Governo

Prodi, fiducia anche alla Camera, crisi rientrata

Prodi: governerò 5 anni, ma per stabilità nuova legge elettorale

Romano Prodi

L’esecutivo ottiene la fiducia dalla Camera dei deputati con 342 sì, 253 no e 2 astenuti, facendo così rientrare la crisi e chiudendola.

Romano Prodi incassa la fiducia anche alla Camera e subito dopo riferisce al Quirinale. Dopo la debacle al Senato del 21 febbraio scorso e il rinvio alle Camere della scorsa settimana, il colloquio con Giorgio Napolitano al termine della crisi di governo era quasi obbligatorio. Nella telefonata il premier ha ribadito che i risultati del dibattito gli permettono di proseguire l’ azione dell’ esecutivo. «Al Senato – sottolinea il Professore – non è cambiato nulla. Abbiamo una maggioranza risicata, ma è una maggioranza e l’ abbiamo confermata». Secondo Prodi, il ruolo del capo dello Stato in questi passaggi è stato impeccabile. «La crisi era politica e, anche se non era necessario, sono andato dal Presidente della Repubblica a presentare le dimissioni. Napolitano – ha puntualizzato – ha fatto con saggezza e scrupolo la radiografia a tutto il mondo politico italiano. Mi ha rinviato alle Camere, ho avuto la fiducia e adesso abbiamo una unità molto più forte. Sappiamo che bisogna stare uniti nel futuro ed abbiamo tutti il senso di una missione che deve essere compiuta». Anche sul Colle adesso si sentono più fiduciosi sulla possibilità che la “squadra” prodiana si rimetta in moto e affronti i nodi politici e di sistema emersi anche dalla crisi di governo. Il capo dello Stato si ritiene confortato dall’ andamento del dibattito parlamentare. Non solo. A suo giudizio, il confronto nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama ha dimostrato che il chiarimento era «necessario ed era possibile». Napolitano, che ne ha seguito in diretta le fasi principali sul monitor che mostra le sedute parlamentari, è convinto che abbia determinato le condizioni per affrontare il nodo delle regole della governabilità, la questione delle riforme istituzionali e una coerente revisione della legge elettorale. Un tema su cui ha insistito anche durante le consultazioni arrivando anche ad avvertire che un intervento legislativo in materia è indispensabile prima delle prossime elezioni. Esiste, aveva ammonito la scora settimana, «la necessità prioritaria di una modificazione del sistema elettorale vigente».

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