Economia

Governo Draghi: terzo mese

Via libera allo scostamento di bilancio e al Def.
Daniele Franco e Mario Draghi

Mario Draghi (7), presidente del Consiglio dei ministri.

Si sono conclusi gli incontri del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. Continuano gli incontri del presidente del Consiglio, Mario Draghi, sul Piano nazionale di ripresa e resilienza che entro il 30 aprile dovrà essere presentato alla Commissione europea. Oggi tocca alla delegazione di Leu guidata dal ministro della Sanitá Roberto Speranza, le parti sociali e le associazioni datoriali, varcare la soglia di palazzo Chigi. Ieri è stata la volta della leader di FdI, Giorgia Meloni, secondo la quale il Parlamento ancora una volta verrà “umiliato” perché a suo dire non avrá il tempo di discutere il Piano. A seguire sono entrati Matteo Renzi con Boschi, Faraone, Bellanova, Bonetti e Rosato. Due delegazioni che rappresentano posizioni agli antipodi. Italia Viva esalta la discontinuità rispetto al governo Conte. Renzi parla di svolta su tutto, sulle vaccinazioni, il Pnrr, la credibilità internazionale dell’Italia. Eppure, il premier non ha illustrato il piano a nessun rappresentante politico. Un piano da 222,1 miliardi in gran parte (191,5 miliardi) coperti con il Recovery Fund a cui si aggiungono i 30,6 mld del Fondo complementare alimentato con lo scostamento di bilancio. Il Recovery Plan italiano, è stato messo a punto nel suo schema definitivo dopo un lungo iter che ha visto il passaggio parlamentare, la condivisione con le parti sociali, il lavoro dei ministeri. Lunedì il premier Draghi lo presenta in Parlamento alle Camere per il approvazione finale entro il 29 del mese, in tempo per l’invio a Bruxelles il 30 aprile. Il disco verde informale della UE nel frattempo è già arrivato, tramite interlocuzioni telefoniche con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. A seguito dell’introduzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) alla Camera dei Deputati nella giornata di lunedì, il Governo di Mario Draghi ha ottenuto il via libera del Parlamento per presentare il documento del “Recovery Plan” italiano alla Commissione Europea. Un documento nel quale, ha dichiarato il Premier,  “c’è anche e soprattutto il destino del Paese”. A poche ore dalla scadenza – fissata per la mezzanotte del 30 aprile – il governo italiano guidato da Mario Draghi ha inviato alla Commissione europea la versione definitiva del Piano italiano di ripresa e resilienza, approvata dal Parlamento e bollinata giovedì dal Consiglio dei ministri. Lo apprende l’Ansa da fonti di Palazzo Chigi. Ora può finalmente partire il conto alla rovescia per ottenere i primi fondi del Recovery: la valutazione di Bruxelles ai vari Piani nazionali richiederà almeno due mesi, poi serviranno altre 4 settimane per l’ok del Consiglio Ecofin. Ma la presidenza portoghese vuole accelerare, e ha già indicato l’Ecofin del 18 giugno come la data per dare il via libera almeno ai piani arrivati per primi. Ciò significa che, se venisse rispettata questa tabella di marcia, l’Italia potrebbe avere il suo anticipo da 25 miliardi di euro già a luglio.

Il CdM vara il decreto Riaperture, un d.l. contenente misure per la graduale ripresa delle attività, in vigore dal 26 aprile al 31 luglio e che proroga a tale data la scadenza dello stato di emergenza. Viene re-istituita la «zona gialla»; lo spostamento dalle regioni “gialle” e “bianche” è sempre consentito, mentre dalle regioni “arancioni” o “rosse” può avvenire solo per comprovati motivi oppure esibendo la “certificazione verde COVID”. Il decreto viene approvato nonostante l’astensione dei tre ministri della Lega, contrari al mantenimento del coprifuoco alle 22.

Il Consiglio dei ministri ha deliberato su proposta del presidente Mario Draghi, la nomina a presidente aggiunto del Consiglio di Stato del presidente di sezione Franco Frattini (la nomina è perfezionata con decreto del Presidente della Repubblica). Il Cdm, inoltre, su proposta del ministro dell’economia e delle finanze, Daniele Franco, ha delibearto l’avvio della procedura per la conferma dell’avv. Ernesto Maria Ruffini quale direttore dell’Agenzia delle entrate, del dott. Marcello Minenna quale direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, e per il conferimento alla dott.ssa Alessandra dal Verme, dell’incarico di Direttore dell’agenzia del demanio. Cambio al vertice dei servizi segreti. Mario Draghi ha nominato l’ambasciatore Elisabetta Belloni come nuovo direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza: è la prima donna a ricoprire l’incarico. Della nomina il premier ha preventivamente informato della propria intenzione il presidente del CopasirRaffaele Volpi, e dopo aver sentito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica. Belloni prende il posto di Gennaro Vecchione, che finisce il suo mandato in anticipo: nominato nel novembre del 2018 dall’allora presidente del consiglio Giuseppe Conte, il prefetto si era visto rinnovare l’incarico per due anni dal precedente governo nell’estate scorsa. Viene invece prorogato l’incarico di Mario Parente come direttore dell’Aisi, l’Agenzia di sicurezza interna: sarebbe scaduto a giugno.

I leader Ue, nel summit sociale di Porto, si impegnano a “mantenere le misure d’emergenza finché è necessario, promuovendo un approccio per facilitare la creazione di posti di lavoro”, e chiedono che il Consiglio Ue approvi gli obiettivi dell’agenda sociale entro il 2030, tra cui il 78% di occupazione, il 60% di lavoratori adulti impegnati in una formazione annuale. Ma i leader, nella dichiarazione conclusiva, precisano che tutto dovrà essere fatto “rispettando il principio di sussidiarietà (quindi le competenze a livello dei singoli Stati, ndr) e limitando il peso amministrativo sulle Pmi”. I leader europei hanno partecipato al ‘social summit’ e al Consiglio informale Ue, in Portogallo, convocato dal primo ministro portoghese, Costa. Al vertice, dov’è assente Angela Merkel, si assiste alla contrapposizione tra i paesi del blocco orientale, con Polonia e Ungheria in prima linea (presente al summit Viktor Orban) in una ‘strana alleanza’ con i Paesi anseatici, promotori di un documento in contrasto con gli obiettivi comuni alla maggioranza degli Stati membri. Draghi: non è l’Europa come dovrebbe essere “Da tempo l’Ue ha fatto del suo modello sociale un punto di orgoglio. Il sogno europeo è di garantire che nessuno venga lasciato indietro.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro delle Finanze Daniele Franco hanno incontrato a Palazzo Chigi la direttrice generale del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) Ngozi Okonjo-Iweala. L’incontro si è inserito nella visita a Roma di Okonjo-Iweala che, nella giornata di ieri, ha visto anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Tra i dossier sul tavolo c’è stato quello dei brevetti sui vaccini: per la vaccinazione su scala globale la direttrice del WTO ha dichiarato che si lavora a una “soluzione pragmatica”. “C’è un tono più costruttivo, più volontà di sedersi al tavolo del negoziato” e “specie dopo l’incontro di tre settimane fa con i produttori, ho l’impressione di una maggiore apertura a sedersi al tavolo del negoziato e arrivare a un risultato pragmatico”, ha affermato in conferenza stampa.

Vertice Italia – Argentina. Il presidente argentino Alberto Fernández fa il suo rientro in patria dopo un tour europeo. E’ stato un viaggio decisivo, con l’obiettivo di trovare appoggi internazionali per evitare l’incubo del default e poter quindi affrontare le scadenze del 2021 con i creditori internazionale, in particolare con i Paesi del Club di Parigi,  con i quali c’è una scadenza a fine maggio. La richiesta, almeno sulla carta, è semplice: l’Argentina vuole pagare gli interessi del debito con tassi simili a quelli di altri Paesi (quindi intorno all’uno per cento) eliminando la maggiorazione del 2% che pagano i Paesi che hanno chiesto maxi-crediti senza garanzie sufficienti, come quello concordato dal precedente governo di Maurizio Macri. Quindi se la proposta venisse accettata, di un totale di 1,3 miliardi di dollari di interessi nel 2021, l’Argentina ne pagherebbe circa 450 milioni.

Roberto Speranza (6 1/2), ministro della Salute.

l presidente del Consiglio ha annunciato che dal 26 aprile torneranno le zone gialle nella conferenza stampa sulle riaperture: “Un rischio ragionato, un rischio fondato sui dati che sono in miglioramento”. Ristoranti all’aperto aperti a pranzo e a cena, scuole tutte in presenza in giallo e arancione. Via libera agli spostamenti tra regioni in zona gialla, servirà un pass per andare da una regione all’altra di colore diverso. “La campagna di vaccinazione va bene, con tante sorprese positive e qualcuna negativa e questo è stato fondamentale per prendere le decisioni” sulle riaperture, ha proseguito Draghi. “Questo rischio che incontra le aspettative dei cittadini  – ha aggiunto – si fonda su una premessa: che i comportamenti siano osservati scrupolosamente, come mascherine e distanziamenti, nelle realtà riaperte”. Il premier ha auspicato per questo l’attenzione delle istituzioni e forze del’ordine: “In questo modo il rischio si trasforma in opportunità”.

29 voti a favore, 221 quelli a sfavore. Il Senato si è così espresso riguardo la mozione di sfiducia presentata nei confronti del ministro della Salute Roberto Speranza presentata dal partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia. Archiviato lo scoglio sul coprifuoco, che sarà ridiscusso nei suoi dettagli a maggio, il governo Draghi è tornato in Parlamento per un altro test di tenuta della maggioranza con tre mozioni di sfiducia. L’aula ha poi proseguito con il voto sulle altre due, presentate rispettivamente dal senatore Gianluigi Paragone del Gruppo Misto e da Mattia Crucioli di “L’alternativa c’è”. In entrambi i casi la decisione è stata negativa: 29 sì, 206 no e 2 astensioni per la mozione del Gruppo Misto. 28 voti favorevoli, 204 contrari e 2 astensioni per quella di Crucioli.

Daniele Franco (6 1/2), ministro dell’Economia.

E’ durato appena 45 minuti il Consiglio dei ministri che ha approvato il Def, il Documento di Economia e Finanza, e il nuovo scostamento di bilancio. Per l’anno in corso il governo prevede una crescita del 4,5%. Il dato si riferisce al quadro programmatico, cioè le previsioni effettuate contando le misure economiche che il governo si prepara a varare quest’anno. Nel cosiddetto quadro tendenziale invece, cioè a politiche invariate, il Def stima invece una crescita del 4,1%.  Oltre le anciticipazioni della vigilia anche il rapporto deficit-Pil, che schizza al 11,8%. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2021 e la Relazione da presentare alle Camere ai fini dell’autorizzazione dell’aggiornamento del piano di rientro verso l’Obiettivo di medio termine (OMT). Il Governo richiede l’autorizzazione al ricorso all’indebitamento per l’anno 2021 di 40 miliardi di euro e di circa 6 miliardi di euro medi annui per il periodo 2022-2033, principalmente finalizzati a finanziare spese per investimenti pubblici. Una parte delle risorse saranno destinate al rafforzamento della resilienza delle aziende più colpite, a misure per garantire la disponibilità di credito e per sostenere la patrimonializzazione delle imprese.

Elena Bonetti (6), ministro della Famiglia e Pari Opportunità

La Ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, ha condiviso una dichiarazione congiunta assieme a Ministri di 16 Stati europei, di sostegno alla “Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica”, più conosciuta come Convenzione di Istanbul, in occasione del decimo anniversario dalla sua firma, iniziata l’11 maggio 2011.

Andrea Orlando (5 1/2), ministro del Lavoro e Politiche Sociali

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando ha firmato il decreto sul sistema di verifica della congruità dell’incidenza della manodopera impiegata nell’edilizia, in attuazione di quanto previsto dall’accordo del 10 settembre 2020 con i sindacati. Il punto è controllare se la manodopera impiegata in un cantiere sia sufficiente rispetto alla dimensione dell’appalto, così da contrastare il lavoro nero. Dal 1° novembre 2021 ogni cantiere dovrà dunque comunicare un numero di dipendenti proporzionato alla portata del lavoro, per fermare – come ha spiegato Alessandro Genovesi segretario generale della Fillea Cgil – “l’irregolarità, la concorrenza sleale, il dumping contrattuale” cioè la proliferazione di contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl) che inflazionano al ribasso il mercato. Verrà creata un’apposita banca-dati condivisa con Inps, Inail e Ispettorato nazionale del lavoro e sarà costituito un comitato di monitoraggio composto da rappresentanti del ministero del Lavoro e delle Infrastrutture, oltre che dell’Inps, Inail, Ispettorato del lavoro e parti sociali.

Luciana Lamorgese (5 1/2), ministro degli Interni. 

Il cielo è buio sulla capitale, ma la luce nell’ufficio al secondo piano del Viminale è ancora accesa. Non è ancora terminata l’ennesima giornata “sul pezzo” per il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, alle prese col dossier legato all’incremento di arrivi di migranti via mare: «12.894» dal 1° gennaio a ieri, secondo i dati del Viminale, a fronte di circa 3mila dello stesso periodo del 2020. La «cabina di regia» del governo non si è ancora riunita, ma a Palazzo Chigi si è tenuto un primo punto della situazione fra il premier Mario Draghi, la titolare dell’Interno e i colleghi di Esteri e Difesa, Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini.

Patrizio Bianchi (5), ministro dell’Istruzione

Il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, ha incontrato, questo pomeriggio, il Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani (Anpi), Gianfranco Pagliarulo in vista delle celebrazioni per il 25 Aprile. In questa occasione, è stato presentato al Ministro il portale “Memoriale della Resistenza” (Noipartigiani.it), prodotto dall’Anpi. Un patrimonio di testimonianze, video, interviste e racconti di partigiane e partigiani che sarà a disposizione per trasmettere alle nuove generazioni valori di giustizia, solidarietà, condivisione e coscienza dei diritti e dei doveri. La valorizzazione di questo lavoro avverrà anche attraverso un’apposita comunicazione alle scuole e agli Uffici scolastici regionali.

Stefano Patuanelli (4 1/2), ministro dell’Agricoltura

Il nuovo Movimento 5 stelle continua a trovare ostacoli sulla propria strada. Al centro del contendere, nelle ultime settimane, c’è stata la lista degli iscritti, in mano all’Associazione Rousseau e reclamata dal Movimento 5 stelle, ora che il divorzio fra i due è diventato definitivo. Giuseppe Conte, leader in pectore, è passato al contrattacco: «Casaleggio per legge è tenuto a consegnare i dati degli iscritti al Movimento 5 stelle che ne è l’unico legittimo titolare», ha detto Il 6 maggio a Repubblica. Perché sono così importanti questi dati? Servirebbero al Movimento 5 stelle proprio per chiamare a raccolta gli iscritti e ufficializzare con un voto – su una piattaforma che non sia Rousseau – la nuova leadership di Conte.

Giancarlo Giorgetti (4 1/2), ministro dello Sviluppo Economico

“Il Salone del Mobile non è solo una fiera ma un evento che ci rappresenta nel mondo. Per questo è importante che da parte di tutto il governo sia fatto uno sforzo ulteriore e se necessario anche un sacrificio per fornire ulteriori elementi di garanzia che favoriscano l’inaugurazione e lo svolgimento del Salone del Mobile. Per quanto mi riguarda, garantisco l’impegno ad aprire subito un tavolo dedicato per agevolare la partecipazione all’evento di tutte le parti interessate” Così il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

Mara Carfagna (4 1/2), ministro del Sud e Coesione territoriale

Anche il ministro per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, riceverà giovedì 6 maggio i sindaci delle “Terre alte” di Sicilia, coordinate dall’Associazione Zone Franche Montane Sicilia, che si raduneranno in piazza di Montecitorio a Roma, dalle ore 9,00 alle 13,00 per sensibilizzare la deputazione di Camera e Senato ad esitare la Legge obiettivo approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana il 17 dicembre 2019, per il riconoscimento delle Zone Franche Montane che è in attesa da più di 2200 giorni.

Renato Brunetta (4), ministro della Pubblica Amministrazione

Ho un sogno: che la Pubblica amministrazione prenda per mano cittadini e giovani imprenditori, che non li stressi e non li vessi, che non sia insensibile, ma che risponda alle loro esigenze e bisogni. Una #Pa che stia dalla parte di 60 milioni di italiani. Sogno di tornare a vedere i ‘volti della Repubblica’, come li ha chiamati il presidente Mattarella, finalmente sorridenti: medici, insegnanti, forze dell’ordine, impiegati. Si può realizzare? Sono sufficiente pazzo per crederlo: c’è l’Europa che ha prodotto il Next Generation Eu, c’è il Pnrr, c’è un presidente del Consiglio come Mario Draghi, che ha messo la sua enorme credibilità a disposizione di tutti. Questa è la bellezza della politica, di essere un civil servant. È il “momento Italia”.

Roberto Cingolani (4), ministro della Transizione Ecologica

 “#EarthDay2021, la giornata della Terra, arriva quest’anno in un momento difficile per la nostra civiltà, che oltre alla battaglia per il contenimento dei gas serra e il raggiungimento dell’equilibrio climatico, si è trovata ad affrontare anche una devastante pandemia”. Così il Ministro dell’Ambiente, Roberto Cingolani, in occasione dell’Earth Day 2021. “In un Pianeta sempre più affollato – aggiunge il Ministro – dove troppe persone ancora non hanno cibo a sufficienza, non dispongono di energia elettrica e non hanno accesso all’acqua potabile, si lavora per garantire a tutti una vita dignitosa nel rispetto dell’ambiente”.

Federico D’Incà (4), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Riforme Istituzionali

Camere separate nella maggioranza, con due spezzoni della grosse koalition che sostiene Mario Draghi riuniti in due diversi luoghi del Senato. A Palazzo Madama sono il premier Mario Draghi e il ministro dei rapporti col Parlamento Federico d’Incà a ragionare intorno a un testo che è stato proposto dalla capogruppo dem Debora Serracchiani. In sostanza il governo prende l’impegno nero su bianco a rivedere il coprifuoco. È un passo in più rispetto al dl Covid. Ma resta da verificare se soddisfa la Lega e Forza Italia.

Mariastella Gelmini (3 1/2 ), ministro degli Affari regionali e Autonomie

“Il Governo non scarica la responsabilità sugli enti locali, ma condivide le scelte e le responsabilità: il governo vuole riaprire le scuole, lo vuole fare in sicurezza, in accordo con gli enti locali e tende al 100% della presenza, ma è chiaro che questo obiettivo che noi non abbiamo per niente abbandonato, lo vogliamo raggiungere con la sicurezza dei ragazzi e degli insegnanti. C’è un problema che riguarda i trasporti, che il Governo precedente ha un po’ dimenticato, noi abbiamo attivato un tavolo di confronto con il Ministro delle infrastrutture giovanili, con il Ministro Bianchi e Lamorgese, con le regioni, le province e i comuni, siamo tutti impegnati per far riaprire le scuole in sicurezza. Si parte dal 60%, ci saranno punte medie del 70-75% della presenza e chi riuscirà ad arrivare al 100%, laddove non c’è la sicurezza ci arriveremo gradualmente, mi sembra una scelta di buon senso”. “Stiamo già lavorando per settembre ovviamente, in questo mese e mezzo che manca alla fine della scuola, noi ce la mettiamo tutta per riaprire e ci riusciamo, per farlo in sicurezza per arrivare, io credo, ad una media superiore al 60%”.

Fabiana Dadone (3 1/2 ), ministro delle Politiche Giovanili

Da quando la ministra Fabiana Dadone ha ottenuto la delega all’Antidroga è stata duramente attaccata dal centro-destra che non ha digerito, Giorgia Meloni in primis, la decisione del governo Draghi di affidarle la delega all’Antidroga. Alcuni esponenti del centro-destra si sono chiesti se fosse giusto affidare proprio a lei la legalizzazione della cannabis. «Io sono incensurata, non assumo sostanze stupefacenti e affronto nel merito ogni questione politica. I miei detrattori possono dire lo stesso?», ha replicato la ministra. Poi è passata dalle parole ai fatti: «Qualcuno vuole farmi passare per drogata? Dimostriamo coerenza ai giovani, facciamo un bel test antidroga io e i parlamentari proibizionisti». «Ma non ho avuto adesioni».

Lorenzo Guerini (3), ministro della Difesa.

Hanno giurato a Milano i 52 allievi del Corso Buffa di Perrero III della Scuola Militare Teulié, in una cerimonia ristretta nel cortile di Corso Italia nel rispetto delle norme anti-Covid-19. A salutare l’ingresso degli studenti nella scuola fondata nel 1802 sono stati, tra gli altri, il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e il generale di Corpo d’Armata, Pietro Serino.

Dario Franceschini (3), ministro dei Beni Culturali 

“Ora più che mai la cultura ha un ruolo centrale nel costruire un’Europa che torna a crescere in maniera più giusta, verde e digitale. Come dimostra il Pnrr appena varato dal Consiglio dei ministri, la cultura è la chiave per il nostro futuro che scandirà il tempo della ripartenza economica”. Così il Ministro Dario Franceschini è intervenuto nel corso del ‘Summit on European Cultural Politics and New Digital Solutions’ a cui hanno partecipato diversi ministri della cultura  europei. 

Erika Stefani (2 1/2), Ministero della Disabilità

“Oggi ho ricevuto l’Associazione Nazionale Sordi (ANS). Il delegato del Direttivo Nazionale, Renato Di Carlo, mi ha sottoposto alcune tematiche legate alla disabilità uditiva, tra cui: la sottotitolazione delle trasmissioni televisive; le mascherine trasparenti per facilitare la lettura del labiale; la diagnosi precoce della sordità; la corretta informazione sugli impianti cocleari e sulle protesi; il piano vaccinale; le prestazioni assistenziali”. Così il Ministro per le disabilità, Erika Stefani, in una nota.

Luigi Di Maio (2), ministro degli Esteri.

Dopo tanta attesa, è stato svelata la copia stampata in 3D del David di Michelangelo che costituisce il cuore del Padiglione Italia di Expo Dubai, in una breve cerimonia con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il Commissario per l’Italia, Paolo Glisenti, il presidente di Fincantieri Giampiero Massolo, il sindaco di Firenze Dario Nardella e le autorità emiratine. “Guardando questa riproduzione di Michelangelo, milioni di persone che passeranno per questo padiglione avranno voglia di visitare l’Italia, di venire o di tornare in Italia e questo ci aiuterà in questa ripresa post pandemica a rafforzare i flussi turistici”, ha detto Di Maio sottolineando il concentrato di “arte e storia, ma anche di scienza e tecnologia” del gemello del David.

Enrico Giovannini (1 1/2), ministro delle Infratrutture e Mobilità Sostenibili

Portare alta velocità e alta capacità ferroviaria fino in Sicilia, sono elementi per completare quel corridoio europeo immaginato tempo addietro. Per un attraversamento stabile dello Stretto, come detto in Parlamento presenterò a breve le conclusioni della commissione istituita dalla ministra De Micheli” ,così il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, sulla possibilità della costruzione del ponte sullo Stretto dopo la nomina odierna dei commissari per le tratte ferroviarie Av/Ac da Salerno a Reggio Calabria e da Messina a Palermo.

Vittorio Colao (n.c.), ministro dell’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale

Il Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao, ha nominato i primi esperti che comporranno il Comitato Consultivo per la PA Digitale, organo di consulenza del Ministro e del Dipartimento sui temi di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Roberto Garofoli (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

I giochi in Rai sono quasi fatti. Il Pd di Enrico Letta e il Corriere della Sera di Urbano Cairo hanno deciso. Eleonora «Tinny» Andreatta diventerà amministratore delegato della Rai e Ferruccio De Bortoli presidente. È una coppia da establishment blasonato, che compiace i poteri forti della politica e del mondo della comunicazione. Resta da vedere se Mario Draghi ci metterà la firma o vorrà sparigliare. Il sottosegretario alla presidenza Roberto Garofoli e il capo di gabinetto Antonio Funiciello, delegati al dossier, stanno esaminando i curriculum per impiattare il ticket da servire al premier. La prima regola da rispettare è la composizione mista, un uomo e una donna per soddisfare il nuovo verbo dell’ inclusività, subentrato a quello della meritocrazia.

 Marta Cartabia (n.c.), ministro della Giustizia.

“Ha una portata storica la decisione della Francia, di rimuovere ogni ostacolo al giusto corso della Giustizia per una vicenda che è stata una ferita profonda nella storia italiana, per l’alto tributo di sangue versato e per l’attacco alle Istituzioni della Repubblica. Il mio pensiero oggi va innanzitutto alle vittime degli anni di piombo e ai loro familiari, rimasti per così tanti anni in attesa di risposte. Ringrazio le autorità francesi e in particolare il ministro della Giustizia, Eric Dupond-Moretti, che fin dal nostro primo incontro ha mostrato una particolare sensibilità verso questa pagina drammatica del nostro Paese e una determinata volontà di collaborazione. In queste ultime settimane, c’è stato un intenso scambio di contatti a vari livelli delle Istituzioni, che hanno permesso di raggiungere questo storico risultato”.

 Massimo Garavaglia (n.c.), ministro del Turismo

Rilanciare per l’ ennesima volta un ente pubblico la cui reputazione, fino a due anni fa, ossia pre-Covid, «era pari a zero», definizione dell’ ex ministro della Politiche agricole, il leghista Gian Marco Centinaio (oggi sottosegretario alla stesso dicastero), non è impresa facile. Anche perché la definizione di «carrozzone» per l’ Enit (Agenzia nazionale per il turismo) non è certo nuova, anzi affonda nella notte dei tempi essendo stato fondato nel 1919. Così ora tocca a un altro esponente di spicco del Carroccio, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, imbattersi in una sfida ardua per un’ entità che ha 26 uffici (e personale) nel mondo e non ha mai prodotto i risultati promessi. Al punto che nel 2015 l’ Enit fu commissariato dall’ allora titolare dei Beni Culturali, Dario Franceschini (ministero che guida nuovamente), spingendo i dipendenti a chiedere all’ ex premier Matteo Renzi la «rottamazione» e l’ accorpamento in Ice.

Maria Cristina Messa (n.c.), ministro dell’Università e della Ricerca

Si è svolto nel pomeriggio a Roma presso il Ministero Italiano Università e Ricerca (MUR) l’incontro tra il Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura, l’Università e la Ricerca Scientifica, le Politiche Giovanili della Repubblica di San Marino Andrea Belluzzi e il Ministro dell’Università e della Ricerca della Repubblica Italiana Maria Cristina Messa

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