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La seconda repubblica forse sta morendo, ma la terza è al di là dal nascere

Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris

Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris

Il centrosinistra oltre alle già riconfermate Torino e Bologna, conquista Milano, Cagliari e Trieste e “riconquista” (così per dire) anche Napoli. Ma non è tutto rosa e fiori e questo perchè il centrosinistra non ha ancora un progetto unitario per il dopo Berlusconi. Molto coesi sembrano Idv e Sel: i loro leader (Di Pietro e Vendola) insistono per un’alleanza con Pd e senza l’apporto del terzo polo. Il Pd invece è più indeciso con Bersani che deve mediare tra cui all’interno del suo partito vorrebbe allearsi col terzo polo, chi con l’asse Di Pietro-Vendola e chi addiruttura vorrebbe fare la riedizione dell’Unione in cui oltre al trio Pd-Idv-Sel si aggiungerebbero anche terzo polo e Fds, Verdi e socialisti (e ovviamente i radicali che sono ormai diventati una specie di corrente del Pd). Poi c’è il capitolo Grillo che insiste per l’equidistanza da tutti, ma il cui elettorato lo critica quando fa uscite tipo “Pisapippa” contro i neo sindaci del centrosinistra.

Il centrodestra invece è allo sfracelo. Berlusconi ha dichiarato che se avessero candidato la Carfagna invece che Lettieri avrebbero vinto, ma consegnato la città alla camorra. Come per dire che hanno perso solo perchè hanno voluto loro e che Cosentino (segretario Pdl campano) è un camorrista. Ma se questo lo pensa anche lui perchè non fare una repulisti? Scosso lo è anche il governo nazionale con Berlusconi che vuole concludere gli ultimi due anni di legislatura e Bossi che dichiara che si continua, ma non si sa se tranquillamente.

Infine Fini, che è proprio sparito, Rutelli che non era proprio comparso e Casini che continua la sua battaglia per creare un nuovo centrodestra in attesa che Berlusconi esca di scena e barcamenandosi nel frattempo a livello locale tra un polo e l’altro e a livello nazionale con un nuovo e improponibile terzo polo.

Un commento anche sulle vittorie dei sindaci. A Napoli in particolare dove De Magistris ha vinto col 65% (con 30 punti percentuali in più dell’avversario) dove era riuscito solo Bassolino nel 1993. De Magistris avrà una maggioranza ampissiona con l’Idv e la sua lista che avranno quasi la metà dei consiglieri totali (23 su 48) e in più avrà l’appoggio di Fds (6) e del Pd (5). Il tutto con Udc (2) e Fli (1) non ostili visto che il loro candidato sindaco (il casiniano Pasquino) diverrà su proposta di De Magistris presidente del consiglio napoletano. All’opposizione il solo Pdl, che porta a casa i restanti 11 consiglieri che completano il quadro dei 48 totali. Il vero compito di De Magistris sarà però governare una città che ha un’infinità dei problemi ( due su tutti spazzatura e lavoro). Tanti auguri a lui di buon lavoro. Avrà un quinquennio movimentato davanti a se.

A Milano ha vinto Pisapia, laddove non succedeva dai tempi di Borghini nel 1993. Pisapia conscio di questo traguardo storico dovrà governare una città complessa come Milano non deludendo quanti in questi decenni hanno aspettato pazienti che il vento cambiasse e allo stesso tempo risolvere i mille problemi presenti tra Expo, Citylife, nuove metropolitane e il rendere la città più vivibile. Salutando cioè il manegerismo morattiano con una stagione più ecosostenibile.

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