
Mario Draghi (10), presidente del Consiglio dei ministri
Il governo pone la questione di fiducia sulla discussione del d.l. Aiuti al Senato. L’aula approva il d.l. e la relativa fiducia (211 votanti, di cui 172 a favore e 39 contro); come anticipato, non ha partecipato al voto il gruppo M5S (61 senatori). “Fin da quando il provvedimento è stato presentato con la massima lealtà noi abbiamo spiegato le nostre ragioni contrarie”, ha detto ieri sera Giuseppe Conte annunciando l’astensione sul decreto Aiuti in Senato. Tra queste ragioni il leader M5s ha citato il termovalorizzatore di Roma, i paletti inseriti nel provvedimento al Superbonus e al reddito di cittadinanza. In generale ha detto: “Si è aperta una grave crisi sociale, troppo profonda. È un Paese sull’orlo del baratro. Il M5s è l’unica forza politica che si sta interrogando su questa crisi, l’unica che sta incalzando il governo su questa emergenza. Ho il forte timore che settembre possa essere il mese in cui il conflitto sociale faccia salire la temperatura nelle piazze. Vi chiedo: ma in questa fase qual è il compito di una forza politica responsabile? Tacere? Far finta di non vedere gli sviluppi drammatici della crisi in atto o denunciarli affinché vengano approvate misure strutturali?”. Il presidente del Consiglio è salito al Colle dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Draghi ha visto confermare l’annuncio del Movimento 5 Stelle, che non ha votato la fiducia in Senato, e ha deciso di andare immediatamente a colloquio con il capo dello Stato al Quirinale. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, dopo poco meno di un’ora ha lasciato il Quirinale dove ha avuto un colloquio con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Non si sanno ancora i contenuti del confronto tra i due, né la decisione presa. È probabile che Draghi dovrà verificare che la maggioranza che sostiene il suo governo ci sia ancora.
È atteso ad Algeri poco prima di mezzogiorno il volo che porterà il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, ad aprire il Quarto vertice italo-algerino. Con Draghi sono attesi in Algeria i ministri Roberto Cingolani, Luigi Di Maio, Luciana Lamorgese, Marta Cartabia, Enrico Giovannini ed Elena Bonetti. Un viaggio lampo, stasera Draghi rientrerà a Roma per prepararsi al confronto in aula di mercoledì che sarà determinante per la durata del suo governo, dimezzato nella durata rispetto alle attese iniziali, ma non rimandato per l’importanza strategica della partnership tra i due paesi nel settore dell’energia. E del gas, tema che con la guerra in Ucraina diventato il più caldo per l’Italia e il resto d’Europa. E l’Algeria è uno dei principali produttori di gas al mondo.
Il Presidente del Consiglio rende le sue comunicazioni al Senato; nel corso della successiva votazione, la mozione su cui il governo aveva posto la questione di fiducia viene approvata (su 194 presenti, 133 votanti: 95 favorevoli e 38 contrari, mentre i 61 M5S sono presenti senza esprimere un voto), ottenendo la maggioranza relativa ma non la maggioranza assoluta (di 161 voti). I senatori della Lega (61) e di FI (49) si assentano dall’aula per non partecipare alla votazione, in quanto il governo non aveva sottoscritto la loro mozione in cui si chiedeva la formazione di un nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi ma che non comprendesse più i Cinque Stelle.
Dopo un colloquio con la Presidente del Senato e con il Presidente della Camera, il Presidente della Repubblica annuncia lo scioglimento delle due camere (tramite decreto presidenziale controfirmato dal Presidente del Consiglio) e, di conseguenza, l’imminente fine della XVIII legislatura (il cui termine naturale era previsto per marzo 2023), con elezioni politiche anticipate da tenersi entro 70 giorni (ex articolo 88 della Costituzione).
Marta Cartabia (8), ministro della Giustizia
È atteso ad Algeri poco prima di mezzogiorno il volo che porterà il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, ad aprire il Quarto vertice italo-algerino. Con Draghi sono attesi in Algeria i ministri Roberto Cingolani, Luigi Di Maio, Luciana Lamorgese, Marta Cartabia, Enrico Giovannini ed Elena Bonetti. Un viaggio lampo, stasera Draghi rientrerà a Roma per prepararsi al confronto in aula di mercoledì che sarà determinante per la durata del suo governo, dimezzato nella durata rispetto alle attese iniziali, ma non rimandato per l’importanza strategica della partnership tra i due paesi nel settore dell’energia. E del gas, tema che con la guerra in Ucraina diventato il più caldo per l’Italia e il resto d’Europa. E l’Algeria è uno dei principali produttori di gas al mondo.
Roberto Speranza (6), ministro della Salute.
Il commento incauto che il ministro della Salute Roberto Speranza ha rilasciato, su una rete televisiva nazionale, a proposito dei contenuti di un decreto emesso dalla giudice di Firenze Susanna Zanda con cui è stato restituito il diritto al lavoro, alla retribuzione e alla dignità personale a una psicologa sospesa perché indisponibile a sottoporsi a un trattamento iniettivo contro Sars Cov 2 in base al DL 44/21, preoccupa per i riflessi che può suscitare nell’opinione pubblica. Il ministro, utilizzando peraltro un vocabolo improprio (‘sentenza’ piuttosto che ‘decreto’), ha dichiarato: «Di solito per cultura politica, per formazione, sono molto rispettoso rispetto ai lavori dei magistrati, ma questa sentenza è sinceramente irricevibile e priva di ogni evidenza scientifica, in contrasto con tutte le indicazioni della comunità scientifica internazionale. È una sentenza di cui sinceramente dobbiamo vergognarci».
Daniele Franco (6), ministro dell’Economia
Il decreto Aiuti-bis «è di proporzioni straordinarie». Lo ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato il provvedimento. Il premier ha voluto spendere «una parola sul metodo: il provvedimento – ha detto – è stato condiviso con le parti sociali e i partiti della maggioranza e dell’opposizione». Il presidente del Consiglio ha detto che il suo obiettivo è «arrivare a dare al governo successivo il conseguimento di tutti gli obiettivi di quest’anno» del Pnrr. Poi ha fatto i « migliori auguri» a chi fa campagna elettorale. Draghi ha spiegato che il decreto legge aiuti bis vale «15 miliardi, più altri circa due di misure aggiuntive per un totale di «17 miliardi da aggiungere ai circa 35 miliardi» delle norme già approvate nel corso dell’anno dal governo. Draghi ha evidenziato che si tratta di «una grossa percentuale di pil, più di 2 punti percentuali».
Giancarlo Giorgetti (6), ministro dello Sviluppo Economico
Il decreto proroga alcuni meccanismi a sostegno e introduce nuove disposizioni urgenti per contenere gli effetti del Caro Energia sulle imprese. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il Decreto-Legge 9 agosto 2022, n. 115 (cd DL AIUTI BIS) dal titolo “Misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali”. Il decreto proroga alcune misure di sostegno già in essere nel 2022, e contestualmente introduce nuove misure urgenti per contrastare l’impatto dell’aumento dei costi delle forniture energetiche.
Luigi Di Maio (6), ministro degli Esteri
Ha smentito fino all’ultimo minuto, s’è schermito, s’è negato. “Io con Di Maio? Ma no. Stimo Luigi, ma non è il caso”. Emilio Carelli pareva insomma irremovibile. Questo, ieri pomeriggio. Stamane, però, eccolo arrivare di buon’ora alla Farnesina. La foto di rito lo ritrae a colloquio proprio col ministro degli Esteri, nel suo studio. Eccolo che sale a bordo anche lui, sulla scialuppa di Insieme per il futuro. E del resto il segnale, per quanto silenzioso, era stato chiaro, se è vero che proprio in concomitanza con la scissione di Di Maio l’ex direttore di SkyTg24 aveva lasciato la componente di Coraggio Italia, alla Camera, per iscriversi al Misto da libero battitore. E’ lui, dunque, il 52esimo deputato alla corta del ministro degli Esteri, che del resto era stato il principale fautore della sua candidatura, nel 2018.
È atteso ad Algeri poco prima di mezzogiorno il volo che porterà il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, ad aprire il Quarto vertice italo-algerino. Con Draghi sono attesi in Algeria i ministri Roberto Cingolani, Luigi Di Maio, Luciana Lamorgese, Marta Cartabia, Enrico Giovannini ed Elena Bonetti. Un viaggio lampo, stasera Draghi rientrerà a Roma per prepararsi al confronto in aula di mercoledì che sarà determinante per la durata del suo governo, dimezzato nella durata rispetto alle attese iniziali, ma non rimandato per l’importanza strategica della partnership tra i due paesi nel settore dell’energia. E del gas, tema che con la guerra in Ucraina diventato il più caldo per l’Italia e il resto d’Europa. E l’Algeria è uno dei principali produttori di gas al mondo.
Il ministro degli Esteri ed ex leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha presentato a Roma il suo nuovo progetto politico, Impegno Civico, costituito a partire dal suo gruppo parlamentare Insieme per il Futuro con il Centro Democratico del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Bruno Tabacci. “C’è una piccola ape nel nostro simbolo – ha detto -. Quando scompariranno le api scomparirà l’umanità. Metterle ne simbolo vuol dire mettere al centro l’ambiente, la lotta al cambio climatico”.
Mara Carfagna (6), ministro del Sud e Coesione territoriale
Come prevedibile, la crisi di governo e le dimissioni di Draghi non hanno avuto pesanti impatti solo sulle Borse e sulla riforme in agenda, ma anche sulla situazione politica. L’alleanza Pd-M5s si sfalda, si registrano tensioni nel Movimento e soprattutto nell Lega, dove i ‘governisti’ Giorgetti e Zaia hanno dovuto digerire la scelta di Salvini di togliere la fiducia a Draghi. Ma è in Forza Italia che si sta consumando un vero e proprio sfaldamento. Maria Stella Gelmini ha lasciato il partito dopo un duro confronto con Licia Ronzulli, Renato Brunetta l’ha seguita a poche ore di distanza. E anche Mara Carfagna, notoriamente vicina al governo e lontana da Salvini, è data in uscita.
Anche il ministro azzurro Mara Carfagna ha annunciato uno strappo con Forza Italia. Dopo Mariastella Gelmini e Renato Brunetta, che nelle scorse ore hanno comunicato di aver lasciato il partito guidato da Silvio Berlusconi, anche il ministro per il Sud e la Coesione territoriale ha espresso il suo dissenso per la scelta del suo partito di non votare la fiducia a Mario Draghi. Anche Maria Carfagna, al pari dei suoi due colleghi, nelle ore del vertice di Villa Grande aveva auspicato una posizione diversa per il centrodestra, che poi non si è concretizzata a causa delle mosse del presidente del Consiglio che, ai leader di Lega e Forza Italia, sono apparse eccessivamente sbilanciate verso sinistra.
Mariastella Gelmini (5), ministro degli Affari regionali e Autonomie
Come prevedibile, la crisi di governo e le dimissioni di Draghi non hanno avuto pesanti impatti solo sulle Borse e sulla riforme in agenda, ma anche sulla situazione politica. L’alleanza Pd-M5s si sfalda, si registrano tensioni nel Movimento e soprattutto nell Lega, dove i ‘governisti’ Giorgetti e Zaia hanno dovuto digerire la scelta di Salvini di togliere la fiducia a Draghi. Ma è in Forza Italia che si sta consumando un vero e proprio sfaldamento. Maria Stella Gelmini ha lasciato il partito dopo un duro confronto con Licia Ronzulli, Renato Brunetta l’ha seguita a poche ore di distanza. E anche Mara Carfagna, notoriamente vicina al governo e lontana da Salvini, è data in uscita.
Andrea Orlando (4 1/2), ministro del Lavoro e Politiche Sociali
Al via questa mattina, nella cornice di Sala Depero, al piano terra del Palazzo provinciale di piazza Dante, il primo di una serie di incontri promossi dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del programma di Presidenza italiano nel 2022 del Comitato di Monitoraggio della Dichiarazione di Lussemburgo sull’Economia Sociale. I lavori sono iniziati con i saluti istituzionali e in particolare con gli interventi del ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando e dell’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli, nonché del sindaco Franco Ianeselli e della direttrice della Commissione Europea Ruth Pahserman. Nel suo intervento il ministro Orlando ha ringraziato la Provincia autonoma di Trento e il Comune di Trento per l’ospitalità e l’organizzazione del convegno: “L’economia sociale – ha detto il ministro del Lavoro Andrea Orlando – è un modello resiliente che ingaggia democraticamente le persone in un processo virtuoso di impegno, lavoro, condivisione e creazione di valore e per questo ci siamo impegnati con convinzione in questi anni a sostenere la sua crescita e sviluppo. L’economia sociale è una leva fondamentale per affrontare le sfide che abbiamo di fronte, dalla crisi climatica alla crescita delle disuguaglianze”. “Guardando al titolo di questa iniziativa – ha proseguito il ministro – mi è venuto in mente un dibattito molto illuminante che si svolse presso l’Assemblea Costituente del nostro Paese e che pose proprio la persona come elemento di riferimento dell’insieme dei diritti che la carta sanciva. Credo che in quella scelta ci fosse già una capacità di anticipare il nesso profondo che c’è tra democrazia e capacità di inclusione; oggi è esattamente questo il tema che noi siamo chiamati ad affrontare. Ovvero mettere la persona al centro significa soprattutto saper dare risposte rapide e attente alle emergenze di chi soffre”. “Auguro – ha concluso il ministro – un lavoro proficuo e una sua ricaduta concreta perché la ritengo determinante ed urgente anche per mantenere quel patrimonio democratico e civile che caratterizza in positivo questa parte del mondo”.
Massimo Garavaglia (4), ministro del Turismo
Una giornata storica quella di venerdì 29 luglio, in cui si riuniscono tutti i membri del Tavolo Turistico Territoriale che per il terzo anno consecutivo domani si ritroveranno a ragionare sul progetto di sviluppo turistico sinergico ideato dalla Repubblica di San Marino per il coinvolgimento del territorio circostante con l’appoggio delle Regioni Marche ed Emilia Romagna, dell’Organizzazione Mondiale del Turismo UNWTO e soprattutto del Ministero del Turismo italiano. Il Ministro del Turismo italiano Massimo Garavaglia, accompagnato da alcuni funzionari del ministero, sarà sul Titano in occasione dell’appuntamento previsto per le ore 11.00 presso il Centro Congressi Kursaal.
Elena Bonetti (4), ministro della Famiglia e Pari Opportunità
È atteso ad Algeri poco prima di mezzogiorno il volo che porterà il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, ad aprire il Quarto vertice italo-algerino. Con Draghi sono attesi in Algeria i ministri Roberto Cingolani, Luigi Di Maio, Luciana Lamorgese, Marta Cartabia, Enrico Giovannini ed Elena Bonetti. Un viaggio lampo, stasera Draghi rientrerà a Roma per prepararsi al confronto in aula di mercoledì che sarà determinante per la durata del suo governo, dimezzato nella durata rispetto alle attese iniziali, ma non rimandato per l’importanza strategica della partnership tra i due paesi nel settore dell’energia. E del gas, tema che con la guerra in Ucraina diventato il più caldo per l’Italia e il resto d’Europa. E l’Algeria è uno dei principali produttori di gas al mondo.
Luciana Lamorgese (4), ministro degli Interni
È atteso ad Algeri poco prima di mezzogiorno il volo che porterà il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, ad aprire il Quarto vertice italo-algerino. Con Draghi sono attesi in Algeria i ministri Roberto Cingolani, Luigi Di Maio, Luciana Lamorgese, Marta Cartabia, Enrico Giovannini ed Elena Bonetti. Un viaggio lampo, stasera Draghi rientrerà a Roma per prepararsi al confronto in aula di mercoledì che sarà determinante per la durata del suo governo, dimezzato nella durata rispetto alle attese iniziali, ma non rimandato per l’importanza strategica della partnership tra i due paesi nel settore dell’energia. E del gas, tema che con la guerra in Ucraina diventato il più caldo per l’Italia e il resto d’Europa. E l’Algeria è uno dei principali produttori di gas al mondo.
Patrizio Bianchi (3), ministro dell’Istruzione
Con la crisi di Governo in corso e l’approssimarsi dello scioglimento delle Camere da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi restano poche settimane al dicastero per portare a termine le questioni più urgenti. Se, come sembra, gli italiani dovessero andare al voto il prossimo 2 ottobre, per allora la scuola avrà dovuto provvedere non solo alle immissioni in ruolo e al protocollo per il rientro in classe in sicurezza, che vengono considerate questioni urgenti e ordinarie ma avrà dovuto provvedere anche a tutti quei decreti attuativi e in generale a tutti quei provvedimenti che servono a mettere a terra le numerose riforme legate al Pnrr, i cui finanziamenti sono a loro volta legati improrogabilmente ad altrettante scadenze di dicembre 2022.
Lorenzo Guerini (3), ministro della Difesa
Nuovo decreto per l’invio di armi in Ucraina. E aumento delle spese militari. L’Italia arma Kiev e arma se stessa, seguendo le indicazioni di Usa e Nato. Partiamo dal primo punto: “Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha svolto l’audizione del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Nel corso dell’audizione il ministro ha aggiornato il Comitato in merito alla guerra della Russia in Ucraina e sugli sviluppi a livello europeo conseguenti all’adozione dello ‘Strategic compass’ avvenuta nello scorso mese di marzo”, ha reso noto il presidente del Copasir, senatore Adolfo Urso aggiungendo che “tali approfondimenti hanno consentito al Comitato di acquisire ulteriori elementi di valutazione nell’ambito della indagine conoscitiva sulle prospettive di sviluppo della difesa comune europea e della cooperazione tra i Servizi di intelligence che si concluderà nella giornata di domani con la Relazione al Parlamento”.
Renato Brunetta (3), ministro della Pubblica Amministrazione
Come prevedibile, la crisi di governo e le dimissioni di Draghi non hanno avuto pesanti impatti solo sulle Borse e sulla riforme in agenda, ma anche sulla situazione politica. L’alleanza Pd-M5s si sfalda, si registrano tensioni nel Movimento e soprattutto nell Lega, dove i ‘governisti’ Giorgetti e Zaia hanno dovuto digerire la scelta di Salvini di togliere la fiducia a Draghi. Ma è in Forza Italia che si sta consumando un vero e proprio sfaldamento. Maria Stella Gelmini ha lasciato il partito dopo un duro confronto con Licia Ronzulli, Renato Brunetta l’ha seguita a poche ore di distanza. E anche Mara Carfagna, notoriamente vicina al governo e lontana da Salvini, è data in uscita.
Federico D’Incà (3), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Riforme Istituzionali
Il ministro D’Incà ha posto a nome del governo la questione di fiducia sul decreto Aiuti. Si è chiusa la discussione generale, al via le dichiarazioni di voto, che dureranno circa un’ora e 40 minuti.
Vittorio Colao (2), ministro dell’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale
Partiamo spiegando che cos’è IDPay e a cosa dovrebbe servire, considerato che IDPay è il nome provvisorio. Entro quest’anno dovrebbe arrivare per tutti i cittadini italiani quella che il ministro per la Transizione Digitale Vittorio Colao ha definito una «piattaforma per l’erogazione di tutti i benefici sociali, il nome provvisorio è IDPay, tutto direttamente in digitale, addirittura in pagamento anticipato, senza bisogno di dover anticipare i soldi, venire riconosciuti nel punto vendita e ricevere l’ammontare di bonus di voucher grazie alla piattaforma».
Dario Franceschini (2), ministro della Cultura
“Rivendico quello che abbiamo fatto in questi anni. Ma la rottura sulla fiducia al governo rende impossibile l’alleanza con M5s”. Dario Franceschini, intervistato dal Corriere della Sera, decreta il game over con i pentastellati e aggiunge: “Non solo perché l’alleanza con loro e la nascita del governo nel 2019 hanno impedito che Salvini prendesse in mano il Paese, e non oso immaginare che sarebbe successo con la pandemia, la crisi economica e la guerra in Ucraina, ma anche perché sapevamo che quel percorso avrebbe aiutato l’evoluzione dei 5 Stelle. E un’evoluzione c’è stata. Come dimostra l’esperienza di governo con il M5S e come testimonia la strada intrapresa da alcuni di loro, a cominciare da Di Maio, e il travaglio dei ministri e di tanti deputati che avrebbero votato la fiducia. Purtroppo questo percorso è stato interrotto drasticamente da Conte, e me ne dispiace”. A proposito della fine dell’alleanza con M5s dice: “Questa rottura così drammatica e improvvisa ha creato uno schema politico nuovo nel Paese. Come si è visto plasticamente dall’aula: quando è entrato Draghi alle 9 metà aula ha fatto una lunga standing ovation mentre l’altra metà restava zitta e seduta. Ecco, io credo che le prossime elezioni saranno sostanzialmente una sfida tra chi ha difeso Draghi e chi invece ha buttato tutto a mare. Si svolgeranno secondo uno schema temporaneo ma un po’ diverso rispetto alla normalità. Da una parte gli europeisti e i riformisti che hanno sostenuto l’esperienza del governo Draghi e l’avrebbero continuata, dall’altra parte i sovranisti, gli anti europeisti, il centrodestra senza più centro, perché il partito di Berlusconi è evaporato. Non voglio coinvolgere Draghi, perché so bene qual è la scelta che ha fatto, che non ha nessuna intenzione di fare un percorso politico e noi non lo tireremo per la giacchetta. Ma è uno schema inevitabile, che prescinde dalla sua volontà”.
Enrico Giovannini (2), ministro delle Infratrutture e Mobilità Sostenibili
È atteso ad Algeri poco prima di mezzogiorno il volo che porterà il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, ad aprire il Quarto vertice italo-algerino. Con Draghi sono attesi in Algeria i ministri Roberto Cingolani, Luigi Di Maio, Luciana Lamorgese, Marta Cartabia, Enrico Giovannini ed Elena Bonetti. Un viaggio lampo, stasera Draghi rientrerà a Roma per prepararsi al confronto in aula di mercoledì che sarà determinante per la durata del suo governo, dimezzato nella durata rispetto alle attese iniziali, ma non rimandato per l’importanza strategica della partnership tra i due paesi nel settore dell’energia. E del gas, tema che con la guerra in Ucraina diventato il più caldo per l’Italia e il resto d’Europa. E l’Algeria è uno dei principali produttori di gas al mondo.
Roberto Cingolani (1 1/2), ministro della Transizione Ecologica
È atteso ad Algeri poco prima di mezzogiorno il volo che porterà il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, ad aprire il Quarto vertice italo-algerino. Con Draghi sono attesi in Algeria i ministri Roberto Cingolani, Luigi Di Maio, Luciana Lamorgese, Marta Cartabia, Enrico Giovannini ed Elena Bonetti. Un viaggio lampo, stasera Draghi rientrerà a Roma per prepararsi al confronto in aula di mercoledì che sarà determinante per la durata del suo governo, dimezzato nella durata rispetto alle attese iniziali, ma non rimandato per l’importanza strategica della partnership tra i due paesi nel settore dell’energia. E del gas, tema che con la guerra in Ucraina diventato il più caldo per l’Italia e il resto d’Europa. E l’Algeria è uno dei principali produttori di gas al mondo.
Fabiana Dadone (1), ministro delle Politiche Giovanili
Non ci sarà nessuna deroga al tetto di due mandati nel Movimento 5 Stelle, secondo quanto scrive poco fa l’egenzia di stampa Adnkronos. Senza la deroga saluta il Parlamento, la ministra monregalese Fabiana Dadone. Nel Movimento 5 Stelle prevale la linea del fondatore e garante Beppe Grillo, e con la scelta saltano nomi storici del Movimento tra cui la Dadone, 38 anni, avvocato, che è entrata in Parlamento a soli 29 anni nel 2013, tra el più giovani parlamentari deii 5 Stelle. Dal 2019 al 2021 è stata ministro per la pubblica amministrazione nel governo Conte II e poi nel governo Draghi ministro per le politiche giovanili.
Roberto Garofoli (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
Mario Draghi lo ha definito durante l’ultimo Consiglio dei ministri, il primo dopo le sue dimissioni, “il più bravo di tutti”. Chi è? Si tratta di Roberto Garofoli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Il premier lo ha elogiato subito dopo il suo intervento introduttivo alla riunione del Cdm. Garofoli, pugliese, magistrato da oltre 25 anni, prima penale e dal 2000 al Consiglio di Stato, di cui è presidente di sezione, è uno degli uomini ombra del governo Draghi. Considerato vicino al Pd, nel 2018 era stato costretto a lasciare il ministero del Tesoro perché sgradito al Movimento 5 stelle e al portavoce di Giuseppe Conte, Rocco Casalino, che lo aveva attaccato duramente anche in alcuni messaggi mandati a dei giornalisti perché “colpevole” di non trovare le risorse per il reddito di cittadinanza.
Stefano Patuanelli (n.c.), ministro dell’Agricoltura
In un momento in cui l’economia italiana e l’agricoltura in primis avrebbero bisogno di stabilità e certezze – fra la pandemia, guerra, pnrr e crisi dei costi energetici -, da oggi il governo Draghi è nel pieno di una crisi, dopo il voto di oggi del Senato sulla fiducia al governo. Fiducia che c’è stata con 172 sì e 39, e che ha visto l’uscita dall’aula degli esponenti del M5S. Non ha votato la fiducia all’esecutivo Draghi, anche il senatore Stefano Patuanelli, ministro delle politiche agricole dell’esecutivo di Draghi, che era ufficialmente “in missione” e quindi non ha votato la fiducia al governo di cui lui stesso fa parte. Insomma, se il futuro del governo Draghi è in bilico – e solo nelle prossime ore e giorni sapremo se potrà andare avanti o meno -, ancora meno certezze per l’agricoltura italiana, sbattuta fra costi di produzione e energetici alle stelle, siccità, crisi dei mercati, psa, emergenza ungulati e molto altro.
Erika Stefani (n.c.), Ministero della Disabilità
Erika Stefani due volte ministro. Prima agli Affari regionali nel governo Conte e poi alla Disabilità con il premier Draghi. Due incarichi che l’hanno messa a dura prova perché i tempi della politica remano contro volontà e convinzioni. In entrambe le situazioni Erika Stefani si è armata di tenacia. Ieri perché il Veneto chiedeva e a volte implorava l’autonomia, oggi perché famiglie impoverite e stremate non possono aspettare. Per chi ha figli disabili o anziani genitori che combattono con la malattia i problemi vanno risolti subito. Risponde al telefono dal ministero dopo un Consiglio dei ministri dove il premier Draghi ha relazionato di rientro dall’incontro col il presidente americano. Siamo nel mezzo di una guerra ma anche quella che combattono ogni giorno migliaia di famiglie lo è. Sofferenza e coraggio sono i sentimenti che da ministro Erika Stefani incontra ogni giorno e conosce bene da quando 10 anni fa fu colpita da un aneurisma e ne uscì miracolata.
Maria Cristina Messa (n.c.), ministro dell’Università e della Ricerca
Maria Cristina Messa tornerà alla Bicocca, come nulla fosse successo. A luglio il Fatto ha rivelato come e quanto si era spesa da rettrice per far ottenere a tre studentesse nelle sue grazie il titolo di master cui non avevano diritto, e molto altro ancora. Notizie mai smentite dall’università, cui sono seguite interrogazioni e richieste di dimissioni cadute poi nel vuoto con la crisi di governo. C’è però chi ha voluto andare a vedere come promuovesse il merito oltre il caso specifico, scoprendo che quasi il 90 per cento dei posti banditi è stato attribuito a studiosi già incardinati presso la Bicocca. Concorsi formalmente aperti a tutti, al lato pratico destinati solo ad alcuni.
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