Europa

Sei mesi in Europa – 1mo semestre 2007

Cinque elezioni in questo semestre, ma solo in un caso cambia il governo che governava il suo paese. In Belgio, dopo otto anni all’opposizione, il partito dei cristiano-democratici ha ottenuto il 31% dei voti alle elezioni legislative in Belgio diventando il primo partito del paese. Resta forte la destra xenofoba con il 20% dei consensi, mentre sono in discesa libera i liberali del premier Guy Verhofstadt (18,5%). Calo ancora più significativo per i socialisti (15,5%), l’ altro partito del governo che tuttavia resta il primo nella regione francofona della Vallonia. Forti soprattutto nelle Fiandre, la ricca regione di lingua olandese, i cristiano-democratici reclamano riforme e un federalismo più marcato. «Gli elettori hanno fatto un’ altra scelta rispetto alla maggioranza che ha governato il paese negli ultimi otto anni e me ne assumo tutta la responsabilità», ha ammesso il premier uscente.

In Finlandia il centro-destra avanza nelle elezioni generali. I conservatori guadagnano 51 seggi in un parlamento di 200 e si portano alla pari con il Partito di centro che era al governo nella passata legislatura. Più indietro, con 45 seggi, si sono piazzati i social-democratici, partner del partito di centro nel passato esecutivo guidato da Matti Vanhanen. «Tutto indica che stiamo vincendo queste elezioni» esultava il leader della Coalizione nazionale – la compagine di centro destra – Jyrki Katainen. Amareggiati invece i commenti di Vanhanen: «È una chiara sconfitta per noi. Abbiamo perso molti seggi».

Irlanda: Ahern rimarrà premier

Bertie Ahern

In Irlanda c’è la riconferma di Bertie Ahern, il primo ministro più longevo d’ Europa. Già da dieci anni capo del governo d’Irlanda, ha vinto le elezioni legislative e resterà al suo posto per un terzo consecutivo mandato quinquennale. Il suo partito, Fianna Fail, ha perso terreno rispetto alle elezioni precedenti, ma conserva la maggioranza relativa: forse dovrà aggiungere un altro partner ai Democratici Progressisti, suoi tradizionali alleati (una formazione liberale probusiness). E’ difficile dire cosa divida il governo dall’ opposizione, in quest’isola un tempo misera e infelice, oggi prospera e contenta. Sull’economia e sulle questioni sociali, le due coalizioni hanno espresso quasi le medesime posizioni; idem in politica estera. Esiste anche un altro motivo per confermare Ahern al potere, riassumibile in cifre: dopo secoli di fame e povertà, quando un irlandese su sei era disoccupato e il paese era quasi in bancarotta, ora l’ Irlanda è reduce da vent’anni di boom economico. L’ ultima recessione risale al 1986: da allora l’ economia è quadruplicata di dimensioni, il Pil è cresciuto del 6% annuo, la disoccupazione è scesa al 4%. La «tigre celtica» vive oggi i problemi di chi è cresciuto molto e in fretta: diseguaglianze, disagi sociali, crisi d’ identità. Ma sono problemi risolvibili, quasi benvenuti, rispetto al passato. In Europa, oggi solo il lillipuziano Lussemburgo ha un reddito medio più alto dell’ Irlanda (e un premier da più tempo al potere).

Francia, Ségolène Royal in recupero

Segolene Royale e Nicolas Sarkozy

In Francia si sono tenete le elezioni presidenziali e se alla fine del 2006 era stata eletta Segolene Royale candidata del Ps, ora per l’analoga posizione è stato eletto anche Nicolas Sarkozy come candidato dell’Ump (partito al potere). Sarkozy ha battuto il premier uscente Dominque de Villepin, che era anche il candidato patrocinato dal presidente uscente Chirac. Durante la campagna elettorale è stato sempre in vantaggio Sarkozy e anche se sul finale Royal recuperato parzialmente terreno alla fine del primo turno si è posizionato comunque in testa Sarkozy. Durante il secondo turno, più protagonista dei due contendenti è stato Francois Bayrou, il terzo classificato segretario del Mo.Dem. (liberali). Ha a lungo flirtato con entrambi gli sfidanti, ma poi ha deciso di lasciare il suo elettorato libero di votare chi voleva. Alla fine il nuovo presidente è risultato Nicolas Sarkozy. Un mese dopo si è rinnovato anche il parlamento e l’Ump di Nicolas Sarkozy ha vinto a valanga. Per Royal, come se non bastasse la sconfitta elettorale, è naufragato anche il suo matrimonio con il segretario del Ps Francois Hollande, con cui è legata da 30 anni e con il quale ha quattro figli. Da parte sua, Hollande conferma, ma dice di non volere mescolare vita privata e vita pubblica, attenendosi alla sfera politica.

In Francia si è anche parlato molto della situazione di crisi dello storico quotidiano Liberation. Alla fine si è fatto avanti il famoso imprenditore italiano Carlo Caracciolo, cofondatore del quotidiano la Repubblica, che ha versato 5 milioni a titolo personale, divenendone azionista di minoranza. Ha fatto molto parlare di se anche il ct della nazionale francese di calcio che Raymond Domenech, che nonostante abbia perso la finale con l’Italia , la promuove e sopratutto critica i suoi migliori campioni Zidane e Trezeguet.

Grecia, premier chiede elezioni anticipate

Kostas Karamanlis

In Grecia il partito conservatore del primo ministro Kostas Karamanlis è stato riconfermato come la prima formazione della Grecia alle elezioni amministrative, nonostante un leggero calo rispetto alle amministrative del 2002. Nea Dimokratia ha vinto ad Atene dove è stato rieletto sindaco l’ex ministro della sanità Nikitas Kaklamanis, a Salonicco e in altri 25 collegi. I socialisti del Pasok, guidati da Georges Papandreu, si sono aggiudicati l’importante città portuale del Pireo, che sarà guidata dall’ex giocatore di basket Panayiotis Fassolulas e l’amministrazione di 17 province.

Nella provincia spagnola della catalogna i nazionalisti moderati catalani di Convergencia i Uniò (CiU, centrodestra) hanno ottenuto la maggioranza relativa (48 su 135 seggi) nelle elezioni legislative della regione autonoma della Catalogna. La coalizione di centrosinistra guidata dal Partito socialista Catalano (Psc) – che comprende gli indipendentisti di Erc e i verdi di Icv – ha però conservato il potere mantenendo per appena due seggi la maggioranza assoluta.

L’Estonia ha istituito per legge il voto elettronico nelle proprie consultazioni. Sono stati svolti anche numerosi test. Molti si recheranno alle urne per votare nel modo tradizionale, ma chi vuole potrà scegliere la nuova procedura e gli esperti ritengono che lo faranno tra le 20mila e le 40mila persone. La strumentazione tecnica necessaria per il voto è un reader da collegare al pc, un lettore nel quale “infilare” la propria carta di identità elettronica. Questa, grazie al chip che vi è integrato, consentirà al sistema di gestione di identificare l’utente che sta votando. Secondo le autorità del paese il dispositivo elettorale è anche in grado di garantire la riservatezza del voto oltreché l’impossibilità per un elettore di esprimere più di una volta il proprio suffragio. Perché ciò accada l’elettore disporrà di due password specifiche. Il governo estone ha predisposto una guida sul voto elettronico, disponibile in inglese, e prevede di creare tre sotto-guide dedicate a tre diversi sistemi operativi: Windows, Mac OS e Linux.

Dal 1° gennaio 2007 Romania e Bulgaria sono diventati Paesi membri dell’Unione Europea e, così come previsto dal Trattato istitutivo della Comunità Europea, i loro cittadini, possono godere del diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Per quanto riguarda l’accesso al lavoro, prima della liberalizzare completa, è stato previsto un regime transitorio con una procedura semplificata per l’assunzione. Tale regime non trova applicazione per i settori del lavoro dirigenziale e altamente qualificato, di quello agricolo e turistico-alberghiero, del lavoro domestico e di assistenza alla persona, edilizio e metalmeccanico, nonché per il settore del lavoro stagionale e del lavoro autonomo, prevede per i settori diversi da quelli sopra menzionati misure semplificate per monitorare l´accesso al mercato del lavoro. Questi nuovi ingressi hanno creato nuovo razzismo e paure tra i ceti meno abbienti dei paesi membri dell’Ue sopratutto in merito alle condizioni lavorative. Si è parlato anche molto di criminalità, sopratutto facendo accezione ai rom e confondendoli con i rumeni.Vi è confusione tra cittadini romeni e i nomadi rom con passaporto romeno in quanto i «rom» possono essere anche cittadini dei vari stati Ue, oppure apolidi.

La Slovenia entra nell'Euro

La Slovenia entra nell’Euro

La Slovenia ha abbandonato la sua moneta, il tallero, ed è passata all’euro. Gli sloveni sono i primi fra gli appartenenti alla cosiddetta “nuova Europa” a centrare i parametri necessari per l’euro. Un euro è stato cambiato ad un valore di 239,64 talleri. L’ingresso nell’euro arriva a tre anni dall’ingresso della Slovenia nella UE e a 15 dall’indipendenza dalla Jugoslavia. Per l’occasione, nonostante il giorno di festa, tutte le banche sono rimaste aperte fino alle ore 14. Il commissario Ue agli affari economici Joaquin Almunia si è congratulato con gli sloveni invitandoli a prestare molta attenzione ad evitare ingiustificati aumenti nei prezzi.

Il nuovo Trattato europeo ridisegnato a seguito dei nuovi ingressi è stato ampiamente discusso e ha dovuto superare parecchie divisioni prima di essere votato. La Polonia si conferma contraria al cosiddetto sistema della doppia maggioranza, ma quasi tutti gli altri Stati non sono stati disposti a rimetterlo in discussione. Il metodo della doppia maggioranza implica che per approvare le decisioni sia necessario il voto favorevole del 55% degli Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Unione Europea. La Polonia non accetta la nuova procedura perché ridurrebbe il suo peso rispetto al metodo concordato a Nizza e tuttora in vigore. Varsavia propone invece un diverso sistema, basato sulla radice quadrata del numero degli abitanti.

Compie cinquant’anni il Trattato di Roma, che segna l’inizio formale dell’Unione europea. Il turno di presidenza dell’Unione è tedesco, perciò le celebrazioni dell’anniversario del trattato di Roma si  svolgeranno soprattutto a Berlino. Ma l’Italia cerca di sottolineare il suo ruolo nel processo di unificazione: come gesto di cortesia, la cancelliera tedesca Angela Merkel è arrivata con un viaggio lampo nella capitale italiana per un rapido incontro con il premier Romano Prodi. Entrambi hanno auspicato il rilancio dell’Unione europea. “Non si tratta solo di celebrare il passato, ma di un contribuire alla realizzazione dell’Unione”, ha detto Prodi.

Manifestazioni e proteste a Varsavia del personale della sanità pubblica polacca

Manifestazioni e proteste a Varsavia del personale della sanità pubblica polacca

In Polonia è iniziata un’ampia discussione promossa dai i leader del partito di governo Diritto e giustizia (Pis), i fratelli Kaczynski, sull’oppotunità di eliminare la festa del 1° maggio. Il governo conservatore avrebbe anche intenzione cambiare i nomi dalle strade per ripulire il Paese dal passato comunista. «Molte strade in Polonia sono intitolate a comunisti. Non può rimanere così — ha spiegato ieri il premier Kaczynski —. Se le amministrazioni locali non provvederanno a modificare il nome delle vie, allora ci penserà il governo». Al momento la legislazione polacca attribuisce al governo locale la potestà assoluta sulla scelta della toponomastica del territorio. Il governo pertanto sarà costretto a varare una legge ad hoc per cambiare il nome alle strade.

Ma non tutti amano il nuovo regime polacco. Oltre 20 mila medici e infermieri, ad esempio sono scesi in piazza: il personale paramedico chiede un aumento del 30% degli stipendi che il governo non vuole concedere e migliori condizioni di lavoro. Al grido di ” Vogliamo solo lavorare, non vogliamo lasciare il paese”, camici e colletti bianchi hanno sfilato per le strade della città fino al palazzo presidenzale di Varsavia per un acceso sit-in. Da tempo in Polonia in oltre 250 ospedali pubblici si respira aria di crisi con continui scioperi e agitazioni che,oltre a mettere a rischio malati e degenti, potrebbero anche paralizzare l’intero sistema sanitario pubblico.

Esce di scena Tony Blair e lascia in eredità al suo successore Gordon Brown diverse cose. Ad esempio l’accordo raggiunto in Irlanda del Nord tra i protestanti del Dup e i cattolici dello Sinn Fein, che ha portato al varo di un governo biconfessionale. Alla firma del trattato era presente anche il premier irlandese Bertie Ahern. Poi c’è la sconfitta alle amministrative, che accelera il passaggio di consegne Blair-Brown. Blair ha cercato di minimizzare la portata della sconfitta. “Tutti sapevano che ci avrebbero bastonato, che sarebbe stata una disfatta e non e’ stato cosi’”, ha detto incontrando i dirigenti del partito a Londra. “Alle elezione di medio termine si viene sempre sconfitti”, ha aggiunto, ma “questi risultati sono un ottimo trampolino di lancio per vincere le prossime politiche”. Se il premier in carica fa sfoggio di sicurezza, Brown assicura che i laburisti hanno imparato la lezione. “Il partito laburista ascolterà e imparerà, mentre continua a lavorare per il bene del popolo britannico”, ha detto. La prima promessa di Brown è quella della realizzazione di una costituzione scritta, obiettivo a lungo termine e difficile da raggiungere.

Portagallo passa referendum depenalizzazione aborto

Portagallo passa referendum depenalizzazione aborto

Referendum in Portogallo per la legalizzazione dell’aborto. Questo il questito “Lei è d’accordo con la depenalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza se avviene su richiesta della donna, durante le prime dieci settimane di gravidanza, in una strattura sanitaria legalmente autorizzata ?”.  A favore c’è il governo e tutta la sinistra lusitana; contro la riforma c’è la Chiesa locale e la destra dei socialdemocratici. Durante la campagna referendaria si sono tenute, quindi, numerose manifestazione di entrambi le tesi. Alla i 8,7 milioni di cittadini chiamati alle urne hanno fatto prevalere la possibilità di abortire; ma all’appello ha risposto solo il 44% degli aventi diritto al voto, mancando così il quorum. Il primo ministro del paese, José Socrates ha definito “inequivoco” il risultato del referendum, garantendo che l’aborto “cesserà di essere un crimine”. Il Portogallo si appresta quindi a prendere le distanze dal gruppo di paesi europei che prevede ancora norme restrittive contro l’interruzione volontaria di gravidanza (Irlanda, Malta e Polonia).

Giorgio Napolitano e Stipe Mesic

Crisi diplomatica tra Croazia e Italia in merito alle dichiarazioni del presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano sugli italiani morti nelle foibe nella ex Jugoslavia. Il presidente croato Stipe Mesic ha accusato il capo dello Stato italiano di ”razzismo, revisionismo storico e revanscismo politico”, arrivando a mettere in discussione ”le attuali relazioni tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Croazia”. Immediata la reazione italiana con la convocazione dell’ambasciatore croato.

L’intenzione dell’Italia di ritirare le sue truppe dall’Iraq è ostacolata dai suo alleati, sopratutto dagli Stato Uniti. Gli ambasciatori di Regno Unito, Romania, Canada, Paesi Bassi, Stati Uniti e Australia hanno sollecitato in una lettera la permanenza in Afghanistan delle truppe italiane. Il premier italiano Romano Prodi e il ministro degli esteri Massimo D’Alema hanno duramente criticato questa missiva. È un’iniziativa «irrituale», per discutere tra alleati Nato ci sono «sedi proprie», dice il vicepremier D’Alema. Le proteste italiane hanno fatto ritrattare la Romania; ma non gli altri firmatari e gli Stati Uniti di Bush sono usciti alla scoperta come mente dell’iniziativa.

In Italia c’è una crisi lampo di governo, poi rientrata con la fiducia rinnovata da parte della maggioranza parlamentare. Al Senato della Repubblica, la risoluzione della maggioranza di approvazione della linea del governo sulla politica estera con particolare riferimento alla presenza italiana nelle forze Nato operanti in Afghanistan, non raggiunge il quorum di maggioranza: 158 sì, 136 no e 24 astenuti, con quorum richiesto di 160. A seguito di ciò Prodi si dimette; ma come detto i due rami del parlamento gli rinnovano la fiducia e la crisi rientra.

Buon inizio per il governo slovacco del premier Robert Fico che ha potuto vantare notevoli successi economici. La corona slovacca ha potuto vantare la quotazione più alta della sua storia rispetto al dollaro e all’euro. L’economia del paese ha il più alto ritmo di crescita dell’europa centrale. La disoccupazione è scesa per la prima volta al di sotto del 10%. In seguito alla crisi diplomatica scoppiata tra Batislava e Budapest, per il trattamento riservato dalla Slovacchia alla minoranza ungherese, i socialisti europei hanno deciso di sospendere lo Smer, il partito socialdemocratico del premier slovacco, dal gruppo parlamentare di Bruxelles. La condizione per rientrarvi è l’uscita dalla coalizione di governo del Partito Nazionale slovacco (Sns), ultranazionalista e antiungherese.

In Ungheria, circa 2.000 dimostranti antigovernativi sono sfilati nel centro di Budapest in margine alle celebrazioni per la festa nazionale. Il loro obiettivo era disturbare la manifestazione del partito liberale al governo,dove ha parlato il sindaco Demszky (dello stesso partito) sulla piazza con il monumento a Sandor Petofi, eroe nazionale della rivoluzione. Massiccio lo schieramento di forze dell’ordine.Alcune centinaia di dimostranti hanno lanciato pomodori e uova, parati con ombrelli.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.