Sovranisti/Populisti

M5s, Beppe Grillo dà il benservito a Giuseppe Conte

M5s, Crimi; raggiunto l'accordo sul nuovo statuto

Giuseppe Conte e Beppe Grillo

Più che Cinque stelle,il M5s è diventato un Movimento pentasismico. Pentasismico con doppio epicentro, Beppe Grillo e Giuseppe Conte, che lungi dal trovare l’atteso accordo sul nuovo statuto e sulle prospettive poilitiche future, oggi sono arrivati al redde rationem. Il garante del MoVimento oggi ha risposto picche all’aut aut enunciato ieri dall’ex premier e a questo punto ex capo politico prima ancora di diventarlo. E ha fatto sapere di avere chiesto un nuovo voto sulla piattaforma Rousseau per decidere la nuova dirigenza del MoVimento.  Non solo: Grillo ha annunciato che il comitato direttivo “concorderà la visione da qui al 2050”. E ha sototlineato che “Conte non può risolvere i problemi perché non ha visione politica”. Probabilmente si prepara a questo punto il ritorno con Davide Casaleggio, dopo il divorzio avvenuto nelle settimane scorse con l’accordo per il pagamento di 250.000 euro del 400.000 di credito vantati da Rousseau nei confronti del M5S.

Una svolta decisiva verso il benservito a Conte, che con il suo ultimatum aveva lasciato intendere di puntare al controllo assoluto del M5s e aveva dichiarato esplicitamente non avere alcuna intenzione di fare i”l prestanome di un leeder ombra” 

“La mia azione politica è sempre stata improntata alla trasparenza” aveva spiegato Conte. “Grillo deve decidere se essere un padre generoso o un padre padrone. Io ci sono e ci sarò, e sulla base del mandato ricevuto ho icominciato a lavorare per una sfida complessa e stimolante. In questi 4 mesi ho studiato tanto, il mio e gli altri partiti, ho fatto tantissimi incontri, ho ascoltato sindaci e gente comune.  Con Beppe Grillo sono poi emerse diversità di vedute su punti fondamentali. Credo non abbia senso imbiancare una casa che ha bisogno di una profonda ristrutturazione. Per Beppe sembra andare bene tutto come è, salvo alcuni aggiustamenti. Per me no. Occorre guardare avanti e cambiare. Noi per primi, se vogliamo guardare al futuro e a un progetto per il 2050. Non posso prestarmi a una operazione politica che teme questa svolta. La mia franchezza non è arroganza, è per il bene del Movimento”.

In sostanza, un vero ultimatum quello di Conte al Garante del M5s: “Oggi rischiamo di entrare in una fase di declino se non riusciamo a dare vita a un attivismo che consenta a iscritti e cittadini di elaborare progetti utili. “Non riesco a impegnarmi in un progetto in cui non credo, e non posso decidere con il cuore se la testa mi suggerisce che il percorso che stiamo facendo è sbagliato. Abbiamo davanti un periodo in cui portare a termine la transizione ecologica e digitale, una riforma fiscale seria e complessiva e molti altri obiettivi: per fare tutto questo abbiamo bisogno di un campo largo. L’intera comunità dei 5Stelle deve assumersi le sue responsabilità. Io l’ho fatto. Ho anche previsto l’introduzione di nuovi organi, ho previsto una Carta dei principi e dei valori che andrà condivisa. Grillo: “Ha accolto molti miei suggerimenti, ma il rischio è quello di una confusione di ruoli e funzioni. A Beppe dico che non ne ho mai fatto una questione personale. Sa bene che ho avuto e avrò sempre rispetto per lui, ne riconosco il carisma. Ora spetta a lui decidere se essere un genitore generoso che lascia crescere la sua creatura in autonomia o un genitore padrone che ne limita l’azione. Sarà sempre il garante del Movimento, ma una forza politica che ambisce a guidare un paese non può affidarsi a una leadership politica dimezzata. Su questo non possono esserci mediazioni».

Conte ha ribadito: “Non farò da prestanome, il Movimento ha bisogno di forza e coerenza per riunire le sue anime e coltivare un dialogo chiaro con i gruppi territoriali. E il leader politico deve avere anche poteri relativi alla comunicazione. Queste sono le premesse necessarie per portare avanti una organizzazione complessa, una attività molto faticosa per cui non basta una telefonata. Da questa organizzazione deve uscire una linea politica coerente. Per questo chiedo un voto, e non mi basterà una risicata maggioranza. Occorre tanto entusiasmo. Me lo aspetto da Beppe e da tutti gli iscritti. A queste condizioni ci metterò tutta l’anima che ho”.

La reazione del garante. prima di silenziosa delusione, oggi ha fatto rumore. Ora la parola passa a Vito Crimi, l’ex capo politico del Movimento,  che come componente anziano del Comitato di Garanzia, ai sensi dell’articolo 6 comma C dello statuto del M5S può convocare l’assemblea chiamata ad approvare le nuove regole. Crimi, che potrebbe avere un ruolo di primo piano anche nel nuovo M5s ha però già fatto trapelare la voce che  “si muoverà solo in accordo” con Grillo.

Nel frattempo il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il presidente della Camera Roberto Fico cercano di stemperare il clima di tensione all’interno del MoVimento: “Stiamo remando tutti nella stessa direzione, il MoVimento è pronto a evolversi, coraggio. Confido nell’intesa. Dialogo e confronto sono fondamentali, siamo una forza matura, dotata di buon senso, visione e concretezza”, ha detto il titolare della Farnesina

“Sta accadendo che stiamo lavorando a una riorganizzazione del Movimento, una delle tante fasi che sta vivendo e ha vissuto”, ha sottolineato il numero uno di Montecitorio, “Un ulteriore passo e andremo avanti e saremo più forti di prima. Non esistono ultimatum, ma un lavoro che si sta facendo, un dibattito pubblico, non vedo problemi”.

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