Governo

Nuovo Decreto 16 gennaio: quasi tutta l’Italia in zona arancione. Stop spostamenti

Approvato il decreto-legge con le misure anti Covid, stasera (15 gennaio) il premier Conte firmerà il nuovo Dpcm di gennaio. Si è trattato di un lungo confronto, poiché erano emerse posizioni divergenti tra le Regioni, il governo e il commissario straordinario, Domenico Arcuri. Al vertice di ieri (14 gennaio), a cui hanno partecipato – oltre a Bonaccini – anche il suo vice Giovanni Toti, governatore della Liguria, Luca Zaia per il VenetoMarco Marsilio dell’Abruzzo, Antonio Spirlì reggente in Calabria e la coppia Fontana-Moratti della Lombardia, era emersa una spaccatura sul provvedimento che voleva vietare l’asporto dai bar dopo le ore 18. La risposta era arrivata in serata con le parole del ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia: l’esecutivo manterrà la norma per evitare casi di movida, palazzo Chigi e il Mise avevano tentato di “limitare al massimo i divieti” alle sole bevande e alcolici.                

Ma andiamo con ordine: tutti provvedimenti del decreto riguardano il territorio nazionale, e quindi anche Emilia Romagna, Marche e Venetoentrano in vigore da sabato 16 gennaio e fino al 5 marzo. Tutti gli indicatori sono peggiorati nella settimana che si sta per concludere. E in base all’ultimo monitoraggio, con le modifiche introdotte dal decreto, solo 6 regioni rimarrebbero gialle: Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d’Aosta. 

“Il ministro Speranza ha annunciato che il combinato disposto del decreto legge approvato giovedì sera e del nuovo Dpcm sta per mettere in arancione praticamente tutta l’Italia a partire da domenica con i nuovi parametri”, aveva anticipato Toti a Tg2 Italia su Rai 2. Toti è stato critico: “Non credo che gli italiani possano restare con le loro attività chiuse, chiusi in casa e vedere un Governo che traccheggia nella speranza di trovare 7-8 voti al Senato”, aveva commentato riferendosi alla crisi di governo in corso. 

Il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, sarà in vigore fino al 15 febbraio e non più al 5 marzo.  https://www.quotidiano.net/cronaca/video/cinque-regioni-arancioni-stretta-con-nuovo-dpcm-1.5895819?embed&autostart=false

I bar dovranno chiudere alle 18. Dopo le 18, insomma, i ristoranti potranno continuare a lavorare con asporto e consegna a domicilio. I bar, invece, anche in zona gialla possono svolgere solo la consegna a domicilio ma l’asporto viene vietato per evitare assembramenti da aperitivi improvvisati in strade e piazze vicino ai bar. È quanto prevede la bozza del nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio. Una misura che trova però una forte resistenza dei presidenti di Emilia Romagna e Veneto. “Come Regioni – spiega Bonaccini – abbiamo ribadito la nostra forte preoccupazione riguardo l’ipotesi di un divieto di asporto per i bar dopo le ore 18, che non porterebbe vantaggi significativi sul piano della prevenzione sanitaria e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori, in particolare ai danni di categorie già fortemente colpite dalle restrizioni in queste settimane”. E anche il governatore Luca Zaia del Veneto ha chiesto che la norma sia ritirata. “Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 e 47.25 (bar e esercizi specializzati nella vendita al dettaglio di bevande e alcolici, ndr) – si legge nel testo – l’asporto è consentito esclusivamente fino alle 18”. Nella riunione con il governo di questa mattina le regioni avevano chiesto che fosse vietata solo la vendita di bevande e non l’asporto in generale.  

A partire da lunedì le scuole superiori di secondo grado “adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica in modo che almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza”. È quanto prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio. Per le scuole dell’infanzia, per le elementari e le medie, prosegue il testo, la didattica continua a svolgersi “integralmente in presenza”. 

Gli impianti sciistici rimarranno chiusi fino al 15 febbraio. Lo prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio nella quale si sottolinea che dal 15 di febbraio potranno aprire gli impianti “solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”.

Via libera alle crociere. La bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio afferma che “i servizi di crociera da parte delle navi passeggere di bandiera italiana possono essere svolti nel rispetto delle specifiche linee guida validate dal Comitato tecnico scientifico”.

Finiscono in zona arancione tutte le regioni che superano l’indice Rt 1 (e con valore uguale o superiore a 1,25 si finisce in zona rossa). Ma si colorano in arancione anche “le regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio alto”. In rischio alto, nell’ultimo monitoraggio, c’erano 12 regioni. Alcune delle quali sono già in zona arancione come l’Emilia Romagna che all’ultima rilavezione aveva con un Rt 1,05 e che dovrebbe restare in zona arancione fino alla fine del mese, il Veneto (Rt 0,97) e la Lombardia. Mentre le Marche (Rt 0,93, valutazione di impatto alto e classificazione di rischio complessivo alto) sono rimaste gialle. Ad alto rischio sono state definite anche Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Piemonte, le province autonome di Bolazano e Trento, Puglia e Umbria. Ora c’è attesa per il prossimo monitoraggio settimanale sulla base del quale verranno assegnate le nuove zone colori.

Nel decreto viene vietato ogni spostamento fuori regione anche per chi abita in zona gialla. L’ipotesi a cui il governo sta lavorando è, però, l’apertura dei musei per i giorni feriali in zona gialla nei giorni feriali. “Nel Dpcm che chiuderemo oggi – ha detto il ministro Franceschini – proporrò che i musei riaprano nelle zone gialle almeno nei giorni feriali. È un primo passo, un segnale di riapertura, ma vedremo in giornata”. La riapertura dei musei sarà a ingressi contingentati, su prenotazione e con misurarzione della temperatura corporea e tutte le altre misure anti covid. Restano chiuse paletre e piscine anche se si continua a lavorare per consentire almeno la ripresa delgi allenamenti individuali.

“Sono altresì aperte al pubblico le mostre, alle medesime condizioni previste dalla presente lettera per musei e istituti e luoghi della cultura”, si specifica nel testo.

Col nuovo decreto emergenziale, il ministro Franceschini ha spiegato anche che “l’Italia sarà divisa in zone e si crea anche una “zona bianca con regole di prudenza, come mascherine e distanziamento, ma si riaprirà tutto. Ci si andrà se il dato epidemiologico consentirà di andare in quest’ultimo gradino prima della normalità”. Per accedere alla zona bianca i parametri sono molto stringenti: Scenario di tipo 1 e incidenza dei contagi, per due settimane consecutive, sotto ai 50 ogni 100mila abitanti per tre settimane consecutive. Lo scenario di tipo 1 è quello in cui ci sono pochi e tracciabili focolai, con Rt regionali sopra soglia, cioè sopra 1, per periodi limitati, cioè inferiori a 1 mese, e bassa incidenza. In zona bianca dovrebbero riaprire cinema, teatri, musei e anche palestre e piscine.

No anche agli spostamenti verso le seconde case fuori regione a meno di motivi che rendano lo spostamento indispensabile come rotture improvvise: ma lo spostamento deve durare il tempo necessario e sufficiente per affrontare il problema e non oltre. Se si vive in regioni in zona arancione, spot anche allo spostamento verso le seconde case all’interno della regione.

Inoltre, dal 16 gennaio 2021 e fino al 5 marzo 2021, sarà consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un`altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le 20 all’interno dela regione se si è in zona gialla o all’intero dell ostesso comune se si è in zona arancione o rossa, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell`abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono.

Sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.

Durante il Consiglio dei ministri si è deciso di sbloccare i concorsi pubblici in presenza, ma per un massimo di 30 partecipanti per sessione. Il protocollo dovrà essere inoltre autorizzato dalla Funzione pubblica e dal Cts. Lo riferiscono autorevoli fonti di governo.

“Proroga-ponte per la ripresa dell’invio delle cartelle esattoriali”. Il decreto legge approvato “prevede l’ulteriore differimento, dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021, dei termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonchè degli altri atti tributari elencati dall’articolo 157 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”.

Il testo proroga, al 30 aprile 2021, il termine entro il quale potranno essere adottate o reiterate le misure finalizzate alla prevenzione del contagio ai sensi dei decreti-legge n. 19 e 33 del 2020.

Tale spostamento può avvenire all`interno della stessa Regione, in area gialla, e all`interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti. Sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.

In considerazione della necessità di agevolare l`attuazione del piano vaccinale per la prevenzione del contagio da Covid-19, in coerenza con le vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di protezione dei dati personali, è istituita, una piattaforma informativa nazionale idonea ad agevolare, sulla base dei fabbisogni rilevati, le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi vaccinali. “Abbiamo fatto il punto sull’aggiornamento del Piano Vaccini – sottolinea Bonaccini -, condividendo assieme al commissario Arcuri un’impostazione che prevede, al termine della copertura destinata al personale sanitario e agli operatori e agli assistiti delle Residenze Sanitarie per Anziani, l’avvio di un’ulteriore fase di vaccinazione che interesserà la popolazione ultra ottantenne, per poi avviare la più generale campagna vaccinale destinata a tutti i cittadini, a partire dalle categorie più a rischio”.

2 risposte »

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.