Centrodestra

Bossi sigla la pace con Alemanno mangiando coda alla vaccinara

Bossi sigla la pace con Alemanno mangiando coda alla vaccinara

Roberto Calderoli, Renata Polverini, Umberto Bossi e Gianni Alemanno

Alla fine il pranzo riparatore va in scena a MontecitorioDove si consuma l’abbraccio tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il leader della Lega Umberto Bossi. E così, per siglare la tregua, sono stati allestiti ricchi banchetti davanti alla Camera per il “pranzo della pace” dopo le offese contro i romani per cui il Senatur si era scusato nei giorni scorsi. Nel mezzo della tregua, si è scatenata però una maxi-ressa di giornalisti, cameramen, fotografi e servizio d’ordine. Momenti di tensione che hanno impedito a Bossi e Alemanno di salutare i militanti padani e quelli del “popolo di Roma” che li attendevano davanti agli stand gastronomici. I due sono stati accompagnati tra gli spintoni dentro al Palazzo.

Per riconciliare Roma e il Senatur sono stati mandati in campo cuochi di Testaccio, quartiere popolare di Roma noto per le trattorie romane doc, e di Modena. Anche così Bossi e Alemanno suggellano la pax in piazza firmata con menù bipartisan: cicoria ripassata, coda alla vaccinara, rigatoni con sugo di coda e trippa, il tutto annaffiato da 80 bottiglie di Frascati Doc mentre l’Italia settentrionale ha portato in trasferta sei forme di Parmigiano Reggiano, salame e 200 chili di polenta al ragù per un totale di un migliaio di porzioni e da bere Lambrusco a volontà. Con il Senatur che ha anche il tempo di scherzare sulla tradizione gastronomica romana. «La coda alla vaccinara? L’ho mangiata una volta – ammette Bossi -. Io, di solito, mangio la polenta».

Poi il leader della Lega torna anche sulla querelle che ha agitato gli animi nelle ultime settimane: ossia la possibilità di organizzare un Gran Premio di automobilismo nella capitale sulla quale il Campidoglio sta provando ad accelerare. «Dove c…o lo corri a Roma un Gran Premio?», avverte Bossi. Ma Alemanno non si scompone e, nonostante il nuovo stop del Carroccio, che vuole difendere il Gp di Monza, stempera comunque i toni. «Su questo – spiega il primo cittadino della capitale – ci litigheremo ma senza parolacce e insulti».

Nel corso del pranzo c’è spazio anche per un riferimento allo stato di salute della maggioranza. Con Bossi che ribadisce il concetto già espresso ieri. Ricordando che se la maggioranza non dovesse avere i numeri si tornerebbe alle urne: «Se non ci sono i numeri, sì. Si voterà a primavera, penso». E poi un no netto all’ipotesi di maggioranze alternative, magari per riscrivere la legge elettorale prima di portare il paese al voto: «Napolitano deve tenere conto che i voti li abbiamo noi e Berlusconi – avverte il Senatur -, e che il governo tecnico sarebbe un azzardo». Quanto alla pattuglia finiana, il leader del Carroccio non si sbilancia sui numeri («spero abbia poca consistenza») e auspica che non ci siano ribaltoni orchestrati dai finiani con l’opposizione. «Spero di no», taglia corto Bossi.

1 risposta »

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.