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Ecco perché è possibile spostarsi all’estero, ma non nel resto d’Italia

Dopo l’ok della ministra dell’Interno, è stata confermata la possibilità di spostarsi all’estero durante le festività pasquali. La nuova ordinanza del ministro Speranza prevede quarantena obbligatoria di 5 giorni e doppio tampone per chi arriva e rientra dai paesi dell’Unione europea. Tuttavia, l’Italia resta rossa, senza possibilità di spostamenti verso le seconde case, altri comuni o regioni

Il decreto legge emanato lo scorso 13 marzo dal premier Mario Draghi ha imposto maggiori restrizioni su tutto il territorio nazionale, eliminando del tutto la zona gialla nelle regioni, in particolare in vista delle festività pasquali. Giorni in cui l’Italia si tingerà di rosso, obbligando i cittadini a rimanere a casa, senza potersi spostare verso seconde case, altri comuni o regioni.

Tuttavia, secondo quanto previsto dal Dpcm del 2 marzo, ancora in vigore, sarà possibile viaggiare all’estero per «turismo» esibendo un certificato di negatività al Covid-19. A questo proposito il ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà questa mattina una ordinanza che prevederà quarantena obbligatoria e tampone per chi arriva e rientra dai paesi dell’Unione europea. Nello specifico, sarà necessario un tampone prima della partenza, quarantena di 5 giorni e poi ulteriore test alla fine dei 5 giorni. Al momento, la quarantena è già obbligatoria per gli arrivi e le partenze dai paesi extra Ue.

Gli spostamenti oltre confine sono consentiti soltanto verso i paesi contenuti nell’elenco C allegato al decreto, ovvero Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse le Isole Fær Øer e la Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi i Paesi d’oltremare francesi come Guadalupa, Martinica, Guyana, Ile de la Réunion, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi i territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra e Principato di Monaco.

A comunicarlo, dopo il via libera della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, anche l’Associazione dei tour operator italiani (Astoi). 

Il ministro del Turismo scelto da Mario Draghi, Massimo Garavaglia, ha già promesso che la prossima estate «sarà meglio di quella passata». Esattamente un anno fa, nel periodo di Pasqua, durante il primo lockdown durato dal 9 marzo al 4 maggio, nessuno ha potuto spostarsi da casa se non per motivi di necessità, urgenza o lavoro. Un blocco che coinvolgeva anche gli spostamenti internazionali.
Quest’anno basterà avere con sé il referto con l’esito negativo al tampone Sars-Cov2 per raggiungere l’aeroporto della propria città e prepararsi al decollo.

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