Governo

Verso Pasqua e Pasquetta 2021 in lockdown

Il nuovo decreto legge 1 aprile n. 44 del governo Draghi intitolato “Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici” è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è entrato in vigore. Da domani, 3 aprile, tutta l’Italia sarà in zona rossa fino al 5 aprile, giorno di Pasquetta. Oggi intanto il report n. 45 dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute porteranno all’ordinanza del ministro Roberto Speranza con i cambi di colore delle Regioni. 

Ma non ci sarà nessuna zona gialla almeno fino a maggio, così come previsto dal nuovo decreto che entrerà in vigore a partire dal 7 aprile. Ciò nonostante i dati sulla curva pandemica e sull’indice di contagio Rt potrebbero portare ai cambi di colori in alcune regioni. Come la Campania, che dovrebbe passare dalla zona rossa a quella arancione, mentre il Veneto di Luca Zaia spera di arrivarci: “Noi auspichiamo un passaggio di colore”, ha ammesso il governatore Luca Zaia. Il sito del governo ricorda che dal 15 marzo al 2 aprile 2021 e nella giornata del 6 aprile 2021, in tutte le zone gialle si applicano le disposizioni previste per le zone arancioni (articolo 1, comma 1, del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30). In base alle disposizioni attualmente in vigore, si trovano:

  • in zona arancione: Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Molise, Sicilia, Sardegna, Umbria, e alla Provincia Autonoma di Bolzano;
  • in zona rossa Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e Provincia Autonoma di Trento.

In base al decreto legge 13 marzo 2021 n. 30 il 3, 4 e 5 aprile 2021, su tutto il territorio nazionale (tranne che nelle zone bianche), si applicano le restrizioni previste per la zona rossa. E quindi nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021 “sarà consentito una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata della stessa Regione, tra le ore 5.00 e le 22.00, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro”.

I colori delle regioni dovrebbero essere in larga parte confermati anche se ci sono due regioni a rischio. Una è la Basilicata, che è alle prese con diversi focolai e un indice Rt di nuovo in crescita: rischia la zona rossa. Così come la Liguria, dove il presidente Giovanni Toti che ha disposto la zona rossa nel Ponente ligure, nelle province di Savona e di Imperia, da oggi fino a domenica 11 aprile compresa.

La provincia di Bolzano, invece, torna rosso scuro sulla mappa aggiornata del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, raggiungendo Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Campania e provincia di Trento. Il Piemonte, che per la prima volta dopo cinque settimane registra un lieve calo dei contagi, non solo chiude i supermercati a Pasqua e Pasquetta ma impone anche il divieto di raggiungere le seconde case per i proprietari che vivono in un’altra regione.

Dal 3 al 5 aprile quindi scatterà la zona rossa in tutta Italia. Anche nelle regioni proclamate in zona arancione. Il lockdown sarà simile a quello di Natale, anche nelle deroghe: si avrà la possibilità di visitare amici e parenti (massimo due adulti ed eventuali minori di 14 anni) all’interno della regione e anche in zona rossa, cosa che è stata vietata fino a ieri. Le regole consentono un pranzo con i famigliari e con gli amici sia a Pasqua che a Pasquetta, mentre vietano la tradizionale gita fuori porta nei parchi o sui litorali. Ecco quindi le regole valide per sabato, domenica e lunedì:

  • Spostamenti: il coprifuoco con il divieto di spostamento è in vigore tra le 5 e le 22 salvo motivi di necessità, salute o lavoro con autocertificazione; è vietato spostarsi da una Regione all’altra a meno di avere motivi di lavoro, salute, urgenza;
  • ci si può spostare tra regioni se ci si reca in una seconda casa, ma solo se le ordinanze regionali non lo impediscono;
  • il pranzo di Pasqua e Pasquetta 2021 sarà possibile con parenti e amici; da sabato 3 a lunedì 5 sarà possibile recarsi in casa d’altri accompagnati da minori under 14 ed eventuali disabili; si consiglia di non superare il limite di sei persone e di indossare le mascherine se si sta tra non conviventi;
  • è possibile andare all’estero ma solo nei paesi indicati dal Dpcm 2 marzo; gli spostamenti per raggiungere gli aeroporti sono autorizzati anche nelle zone rosse; è necessario il test per il coronavirus e una quarantena di cinque giorni al ritorno;
  • si può andare nelle seconde case tranne che in Campania, Puglia, Liguria e Toscana, Piemonte, Valle d’Aosta; per entrare in Sardegna e in Sicilia è necessario un test del tampone negativo due giorni prima o un certificato di vaccinazione;  
  • è consentita l’attività sportiva e motoria nei pressi della propria abitazione; si può fare attività sportiva individuale all’aperto. 

“Siamo in una fase importante di lotta all’epidemia – ha ribadito il ministro della Salute, Roberto Speranza -. Ma chi racconta che stiamo come un anno fa dice una cosa clamorosamente non vera”. Sul fronte scuola, invece, dal 7 aprile si torna in classe. Vietate le ordinanze regionali e ritorno alle lezioni in presenza fino alla prima media in zona rossa e fino alla terza media in arancione, con le superiori in classe al 50%. Torneranno sui banchi 5,3 milioni di studenti, su poco più degli 8 milioni in totale.

Contrario alle riaperture il direttore di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, secondo il quale “è profondamente sbagliato” mandare a scuola bambini non vaccinati. Aprire le scuole, per Galli, “è un atteggiamento di guardia abbassata”. Secondo invece altri esperti, che oggi si sono confrontati durante un convegno su “Covid e varianti”, “l’apertura o la chiusura delle scuole non modifica l’Rt”. A far discutere, poi, è anche la normativa contenuta nel nuovo decreto varato ieri dall’esecutivo. Il capogruppo del Pd in Commissione Affari costituzionali della Camera, Stefano Ceccanti, sottolinea che la possibilità di deroghe al provvedimento attraverso “una generica ‘deliberazione del Consiglio dei ministri'” si rischia “una possibile riduzione delle garanzie dei diritti assicurate dalla riserva di legge e dal passaggio parlamentare”.

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