Sovranisti/Populisti

De Magistris vara l’Unione popolare

De Magistris vara l'Unione popolare
De Magistris vara l’Unione popolare

Unione popolare si presenta alle elezioni del 25 settembre dopo essersi costituito in estate e aver raggiunto l’obiettivo della raccolta firme. Il movimento sostenuto da vari partiti e associazioni tra cui DeMa, Manifesta, Potere al Popolo e Rifondazione Comunista, ha presentato un programma diviso in 12 punti, per un totale di 120 proposte.

Carta d’identità: Unione popolare

Capo politico: Luigi de Magistris

Orientamento politico: sinistra

Ultima legislatura: movimento nato nel 2022.

Coalizione: lista sostenuta da DeMa, Manifesta, Potere al Popolo e Rifondazione Comunista

Slogan e programma

“L’Italia di cui abbiamo bisogno”

Giovani e istruzione

  • Eliminazione delle classi pollaio (non oltre 20 studenti) e conseguente aumento del personale docente e tecnico-amministrativo, con previsione del medico e psicologo scolastico.
  • Abolizione dell’alternanza scuola-lavoro.
  • Riforma dei contenuti e dei programmi scolastici nella direzione di un pieno sviluppo della personalità di alunni e studenti.
  • Libri gratis fino al termine delle scuole superiori. Mezzi pubblici, cinema e teatro gratis fino a 18 anni.
  • Abolizione della “Buona scuola” di Renzi e della riforma Gelmini.
  • “Investimenti nell’università per superare una situazione in cui l’Italia è agli ultimi posti dei paesi OCSE per numero di persone laureate e per numero di professori e ricercatori”.
  • Piano straordinario e immediato di messa in sicurezza e adeguamento degli edifici scolastici.

Economia e lavoro

  • Riforma fiscale per ridurre le tasse ai redditi medi e bassi e aumentarle ai redditi alti.
  • Rafforzamento del reddito di cittadinanza: da 780 a 1000 euro al mese.
  • Salario minimo legale di almeno 10 euro lordi l’ora.
  • Aumento delle pensioni minime a 1000 euro al mese.
  • Tassazione degli extra profitti delle aziende energetiche (passando dal 25% del governo Draghi al 90%) per aiutare famiglie e imprese.
  • Abolizione della legge Fornero per giungere all’età pensionabile di 60 anni o 35 anni di contributi.
  • Introduzione di una tassa sul patrimonio partendo da una soglia di un milione di euro e procedendo con aliquote in senso progressivo.
  • Aumento dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni, per ottenere un gettito fiscale in linea con i paesi OCSE.
  • “Piano di assunzioni da 1 milione di persone nel pubblico impiego per avvicinarsi alla media europea di impiegati pubblici per abitante, con un impegno particolare in scuola e sanità per ridurre le attese per cure ed esami e l’affollamento nelle classi”.
  • Lotta all’inflazione, con eliminazione dell’IVA su prodotti di prima necessità alimentari, e all’evasione fiscale aumentando il personale dell’Agenzia delle Entrate.

Diritti

  • Estensione della legge contro il razzismo e gli altri crimini d’odio anche alle violenze e alle discriminazioni motivate da orientamento sessuale, identità di sesso, genere e disabilità.
  • Misure a sostegno della piena applicazione della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza in tutto il territorio nazionale. L’obiezione di coscienza nel servizio sanitario nazionale lede il diritto all’autodeterminazione delle donne”.
  • Approvazione della legge sul fine vita e l’eutanasia legale.
  • Sì allo Ius Soli e alla cittadinanza ai figli degli immigrati.
  • Estensione del congedo di paternità sul modello spagnolo (16 settimane, di cui 6 obbligatorie).
  • Eliminazione di tutti gli ostacoli occupazionali, professionali e salariali alla piena parità di genere.

Beni comuni

  • “Tetto duraturo al prezzo del gas per calmierare le bollette (su modello di Spagna e Portogallo)”.
  • Piano nazionale straordinario per la ristrutturazione della rete idrica, che ad oggi perde oltre il 40% di acqua.
  • Stop a inceneritori, nucleare e ai sostegni pubblici ai combustibili fossili.
  • Nazionalizzazione del settore energetico.
  • Trasporto pubblico a basso costo, gratuito per i meno abbienti, con un abbonamento unico a livello nazionale sul modello di Spagna e Germania.
  • Ripubblicizzazione del servizio idrico con legge nazionale che preveda di trasformare la natura di tutte le società, attualmente di diritto privato, in enti di diritto pubblico, dando piena attuazione al Referendum del 2011.
  • Stralcio del ddl Concorrenza (governo Draghi) che ribadisce la privatizzazione come forma principale e ordinaria di gestione dei Servizi pubblici locali e disincentiva la gestione a livello locale.
  • “No alle grandi opere inutili e dannose come il TAV, o autostrade come la Pedemontana, la Valdastico sud, la BreBeMi che cementificano il territorio a fronte di bassi livelli di utenza”.

Politica estera

  • Stop immediato dell’invio di armi a tutti i paesi in guerra e ritiro dei soldati all’estero se non autorizzati dall’ONU, che va rafforzata e sottratta ai veti incrociati delle superpotenze.
  • Impegno diplomatico per la pace in Ucraina e la distensione nel conflitto tra Cina e Stati Uniti.
  • Superamento della NATO e delle sue politiche, come l’aumento delle spese militari al 2% del PIL.
  • Riforma in senso democratico delle istituzioni di Bruxelles, con abbandono completo delle politiche di austerità e lotta alle lobby che influenzano la politica della UE.
  • Riconoscimento dello Stato di Palestina e solidarietà con tutti i popoli oppressi, a cominciare da quello curdo.
  • Non rinnovo del Memorandum con la Libia a e accordi simili con i Paesi che non rispettano concretamente la Convenzione di Ginevra.
  • Pressione, in coordinamento con altri paesi, per chiudere i paradisi fiscali sia a livello europeo (Irlanda, Olanda e Lussemburgo in particolare) che a livello internazionale.
  • Ricostruzione del Servizio Sanitario Nazionale unico per tutte le regioni, superando la controriforma del 2001, eliminando l’aziendalizzazione e tornando alle USL con controllo democratico del territorio.
  • Spesa pubblica nella sanità mai al di sotto della media europea (7,3% del PIL), invertendo la rotta rispetto alla manovra Draghi, che ha ridotto la spesa sanitaria al 6,3% del PIL per il 2024.
  • Gestione della pandemia del Covid-19 senza criminalizzazione del dissenso e restrizioni ingiustificate delle libertà civili. I vaccini vanno sottratti ai profitti delle multinazionali.
  • Aumento della spesa per la salute mentale.
  • Assistenza gratuita agli anziani non autosufficienti e un quadro normativo adeguato per la tutela e l’assistenza di tutte le forme di disabilità.

“Lavorare per il superamento delle politiche di bilancio stabilite dall’accordo di Maastricht e dal semestre europeo. Respingere, in particolare, i vincoli liberisti del Trattato e ripristinare la Costituzione del 1948 eliminando il vincolo europeo laddove in contrasto ai principi fondamentali della Costituzione antifascista e il pareggio di bilancio introdotto nel 2012”.

All’interno del proprio programma, Unione popolare si è rivolto in particolare ai giovani e al loro futuro. Da qui l’attenzione per una riforma dei programmi scolastici “nella direzione di un pieno sviluppo della personalità di alunni e studenti”, a dispetto della tendenza ad assimilare gli istituti a un’azienda. Emergono poi diverse proposte per il rilancio dell’economia, tra cui l’evergreen delle pensioni a mille euro introdotto da Berlusconi.

Unione popolare ha definito in modo chiaro le coperture finanziarie per le misure avanzate: tassazione degli extra profitti delle aziende energetiche, patrimoniale ad aliquota progressiva, aumento dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni e lotta all’evasione fiscale (“che ogni anno costa all’Italia 90 miliardi”). La realizzazione delle idee dipenderà dai seggi che il neo-partito riuscirà a ottenere in Parlamento e soprattutto dalla “questione morale”, quindi l’aderenza alle promesse fatte in campagna elettorale.

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