Governo

Via libera dal Cdm al dl sul riordino dei ministeri, nasce il Mite

Roberto Cingolani

Via libera da parte del Cdm al decreto ministeri con il quale si procede alla riorganizzazione di alcuni dicasteri, a partire dal Ministero di Transizione Ecologica. Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato i cinque decreti legislativi per l’attuazione della riforma dello Sport. I decreti erano stati presentati dal ministro Vincenzo Spadafora, quando era in carica il governo Conte. Oggi parte una “sfida imponente” ambientale e sociale, quel percorso di costruzione che vede “tutto il Governo impegnato a lavorare per portarla a termine e nella realizzazione di questa nuova visione”.

Alla Transizione ecologica, ministero guidato da Roberto Cingolani,  sono trasferite dallo Sviluppo economico le risorse umane, strumentali e finanziarie destinate all’esercizio delle competenze in materia di energia. Il Mite, questo il nuovo acronimo, sottrae dunque allo Sviluppo economico una delega molto importante, cioè  la definizione degli obiettivi e delle linee di politica energetica e mineraria nazionale. “Voglio porre l’accento sul nuovo acronimo del ministero: Mite”, ha osservato Cingolani: “La mitezza è la virtù perduta che va recuperata e che indica il modo in cui intendiamo operare: puntare sulla forza degli argomenti e sulla consapevolezza della sfida ambientale e sociale, confrontandosi con grande apertura, avendo a cuore le future generazioni”. Ha poi aggiunto: “La sfida è imponente, abbiamo poco tempo”..

“Con il consiglio dei ministri odierno è stato ufficialmente creato il nuovo Ministero per la Transizione Ecologica. Una promessa che avevamo fatto ai cittadini per rendere la politica industriale del Paese improntata al Green New Deal europeo”. Così in un post su facebook Stefano Patuanelli che sottolinea come si tratti di “una scelta di campo che caratterizza fortemente l’azione del Governo e che sposta molte competenze del Ministero dello Sviluppo Economico in materia energetica”.  Beppe Grillo sulla sua pagina Fb rilancia il post di Patuanelli, ora alle politiche agricole, che commenta: “Questa è un’eredità importante che lasceremo alle prossime generazioni a prescindere dai nomi e da chi siede nei Ministeri”.

“Il nuovo Ministero per la Transizione ecologica è realtà, con poteri e deleghe ampi e incisivi, e con il senso profondo che esso racchiude. Lo ha stabilito il Consiglio dei ministri che pochi minuti fa ha approvato un decreto legge che mette nero su bianco le competenze che avrà il nuovo dicastero. È un risultato per cui il Movimento 5 Stelle ha lottato in queste settimane ed è una svolta preziosa per il Paese”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico. “Un punto di partenza per un percorso che abbiamo il dovere di portare avanti nel solco della transizione energetica e ambientale, della tutela del pianeta e della sostenibilità. Solo con un approccio ambientalista saremo capaci di disegnare il futuro delle nostre comunità”, conclude.

Il via libera del Consiglio dei Ministri all’istituzione del nuovo Ministero della Transizione Ecologica “è un risultato importante per il Paese, proposto e negoziato da Beppe Grillo, che punterà a proiettare l’Italia verso nuove opportunità di crescita e sviluppo”. Lo scrive Luigi Di Maio su Fb. “Transizione ecologica non significa solo ambiente e green, ma andremo a revisionare totalmente il concetto di lavoro, di imprese e apriremo una strada innovativa e moderna che ci porterà ad essere molto più competitivi”. E ci saranno “nuovi posti di lavoro duraturi”.

Con l’approvazione del decreto di riordino delle attribuzioni dei ministeri, nasce anche il ministero della Cultura, che ha per acronimo MiC. Lo rende noto l’ufficio stampa di Via del Collegio romano.

Inoltre il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti diventa “Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili”: questo è il nuovo nome approvato oggi dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro Enrico Giovannini con il decreto-legge sulla riorganizzazione dei ministeri. Lo annuncia il ministero in una nota.

“Il cambio di nome – afferma il ministro Giovannini – corrisponde a una visione di sviluppo che ci allinea alle attuali politiche europee e ai principi del Next Generation Eu. L’obiettivo è promuovere una forte ripresa economica del Paese che sia sostenibile anche sul piano sociale e ambientale, come indicato dal Presidente Draghi, che ringrazio per aver sostenuto la proposta di modifica del nome del Ministero. Investimenti rapidi e consistenti, come quelli che stiamo programmando, in particolare con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, devono produrre un rilevante effetto sul piano della competitività del sistema economico e di stimolo occupazionale nell’attuale congiuntura economica e in prospettiva”.

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