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Francia: sfida tra Sarkozy e Royal

Francia: sfida tra Sarkozy e Royal

Francia: sfida tra Sarkozy e Royal

Nella corsa per l’ Eliseo sarà ballottaggio tra Sarkozy e Royal: è questo l’ esito del primo turno delle presidenziali. Appuntamento per il secondo round al 6 maggio, quando i francesi sceglieranno il successore di Jacques Chirac. Eliminati dalla corsa elettorale il centrista Bayrou, il leader di estrema destra Le Pen e gli altri otto candidati minori. L’ appello di Sarkozy: «Costruire un nuovo sogno francese». La candidata socialista ha chiesto ai francesi di fare «la scelta dell’ audacia e della serenità»

Votando in massa – la partecipazione (85%) è stata la più alta degli ultimi trent’ anni – i francesi hanno riportato negli argini democratici il confronto politico, che il 21 aprile 2002, era stato alterato dall’ inattesa irruzione nel secondo turno del Front National di Jean Marie Le Pen. L’ ammissione della candidata socialista al ballottaggio ha segnato la fine di un incubo per la sinistra, angosciata dall’ idea di subire un’ altra umiliante disfatta. Adesso Ségolène Royal è veramente la prima donna in grado di potersi insediare nel Palazzo dell’ Eliseo, dove esercitarono la più alta funzione dello Stato Charles de Gaulle e Francois Mitterrand. Non le sarà facile varcarne la soglia, perché il campione di centro destra, Nicolas Sarkozy, dopo il voto di ieri resta in netto vantaggio. Ma la partita è aperta. é giocabile. Dopo avere cancellato la «triste data» del 21 aprile, la sinistra può adesso affrontare l’ ultima fase della campagna elettorale con una certa fiducia. Non sarà infatti agevole per Nicolas Sarkozy concretizzare le intenzioni di voto aggiudicatogli al secondo turno (54 %), perché gli elettori di Francois Bayrou, il candidato centrista arrivato terzo, restano incerti. Non gli sono garantiti. Ed essi saranno determinanti tra due settimane. Francois Bayrou non ha realizzato il sogno di arrivare in finale, ma ha ottenuto un grande successo. Ha triplicato il quoziente (18%) ottenuto abitualmente dal suo partito ed è diventato l’ arbitro della situazione. Nelle loro prime dichiarazioni Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy si sono rivolti ai suoi elettori. La caccia ai centristi è cominciata subito.

Francia: sfida tra Sarkozy e Royal

Francia: sfida tra Sarkozy e Royal

Ottenuto senza problemi l’ appoggio spontaneo dei candidati di estrema sinistra, Ségolène Royal ha lanciato slogan adeguati all’ elettorato di Francois Bayrou. Ha parlato della necessità di riformare la Francia «senza brutalità», senza «coltivare la paura», ed era chiaro che poneva senza indugio i temi dell’ ultima fase della campagna elettorale. Con argomenti più diretti, Francois Hollande, suo compagno e segretario generale del partito socialista, ha accusato Nicolas Sarkozy di avere adottato il linguaggio dello sciovinista Le Pen per conquistare il 30 per cento di voti che lo collocano in testa nella classifica del primo turno. Un linguaggio appunto «brutale», teso a creare «la paura», e a spaccare il paese. E’ vero, il discorso di Nicolas Sarkozy nelle ultime settimane ricalcava spesso quello del leader del Front National, ma al tempo stesso lo «democratizzava», affrontava gli stessi argomenti (l’ identità nazionale, la sicurezza, l’ immigrazione), ma con un linguaggio corretto, senza eccessi, senza strappi sciovinisti. La sua tattica è stata efficace, poiché Jean Marie Le Pen ha ottenuto il peggior risultato degli ultimi vent’ anni. Circa un terzo in meno dei voti che nel 2002 gli avevano permesso di superare il candidato socialista, Lionel Jospin. Il mediocre quoziente (11 per cento) fa regredire una formazione politica inquietante che sembrava radicata, e a volte in costante crescita, nella società francese. Il merito di questo ridimensionamento va riconosciuto a Nicolas Sarkozy. Che la destra repubblicana (vale a dire democratica) abbia recuperato parte degli elettori di Le Pen è uno dei fatti più rilevanti, positivi di queste elezioni. La collera dei dirigenti di estrema destra era palpabile ieri sera. Marina Le Pen, figlia e collaboratrice del leader del Front National, ha accusato con sarcasmo Nicolas Sarkozy di avere sottratto voti al padre presentandosi come un «Le Pen Light».

In occasione del 1º maggio, giorno in cui il Front National celebra Giovanna d’ Arco nel cuore di Parigi, Jean Marie Le Pen dirà ai suoi delusi elettori per chi votare al secondo turno. E’ capitato nel passato, quando non perdonava a Jacques Chirac di avere rifiutato ogni contatto, che si esprimesse in favore del candidato di sinistra. Difficile sapere in che misura venisse ubbidito. Altrettanto difficile prevedere il suo futuro atteggiamento. Resta in sospeso anche la decisione di Francois Bayrou. Ieri sera non ha dato consegne. Tra i suoi collaboratori si ripeteva che « i voti centristi non sono in vendita». Ma nei prossimi giorni ci saranno inevitabili negoziati tra le quinte. In giugno ci saranno le legislative, e, nel sistema francese in due turni, per essere eletti i candidati centristi avranno bisogno dell’ aiuto di uno dei due grandi partiti. Nel passato, essi hanno sempre contato sul sostegno del centro destra. Ma sullo slancio della campagna presidenziale Francois Bayrou, nella speranza di ottenere i voti di sinistra, ha lasciato capire che nel caso fosse uscito vincitore dalla gara avrebbe scelto un primo ministro socialista. Quella sua pur vaga promessa si tradurrà in una scelta di campo anche in vista del ballottaggio del 6 maggio? Dalla sua decisione dipende in larga parte l’ esito delle presidenziali. Di fronte a questa incognita Nicolas Sarkozy appare svantaggiato. E Ségolène Royal può vincere soltanto se recupera la maggioranza dei voti centristi. Il discorso di Ségolène Royal può risultare più attraente di quello di Nicolas Sarkozy. La proposta della candidata socialista è più aperta, più generosa di quella del suo avversario. Il suo progetto di democrazia «partecipativa» ha convinto un francese su quattro (più del 25 per cento), e le ha consentito di smentire i pronostici, non tanto rari, che la giudicavano incapace di superare il primo traguardo elettorale. Lei ha capito e saputo interpretare la forte domanda di un vero cambiamento, dovuta all’ insoddisfazione di fronte alle forme tradizionali di governo rappresentativo. Ha capito che bisognava passare a una nuova tappa di progresso democratico. Non ha arricchito il suo progetto con riforme istituzionali troppo impegnative. Ha lanciato l’ idea. Ha aperto prospettive. Anche qualche orizzonte. A volte con toni giudicati troppo materni. Non proprio consoni a un capo di Stato. Ma i suoi slanci sono apparsi autentici. Meno « brutali « dei propositi di Nicolas Sarkozy. I francesi dovranno scegliere tra i diversi stili dei due pretendenti alla presidenza della Repubblica.

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