Economia

Governo Draghi: quarto mese (pagelle)

Governo Draghi: quarto mese (pagelle)

Elena Bonetti e Renato Brunetta

Elena Bonetti (7), ministro della Famiglia e Pari Opportunità

  • Il decreto legge, approvato dal Consiglio dei Ministri n. 22 del 04.06.2021, oltre a prevedere un potenziamento dell’importo degli ANF (assegni nucleo familiare), introduce il cosiddetto assegno ponte” per le famiglie che non godono dei requisiti per ottenere gli assegni familiari (ANF). Tale misura è prevista, in via temporanea, a partire dal mese di luglio e sino al 31 dicembre 2021. Il Consiglio dei Ministri n. 22 del 4 giugno 2021 ha adottato un decreto legge recante misure urgenti in materia di assegno temporaneo per i figli minori.

Mario Draghi (6 1/2), presidente del Consiglio dei ministri.

  • Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, partecipa oggi a Bergamo alla prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da Coronavirus che proprio ieri è stata definitivamente istituita per legge. Alle ore 11.00 verrà deposta una corona di fiori al Cimitero monumentale della città e alle 11.15, al Parco Martin Lutero alla Trucca, si svolgerà l’inaugurazione del Bosco della Memoria con la cerimonia per la messa a dimora dei primi 100 alberi. Durante la commemorazione sono previsti saluti e interventi istituzionali che seguiremo in diretta. Intanto, nel resto del Paese, per onorare la memoria di tutte le vittime di Coronavirus, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha disposto l’esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici.
  • Mario Draghi ha deciso: la delega alle politiche aerospaziali dell’Italia va a Bruno Tabacci. Il deputato di Centro democratico, già nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla programmazione e coordinamento economico, andrà a ricoprire il ruolo che nel primo governo Conte era stato assegnatoGiancarlo Giorgetti e che con i giallorossi era passato al pentastellato Riccardo Fraccaro. Tabacci affiancherà quindi il premier nella direzione della politica aerospaziale nazionale, un settore considerato strategico per il nostro Paese sia dal punto di vista economico (l’Italia ha raddoppiato i fondi stanziati per i programmi dell’Agenzia spaziale europea) che di geopolitica globale.
  • Dopo aver ricordato di aver visto i rappresentanti degli enti locali per discutere del Piano nazionale di ripresa e resilienza, Draghi ha spiegato che la disponibilità di vaccini non è calata: «La disponibilità c’è». «Non ho dubbi sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti». L’obiettivo di somministrare 500 mila dosi al giorno è stato dunque confermato. Draghi ha aggiunto che su Astrazeneca il crollo di fiducia «è stato meno di quanto ci aspettavamo». Ha ricordato che «la raccomandazione è usare il vaccino AstraZeneca per coloro che hanno più di 60 anni di età» dato che «il rischio di decesso è massimo per coloro che hanno più di 75 anni».
  • Il presidente del Consiglio Mario Draghi è giunto a Tripoli accompagnato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “E’ un momento unico per la Libia, c’è un governo di unità nazionale legittimato dal Parlamento che sta procedendo alla riconciliazione nazionale. Il momento è unico per ricostruire quella che è stata un’antica amicizia”. Lo dice il premier Mario Draghi nelle dichiarazioni congiunte con il Primo Ministro libico Abdulhamid Dabaiba da Tripoli. “Un requisito essenziale – ha detto Draghi – per procedere con la collaborazione è che il cessate il fuoco continui”. “C’è la volontà di riportare l’interscambio economico e culturale ai livelli di 5-6 anni fa”, aggiunge.
  • Mario Draghi ha commentato il comportamento del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan in occasione della visita della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e del presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel. Il 6 aprile, prima dell’inizio del colloquio, c’è stato un momento piuttosto imbarazzante: Erdoğan ha infatti offerto una sedia vicino a sé a Michel, mentre von der Leyen è rimasta inizialmente senza un posto dove sedersi, e senza sapere cosa fare. «Non condivido assolutamente le posizioni del presidente Erdoğan, credo che non sia stato un comportamento appropriato, mi è dispiaciuto moltissimo per l’umiliazione che la presidente della Commissione von der Leyen ha dovuto subire», ha detto Draghi.
  • Si sono conclusi gli incontri del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. Continuano gli incontri del presidente del Consiglio, Mario Draghi, sul Piano nazionale di ripresa e resilienza che entro il 30 aprile dovrà essere presentato alla Commissione europea. Oggi tocca alla delegazione di Leu guidata dal ministro della Sanitá Roberto Speranza, le parti sociali e le associazioni datoriali, varcare la soglia di palazzo Chigi. Ieri è stata la volta della leader di FdI, Giorgia Meloni, secondo la quale il Parlamento ancora una volta verrà “umiliato” perché a suo dire non avrá il tempo di discutere il Piano. A seguire sono entrati Matteo Renzi con Boschi, Faraone, Bellanova, Bonetti e Rosato. Due delegazioni che rappresentano posizioni agli antipodi. Italia Viva esalta la discontinuità rispetto al governo Conte. Renzi parla di svolta su tutto, sulle vaccinazioni, il Pnrr, la credibilità internazionale dell’Italia. Eppure, il premier non ha illustrato il piano a nessun rappresentante politico. Un piano da 222,1 miliardi in gran parte (191,5 miliardi) coperti con il Recovery Fund a cui si aggiungono i 30,6 mld del Fondo complementare alimentato con lo scostamento di bilancio. Il Recovery Plan italiano, è stato messo a punto nel suo schema definitivo dopo un lungo iter che ha visto il passaggio parlamentare, la condivisione con le parti sociali, il lavoro dei ministeri. Lunedì il premier Draghi lo presenta in Parlamento alle Camere per il approvazione finale entro il 29 del mese, in tempo per l’invio a Bruxelles il 30 aprile. Il disco verde informale della UE nel frattempo è già arrivato, tramite interlocuzioni telefoniche con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. A seguito dell’introduzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) alla Camera dei Deputati nella giornata di lunedì, il Governo di Mario Draghi ha ottenuto il via libera del Parlamento per presentare il documento del “Recovery Plan” italiano alla Commissione Europea. Un documento nel quale, ha dichiarato il Premier,  “c’è anche e soprattutto il destino del Paese”. A poche ore dalla scadenza – fissata per la mezzanotte del 30 aprile – il governo italiano guidato da Mario Draghi ha inviato alla Commissione europea la versione definitiva del Piano italiano di ripresa e resilienza, approvata dal Parlamento e bollinata giovedì dal Consiglio dei ministri. Lo apprende l’Ansa da fonti di Palazzo Chigi. Ora può finalmente partire il conto alla rovescia per ottenere i primi fondi del Recovery: la valutazione di Bruxelles ai vari Piani nazionali richiederà almeno due mesi, poi serviranno altre 4 settimane per l’ok del Consiglio Ecofin. Ma la presidenza portoghese vuole accelerare, e ha già indicato l’Ecofin del 18 giugno come la data per dare il via libera almeno ai piani arrivati per primi. Ciò significa che, se venisse rispettata questa tabella di marcia, l’Italia potrebbe avere il suo anticipo da 25 miliardi di euro già a luglio.
  • Il Consiglio dei ministri ha deliberato su proposta del presidente Mario Draghi, la nomina a presidente aggiunto del Consiglio di Stato del presidente di sezione Franco Frattini (la nomina è perfezionata con decreto del Presidente della Repubblica). Il Cdm, inoltre, su proposta del ministro dell’economia e delle finanze, Daniele Franco, ha delibearto l’avvio della procedura per la conferma dell’avv. Ernesto Maria Ruffini quale direttore dell’Agenzia delle entrate, del dott. Marcello Minenna quale direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, e per il conferimento alla dott.ssa Alessandra dal Verme, dell’incarico di Direttore dell’agenzia del demanioCambio al vertice dei servizi segreti. Mario Draghi ha nominato l’ambasciatore Elisabetta Belloni come nuovo direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza: è la prima donna a ricoprire l’incarico. Della nomina il premier ha preventivamente informato della propria intenzione il presidente del CopasirRaffaele Volpi, e dopo aver sentito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica. Belloni prende il posto di Gennaro Vecchione, che finisce il suo mandato in anticipo: nominato nel novembre del 2018 dall’allora presidente del consiglio Giuseppe Conte, il prefetto si era visto rinnovare l’incarico per due anni dal precedente governo nell’estate scorsa. Viene invece prorogato l’incarico di Mario Parente come direttore dell’Aisi, l’Agenzia di sicurezza interna: sarebbe scaduto a giugno.
  • I leader Ue, nel summit sociale di Porto, si impegnano a “mantenere le misure d’emergenza finché è necessario, promuovendo un approccio per facilitare la creazione di posti di lavoro”, e chiedono che il Consiglio Ue approvi gli obiettivi dell’agenda sociale entro il 2030, tra cui il 78% di occupazione, il 60% di lavoratori adulti impegnati in una formazione annuale. Ma i leader, nella dichiarazione conclusiva, precisano che tutto dovrà essere fatto “rispettando il principio di sussidiarietà (quindi le competenze a livello dei singoli Stati, ndr) e limitando il peso amministrativo sulle Pmi”. I leader europei hanno partecipato al ‘social summit’ e al Consiglio informale Ue, in Portogallo, convocato dal primo ministro portoghese, Costa. Al vertice, dov’è assente Angela Merkel, si assiste alla contrapposizione tra i paesi del blocco orientale, con Polonia e Ungheria in prima linea (presente al summit Viktor Orban) in una ‘strana alleanza’ con i Paesi anseatici, promotori di un documento in contrasto con gli obiettivi comuni alla maggioranza degli Stati membri. Draghi: non è l’Europa come dovrebbe essere “Da tempo l’Ue ha fatto del suo modello sociale un punto di orgoglio. Il sogno europeo è di garantire che nessuno venga lasciato indietro.
  • Il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro delle Finanze Daniele Franco hanno incontrato a Palazzo Chigi la direttrice generale del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) Ngozi Okonjo-Iweala. L’incontro si è inserito nella visita a Roma di Okonjo-Iweala che, nella giornata di ieri, ha visto anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Tra i dossier sul tavolo c’è stato quello dei brevetti sui vaccini: per la vaccinazione su scala globale la direttrice del WTO ha dichiarato che si lavora a una “soluzione pragmatica”. “C’è un tono più costruttivo, più volontà di sedersi al tavolo del negoziato” e “specie dopo l’incontro di tre settimane fa con i produttori, ho l’impressione di una maggiore apertura a sedersi al tavolo del negoziato e arrivare a un risultato pragmatico”, ha affermato in conferenza stampa.
  • Vertice Italia – Argentina. Il presidente argentino Alberto Fernández fa il suo rientro in patria dopo un tour europeo. E’ stato un viaggio decisivo, con l’obiettivo di trovare appoggi internazionali per evitare l’incubo del default e poter quindi affrontare le scadenze del 2021 con i creditori internazionale, in particolare con i Paesi del Club di Parigi,  con i quali c’è una scadenza a fine maggio. La richiesta, almeno sulla carta, è semplice: l’Argentina vuole pagare gli interessi del debito con tassi simili a quelli di altri Paesi (quindi intorno all’uno per cento) eliminando la maggiorazione del 2% che pagano i Paesi che hanno chiesto maxi-crediti senza garanzie sufficienti, come quello concordato dal precedente governo di Maurizio Macri. Quindi se la proposta venisse accettata, di un totale di 1,3 miliardi di dollari di interessi nel 2021, l’Argentina ne pagherebbe circa 450 milioni.
  • Combattere il Covid-19 con una campagna di vaccinazioni globale e immediata, e prevenire la prossima pandemia. Queste due direttrici hanno animato il Global Health Summit di Roma, presieduto da Mario Draghi e Ursula Von der Leyen, che ha riunito i leader del G20, scienziati, organizzazioni internazionali e società civile attorno a un tavolo – ancorché virtuale – per dare risposte concrete, a partire dalla redistribuzione solidale dei vaccini a disposizione del ricco Occidente a scapito dei Paesi poveri, condividendo brevetti, conoscenza e produzione.
  • Il green pass sanitario europeo “sarà pronto a metà giugno”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo a Bruxelles. Con la metà della popolazione adulta vaccinata entro questa settimana, l’Unione europea guarda per la prima volta all’estate con ottimismo. Le varianti restano un rischio ma finora non hanno dirottato gli sforzi per mettere in sicurezza i cittadini europei e far ripartire le attività economiche e sociali. E il green pass, assicura il premier Mario Draghi, arriverà a metà giugno, in tempo per favorire il ritorno dei turisti proprio in avvio di stagione. Il vertice europeo straordinario quindi vede un “miglioramento della situazione epidemiologica generale”, e comincia ad organizzare la “graduale riapertura delle nostre società”.
  • «L’Italia rimane al fianco della Libia e conferma il suo convinto impegno per il consolidamento della pace e della sicurezza. Ribadiamo la nostra determinazione a collaborare con l’autorità esecutiva unificata ad interim e a sostenerla nelle prossime decisive fasi della transizione istituzionale». Così Mario Draghi dopo l’incontro con il premier libico Abdul Hamid Dbeibah.
  • Il presidente austriaco Alexander van der Bellen, in questi giorni a Roma dove oggi ha incontrato il premier Mario Draghi, è andato in visita al Parco Archeologico di Ostia Antica. Accompagnato dalla moglie Doris Schmidauer, dal ministro dell’Ecologia austriaco Leonore Gewessler e accolto dal direttore del Parco, Alessandro D’Alessio, come prima tappa, a causa della pioggia, van der Bellen ha visitato il Museo Ostiense, in questo periodo chiuso per ristrutturazione, ma aperto per l’occasione. La seconda tappa della visita è stato il Thermopolium, una sorta di ‘bar’ con tanto di bancone per la mescita, che si trova nella parte più antica del Parco. Nel frattempo, cessata la pioggia, la visita è proseguita verso il Capitolium e il Foro della città antica, per poi avviarsi verso il teatro e concludersi con uno scambio di doni tra direttore del Parco e il presidente austriaco. Quest’ultimo ha regalato a D’Alessi una tradizionale Sachertorte.
  • Il senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso, alla sesta legislatura in parlamento, è stato eletto presidente del Copasir: con la designazione di Urso, storico membro di Alleanza nazionale – era il coordinatore del partito ai tempi della Svolta di Fiuggi -, finisce la querelle che ha riguardato il comitato per la sicurezza della Repubblica dall’insediamento del governo Draghi. Il suo predecessore, il leghista Raffaele Volpi, non ha partecipato al voto. Anche il compagno di partito, Paolo Arrigoni, non ha preso parte alla seduta. Sette sì e una scheda bianca hanno permesso a Urso di ottenere lo scranno conteso alla Lega da Fratelli d’Italia: il partito di Giorgia Meloni, essendo l’unica forza di opposizione, aveva preteso per sé la presidenza, come previsto da prassi parlamentare. Decisivi i voti di Partito democratico, Movimento 5 stelle e Forza Italia. Restano alcune ombre sul passato di Urso: secondo alcuni non il senatore non sarebbe idoneo alla presidenza del Copasir perché, in veste di imprenditore, in passato ha stretto legami e fatto affari con aziende iraniane, verosimilmente vicine al governo di Teheran. «Congratulazioni e buon lavoro da me e da Fratelli d’Italia ad Adolfo Urso, neo presidente del comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica – è stato il commento, a caldo, di Meloni -. Il nostro ringraziamento al presidente uscente Raffaele Volpi per il lavoro svolto. Già da vicepresidente del Copasir, il senatore Urso aveva dimostrato capacità e competenza e siamo certi che saprà ricoprire questo importante e delicato incarico allo stesso modo, sempre nell’interesse della Nazione e degli italiani».
  • Lo schema di decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di cybersicurezza rappresenta una soluzione alla vulnerabilità delle reti, dei sistemi informativi, dei servizi informatici e delle comunicazioni elettroniche di soggetti pubblici e privati possono essere sfruttate al fine di provocare il malfunzionamento o l’interruzione, totali o parziali, di funzioni essenziali dello Stato e di servizi essenziali per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali per gli interessi dello Stato, nonché di servizi di pubblica utilità, con potenziali gravi ripercussioni sui cittadini, sulle imprese e sulle pubbliche amministrazioni, sino a poter determinare un pregiudizio per la sicurezza nazionale.
  • Si è ufficialmente chiuso il vertice G7 di Carbis Bay, in Cornovaglia. Focus sull’ambiente e sulla battaglia contro i cambiamenti climatici nella terza e ultima giornata del summit a presidenza britannica, allargato da ieri ai leader ospiti di Australia, Corea del Sud, India, Sudafrica e di Onu e Oms. Ora, dice il premier Maio Draghi, serve “un accordo ambizioso e duraturo” sulla transizione ecologica, ambiente e il clima. Al centro del vertice le misure per combattere la pandemia. Sul fronte lotta al Covid “al G7 è emerso il chiaro obiettivo di vaccinare la popolazione mondiale e mettere fine alla pandemia nel 2022”, spiegano fonti Ue. Al G7 “siamo riusciti a raggiungere una posizione molto equilibrata” in merito al dibattito sugli accordi Trips e la revoca dei brevetti sui vaccini, spiegano inoltre fonti Ue, ricordando che l’Unione europea “è stata la farmacia del mondo in questa pandemia”. In primo piano anche i rapporti con Cina e Russia.

Daniele Franco (6 1/2), ministro dell’Economia.

  • L’incontro che si è svolto sul dl Sostegni, tra i capigruppo della maggioranza e i ministri Franco e D’Incà, alla presenza dei sottosegretari del Mef e dei Rapporti con il Parlamento, “è stato molto positivo”. Lo riferiscono fonti di governo spiegando che “si è trattato del primo vero confronto interno alla maggioranza con il coinvolgimento dei rappresentanti parlamentari”. Dopo l’introduzione del ministro Franco, che ha illustrato i cinque punti principali del Decreto (Sostegno alle imprese e all’economia, Lavoro e contrasto povertà, Salute e sicurezza, Sostegno enti territoriali, Proposte specifiche dai Ministeri), sottolineano le stesse fonti, “c’è stato ampio confronto su tutte le tematiche” e “i rappresentanti delle forze parlamentari hanno espresso la comune volontà di coordinarsi, sottolineando la centralità del Parlamento.
  • Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge “Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da covid 19′, megio noto come “decreto sostegni”. Risolta la questione della cancellazione delle vecchie cartelle esattoriali , il decreto Sostegni è finalmente arrivato sul tavolo del Consiglio dei ministri, ritardato proprio per la necessità di lavorare sul capitolo dello stralcio dei debiti col Fisco, “Un decreto complesso, si indirizza a una grande platea, i cui pilastri sono il sostegno delle imprese, al lavoro e alla lotta contro la povertà”, dice il premier Mario Draghi. “Il nostro obiettivo è distribuire più soldi e più velocemente possibile. Il decreto vale 32 miliardi e 11 andranno alle imprese. Ci sarà una piattaforma per effettuare questi pagamenti che inizieranno l’8 aprile per chi avrà fatto domanda: se tutto andrà come previsto, 11 miliardi entreranno nell’economia nel mese di aprile”.
  • E’ durato appena 45 minuti il Consiglio dei ministri che ha approvato il Def, il Documento di Economia e Finanza, e il nuovo scostamento di bilancio. Per l’anno in corso il governo prevede una crescita del 4,5%. Il dato si riferisce al quadro programmatico, cioè le previsioni effettuate contando le misure economiche che il governo si prepara a varare quest’anno. Nel cosiddetto quadro tendenziale invece, cioè a politiche invariate, il Def stima invece una crescita del 4,1%.  Oltre le anciticipazioni della vigilia anche il rapporto deficit-Pil, che schizza al 11,8%. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2021 e la Relazione da presentare alle Camere ai fini dell’autorizzazione dell’aggiornamento del piano di rientro verso l’Obiettivo di medio termine (OMT). Il Governo richiede l’autorizzazione al ricorso all’indebitamento per l’anno 2021 di 40 miliardi di euro e di circa 6 miliardi di euro medi annui per il periodo 2022-2033, principalmente finalizzati a finanziare spese per investimenti pubblici. Una parte delle risorse saranno destinate al rafforzamento della resilienza delle aziende più colpite, a misure per garantire la disponibilità di credito e per sostenere la patrimonializzazione delle imprese.
  • «Un Decreto che guarda al futuro e che non lascia indietro nessuno: sono soddisfatto poi anche per le riaperture graduali con rischio calcolato: questo è frutto della campagna vaccinale che è stata seguita fin dalla sua formazione»: apre così la conferenza stampa il Premier Draghi, illustrando i primi successi logistici sul fronte vaccini. «Sono fiero della sterzata data sull’età delle vaccinazioni», aggiunge il Presidente del Consiglio, «oggi siamo all’80% dei 70enni vaccinati, terzi dopo 90enni e 80enni. Questo permette il riaprire delle attività con rischio calcolato: calano terapie intensive, ricoveri e numero di contagi. Le decisioni del Governo sono state coraggiose, voglio sottolinearlo: i comportamenti devono rimanere tali, dalla mascherina al distanziamento». Draghi spiega di aspettarsi un rimbalzo dell’economia già dal prossimo trimestre, con crescita rivista al rialzo per il 2021: «è presto per parlare di crescita sostenuta», ammette il Capo del Governo che poi aggiunge come servirà l’impulso del PNRR per far davvero ripartire l’economia. Sul fronte aumento prezzi, l’inflazione preoccupa e Draghi rileva «ci sono rimbalzi temporanei da osservare bene, i salari ancora sono bassi e c’è tanta disoccupazione».

Andrea Orlando (6), ministro del Lavoro e Politiche Sociali

  • Pari opportunità, denunciare, anche in forma anonima, chi non rispetta la legge. A dirlo il ministro del Lavoro, Andrea Orlando: “costruire meccanismi di piattaforme anonime che denuncino chi viola l’articolo 27″ del codice delle Pari  opportunità che prevede il divieto di fare “domande sulla vita personale alle donne al momento dell’assunzione”, perché “questo è il momento in cui impresa decide se assumere un uomo o una donna. È mia intenzione promuovere una azione che incida su questo passaggio”.

Roberto Speranza (6), ministro della Salute.

  • L’Aifa ha deciso di estendere «in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’Ema», la sospensione dell’utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid19 «su tutto il territorio nazionale». Anche per l’Italia, dunque, c’è lo stop del vaccino anti Covid anglo svedese dopo che già altri Paesi – l’ultima la Germania – aveva proceduto in questa direzione. Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il ministro della Salute, Roberto Speranza, hanno avuto un colloquio telefonico prima della decisione dell’Aifa sul vaccino Astrazeneca. Speranza ha avuto oggi anche colloqui con i ministri della Salute di Francia, Germania e Spagna. Lo si apprende da fonti del ministero della Salute.
  • Dopo l’addio di Agostino Miozzo, cambia la composizione del Comitato tecnico scientifico. Sarà composto da 12 membri contro i 26 attuali e il nuovo coordinatore sarà il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli. E’ quanto stabilirà un’ordinanza del capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, d’intesa con la presidenza del Consiglio. La decisione è stata presa “in relazione alla nuova fase dell’emergenza” e considerata “l’accelerazione delle attività inerenti al nuovo piano vaccinale“, che hanno reso necessario “razionalizzare le attività del Cts, al fine di ottimizzarne il funzionamento anche mediante la riduzione del numero dei componenti”. Nel nuovo Comitato saranno presenti non solo “appartenenti al campo scientifico-sanitario” ma anche esperti del “mondo statistico, matematico-previsionale o ad altri campi utili a definire il quadro della situazione epidemiologica e ad effettuare l’analisi dei dati raccolti necessaria ad approntare le misure di contrasto alla pandemia”.
  • Valori ancora altisopra la soglia di allerta, ma in decrescita. Il monitoraggio settimanale realizzato da Iss e ministero della Salute sull’andamento della pandemia in Italia segnala che l’indice di contagio (Rt) nazionale è passato dallo 1,16 della scorsa settimana a 1.08. Cala anche il numero dei casi di Covid registrati ogni 100 mila abitanti: il dato sull’incidenza passa da 264 della scorsa settimana a 247. Questo miglioramento “non consente comunque di ridurre le attuali misure di restrizione“, sottolinea il monitoraggio, spiegando anche che solo tre Regioni hanno un livello di rischio bassonuovi colori delle Regioni: il Lazio da martedì torna in arancione, mentre da lunedì la Toscana, la Calabria e la Valle d’Aosta (che lo aveva già deciso in autonomia) saranno in zona rossa. Dal sabato di Pasqua, comunque, tutta Italia tornerà rossa fino a Pasquetta: l’orientamento del governo è la conferma dello schema attuale – senza zone gialle – anche per tutto il mese di aprile.
  • 29 voti a favore, 221 quelli a sfavore. Il Senato si è così espresso riguardo la mozione di sfiducia presentata nei confronti del ministro della Salute Roberto Speranza presentata dal partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia. Archiviato lo scoglio sul coprifuoco, che sarà ridiscusso nei suoi dettagli a maggio, il governo Draghi è tornato in Parlamento per un altro test di tenuta della maggioranza con tre mozioni di sfiducia. L’aula ha poi proseguito con il voto sulle altre due, presentate rispettivamente dal senatore Gianluigi Paragone del Gruppo Misto e da Mattia Crucioli di “L’alternativa c’è”. In entrambi i casi la decisione è stata negativa: 29 sì, 206 no e 2 astensioni per la mozione del Gruppo Misto. 28 voti favorevoli, 204 contrari e 2 astensioni per quella di Crucioli.
  • È ufficiale: da lunedì l’Italia sarà ancora più gialla. Settimana dopo settimana sono sempre di più le Regioni che passano (e restano) nella zona con il colore più chiaro, in cui sono permesse le riaperture cominciate il 26 aprile. Il ministro Speranza firmerà in serata delle ordinanze basate sui dati raccolti e analizzati dal monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, che modificheranno i colori delle Regioni a partire da lunedì 17 maggio. Ne rimarrà solamente una in zona arancione per almeno un’altra settimana, mentre nel resto d’Italia si continuerà con il programma delle riaperture, a partire dalle piscine all’aperto che, da domani, potranno tornare ad accogliere ospiti. Quali Regioni passano in zona gialla e in zona arancione da lunedì. Da lunedì 17 maggio Sardegna e Sicilia passeranno in zona gialla. Niente da fare, invece, per la Valle d’Aosta, che resterà almeno un’altra settimana in zona arancione. La decisione è stata presa dal ministro Speranza sulla base dei dati del monitoraggio Iss che, dalla prossima settimana, potrebbe cambiare i parametri. Tutte le altre Regioni italiane restano in zona gialla, anche in virtù di un calo generale dell’indice Rt – che potrebbe essere rivisto già dal prossimo monitoraggio – e dell’incidenza settimanale ogni 100mila abitanti. Con l’aggiunta delle due isole sono 18 le Regioni in zona gialla, oltre alle due Province autonome.
  • Il CdM approva un d.l. recante nuove misure relative all’emergenza epidemiologica da COVID-19, tra cui lo spostamento del coprifuoco dalle 22 alle 23, che sarà poi posticipato alle 24 a partire dal 7 giugno e infine abolito a partire dal 21 giugno, e la riapertura di nuove attività lavorative, ricreative e commerciali; vengono inoltre rivisti i parametri in base ai quali le regioni vengono collocate nei quattro scenari di rischio. Aperture graduali e ancoraggio ai dati: i dati della campagna vaccinale e la frenata dei contagi determinano quali riaperture effettuare in sicurezza. Il nuovo decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 17 maggio prevede una serie di riaperture in zona gialla e un allentamento del coprifuoco per poi eliminarlo completamente. Il provvedimento prevede alcune riaperture anticipate, come quelle dei centri commerciali nel weekend dal 22 maggio o delle palestre dal 24 maggio, o dei parchi a tema dal 15 giugno. La cena al ristorante anche al chiuso sarà consentita dal 1° giugno, così come il caffè al bancone del bar. I banchetti per i matrimoni e le feste ripartiranno il 15 giugno e gli invitati dovranno essere dotati di green pass.
  • Da Lombardia a Sicilia, da Toscana a Campania, da Veneto a Liguria: prenotazioni aperte a tutti, mappa e news dalle Regioni. Vaccino anti Covid, prenotazioni aperte a tutti e stop fasce d’età, il 3 giugno è un’altra data importante per l’Italia -da Lombardia a Sicilia, da Toscana a Campania, da Liguria a Veneto- sul fronte della lotta alla pandemia. Da oggi, infatti, come annunciato nei giorni scorsi dal commissario straordinario all’emergenza coronavirus Francesco Paolo Figliuolo, “si darà la possibilità alle Regioni e alle province autonome di aprire su tutte le classi seguendo il piano, utilizzando tutti i punti di somministrazione anche quelli aziendali”.

Luciana Lamorgese (5 1/2), ministro degli Interni. 

  • Il cielo è buio sulla capitale, ma la luce nell’ufficio al secondo piano del Viminale è ancora accesa. Non è ancora terminata l’ennesima giornata “sul pezzo” per il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, alle prese col dossier legato all’incremento di arrivi di migranti via mare: «12.894» dal 1° gennaio a ieri, secondo i dati del Viminale, a fronte di circa 3mila dello stesso periodo del 2020. La «cabina di regia» del governo non si è ancora riunita, ma a Palazzo Chigi si è tenuto un primo punto della situazione fra il premier Mario Draghi, la titolare dell’Interno e i colleghi di Esteri e Difesa, Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini.

Stefano Patuanelli (5 ), ministro dell’Agricoltura

  • L’unicità dell’agroalimentare italiano si riassume in due numeri: 295 prodotti alimentari a denominazione protetta, quasi il doppio di vini. Nessun paese al mondo può vantare questa ricchezza. A questi si aggiungono i prodotti agroalimentari tradizionali, come il formaggio latteria, protagonista, in questi giorni, della campagna “latte nelle scuole” finanziato dall’Unione Europea e organizzato dal Ministero delle politiche agricole. Un progetto che vuole promuovere i principi della sana alimentazione fin da piccoli per raggiungere – ha spiegato il ministro Stefano Patuanelli, in visita alla camera di commercio di Trieste in occasione dell’iniziativa – obiettivi che hanno ricadute su molti settori.

Giancarlo Giorgetti (5), ministro dello Sviluppo Economico

  • Tensione in piazza Montecitorio tra manifestanti e polizia durante la manifestazione di commercianti e ristoratori per chiedere le riaperture. Tra loro bandiere blu di Italexit, il movimento del senatore ex M5S Gianluigi Paragone, e un uomo vestito come l’appartenente al movimento Q-Anon che fece irruzione al Congresso Usa a Washington. Si chiama Ermes, ha 51 anni, è un ristoratore modenese che ha una figlia di 20 anni e che dice di essere “aperto da gennaio, perché da un anno non è cambiato nulla, nonostante tutte le chiusure”. E con il volto truccato con i colori della bandiera italiana aggiunge: “Siamo esasperati. Nessuno ci ha mai ascoltato. Mi sono dovuto vestire da pagliaccio per attirare l’attenzione. Spero che ora qualcuno si accorga di noi e ci ascolti. Ho dovuto pagare gli strozzini per pagare i dipendenti”. Un poliziotto è stato colpito da una bottiglia lanciata dai manifestanti e portato in ospedale. Consistente lo schieramento delle forze dell’ordine, a protezione del palazzo che ospita la Camera dei deputati.
  • l presidente del Consiglio ha annunciato che dal 26 aprile torneranno le zone gialle nella conferenza stampa sulle riaperture: “Un rischio ragionato, un rischio fondato sui dati che sono in miglioramento”. Ristoranti all’aperto aperti a pranzo e a cena, scuole tutte in presenza in giallo e arancione. Via libera agli spostamenti tra regioni in zona gialla, servirà un pass per andare da una regione all’altra di colore diverso. “La campagna di vaccinazione va bene, con tante sorprese positive e qualcuna negativa e questo è stato fondamentale per prendere le decisioni” sulle riaperture, ha proseguito Draghi. “Questo rischio che incontra le aspettative dei cittadini  – ha aggiunto – si fonda su una premessa: che i comportamenti siano osservati scrupolosamente, come mascherine e distanziamenti, nelle realtà riaperte”. Il premier ha auspicato per questo l’attenzione delle istituzioni e forze del’ordine: “In questo modo il rischio si trasforma in opportunità”.
  • Il CdM vara il decreto Riaperture, un d.l. contenente misure per la graduale ripresa delle attività, in vigore dal 26 aprile al 31 luglio e che proroga a tale data la scadenza dello stato di emergenza. Viene re-istituita la «zona gialla»; lo spostamento dalle regioni “gialle” e “bianche” è sempre consentito, mentre dalle regioni “arancioni” o “rosse” può avvenire solo per comprovati motivi oppure esibendo la “certificazione verde COVID”. Il decreto viene approvato nonostante l’astensione dei tre ministri della Lega, contrari al mantenimento del coprifuoco alle 22. È arrivato il via libera definitivo dell’Aula della Camera al decreto legge sulle riaperture, quello cioè che introduce misure per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali, e delinea il cronoprogramma relativo alla progressiva eliminazione delle restrizioni. Il testo, su cui il governo ha incassato a Montecitorio la fiducia, è stato approvato con 384 voti a favore, 39 contrari e cinque astenuti.

Renato Brunetta (5), ministro della Pubblica Amministrazione.

  • Con una drastica semplificazione dei vincoli e dei lacci, la Pubblica amministrazione da freno alla crescita diventa motore di sviluppo”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, saluta il disco verde del Consiglio dei ministri al decreto legge contenente le semplificazioni e la governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza. “La prossima settimana provvedimento ad hoc per reclutamento personale pubblico” “Il decreto – continua il ministro, che è proponente del testo e ha tirato le fila del dossier semplificazioni – rappresenta la cornice indispensabile di accompagnamento del Piano di ripresa, insieme alle norme che introducono nuove procedure rapide e trasparenti per il reclutamento del personale pubblico e che arriveranno con un provvedimento ad hoc la prossima settimana. Perché, per garantire che le semplificazioni non restino sulla carta, occorre investire sul capitale umano pubblico, che va ringiovanito e riqualificato. Con questo pacchetto unitario di governance, semplificazioni e assunzioni, tutti tasselli dello stesso mosaico, disegniamo una nuova Pubblica amministrazione in grado di sostenere il rilancio. È la prima pietra miliare del Pnrr. Un Paese forte non ha paura di semplificazioni e trasparenza. Il Governo ha dimostrato unità e determinazione. C’è un’Italia da ricostruire, ognuno deve fare la propria parte”.
  • Il ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta illustra in conferenza stampa il d.l. relativo al rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del PNRR e per l’efficienza della giustizia. Il decreto introduce misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del PNRR e per l’efficienza della giustizia. Il testo si compone di due parti: la prima regola i concorsi e le modalità di arruolamento del personale della PA, la seconda disciplina le assunzioni, a tempo determinato collegate alla realizzazione delle finalità del Recovery Plan. Le norme introdotte definiscono pertanto percorsi veloci, trasparenti e rigorosi per il reclutamento di profili tecnici e gestionali necessari e pongono le premesse normative per le riforme della pubblica amministrazione e della giustizia valorizzando il capitale umano, la semplificazione delle regole e la digitalizzazione di strumenti e procedure.

Mara Carfagna (5), ministro del Sud e Coesione territoriale

  • In vista della elaborazione definitiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dell’Accordo di Partenariato 2021-27, il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, ha promosso “SUD – Progetti per ripartire”, un’iniziativa di ascolto e di confronto tra identità e competenze differenti, su priorità e metodi da seguire per la progettazione e la realizzazione degli interventi. L’evento ha ospitato i contributi di rappresentanti istituzionali e di esponenti di fondazioni, associazioni, scuole e università, parti sociali, imprese, aziende sanitarie. Lavoro, mobilità, istruzione, transizione ambientale, sono, tra gli altri, i temi oggetto di confronto nelle varie sessioni dedicate.

 Mariastella Gelmini (4 1/2), ministro degli Affari regionali e Autonomie

  • “Maggio deve essere il mese della riapertura delle attività economiche, del ritorno alla vita, speriamo che sulla base dei dati si possa riaprire qualcosa anche ad aprile”. Mariastella Gelmini afferma: “Chi vaccinerà di più riaprirà prima”. E parlando del caso Astrazeneca, con il cambio di destinazione preferenziale del vaccino agli over 60 e la possibile diffidenza degli anziani nei confronti del prodotto anglo-svedese, spiega: “Sapremo con il generale Figliuolo riprogrammare la campagna vaccinale nel tempo più breve possibile, alla gente dobbiamo dire che abbiamo usato finora la massima precauzione, ma che bisogna vaccinarsi”.

Dario Franceschini (4 1/2), ministro dei Beni Culturali 

  • “Il disegno di legge approvato oggi in Consiglio dei Ministri – dichiarano il Ministro della cultura, Dario Franceschini, e il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando – completerà, al termine dell’esame parlamentare, l’opera avviata con il decreto legge Sostegni bis per un nuovo sistema di welfare in favore del mondo dello spettacolo e aprirà contestualmente a una importante stagione di riforme. Attraverso l’interlocuzione costante con gli operatori del settore e il dialogo costruttivo intessuto con le parti sociali si è giunti in breve tempo alla definizione di un insieme organico di misure, capace di rivedere e aggiornare gli ammortizzatori sociali per i lavoratori di un comparto caratterizzato da prestazioni strutturalmente discontinue e da significative originalità. Inoltre, il rinnovo della delega al Governo per la riforma del settore permetterà di arrivare al varo di un vero e proprio Codice dello Spettacolo, che ridisegnerà il funzionamento del sostegno pubblico alla lirica, al teatro, alla musica, alla danza, al circo e a tutte le arti performative”.

Fabiana Dadone (4 ), ministro delle Politiche Giovanili

  • Il centrodestra di governo e di opposizione va all’attacco della ministra cinquestelle delle Politiche giovanili Fabiana Dadone, che ha appena ricevuto dal premier Mario Draghi la delega per le politiche antidroga. A scatenare le proteste di Forza Italia e FdI il fatto che Dadone è da sempre su posizioni antiproibizioniste, non avendo mai nascosto il suo favore alla liberalizzazione della cannabis.

Lorenzo Guerini (3 1/2), ministro della Difesa.

  • “Le forze armate sono le persone che sono impegnate in questa esperienza; che sono presidio di valori, di dedizione, di impegno. Non sono gli esempi negativi che abbiamo visto anche in questi giorni e che hanno occupato le pagine dei giornali”. Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini parla tra i militari che in sole 38 ore di lavoro hanno realizzato un nuovo centro per le vaccinazioni a Varese, intitolato a Giuseppe Zamberletti, l’inventore della Protezione civile in Italia. L’hanno allestito uomini e donne del Reggimento logistico che a Solbiate Olona assiste la Task Force Rapida della Nato: truppe scelte dell’Alleanza, pronte a schierarsi ovunque nel mondo con un breve preavviso.

Federico D’Incà (3 1/2), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Riforme Istituzionali

  •  Secondo il ministro per i rapporti con il Parlamento, il bellunese Federico D’Incà, «entro la fine dell’anno tutte le domande di ristoro pervenute alla Consap per attingere al Fondo di indennizzo dei risparmiatori (Fir), e far ottenere ai risparmiatori truffati delle ex banche popolari venete il 30% del valore dei titoli azzerati, saranno evase». Lo ha detto a Belluno a margine di un evento pubblico. «Fino ad oggi – ha sottolineato il ministro – abbiamo verificato quasi 72 mila domande ed erogato risorse pari a circa 250 milioni di euro. È una cosa di cui sono particolarmente orgoglioso – ha aggiunto D’Incà – perchè il Movimento 5 Stelle ha trovato nei conti dormienti 1.575 milioni di euro che sono alla base di tutta questa restituzione. Poi vedremo, in base al residuo, come poter aiutare ancora queste persone».

Erika Stefani (3), Ministero della Disabilità

  • “Non cercare una strada tutta in discesa senza buche, senza traffico, perché non l’hanno ancora inventata”: questo è il messaggio che ha accolto il Ministro per le disabilità, Erika Stefani, oggi in visita per parlare di futuro, nuovi progetti e inclusione all’ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana e al Centro Clinico NeMO Trento.

Enrico Giovannini (3), ministro delle Infratrutture e Mobilità Sostenibili

  • Un “giorno di grande tristezza per tutto il paese”. Il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini è sul luogo della tragedia della funivia Stresa-Mottarone, all’indomani dell’incidente che ha causato la morte di 14 persone. Unico sopravvissuto un bambino di 5 anni, ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Regina Margherita di Torino. Assieme al ministro, a Stresa, il capo della protezione civile Fabrizio Curcio. “È un giorno di grande tristezza per tutto il paese e il governo si stringe intorno ai familiari delle vittime” ha detto il ministro Giovannini nel corso del punto stampa al termine del tavolo operativo che si è svolto al Palacongressi di Stresa. “Fin da ieri tutte le istituzioni hanno reagito in maniera straordinariamente rapida, efficiente, coordinata. Nella riunione che abbiamo avuto è emerso uno spirito di collaborazione reciproca, che ha consentito di intervenire immediatamente dopo questo drammatico incidente. Il governo, come del resto tutte le istituzioni, è impegnato naturalmente nel capire le cause, nel comprendere cosa sia accaduto ed esprime grande vicinanza alle famiglie di chi ha perso la vita e, in particolare, al bambino ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Torino dove è stato già raggiunto da uno dei familiari. Proprio l’assistenza ai familiari – ha sottolineato il Ministro – in questo momento è un elemento cruciale. Le azioni che sono state già messe in campo non devono terminare una volta che i riflettori si saranno spenti”.

Luigi Di Maio (2 1/2), ministro degli Esteri.

  • Fu un inferno giudiziario e mediatico iniziato nel 2016, quello contro l’ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti. Lo accusarono di turbativa d’asta per la gestione estiva di due piscine. Venne arrestato, messo in carcere, si dimise. Ma ora, dopo la sentenza degli scorsi giorni in Appello, il fatto non sussiste. Uggetti è stato assolto. Una vicenda chiusa e archiviata? Sul fronte giudiziario sì. Ma mediaticamente la ferita è ancora aperta. A molti è rimasta impressa nella memoria la gogna mediatica che Uggetti dovette subire all’epoca, in particolare dal fronte del Movimento 5 Stelle. I pentastellati furono piuttosto feroci. E oggi lo ammette anche Luigi Di Maio, in una lettera inviata a Il Foglio, parlando di «imbarbarimento del dibattito associato ai temi giudiziari».

Roberto Cingolani (n.c.), ministro della Transizione Ecologica

  • Roberto Cingolani ha appena finito un incontro (digitale) del G20 dei ministri dell’Ambiente. Ministro della Transizione ecologica, a capo di una nuova struttura con più dipartimenti, personale competente e nuovi poteri. Cingolani sta scrivendo il piano del nuovo ministero, che dovrebbe andare ben oltre il suo mandato. Intanto per l’Italia presiede gli incontri sul clima delle prime venti economie del pianeta e co-presiederà con il collega di Londra Alok Sharma la Cop26 di novembre a Glasgow, sugli impegni di riduzione delle emissioni da parte di decine di Paesi.

 Patrizio Bianchi (n.c.), ministro dell’Istruzione

  • E’seduto al suo posto nel bel mezzo della fase d’uscita (si spera) dall’emergenza pandemica, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, ma a tratti è come se la voglia di guardare oltre fosse talmente forte da farlo sembrare direttamente altrove. E anche se parla di alleviare la piaga del precariato degli insegnanti, molto applaudito dai parlamentari del centrosinistra, e di come ridurre la dipendenza degli studenti dagli strumenti digitali, approvato anche da una parte del centrodestra, Bianchi, nel giorno in cui va in audizione davanti alle Commissioni congiunte Istruzione e Cultura di Camera e Senato, sembra discendere non tanto dalla sua Emilia Romagna, dove per lungo tempo è stato assessore, ma direttamente da Marte. Nel senso che quando fa capire che la Dad resterà, certo non come ora, ma resterà in qualche forma, e che anzi bisogna formare gli insegnanti già reduci da  “uno sforzo titanico”, diversi parlamentari trasecolano. Dice un deputato: “Anche solo a evocarla, la Dad, rischiamo di sembrare Candide”. Ma Bianchi è convinto di quello che dice.

 Vittorio Colao (n.c.), ministro dell’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale

  • Razionalizzazione e revisione degli investimenti, per renderli più incisivi. Chiarezza, granularità e specificazioni, per capire e spiegare come viene assegnato ogni componente. Investimenti importanti, dove è necessario, «come la cablatura delle scuole o la sensoristica sulle autostrade»; e di qualità, quando si parla di risorse e persone e si deve guardare — più che alla quantità — ai benefici a lungo termine. È parte della sintesi dell’approccio del ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, espressa la settimana scorsa davanti al Parlamento, nel corso della sua prima audizione, e al Consiglio dei ministri.

Roberto Garofoli (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

  • Dopo la variazione con ampliamento (i numeri del deficit sono da film horror) del bilancio, due appuntamenti sono segnati nell’agenda di Mario Draghi: pandemia e Recovery Plan (cioè New generation Ue). Questi due passaggi segneranno l’abissale differenza tra questo governo e quello precedente e daranno ragione a Sergio Mattarella che non ha avuto alcuna fiducia nelle possibilità di Giuseppe Conte di giocarsi qualche carta per tornare a Palazzo Chigi dopo il voto di sfiducia; daranno a ragione a Matteo Renzi (parola di Osho, no, di Goffredo Bettini: «Il governo Conte è caduto per colpa di Renzi». Il mondo alla rovescia: ed è preoccupante questo rifiuto della realtà che manifesta) che ha, sui documenti, sui fatti, messo in crisi irreversibile Giuseppi; potrebbero dare al Pd la possibilità di uscire dal cul de sac in cui si è infilato, vantando come propri le svolte politiche e amministrative di Draghi. Sarà difficile. Mentre Enrico Letta conferma clamorosamente la sua vocazione minoritaria indossando la felpa di Open Arms e Agorà, dall’altro, punta su un arrocco a sinistra, gli altri, in particolare Salvini possono cointestarsi il cambio di passo. Rimane sul tappeto il buco nero rappresentato dal centro. Nessuno ha osato o osa aprire il discorso della sua ricostruzione.

 Marta Cartabia (n.c.), ministro della Giustizia.

  • “Abbiamo un compito storico, un’occasione irripetibile per l’Italia. È il Recovery Plan” e “vorrei che una cosa fosse ben chiara, ai partiti e ai cittadini: insieme a quella della Pubblica Amministrazione, la riforma della giustizia è il pilastro su cui poggia l’intero Piano nazionale di ripresa e resilienza. Se fallisce questa riforma, molto semplicemente, noi non avremo i fondi europei”. Nella data simbolica del 25 aprile, la ministra della Giustizia, Marta Cartabia esorta le forze politiche a ritrovare lo spirito di unità nazionale, con un appello alla “responsabilità” e un’esortazione al “realismo”: “Rinuncino al conflitto permanente e ammainino le ‘bandierine identitarie’, come ha detto il premier”. La giustizia ”è stata una trincea” ora, sottolinea, “deve diventare il terreno dove cercare una convergenza” per “il bene delle future generazioni”.

 Massimo Garavaglia (n.c.), ministro del Turismo

  • Il ministro per il Turismo Massimo Garavaglia conferma che nei prossimi giorni la cabina di regia comincerà a programmare alcune aperture, sempre sulla base dei dati scientifici e dell’andamento dei contagi. Settore per settore: «Ogni settimana che passa perdiamo pezzi di Pil e non ce lo possiamo permettere». E per quanto riguarda la stagione turistica l’esponente della Lega dice di lavorare per farla ripartire «a maggio, almeno per le spiagge, con protocolli rafforzati all’inizio».

Maria Cristina Messa (n.c.), ministro dell’Università e della Ricerca

  • “Vaccinare i docenti universitari il più in fretta possibile”. È la richiesta di Maria Cristina Messa, ministra dell’Università e della Ricerca in un’intervista a ‘La Stampa‘. ”Includere anche i professori universitari fra gli insegnanti vuol dire dare la stessa importanza all’istruzione di chi è più piccolo e di chi è più grande – spiega Messa -. Ora per fortuna il piano vaccinale è qualcosa di concreto e ci permette di vedere un aumento massiccio nel numero di vaccinazioni‘‘. La proposta, però, rischia di inserirsi nella più ampia polemica delle priorità vaccinali. Pochi giorni fa la stessa rischiesta è stata portata avanti dall’Anm, l’associazione nazionale dei magistrati ha infatti evidenziato blocchi al comparto Giustizia se non fossero staati messi in sicurezza i giudici. Il tutto mentre in molte Regioni va a rilento la campagna vaccinale dei soggetti più fragili come gli ultra 80enni.

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