinanze, producendo delle chiusure che sono indispensabili al paese secondo la nostra comunità scientifica, ci sono sempre per qualche giorno delle tensioni ma quello che conta è che dopo qualche settimana la curva si abbassa, si riducono le persone che perdono la vita e quindi alla fine sono scelte giuste. Ne abbiamo bisogno perché l’epidemia è ancora in una fase espansiva, abbiamo numeri che sono ancora molto significativi e le misure sono l’unico strumento per costruire una risposta efficace”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza.

Fissare per una regione la zona rossa “non è una punizione, è invece una scelta che prende atto di numeri scientifici – ha aggiunto Speranza -. Dobbiamo lavorare, le polemiche non servono a nulla ma le misure servono, sono consapevole che chiediamo sacrifici ma sono indispensabili per tenere la curva sotto controllo”.

La Lombardia contesta infatti l’ordinanza del ministro Roberto Speranza che istituisce la zona rossa e conferma l’intenzione di fare ricorso contro il provvedimento. Lo presenterà lunedì mattina al Tar, con la richiesta di misura cautelare urgente avanzata dal vicepresidente Letizia Moratti. “I dati giornalieri confermano una situazione ben lontana dalla necessità di una zona rossa per la Lombardia”, sottolinea il governatore Attilio Fontana, mentre la
vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti chiede di sospendere l’ordinanza con effetto immediato. Dopo il lockdown dei mesi scorsi, la Regione più colpita d’Italia dalla pandemia è convinta che la zona rossa sia ora una “punizione immeritata” e “non coerente con i dati” regionali relativi all’emergenza sanitaria. “In altre regioni del Paese il rischio di contagiosità è palesemente superiore”, aggiunge Moratti, che torna a chiedere di rivedere i parametri della classificazione in fasce.

Del resto, osserva Palazzo Lombardia, ci sono tredici regioni davanti alla Lombardia per numero di contagi ogni centomila abitanti, dodici per numero di tamponi ogni mille abitanti, prima per numero di tamponi e vaccini:
«ecco perché – spiega il governatore – presentiamo ricorso”.Nel calderone della polemica entra anche l sindaco di Milano, Giuseppe Sala: “Qualcosa non torna”. Il primo cittadino chiede a governo e regioni di “comunicare in modo univoco i dati sui quali vengono prese le decisioni”

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