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E’ morto Enzo Biagi

E' morto Enzo Biagi

E’ morto Enzo Biagi

Enzo Biagi non ce l’ha fatta, il popolarissimo giornalista e scrittore, è morto nella prima mattina di martedì alla clinica “Capitanio” di Milano, dove era ricoverato da una decina di giorni. Aveva 87 anni. Al momento del decesso, al suo capezzale c’erano le due figlie, Bice e Carla.

“Berlusconi ha detto da Bucarest che ho fatto un ‘uso criminoso’ della tv. Dalla Rai dopo 41 anni di servizio mi hanno mandato una disdetta con la ricevuta di ritorno. Bene, rifarei tutto quello che ho fatto. Sono sempre stato dalla parte di quelli che non vincono”. Così parlava del suo ‘esilio’ dalla televisione Enzo Biagi in una intervista al Corriere nell’agosto del 2004.

Era il 18 aprile del 2002 quando il neo presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, da Sofia, dopo una durissima campagna elettorale, puntò il dito contro Biagi, Luttazzi e Santoro, per quello che passerà alla storia come “l’editto bulgaro”. “Vorrei sapere quale reato ho commesso: stupro, assassinio, rapina?” chiedeva Biagi a caldo commentando in quel giorno le affermazioni di Silvio Berlusconi. In quel momento il giornalista firmava ‘Il fatto’, in onda dal 1995 su Raiuno subito dopo il Tg1 con grandi risultati di ascolto. Quella sera, in diretta, Biagi disse: ”Questa potrebbe essere l’ultima puntata del Fatto dopo 814 trasmissioni, ma non tocca a lei Berlusconi licenziarmi”.

Bice Biagi. “Si e’ addormentato sereno. Aveva previsto tutto come al solito. Ci ha fatto dormire qualche ora e poi gli siamo stati tutti accanto fino all’ultimo”. Sono le parole della figlia di Enzo Biagi, Bice, ai microfoni del Tg1. “Mi rendo conto – ha detto visibilmente commossa – voi ricordate Enzo Biagi, io mio padre. Grazie a tutti quelli che ci sono stati vicino”.

Maurizio Costanzo. “Tra i molti incontri con lui mi rimane impressa la volta che mi disse: ‘Mi raccomando, bisogna lasciarci dei nemici per la vecchiaia’. Era sempre ironico, saggio, divertente. In occasione dei suoi 80 anni mi disse: ‘Io ringrazio Dio ma anche gli antibiotici, i sulfamidici, le cure, che mi hanno consentito di arrivare a quest’età’. A dirlo Maurizio Costanzo, dopo aver appreso della morte del giornalista Enzo Biagi. “Sono stato fortunato nella vita perche’ ho conosciuto Montanelli e Biagi”.

Enrico Mentana. “Anche per lui, come per Montanelli, l’ultima fase della vita professionale si intreccia con le tempeste poltiche. Anche per lui, come per Montanelli, c’è stato il grande scontro con Berlusconi”. A ricordarlo a proposito di Enzo Biagi è Enrico Mentana, conduttore di Matrix ed ex direttore del Tg5. “Eppure Enzo – prosegue Mentana – era uomo sì di solide certezze, ma non certo di granitiche contrapposizioni a prescindere. Era un uomo sempre disposto a capire”.

Giorgio Bocca. “E’ stato mio compagno di giornalismo per 30 anni, è un ricordo fortissimo. Abbiamo avuto una carriera parallela e ci siamo seguiti sempre da lontano, devo dire stando sempre dalla stessa parte”. Questo il ricordo di un altro grande del giornalismo, coetaneo di Biagi, Giorgio Bocca. “Ci ha unito sempre l’antiberlusconismo e l’amore per la democrazia”. In alcuni casi, il confronto è stato un modo per guardarsi allo specchio e fare autocritica. “Un giorno ero a Canale 5 e Carlo Freccero (autore televisivo) mi disse: ‘Sai cos’ha Biagi più di te? E’ capace di mettersi all’unisono con la gente comune. Effettivamente io, questo senso di comunicazione con l’uomo comune, non l’ho mai avuto”. Alla domanda: quali gli eredi di Biagi?, Bocca risponde: “Come lui credo non ci sia più nessuno”.

Gad Lerner. Il giornalista Gad Lerner parla di Enzo Biagi, non appena appresa la notizia della sua morte. “Un maestro di televisione – racconta – Ricordo agli inizi degli anni ’90, avere il privilegio di incontrarlo nella sede Rai di Corso Sempione, di confontarsi sui nostri progetti di lavoro di ‘novellinì e soprattutto la possibilità di tenere come maestri, in squadra con noi, i collaboratori di Enzo Biagi, persone che miravano sempre alto, che sapevano costruire giornalismo popolare senza per questo abbassarsi di livello”. Sulla vicenda dell”editto bulgarò di Silvio Berlusconi, per Gad Lerner, “la grandezza di Biagi ha fatto in modo che nessuno in Italia abbia preso sul serio quella provocazione, che pure resta una ‘macchià per la Rai che lo ha escluso”. Enzo Biagi è stato “una persona speciale, irripetibile, frutto di una storia, una biografia, che ha a che fare con la guerrra e la sua durezza, di una Rai che non era ancora lottizzata e gli ha dato spazio. Il suo stile poteva apparire naif, ingenuo, era invece costruito con molta raffinatezza”.

Paolo Mieli. Enzo Biagi “ha fatto una vita all’incontrario: ha diretto giornali da giovanissimo e poi si è dedicato alla professione, a cercare notizie, a muoversi”: il direttore del ‘Corriere della sera’, Paolo Mieli, ricorda così il giornalista scomparso questa mattina. “Non me lo aspettavo”, racconta Mieli a ‘Panorama del giorno’, la striscia quotidiana curata da oggi da Maurizio Belpietro su ‘Canale5’. “Ieri sera ho parlato con la figlia di Enzo e mi aveva detto che le cose lasciavano qualche speranza. In vece questa mattina questa brutta notizia”. Spiegando, poi, perché negli ultimi giorni non era andato a fargli visita in ospedale, Mieli ha detto: “Era vigile, ma so che a lui dava fastidio mostrarsi malato. Era un giornalista che aveva questo vezzo, al suo direttore voleva mostrarsi pronto a scattare e ad agire al direttore. Mi diceva: se c’è qualche servizio che qualche giornalista pigro non vuole fare, chiama me che io parto”. A differenza di molti direttori che “poi si impancano a scrivere solo editoriali”, ha detto il direttore del ‘Corriere della sera’ al direttore di ‘Panorama’, “lui ha dedicato gran parte della sua vita da adulto al lavoro che molte volte disdegnano i praticanti”. Quanto al cosiddetto ‘editto bulgaro’ con il quale l’allora premier Silvio Berlusconi espresse il suo fastidio per la trasmissione ‘Il fatto’ di Enzo Biagi, Mieli ha sottolineato che “come capita ai numeri uno del giornalismo, incappano anche in polemiche con i poteri costituiti”. “Enzo Biagi sapeva che uno che fa questo mestiere è portato a scontrarsi coi poteri costituiti. Ci scherzava su, non ha fatto retorica nè il martire” ha detto Paolo Mieli parlando con il direttore del Tg1 Gianni Riotta durante la trasmissione ‘Unomattina’. “E’ parte del nostro lavoro arrivare al conflitto e a volte si pagano conseguenze. Se si è bravi, se si ha sostanza la si vince. Enzo Biagi è morto parlando, pensando e scrivendo sino al giorno prima”.

Gianni Riotta. “E’ stato il maestro della mia generazione di giornalisti, scriveva e andava in onda sempre per il pubblico”. “Diceva sempre – ha continuato il direttore del Tg1- ‘no ai tromboni e ai titoli incomprensibili’.”

Ferruccio De Bortoli. “Biagi per me è stato un maestro di giornalismo e un padre, prodigo di consigli, anche sulla vita in generale”. “E’ sempre rimasto un cronista attendo alla vita – aggiunge il direttore del Sole 24 Ore -, anche negli ultimi giorni, in ospedale, era curioso delle cose che accadevano fuori dalla stanza, se avesse avuto uno dei suoi celebri block notes avrebbe sicuramente scritto qualcosa. Era uno straordinario giornalista in servizio permanente, che ha saputo innovare il linguaggio della carta stampata e della tv, e aveva grande rispetto per i suoi interlocutori”.

Eugenio Scalfari. “Affetto e dolore”: questi i sentimenti che il fondatore di Repubblica prova di fronte alla notizia della morte di Enzo Biagi. “Una frase non basta per ricordare un giornalista della grandezza di Biagi. Domani – aggiunge – affiderò alle colonne del giornale un lungo ricordo dell’amico scomparso”.

Claudio Petruccioli. Enzo Biagi “era straordinario” sia come giornalista di carta stampata che in televisione, ma “mentre per la carta stampata ci sono altri, pochi, pochissimi, che possono essere paragonati a Biagi, credo che per la televisione non ci sia nessuno come lui”: lo ha affermato il presidente della Rai Claudio Petruccioli. “Forse, anzi senza forse – ha proseguito Petruccioli intervistato da SkyTg24 – si avvicina a lui un suo conterraneo, Sergio Zavoli”.  “Per dire il bene che voleva alla Rai – ha raccontato Petruccioli – quando ho parlato con lui ha detto, per ben due volte, che la Rai ha fatto per l’unità d’Italia più di Garibaldi…”.

Giorgio Napolitano. Con Enzo Biagi scompare “una grande voce di libertà”: lo scrive il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio inviato ai familiari del giornalista deceduto questa mattina. “Scompare con Enzo Biagi una grande voce di libertà”, si legge nel messaggio del Capo dello Stato. “Egli ha rappresentato uno straordinario punto di riferimento ideale e morale nel complesso mondo del giornalismo e della televisione, presidiandone e garantendone l’autonomia e il pluralismo. Il suo profondo attaccamento – sempre orgogliosamente rivendicato – alla tradizione dell’antifascismo e della Resistenza lo aveva condotto a schierarsi in ogni momento in difesa dei principi e dei valori della Costituzione repubblicana. L’amore per l’Italia e la conoscenza della storia nazionale avevano ispirato la sua opera di scrittore e le sue indagini nel vivo della realtà italiana”. “A Enzo Biagi – scrive Napolitano – uomo di genuina ispirazione socialista e cristiana rendo riconoscente omaggio a nome del Paese, esprimendo con commosso ricordo personale la più affettuosa vicinanza e solidarietà ai suoi familiari in questo momento di dolore e di rimpianto”.

Franco Marini. “Testimone prezioso e insieme protagonista di molti decenni di storia italiana, ha saputo osservare, raccontare e spiegare come forse nessun altro la realtà di un Paese in continuo cambiamento”. Il presidente del Senato ricorda così, in un messaggio inviato alla famiglia Biagi, la figura del giornalista scomparso esprimendo i sentimenti del più profondo cordoglio suoi personali e dell’assemblea di Palazzo Madama. “Tutti noi- aggiunge il presidente del Senato- sentiremo la mancanza della sua grande personalità e della sua voce familiare, ma siamo certi che la sua eredità è già parte della nostra storia”. “Animato da profondi valori civili e morali, ha fatto della propria libertà la precondizione necessaria per poter svolgere una professione da lui vissuta come autentica missione”.

Fausto Bertinotti. “Con viva commozione ho appreso la notizia della scomparsa di Enzo Biagi, protagonista del giornalismo italiano e della vita civile e culturale della nostra storia recente. Scompare, con Enzo Biagi, uno dei piu’ importanti giornalisti dell’Italia del dopoguerra, che ha espresso nella sua lunga professione un modo di intendere il giornalismo stesso”. Lo afferma il presidente della Camera, Fausto Bertinotti.

Romano Prodi. “Scompare con Enzo Biagi un grande maestro dell’informazione, che ha portato nelle case degli italiani con puntuale attenzione e sensibilità giornalistica le notizie e i commenti di tanti eventi della nostra storia di questi decenni, attraverso la carta stampata, gli schermi televisivi, e i numerosi libri di successo. Figura storica del giornalismo, si è battuto sempre per la salvaguardia della libertà dell’informazione e del Paese. Lascia in tutti noi un grande vuoto”. Questo il ricordo del Presidente del consiglio Romano Prodi che ha inviato ai familiari di Enzo Biagi un telegramma per esprimere “sincera e commossa partecipazione al loro dolore”.

Massimo D’Alema. ”Perdiamo un grande giornalista, che, con il suo stile e il suo lavoro, ha segnato un’epoca di giornalismo sulla carta stampata e in televisione”. Lo afferma il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Massimo D’Alema, esprimendo il proprio cordoglio per la morte di Enzo Biagi, ”uomo coerente, di profondo senso civico, che non ha mai rinunciato all’autonomia e indipendenza dell’informazione”.

Francesco Rutelli. ”Enzo Biagi era un italiano innamorato dell’Italia, e il suo spirito critico, la sua curiosita’ infinita per la societa’ italiana contenevano sempre un inestinguibile amore per la singolarita’ della nostra Patria”. Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro per i Beni e le Attivita’ Culturali Francesco Rutelli esprime cosi’ il cordoglio e la vicinanza ai familiari per la scomparsa del grande giornalista.

Piero Fassino. “Si è spenta una voce della coscienza democratica dell’Italia, un grande giornalista che ha vissuto la sua professione come testimonianza di spirito civico, etica pubblica, senso del bene comune”.

Alfonso Pecoraro Scanio. “I Verdi – afferma il presidente dei Verdi e ministro dell’Ambiente- si uniscono al dolore di tutti gli italiani per la scomparsa di Enzo Biagi. Uomo di grandissimo rigore morale e giornalista dalla schiena dritta. Un esempio di integrità e di libertà intellettuale per tutti. Ci lascia un patrimonio di pensieri ed una lezione di dignità che sono straordinarie testimonianze della sua levatura morale”.

Paolo Gentiloni. “Enzo Biagi è stato un esempio civile per tutti gli italiani”: lo dichiara il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, alla notizia della scomparsa del giornalista.”Nei decenni della sua straordinaria carriera – ricorda Gentiloni in un comunicato – Biagi ha raccontato le vicende della grande storia e la vita della gente comune, difendendo sempre l’indipendenza del lavoro giornalistico”. “Amava i giornali e amava la Rai. Per questo aveva particolarmente sofferto la vergognosa cacciata dal servizio pubblico e aveva accolto con entusiasmo e passione la possibilità di tornare in Rai negli ultimi anni. Il ricordo di Enzo Biagi – conclude il Ministro – resterà vivo in tutti i cittadini italiani che hanno a cuore la libertà d’informazione”.

Livia Turco. ”Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Enzo Biagi. Un grande giornalista ed un interprete straordinario della nostra epoca, sempre coerente con una visione della professione improntata sull’indipendenza, la lealta’,e un’assoluta e costante ricerca della verita”. Lo ha affermato il ministro della Salute, Livia Turco, in merito alla scomparsa del grande giornalista, avvenuta questa mattina a Milano presso la clinica ‘Capitanio’.

Walter Veltroni. “Chi ha avuto la fortuna di conoscere personalmente Enzo Biagi da oggi lo ricorderà, per sempre, come un uomo libero e curioso, di grande equilibrio, esempio positivo di un modo di intendere la professione giornalistica al servizio della conoscenza e del Paese”. Così lo ricorda Veltroni sottolineando che tutti gli italiani penseranno “alla sua voglia di libertà, la sua passione e il suo rigore nel raccontare la storia e i personaggi del nostro tempo recente. Enzo Biagi mancherà a tutti noi, anche perchè insieme a lui siamo cresciuti, abbiamo capito fatti e storie, ci siamo emozionati e appassionati al nostro tempo. L’italia perde un maestro, ma di un giornalista come Enzo Biagi restano i libri e le tante trasmissioni televisive che fanno parte della storia condivisa del Paese. Alla famiglia Biagi giunga un grande abbraccio da parte mia e di tutta la città di Roma”

Piero Marrazzo. Con la morte di Enzo Biagi se ne va un pezzo della nostra storia migliore. Scompare un grande giornalista, protagonista di una carriera unica, durata circa settanta anni. Una carriera che lo ha visto scrivere per tutti i più grandi quotidiani e per i più noti periodici, che lo ha stimolato alla pubblicazione di decine di libri e che lo ha esaltato di fronte al grande pubblico televisivo. Decenni di programmi giornalistici che hanno fatto la storia della Tv lo hanno infatti trasformato in uno dei volti e delle voci simbolo della Rai. Scompare soprattutto un uomo serio, da sempre espressione di integrità morale, competenza professionale e alto senso civico. Con la sua morte viene inflitta una ferita profonda a un vero e proprio modo di concepire il giornalismo e la vita, a uno stile inconfondibile che negli ultimi anni svettava nitido su un livello di confronto politico e su un concetto di informazione spettacolo che, a una persona come lui, dovevano sembrare ogni giorno più estranei.

Filippo Penati. “Con Enzo Biagi scompare un’icona del giornalismo vissuto come passione civile”. Cosi’ il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, ricorda Enzo Biagi scomparso questa mattina alla clinica Capitanio di Milano. “E’ con dolore che apprendo della scomparsa di Enzo Biagi – dice Penati -. Scompare un “mostro sacro” del giornalismo italiano, un uomo che mise il mestiere di giornalista, vissuto come vera missione civile, al servizio dei valori in cui credeva, come una seconda battaglia di carta. Con il suo lavoro, a cui si e’ sempre applicato con indipendenza e liberta’ intellettuale e grande passione, ricevendo per questo affetto e gradimento del pubblico, ma anche critiche e attacchi, Biagi ha segnato la storia del giornalismo e della televisione nel nostro Paese, fino a diventarne un’icona, indelebile nella memoria di tutti”.

Pierferdinando Casini. “Enzo Biagi e’ stato un grande opinion leader dei nostri tempi, interprete di un giornalismo libero e proprio per questo scomodo. Anche chi non lo ha amato deve oggi apprezzarlo e rendergli omaggio, come si deve a un grande che esce di scena” dice l’on. Pier Ferdinando Casini, e aggiunge: “per quanto mi riguarda, ricordo il suo amore per la nostra montagna, per Lizzano in Belvedere e per Pianaccio, che anche negli anni di piu’ intenso impegno non ha mai dimenticato. Alle figlie Bice e Carla un commosso abbraccio”.

Roberto Formigoni. Enzo Biagi e’ stato “un grande giornalista, che ha segnato la storia del giornalismo dell’Italia contemporanea”. E’ il ricordo del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, presente questa mattina all’inaugurazione del Salone del Ciclo e del Motociclo alla Fiera di Rho. “Ha avuto idee che non sempre condividevo – aggiunge – ma era sempre interessante confrontarsi con lui. Sono stato intervistato diverse volte da lui e ho discusso della storia recente e meno recente. Mi unisco al lutto del giornalismo italiano e della sua famiglia per una perdita di grande significato”.

Lorenzo Cesa. “Con Enzo Biagi scompare una delle figure più significative del giornalismo italiano, ma anche un protagonista della vita civile e culturale del nostro Paese nell’ultimo mezzo secolo”, afferma il segretario nazionale dell’Udc che ha inviato a nome suo e del partito un telegramma di cordoglio alle figlie del giornalista scomparso.

 

Emanuele Filiberto di Savoia. ”Esprimo alla Famiglia Biagi a nome di Casa Savoia e mio la piu’ sincera vicinanza per la perdita del grande Enzo Biagi. Biagi e’ stato un vero baluardo di civilta’ e un difensore della liberta’ nella sua piu’ pura essenza, nel costante rispetto di ogni opinione. Il patrimonio morale e culturale di Enzo Biagi sara’ per tutti gli italiani un bene prezioso, da conservare come Valore irrinunciabile per costruire un’Italia migliore”. Lo afferma Emanuele Filiberto di Savoia

Vittorio Sgarbi. Enzo Biagi ha ‘lottato come un leone’ in questi ultimi dieci giorni della sua vita ed e’ morto stamani intorno alle otto nella clinica Capitanio di Milano. Ed e’ proprio dalla sua citta’ adottiva (lui era nato 87 anni fa a Lizzano in Belvedere, un paese dell’Appennino tosco-emiliano in provincia di Bologna il 9 agosto 1920) che parte la prima proposta di intitolazione di una strada da parte del critico d’arte e assessore alla Cultura del comune di Milano Vittorio Sgarbi che ha grande ammirazione di Biagi malgrado i trascorsi turbolenti con il giornalista deceduto da poche ore. L’Italia e’ in lutto per la morte del grande maestro di giornalismo, ma all’Italia restera’ il grande patrimonio culturale e umano di un cronista operaio,sempre pungente, sagace, onesto.

Dario Fo. “Quando uno come Enzo Biagi che amava tantissimo il proprio lavoro viene tolto di mezzo in quel modo così brutale che conosciamo, lo si ammazza a metà». È molto amaro il commento del Premio Nobel Dario Fo sul cronista scomparso questa mattina a Milano. “La sua perdita è un lutto nazionale perchè è davvero grande. Ho provato situazioni di cacciata diretta e so cosa significa essere di colpo senza un lavoro che, come nel caso di Biagi, è la tua vita. E non voglio aggiungere altro”.

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