Mario Draghi (7), presidente del Consiglio dei ministri
Alle guida delle Ferrovie approda un manager «silenzioso», uno di quelli che parlano solo in occasione della presentazione dei risultati e del piano industriale, ma che nel frattempo accumulano incarichi di prestigio. Tale è Luigi Ferraris, che vanta due collocamenti in Borsa rilevanti, come quello di Enel Gren power e Poste. Non solo, nel cda di Fs entrano due donne come Silvia Candiani, ceo di Microsoft Italia e Nicoletta Giadrossi, neopresidente, formazione tra Yale e Harvard, e una carriera prevalentemente all’estero.
Si è ufficialmente chiuso il vertice G7 di Carbis Bay, in Cornovaglia. Focus sull’ambiente e sulla battaglia contro i cambiamenti climatici nella terza e ultima giornata del summit a presidenza britannica, allargato da ieri ai leader ospiti di Australia, Corea del Sud, India, Sudafrica e di Onu e Oms. Ora, dice il premier Maio Draghi, serve “un accordo ambizioso e duraturo” sulla transizione ecologica, ambiente e il clima. Al centro del vertice le misure per combattere la pandemia. Sul fronte lotta al Covid “al G7 è emerso il chiaro obiettivo di vaccinare la popolazione mondiale e mettere fine alla pandemia nel 2022”, spiegano fonti Ue. Al G7 “siamo riusciti a raggiungere una posizione molto equilibrata” in merito al dibattito sugli accordi Trips e la revoca dei brevetti sui vaccini, spiegano inoltre fonti Ue, ricordando che l’Unione europea “è stata la farmacia del mondo in questa pandemia”. In primo piano anche i rapporti con Cina e Russia.
Il presidente austriaco Alexander van der Bellen, in questi giorni a Roma dove oggi ha incontrato il premier Mario Draghi, è andato in visita al Parco Archeologico di Ostia Antica. Accompagnato dalla moglie Doris Schmidauer, dal ministro dell’Ecologia austriaco Leonore Gewessler e accolto dal direttore del Parco, Alessandro D’Alessio, come prima tappa, a causa della pioggia, van der Bellen ha visitato il Museo Ostiense, in questo periodo chiuso per ristrutturazione, ma aperto per l’occasione. La seconda tappa della visita è stato il Thermopolium, una sorta di ‘bar’ con tanto di bancone per la mescita, che si trova nella parte più antica del Parco. Nel frattempo, cessata la pioggia, la visita è proseguita verso il Capitolium e il Foro della città antica, per poi avviarsi verso il teatro e concludersi con uno scambio di doni tra direttore del Parco e il presidente austriaco. Quest’ultimo ha regalato a D’Alessi una tradizionale Sachertorte.
Il senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso, alla sesta legislatura in parlamento, è stato eletto presidente del Copasir: con la designazione di Urso, storico membro di Alleanza nazionale – era il coordinatore del partito ai tempi della Svolta di Fiuggi -, finisce la querelle che ha riguardato il comitato per la sicurezza della Repubblica dall’insediamento del governo Draghi. Il suo predecessore, il leghista Raffaele Volpi, non ha partecipato al voto. Anche il compagno di partito, Paolo Arrigoni, non ha preso parte alla seduta. Sette sì e una scheda bianca hanno permesso a Urso di ottenere lo scranno conteso alla Lega da Fratelli d’Italia: il partito di Giorgia Meloni, essendo l’unica forza di opposizione, aveva preteso per sé la presidenza, come previsto da prassi parlamentare. Decisivi i voti di Partito democratico, Movimento 5 stelle e Forza Italia. Restano alcune ombre sul passato di Urso: secondo alcuni non il senatore non sarebbe idoneo alla presidenza del Copasir perché, in veste di imprenditore, in passato ha stretto legami e fatto affari con aziende iraniane, verosimilmente vicine al governo di Teheran. «Congratulazioni e buon lavoro da me e da Fratelli d’Italia ad Adolfo Urso, neo presidente del comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica – è stato il commento, a caldo, di Meloni -. Il nostro ringraziamento al presidente uscente Raffaele Volpi per il lavoro svolto. Già da vicepresidente del Copasir, il senatore Urso aveva dimostrato capacità e competenza e siamo certi che saprà ricoprire questo importante e delicato incarico allo stesso modo, sempre nell’interesse della Nazione e degli italiani».
Roberto Speranza (6 1/2), ministro della Salute.
- È ufficiale: da lunedì l’Italia sarà ancora più gialla. Settimana dopo settimana sono sempre di più le Regioni che passano (e restano) nella zona con il colore più chiaro, in cui sono permesse le riaperture cominciate il 26 aprile. Il ministro Speranza firmerà in serata delle ordinanze basate sui dati raccolti e analizzati dal monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, che modificheranno i colori delle Regioni a partire da lunedì 17 maggio. Ne rimarrà solamente una in zona arancione per almeno un’altra settimana, mentre nel resto d’Italia si continuerà con il programma delle riaperture, a partire dalle piscine all’aperto che, da domani, potranno tornare ad accogliere ospiti. Quali Regioni passano in zona gialla e in zona arancione da lunedì. Da lunedì 17 maggio Sardegna e Sicilia passeranno in zona gialla. Niente da fare, invece, per la Valle d’Aosta, che resterà almeno un’altra settimana in zona arancione. La decisione è stata presa dal ministro Speranza sulla base dei dati del monitoraggio Iss che, dalla prossima settimana, potrebbe cambiare i parametri. Tutte le altre Regioni italiane restano in zona gialla, anche in virtù di un calo generale dell’indice Rt – che potrebbe essere rivisto già dal prossimo monitoraggio – e dell’incidenza settimanale ogni 100mila abitanti. Con l’aggiunta delle due isole sono 18 le Regioni in zona gialla, oltre alle due Province autonome.
- Il CdM approva un d.l. recante nuove misure relative all’emergenza epidemiologica da COVID-19, tra cui lo spostamento del coprifuoco dalle 22 alle 23, che sarà poi posticipato alle 24 a partire dal 7 giugno e infine abolito a partire dal 21 giugno, e la riapertura di nuove attività lavorative, ricreative e commerciali; vengono inoltre rivisti i parametri in base ai quali le regioni vengono collocate nei quattro scenari di rischio. Aperture graduali e ancoraggio ai dati: i dati della campagna vaccinale e la frenata dei contagi determinano quali riaperture effettuare in sicurezza. Il nuovo decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 17 maggio prevede una serie di riaperture in zona gialla e un allentamento del coprifuoco per poi eliminarlo completamente. Il provvedimento prevede alcune riaperture anticipate, come quelle dei centri commerciali nel weekend dal 22 maggio o delle palestre dal 24 maggio, o dei parchi a tema dal 15 giugno. La cena al ristorante anche al chiuso sarà consentita dal 1° giugno, così come il caffè al bancone del bar. I banchetti per i matrimoni e le feste ripartiranno il 15 giugno e gli invitati dovranno essere dotati di green pass.
- Da Lombardia a Sicilia, da Toscana a Campania, da Veneto a Liguria: prenotazioni aperte a tutti, mappa e news dalle Regioni. Vaccino anti Covid, prenotazioni aperte a tutti e stop fasce d’età, il 3 giugno è un’altra data importante per l’Italia -da Lombardia a Sicilia, da Toscana a Campania, da Liguria a Veneto- sul fronte della lotta alla pandemia. Da oggi, infatti, come annunciato nei giorni scorsi dal commissario straordinario all’emergenza coronavirus Francesco Paolo Figliuolo, “si darà la possibilità alle Regioni e alle province autonome di aprire su tutte le classi seguendo il piano, utilizzando tutti i punti di somministrazione anche quelli aziendali”.
Daniele Franco (6 1/2), ministro dell’Economia.
Le decisioni del Governo sono state coraggiose, voglio sottolinearlo: i comportamenti devono rimanere tali, dalla mascherina al distanziamento». Draghi spiega di aspettarsi un rimbalzo dell’economia già dal prossimo trimestre, con crescita rivista al rialzo per il 2021: «è presto per parlare di crescita sostenuta», ammette il Capo del Governo che poi aggiunge come servirà l’impulso del PNRR per far davvero ripartire l’economia. Sul fronte aumento prezzi, l’inflazione preoccupa e Draghi rileva «ci sono rimbalzi temporanei da osservare bene, i salari ancora sono bassi e c’è tanta disoccupazione».
Elena Bonetti (6 1/2), ministro della Famiglia e Pari Opportunità
Il decreto legge, approvato dal Consiglio dei Ministri n. 22 del 04.06.2021, oltre a prevedere un potenziamento dell’importo degli ANF (assegni nucleo familiare), introduce il cosiddetto assegno “ponte” per le famiglie che non godono dei requisiti per ottenere gli assegni familiari (ANF). Tale misura è prevista, in via temporanea, a partire dal mese di luglio e sino al 31 dicembre 2021. Il Consiglio dei Ministri n. 22 del 4 giugno 2021 ha adottato un decreto legge recante misure urgenti in materia di assegno temporaneo per i figli minori.
Vittorio Colao (6), ministro dell’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale
Lo schema di decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di cybersicurezza rappresenta una soluzione alla vulnerabilità delle reti, dei sistemi informativi, dei servizi informatici e delle comunicazioni elettroniche di soggetti pubblici e privati possono essere sfruttate al fine di provocare il malfunzionamento o l’interruzione, totali o parziali, di funzioni essenziali dello Stato e di servizi essenziali per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali per gli interessi dello Stato, nonché di servizi di pubblica utilità, con potenziali gravi ripercussioni sui cittadini, sulle imprese e sulle pubbliche amministrazioni, sino a poter determinare un pregiudizio per la sicurezza nazionale.
Andrea Orlando (5 1/2), ministro del Lavoro e Politiche Sociali
40 miliardi per il Decreto Imprese, Lavoro, Professioni: 17 per ristori, 9 per aiuti credito e liquidità, 4 ai lavoratori per le difficoltà di emergenza, 3,3 per il turismo. Per la prima volta entra anche il criterio dell’utile oltre al fatturato per distribuire i sussidi: «serve più tempo perché occorre verificare bene gli utili, comunque un criterio più giusto». Sul fronte giovani, il Decreto stabilisce la cancellazione dell’imposta di registro e del mutuo: per i giovani meno abbienti c’è anche la garanzia bancaria dello Stato sulla’80% del mutuo, «si vuole rendere più facile comprare casa e costruirsi una famiglia». Sulla scuola invece, Draghi annuncia concorso ordinario anticipato prima di settembre: l’ambizione è quello di tornare al sistema di concorsi annuali dove tutti i giovani saranno aiutati in questo. «È un Decreto che guarda al futuro ma che non vuole lasciare indietro nessuno».
Luciana Lamorgese (5), ministro degli Interni.
Il cielo è buio sulla capitale, ma la luce nell’ufficio al secondo piano del Viminale è ancora accesa. Non è ancora terminata l’ennesima giornata “sul pezzo” per il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, alle prese col dossier legato all’incremento di arrivi di migranti via mare: «12.894» dal 1° gennaio a ieri, secondo i dati del Viminale, a fronte di circa 3mila dello stesso periodo del 2020. La «cabina di regia» del governo non si è ancora riunita, ma a Palazzo Chigi si è tenuto un primo punto della situazione fra il premier Mario Draghi, la titolare dell’Interno e i colleghi di Esteri e Difesa, Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini.
Renato Brunetta (5), ministro della Pubblica Amministrazione
Con una drastica semplificazione dei vincoli e dei lacci, la Pubblica amministrazione da freno alla crescita diventa motore di sviluppo”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, saluta il disco verde del Consiglio dei ministri al decreto legge contenente le semplificazioni e la governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza. “La prossima settimana provvedimento ad hoc per reclutamento personale pubblico” “Il decreto – continua il ministro, che è proponente del testo e ha tirato le fila del dossier semplificazioni – rappresenta la cornice indispensabile di accompagnamento del Piano di ripresa, insieme alle norme che introducono nuove procedure rapide e trasparenti per il reclutamento del personale pubblico e che arriveranno con un provvedimento ad hoc la prossima settimana. Perché, per garantire che le semplificazioni non restino sulla carta, occorre investire sul capitale umano pubblico, che va ringiovanito e riqualificato. Con questo pacchetto unitario di governance, semplificazioni e assunzioni, tutti tasselli dello stesso mosaico, disegniamo una nuova Pubblica amministrazione in grado di sostenere il rilancio. È la prima pietra miliare del Pnrr. Un Paese forte non ha paura di semplificazioni e trasparenza. Il Governo ha dimostrato unità e determinazione. C’è un’Italia da ricostruire, ognuno deve fare la propria parte”.
Il ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta illustra in conferenza stampa il d.l. relativo al rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del PNRR e per l’efficienza della giustizia. Il decreto introduce misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del PNRR e per l’efficienza della giustizia. Il testo si compone di due parti: la prima regola i concorsi e le modalità di arruolamento del personale della PA, la seconda disciplina le assunzioni, a tempo determinato collegate alla realizzazione delle finalità del Recovery Plan. Le norme introdotte definiscono pertanto percorsi veloci, trasparenti e rigorosi per il reclutamento di profili tecnici e gestionali necessari e pongono le premesse normative per le riforme della pubblica amministrazione e della giustizia valorizzando il capitale umano, la semplificazione delle regole e la digitalizzazione di strumenti e procedure.
Patrizio Bianchi (4 1/2), ministro dell’Istruzione
E’seduto al suo posto nel bel mezzo della fase d’uscita (si spera) dall’emergenza pandemica, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, ma a tratti è come se la voglia di guardare oltre fosse talmente forte da farlo sembrare direttamente altrove. E anche se parla di alleviare la piaga del precariato degli insegnanti, molto applaudito dai parlamentari del centrosinistra, e di come ridurre la dipendenza degli studenti dagli strumenti digitali, approvato anche da una parte del centrodestra, Bianchi, nel giorno in cui va in audizione davanti alle Commissioni congiunte Istruzione e Cultura di Camera e Senato, sembra discendere non tanto dalla sua Emilia Romagna, dove per lungo tempo è stato assessore, ma direttamente da Marte. Nel senso che quando fa capire che la Dad resterà, certo non come ora, ma resterà in qualche forma, e che anzi bisogna formare gli insegnanti già reduci da “uno sforzo titanico”, diversi parlamentari trasecolano. Dice un deputato: “Anche solo a evocarla, la Dad, rischiamo di sembrare Candide”. Ma Bianchi è convinto di quello che dice.
Giancarlo Giorgetti (4 1/2), ministro dello Sviluppo Economico
Il CdM vara il decreto Riaperture, un d.l. contenente misure per la graduale ripresa delle attività, in vigore dal 26 aprile al 31 luglio e che proroga a tale data la scadenza dello stato di emergenza. Viene re-istituita la «zona gialla»; lo spostamento dalle regioni “gialle” e “bianche” è sempre consentito, mentre dalle regioni “arancioni” o “rosse” può avvenire solo per comprovati motivi oppure esibendo la “certificazione verde COVID”. Il decreto viene approvato nonostante l’astensione dei tre ministri della Lega, contrari al mantenimento del coprifuoco alle 22. È arrivato il via libera definitivo dell’Aula della Camera al decreto legge sulle riaperture, quello cioè che introduce misure per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali, e delinea il cronoprogramma relativo alla progressiva eliminazione delle restrizioni. Il testo, su cui il governo ha incassato a Montecitorio la fiducia, è stato approvato con 384 voti a favore, 39 contrari e cinque astenuti.
Stefano Patuanelli (4), ministro dell’Agricoltura
L’unicità dell’agroalimentare italiano si riassume in due numeri: 295 prodotti alimentari a denominazione protetta, quasi il doppio di vini. Nessun paese al mondo può vantare questa ricchezza. A questi si aggiungono i prodotti agroalimentari tradizionali, come il formaggio latteria, protagonista, in questi giorni, della campagna “latte nelle scuole” finanziato dall’Unione Europea e organizzato dal Ministero delle politiche agricole. Un progetto che vuole promuovere i principi della sana alimentazione fin da piccoli per raggiungere – ha spiegato il ministro Stefano Patuanelli, in visita alla camera di commercio di Trieste in occasione dell’iniziativa – obiettivi che hanno ricadute su molti settori.
Mara Carfagna (4), ministro del Sud e Coesione territoriale
Silvio Berlusconi ha aperto all’ipotesi di Federazione del Centrodestra lanciata da Matteo Salvini, ma non mancano i malumori in Forza Italia. Repubblica riporta di uno scontro ad alta tensione tra Mara Carfagna e Anna Maria Bernini. La ministra per il Sud si è schierata contro l’eventuale aggregazione tra azzurri e Carroccio, mentre la vice coordinatrice di FI, insieme ad altri big come Giorgio Mulè, sarebbe pronta a dire sì.
Dario Franceschini (4), ministro dei Beni Culturali
“Il disegno di legge approvato oggi in Consiglio dei Ministri – dichiarano il Ministro della cultura, Dario Franceschini, e il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando – completerà, al termine dell’esame parlamentare, l’opera avviata con il decreto legge Sostegni bis per un nuovo sistema di welfare in favore del mondo dello spettacolo e aprirà contestualmente a una importante stagione di riforme. Attraverso l’interlocuzione costante con gli operatori del settore e il dialogo costruttivo intessuto con le parti sociali si è giunti in breve tempo alla definizione di un insieme organico di misure, capace di rivedere e aggiornare gli ammortizzatori sociali per i lavoratori di un comparto caratterizzato da prestazioni strutturalmente discontinue e da significative originalità. Inoltre, il rinnovo della delega al Governo per la riforma del settore permetterà di arrivare al varo di un vero e proprio Codice dello Spettacolo, che ridisegnerà il funzionamento del sostegno pubblico alla lirica, al teatro, alla musica, alla danza, al circo e a tutte le arti performative”.
Roberto Cingolani (3 1/2), ministro della Transizione Ecologica
Roberto Cingolani ha appena finito un incontro (digitale) del G20 dei ministri dell’Ambiente. Ministro della Transizione ecologica, a capo di una nuova struttura con più dipartimenti, personale competente e nuovi poteri. Cingolani sta scrivendo il piano del nuovo ministero, che dovrebbe andare ben oltre il suo mandato. Intanto per l’Italia presiede gli incontri sul clima delle prime venti economie del pianeta e co-presiederà con il collega di Londra Alok Sharma la Cop26 di novembre a Glasgow, sugli impegni di riduzione delle emissioni da parte di decine di Paesi.
Federico D’Incà (3 1/2), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Riforme Istituzionali
Secondo il ministro per i rapporti con il Parlamento, il bellunese Federico D’Incà, «entro la fine dell’anno tutte le domande di ristoro pervenute alla Consap per attingere al Fondo di indennizzo dei risparmiatori (Fir), e far ottenere ai risparmiatori truffati delle ex banche popolari venete il 30% del valore dei titoli azzerati, saranno evase». Lo ha detto a Belluno a margine di un evento pubblico. «Fino ad oggi – ha sottolineato il ministro – abbiamo verificato quasi 72 mila domande ed erogato risorse pari a circa 250 milioni di euro. È una cosa di cui sono particolarmente orgoglioso – ha aggiunto D’Incà – perchè il Movimento 5 Stelle ha trovato nei conti dormienti 1.575 milioni di euro che sono alla base di tutta questa restituzione. Poi vedremo, in base al residuo, come poter aiutare ancora queste persone».
Mariastella Gelmini (3), ministro degli Affari regionali e Autonomie
“Maggio deve essere il mese della riapertura delle attività economiche, del ritorno alla vita, speriamo che sulla base dei dati si possa riaprire qualcosa anche ad aprile”. Mariastella Gelmini afferma: “Chi vaccinerà di più riaprirà prima”. E parlando del caso Astrazeneca, con il cambio di destinazione preferenziale del vaccino agli over 60 e la possibile diffidenza degli anziani nei confronti del prodotto anglo-svedese, spiega: “Sapremo con il generale Figliuolo riprogrammare la campagna vaccinale nel tempo più breve possibile, alla gente dobbiamo dire che abbiamo usato finora la massima precauzione, ma che bisogna vaccinarsi”
Fabiana Dadone (3), ministro delle Politiche Giovanili
Il centrodestra di governo e di opposizione va all’attacco della ministra cinquestelle delle Politiche giovanili Fabiana Dadone, che ha appena ricevuto dal premier Mario Draghi la delega per le politiche antidroga. A scatenare le proteste di Forza Italia e FdI il fatto che Dadone è da sempre su posizioni antiproibizioniste, non avendo mai nascosto il suo favore alla liberalizzazione della cannabis.
Luigi Di Maio (3), ministro degli Esteri.
Fu un inferno giudiziario e mediatico iniziato nel 2016, quello contro l’ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti. Lo accusarono di turbativa d’asta per la gestione estiva di due piscine. Venne arrestato, messo in carcere, si dimise. Ma ora, dopo la sentenza degli scorsi giorni in Appello, il fatto non sussiste. Uggetti è stato assolto. Una vicenda chiusa e archiviata? Sul fronte giudiziario sì. Ma mediaticamente la ferita è ancora aperta. A molti è rimasta impressa nella memoria la gogna mediatica che Uggetti dovette subire all’epoca, in particolare dal fronte del Movimento 5 Stelle. I pentastellati furono piuttosto feroci. E oggi lo ammette anche Luigi Di Maio, in una lettera inviata a Il Foglio, parlando di «imbarbarimento del dibattito associato ai temi giudiziari».
Lorenzo Guerini (2 1/2), ministro della Difesa.
“Le forze armate sono le persone che sono impegnate in questa esperienza; che sono presidio di valori, di dedizione, di impegno. Non sono gli esempi negativi che abbiamo visto anche in questi giorni e che hanno occupato le pagine dei giornali”. Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini parla tra i militari che in sole 38 ore di lavoro hanno realizzato un nuovo centro per le vaccinazioni a Varese, intitolato a Giuseppe Zamberletti, l’inventore della Protezione civile in Italia. L’hanno allestito uomini e donne del Reggimento logistico che a Solbiate Olona assiste la Task Force Rapida della Nato: truppe scelte dell’Alleanza, pronte a schierarsi ovunque nel mondo con un breve preavviso.
Erika Stefani (2), Ministero della Disabilità
“Non cercare una strada tutta in discesa senza buche, senza traffico, perché non l’hanno ancora inventata”: questo è il messaggio che ha accolto il Ministro per le disabilità, Erika Stefani, oggi in visita per parlare di futuro, nuovi progetti e inclusione all’ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana e al Centro Clinico NeMO Trento.
Enrico Giovannini (1 1/2), ministro delle Infratrutture e Mobilità Sostenibili
Un “giorno di grande tristezza per tutto il paese”. Il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini è sul luogo della tragedia della funivia Stresa-Mottarone, all’indomani dell’incidente che ha causato la morte di 14 persone. Unico sopravvissuto un bambino di 5 anni, ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Regina Margherita di Torino. Assieme al ministro, a Stresa, il capo della protezione civile Fabrizio Curcio. “È un giorno di grande tristezza per tutto il paese e il governo si stringe intorno ai familiari delle vittime” ha detto il ministro Giovannini nel corso del punto stampa al termine del tavolo operativo che si è svolto al Palacongressi di Stresa. “Fin da ieri tutte le istituzioni hanno reagito in maniera straordinariamente rapida, efficiente, coordinata. Nella riunione che abbiamo avuto è emerso uno spirito di collaborazione reciproca, che ha consentito di intervenire immediatamente dopo questo drammatico incidente. Il governo, come del resto tutte le istituzioni, è impegnato naturalmente nel capire le cause, nel comprendere cosa sia accaduto ed esprime grande vicinanza alle famiglie di chi ha perso la vita e, in particolare, al bambino ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Torino dove è stato già raggiunto da uno dei familiari. Proprio l’assistenza ai familiari – ha sottolineato il Ministro – in questo momento è un elemento cruciale. Le azioni che sono state già messe in campo non devono terminare una volta che i riflettori si saranno spenti”.
Roberto Garofoli (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
Dopo la variazione con ampliamento (i numeri del deficit sono da film horror) del bilancio, due appuntamenti sono segnati nell’agenda di Mario Draghi: pandemia e Recovery Plan (cioè New generation Ue). Questi due passaggi segneranno l’abissale differenza tra questo governo e quello precedente e daranno ragione a Sergio Mattarella che non ha avuto alcuna fiducia nelle possibilità di Giuseppe Conte di giocarsi qualche carta per tornare a Palazzo Chigi dopo il voto di sfiducia; daranno a ragione a Matteo Renzi (parola di Osho, no, di Goffredo Bettini: «Il governo Conte è caduto per colpa di Renzi». Il mondo alla rovescia: ed è preoccupante questo rifiuto della realtà che manifesta) che ha, sui documenti, sui fatti, messo in crisi irreversibile Giuseppi; potrebbero dare al Pd la possibilità di uscire dal cul de sac in cui si è infilato, vantando come propri le svolte politiche e amministrative di Draghi. Sarà difficile. Mentre Enrico Letta conferma clamorosamente la sua vocazione minoritaria indossando la felpa di Open Arms e Agorà, dall’altro, punta su un arrocco a sinistra, gli altri, in particolare Salvini possono cointestarsi il cambio di passo. Rimane sul tappeto il buco nero rappresentato dal centro. Nessuno ha osato o osa aprire il discorso della sua ricostruzione.
Marta Cartabia (n.c.), ministro della Giustizia.
“Abbiamo un compito storico, un’occasione irripetibile per l’Italia. È il Recovery Plan” e “vorrei che una cosa fosse ben chiara, ai partiti e ai cittadini: insieme a quella della Pubblica Amministrazione, la riforma della giustizia è il pilastro su cui poggia l’intero Piano nazionale di ripresa e resilienza. Se fallisce questa riforma, molto semplicemente, noi non avremo i fondi europei”. Nella data simbolica del 25 aprile, la ministra della Giustizia, Marta Cartabia esorta le forze politiche a ritrovare lo spirito di unità nazionale, con un appello alla “responsabilità” e un’esortazione al “realismo”: “Rinuncino al conflitto permanente e ammainino le ‘bandierine identitarie’, come ha detto il premier”. La giustizia ”è stata una trincea” ora, sottolinea, “deve diventare il terreno dove cercare una convergenza” per “il bene delle future generazioni”.
Massimo Garavaglia (n.c.), ministro del Turismo
Il ministro per il Turismo Massimo Garavaglia conferma che nei prossimi giorni la cabina di regia comincerà a programmare alcune aperture, sempre sulla base dei dati scientifici e dell’andamento dei contagi. Settore per settore: «Ogni settimana che passa perdiamo pezzi di Pil e non ce lo possiamo permettere». E per quanto riguarda la stagione turistica l’esponente della Lega dice di lavorare per farla ripartire «a maggio, almeno per le spiagge, con protocolli rafforzati all’inizio».
Maria Cristina Messa (n.c.), ministro dell’Università e della Rice
“Vaccinare i docenti universitari il più in fretta possibile”. È la richiesta di Maria Cristina Messa, ministra dell’Università e della Ricerca in un’intervista a ‘La Stampa‘. ”Includere anche i professori universitari fra gli insegnanti vuol dire dare la stessa importanza all’istruzione di chi è più piccolo e di chi è più grande – spiega Messa -. Ora per fortuna il piano vaccinale è qualcosa di concreto e ci permette di vedere un aumento massiccio nel numero di vaccinazioni‘‘. La proposta, però, rischia di inserirsi nella più ampia polemica delle priorità vaccinali. Pochi giorni fa la stessa rischiesta è stata portata avanti dall’Anm, l’associazione nazionale dei magistrati ha infatti evidenziato blocchi al comparto Giustizia se non fossero staati messi in sicurezza i giudici. Il tutto mentre in molte Regioni va a rilento la campagna vaccinale dei soggetti più fragili come gli ultra 80enni.












































