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25 aprile

Le priorità della destra al potere: «Negare la festa del 25 aprile
25 aprile

È il secondo anno con secutivo che la festa della Liberazione coincide con uno stato di reclusione collettiva, reso necessario dalla pandemia. Lo hanno deciso il governo e il Parlamento, i rappresentanti della sovranità popolare, conquistata il 25 aprile 1945 dai partiti antifascisti per tutti gli italiani. Gli stessi partiti, unanimi, proclamarono il 25 aprile festa nazionale, «a celebrazione della totale liberazione del territorio italiano», come si legge nel decreto firmato da Umberto II il 22 aprile 1946. E insieme parteciparono nel 1947 alla festa della Liberazione. Poi, nei sette decenni successivi, il 25 aprile è stato giornata di aspra contesa fra i partiti antifascisti, che reciprocamente si accusavano di aver tradito gli ideali della Resistenza.

Situato a metà del Novecento, il 25 aprile 1945 ha segnato una svolta epocale nella storia italiana. Fu l’epilogo di una tragedia nazionale, che iniziò con la Grande Guerra, proseguì con la convulsione rivoluzionaria del “biennio rosso”, poi con la guerra civile del fascismo squadrista contro tutti i partiti avversari, soppressi per un ventennio dal regime totalitario, e infine esplose dopo l’8 settembre 1943, in una nuova e più spietata guerra civile fra fascisti e antifascisti, in un Paese devastato dai furiosi combattimenti fra eserciti stranieri.

«L’antifascismo italiano – ricordava nel 1959 Leo Valiani, uno dei capi della Resistenza e storico di valore – ha combattuto la dittatura totalitaria, dal giorno stesso delle leggi eccezionali, con lo stesso impegno, con lo stesso spirito di sacrificio e, nella misura del possibile, con gli stessi metodi che la Resistenza impiegò più tardi, al momento dell’occupazione tedesca». Fortemente antagonisti durante un ventennio, pur lottando contro un nemico comune, il 9 settembre 1943 i partiti antifascisti si allearono nel Comitato di liberazione nazionale e parteciparono alla guerra delle Nazioni Unite contro la Germania nazista e la repubblica fascista, e nell’aprile del 1945, con le insurrezioni a Genova, Milano e Torino prima dell’arrivo degli alleati, conquistarono definitivamente, per il popolo italiano, la libertà di decidere il proprio destino.

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