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Karl-Maria Kertbeny, il ‘padre’ del termine omosessualità nasceva 196 anni fa

Karl-Maria Kertbeny

Karl-Maria Kertbeny nasceva il 28 febbraio 1824. Oltre a essere uno scrittore, un bibliografo, traduttore di origini ungheresi, fu anche uno dei primi pionieri del movimento omosessuale. E nel 1869, per la prima volta in uno scritto comparve la parola “omosessualità”.

Karl-Maria Kertbeny si può dire essere stato il padre del termine. Un personaggio della storia LGBT che per primo ha voluto parlare delle persone omosessuali. In un certo senso “coniando” questa parola. Era uno scrittore, non un medico, dunque la sua visione era puramente letterraria. Anche per questo motivo, sembra che non sia stato molto preso in considerazione.

Kertbeny è lo pseudonimo di Karl Maria Benkert. La prima volta che compare il termine omosessualità è nel 1869, in una lettera indirizzata al Ministro della Giustizia Prussiano.

Sulla nascita della parola, c’è la testimonianza di Havelock Ellis. Questo medico e psicologo britannico spiegò in un suo libro che il termine coniato da Kertbeny era frutto della gelosia di quest’ultimo per il molto ben conosciuto Karl Heinrich Ulrichs, anch’esso pioniere del primo movimento omosessuale, e il suo termine uringo, che potremmo definire come un sinonimo dell’800 di omosessualità.

Gelosia o meno, Karl-Maria Kertbeny fu anche “l’inventore” di eterosessuale e omosessualismo (oltre a molte altre ormai dimenticate).

Come anticipato, il termine si legge per la prima volta in un testo scritto dall’uomo indirizzato al ministero della Giustizia. Era il 1866, alla fine della guerra astro-prussiana. A seguito di questa battaglia, si formò la Confederazione della Germania Settentrionale, che prevedeva di unificare i codici civili e penali degli Stati che facevano parte del territorio riunito.

Per portare avanti questo progetto, vennero chiamati sette membri che si riunirono in una commissione, il cui presidente era Adolf Leonhardt, appunto il ministro della Giustizia della Prussia.

Per unificare i codici, venne chiesto l’aiuto anche di altri esperti che potevano inviare delle lettere aperte in cui si davano consigli o si muovevamo critiche verso il nuovo codice civile e penale che ne sarebbe risultato. Kertbeny intervenne per dire la sua sul paragrafo 143, che puniva gli atti contro natura. Secondo lo scrittore, lo Stato non poteva interferire con i gusti sessuali di una persona, permettendo a chiunque di vivere la propria sessualità senza che questa venisse punita perché considerata contro natura. Fu in questa occasione che parlò di omosessualità, ovvero l’atto contro natura citato nel paragrafo.

Gli sforzi di Kertbeny però furono vani, e il testo passò acquisendo poi il nome di “Paragrafo 175“.

Kertbeny morì nel 1882, a 58 anni, a Budapest. Lì si trova anche la sua tomba, e ogni anno viene deposta una corona di fiori per ricordarlo.

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