Giustizia

Di Maio, la svolta a sorpresa: «Contro il sindaco Pd di Lodi fu una battaglia grottesca: chiedo scusa»

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Luigi Di Maio

Fu un inferno giudiziario e mediatico iniziato nel 2016, quello contro l’ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti. Lo accusarono di turbativa d’asta per la gestione estiva di due piscine. Venne arrestato, messo in carcere, si dimise. Ma ora, dopo la sentenza degli scorsi giorni in Appello, il fatto non sussiste. Uggetti è stato assolto. Una vicenda chiusa e archiviata? Sul fronte giudiziario sì. Ma mediaticamente la ferita è ancora aperta. A molti è rimasta impressa nella memoria la gogna mediatica che Uggetti dovette subire all’epoca, in particolare dal fronte del Movimento 5 Stelle. I pentastellati furono piuttosto feroci. E oggi lo ammette anche Luigi Di Maio, in una lettera inviata a Il Foglio, parlando di «imbarbarimento del dibattito associato ai temi giudiziari». 

«Con gli occhi di oggi ho guardato con molta attenzione ai fatti di cinque anni fa – spiega l’attuale ministro degli Esteri -. L’arresto era senz’altro un fatto grave in sé, che allora potrò tutte le orze politiche a dare battaglia contro l’ex sindaco». Però Di Maio ammette: «Le modalità con cui lo abbiamo fatto, anche alla luce dell’assoluzione di questi giorni, appaiono adesso grottesche e disdiscevoli». L’ex capo politico del Movimento spiega che «il periodo dell’arresto di Uggetti coincise con le campagne elettorali che nel 2016 coinvolsero le città di Roma, Torino, Napoli, Milano e Bologna». Insomma, una tornata elettorale decisamente importante. E Di Maio ammette: «Anche io contribuii ad alzare i toni e a esacerbare il clima». Ma ora, a distanza di cinque anni, decide di fare un passo indietro, in particolare sull’utilizzo della gogna come strumento di campagna elettorale. 

«Tutte le forze politiche avevano il diritto di chiedere le dimissioni del sindaco – prosegue – ma campagne social, sit-in in piazza, insinuazioni, utilizzo di frasi al condizionale che suonano come indicative, col senno di poi, credo siano stati profondamente sbagliati». Un modo di “operare” che «contagiato molte forze politiche in quegli anni, basti pensare ai giorni in cui Virginia Raggi finì al centro di inchieste giudiziarie – che di recente hanno visto una totale assoluzione per la prima cittadina – e alle posizioni assunte da alcuni partiti che si sono sempre definiti garantisti, salvo che con lei». Insomma, il modus operandi del M5s dell’epoca, alla fine, si è riversato anche contro il M5s stesso. «È giusto che io esprima le mie scuse all’ex sindaco di Lodi. Gliele devo, da persona e da essere umano, prima ancora da uomo delle istituzioni», conclude Di Maio. Poco dopo è arrivata la risposta del diretto interessato, Simone Uggetti: «Ho letto la dichiarazione di Di Maio nei miei confronti ma, su quanto detto, devo ragionarci bene prima di commentare».

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