Elena Bonetti (6 1/2), ministro della Famiglia e Pari Opportunità
Elena Bonetti ha professato un saldo “ottimismo della volontà”, dicendosi convinta del fatto che entro il primo luglio l’attesa misura sarebbe diventata effettiva. Lo è ancora, anzi rilancia. «Ho riscontrato nel presidente del Consiglio Mario Draghi una profonda sensibilità sul tema delle nuove generazioni e delle politiche sociali e familiari, da lui esplicitata nel discorso programmatico alle Camere», ragiona la ministra nel colloquio con Avvenire. Sulle cifre precise non si sbilancia ancora, ma annuncia una novità non da poco: «Ho proposto che le simulazioni finora effettuate sugli importi e sulla copertura del provvedimento siano riviste al rialzo. Sono convinta che vadano considerate le difficoltà economiche che le famiglie stanno vivendo. Non si tratta di costi, ma di investimenti. È “debito buono”, se mi passa l’espressione, verso le nuove generazioni».
Mario Draghi (6 1/2), presidente del Consiglio dei ministri.
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, partecipa oggi a Bergamo alla prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da Coronavirus che proprio ieri è stata definitivamente istituita per legge. Alle ore 11.00 verrà deposta una corona di fiori al Cimitero monumentale della città e alle 11.15, al Parco Martin Lutero alla Trucca, si svolgerà l’inaugurazione del Bosco della Memoria con la cerimonia per la messa a dimora dei primi 100 alberi. Durante la commemorazione sono previsti saluti e interventi istituzionali che seguiremo in diretta. Intanto, nel resto del Paese, per onorare la memoria di tutte le vittime di Coronavirus, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha disposto l’esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici.
Mario Draghi ha deciso: la delega alle politiche aerospaziali dell’Italia va a Bruno Tabacci. Il deputato di Centro democratico, già nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla programmazione e coordinamento economico, andrà a ricoprire il ruolo che nel primo governo Conte era stato assegnato a Giancarlo Giorgetti e che con i giallorossi era passato al pentastellato Riccardo Fraccaro. Tabacci affiancherà quindi il premier nella direzione della politica aerospaziale nazionale, un settore considerato strategico per il nostro Paese sia dal punto di vista economico (l’Italia ha raddoppiato i fondi stanziati per i programmi dell’Agenzia spaziale europea) che di geopolitica globale.
Mario Draghi ha commentato il comportamento del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan in occasione della visita della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e del presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel. Il 6 aprile, prima dell’inizio del colloquio, c’è stato un momento piuttosto imbarazzante: Erdoğan ha infatti offerto una sedia vicino a sé a Michel, mentre von der Leyen è rimasta inizialmente senza un posto dove sedersi, e senza sapere cosa fare. «Non condivido assolutamente le posizioni del presidente Erdoğan, credo che non sia stato un comportamento appropriato, mi è dispiaciuto moltissimo per l’umiliazione che la presidente della Commissione von der Leyen ha dovuto subire», ha detto Draghi.
Andrea Orlando (6), ministro del Lavoro e Politiche Sociali
Il Pd cambia leader e con questo anche la propria opinione nei confronti di Matteo Renzi. “Delle parole di Enrico Letta ho trovato tutto condivisibile, non c’è niente che mi sia dispiaciuto”, precisa Andrea Orlando per poi arrivare dritto dritto al punto: neanche il fatto che abbia detto di voler dialogare pure con Renzi “perché ritengo sia un passaggio che serva anche a fare giustizia e verità del posizionamento di ogni forza, di chi davvero sta ancora nel centrosinistra e di chi guarda ad altre prospettive. Lo ritengo un passaggio necessario”. Niente porte chiuse dunque per il leader di Italia Viva, che dopo lo strappo dell’esecutivo Conte si era inimicato i dem. Il ministro del Lavoro in una intervista a La Stampa segue il ragionamento dell’ex premier e invoca un “campo largo”. In sostanza, è l’appello del vicesegretario del Pd il partito “non può accettare che si mettano preclusioni su nessuno, tanto più sull’altra principale forza, oltre al Pd, di questo campo potenziale”.
Luciana Lamorgese (6), ministro degli Interni.
Tensione in piazza Montecitorio tra manifestanti e polizia durante la manifestazione di commercianti e ristoratori per chiedere le riaperture. Tra loro bandiere blu di Italexit, il movimento del senatore ex M5S Gianluigi Paragone, e un uomo vestito come l’appartenente al movimento Q-Anon che fece irruzione al Congresso Usa a Washington. Si chiama Ermes, ha 51 anni, è un ristoratore modenese che ha una figlia di 20 anni e che dice di essere “aperto da gennaio, perché da un anno non è cambiato nulla, nonostante tutte le chiusure”. E con il volto truccato con i colori della bandiera italiana aggiunge: “Siamo esasperati. Nessuno ci ha mai ascoltato. Mi sono dovuto vestire da pagliaccio per attirare l’attenzione. Spero che ora qualcuno si accorga di noi e ci ascolti. Ho dovuto pagare gli strozzini per pagare i dipendenti”. Un poliziotto è stato colpito da una bottiglia lanciata dai manifestanti e portato in ospedale. Consistente lo schieramento delle forze dell’ordine, a protezione del palazzo che ospita la Camera dei deputati.
Roberto Speranza (6), ministro della Salute.
L’Aifa ha deciso di estendere «in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’Ema», la sospensione dell’utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid19 «su tutto il territorio nazionale». Anche per l’Italia, dunque, c’è lo stop del vaccino anti Covid anglo svedese dopo che già altri Paesi – l’ultima la Germania – aveva proceduto in questa direzione. Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il ministro della Salute, Roberto Speranza, hanno avuto un colloquio telefonico prima della decisione dell’Aifa sul vaccino Astrazeneca. Speranza ha avuto oggi anche colloqui con i ministri della Salute di Francia, Germania e Spagna. Lo si apprende da fonti del ministero della Salute.
Dopo l’addio di Agostino Miozzo, cambia la composizione del Comitato tecnico scientifico. Sarà composto da 12 membri contro i 26 attuali e il nuovo coordinatore sarà il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli. E’ quanto stabilirà un’ordinanza del capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, d’intesa con la presidenza del Consiglio. La decisione è stata presa “in relazione alla nuova fase dell’emergenza” e considerata “l’accelerazione delle attività inerenti al nuovo piano vaccinale“, che hanno reso necessario “razionalizzare le attività del Cts, al fine di ottimizzarne il funzionamento anche mediante la riduzione del numero dei componenti”. Nel nuovo Comitato saranno presenti non solo “appartenenti al campo scientifico-sanitario” ma anche esperti del “mondo statistico, matematico-previsionale o ad altri campi utili a definire il quadro della situazione epidemiologica e ad effettuare l’analisi dei dati raccolti necessaria ad approntare le misure di contrasto alla pandemia”.
Dopo aver ricordato di aver visto i rappresentanti degli enti locali per discutere del Piano nazionale di ripresa e resilienza, Draghi ha spiegato che la disponibilità di vaccini non è calata: «La disponibilità c’è». «Non ho dubbi sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti». L’obiettivo di somministrare 500 mila dosi al giorno è stato dunque confermato. Draghi ha aggiunto che su Astrazeneca il crollo di fiducia «è stato meno di quanto ci aspettavamo». Ha ricordato che «la raccomandazione è usare il vaccino AstraZeneca per coloro che hanno più di 60 anni di età» dato che «il rischio di decesso è massimo per coloro che hanno più di 75 anni».
Valori ancora alti, sopra la soglia di allerta, ma in decrescita. Il monitoraggio settimanale realizzato da Iss e ministero della Salute sull’andamento della pandemia in Italia segnala che l’indice di contagio (Rt) nazionale è passato dallo 1,16 della scorsa settimana a 1.08. Cala anche il numero dei casi di Covid registrati ogni 100 mila abitanti: il dato sull’incidenza passa da 264 della scorsa settimana a 247. Questo miglioramento “non consente comunque di ridurre le attuali misure di restrizione“, sottolinea il monitoraggio, spiegando anche che solo tre Regioni hanno un livello di rischio basso. I nuovi colori delle Regioni: il Lazio da martedì torna in arancione, mentre da lunedì la Toscana, la Calabria e la Valle d’Aosta (che lo aveva già deciso in autonomia) saranno in zona rossa. Dal sabato di Pasqua, comunque, tutta Italia tornerà rossa fino a Pasquetta: l’orientamento del governo è la conferma dello schema attuale – senza zone gialle – anche per tutto il mese di aprile.
Daniele Franco (5 1/2), ministro dell’Economia.
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Dott. Daniele Franco, ha fatto visita al Comando Generale della Guardia di Finanza. Ad accoglierlo, il Comandante Generale, Gen. C.A. Giuseppe Zafarana, il Comandante in Seconda, Gen. C.A. Giuseppe Vicanolo, il Capo di Stato Maggiore, Gen. C.A. Umberto Sirico e il Sottocapo di Stato Maggiore, Gen. D. Francesco Greco. Dopo aver reso omaggio alla Bandiera di Guerra del Corpo alla presenza del Comandante Generale, il Ministro ha incontrato, presso il Salone d’Onore della Caserma “Piave” di viale XXI Aprile, una rappresentanza di Ufficiali del Comando Generale, responsabili delle articolazioni dello Stato Maggiore dell’Organo di Vertice della GdF; un’occasione per fare il punto di situazione sulle attività operative svolte dai Reparti del Corpo nei diversi ambiti d’intervento istituzionale.
Patrizio Bianchi (5 1/2), ministro dell’Istruzione
Il Ministro dell’Istruzione, il Professor Patrizio Bianchi, ha riunito in videoconferenza, l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica. “L’inclusione è il principio che sta alla base della nostra scuola”, ha sottolineato il Ministro Bianchi, in apertura di riunione. “Questo Osservatorio è fondamentale, ci consente un confronto costante grazie all’ascolto delle voci di quanti lavorano quotidianamente e costantemente per il benessere delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi”.
Stefano Patuanelli (5), ministro dell’Agricoltura
Il vino è il filo rosso che unisce tutte le Regioni italiane giocando un ruolo importante nel turismo, nell’ambiente, nello sviluppo delle imprese, nell’economia e nell’occupazione, nella diffusione della nostra cultura e delle nostre tradizioni. È uno dei nostri prodotti d’eccellenza e, come ogni altro settore produttivo, sta affrontando un momento difficilissimo. Con 150 milioni di euro del Fondo Filiere in Legge di Bilancio e altri 150 milioni di euro nel Decreto Sostegni, abbiamo 300 milioni di euro che dovranno essere dedicati anche al settore vitivinicolo e a tutta la sua filiera. Sostegno in questo momento drammatico e incentivi all’innovazione per le imprese del settore, così come un lavoro sinergico di promozione di questa grande eccellenza Made in Italy con i Ministri del Turismo e della Cultura, dovranno andare di pari passo.
Giancarlo Giorgetti (5), ministro dello Sviluppo Economico
Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge “Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da covid 19′, megio noto come “decreto sostegni”. Risolta la questione della cancellazione delle vecchie cartelle esattoriali , il decreto Sostegni è finalmente arrivato sul tavolo del Consiglio dei ministri, ritardato proprio per la necessità di lavorare sul capitolo dello stralcio dei debiti col Fisco, “Un decreto complesso, si indirizza a una grande platea, i cui pilastri sono il sostegno delle imprese, al lavoro e alla lotta contro la povertà”, dice il premier Mario Draghi. “Il nostro obiettivo è distribuire più soldi e più velocemente possibile. Il decreto vale 32 miliardi e 11 andranno alle imprese. Ci sarà una piattaforma per effettuare questi pagamenti che inizieranno l’8 aprile per chi avrà fatto domanda: se tutto andrà come previsto, 11 miliardi entreranno nell’economia nel mese di aprile”.
Mara Carfagna (5), ministro del Sud e Coesione territoriale
In vista della elaborazione definitiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dell’Accordo di Partenariato 2021-27, il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, ha promosso “SUD – Progetti per ripartire”, un’iniziativa di ascolto e di confronto tra identità e competenze differenti, su priorità e metodi da seguire per la progettazione e la realizzazione degli interventi. L’evento ha ospitato i contributi di rappresentanti istituzionali e di esponenti di fondazioni, associazioni, scuole e università, parti sociali, imprese, aziende sanitarie. Lavoro, mobilità, istruzione, transizione ambientale, sono, tra gli altri, i temi oggetto di confronto nelle varie sessioni dedicate.
Renato Brunetta (4 1/2), ministro della Pubblica Amministrazione.
Renato Brunetta (Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione): “Alla Pubblica Amministrazione ci penso io ma per il settore privato contano il mercato, la crescita, lo sviluppo economico e i vaccini”.
Roberto Cingolani (4 1/2), ministro della Transizione Ecologica
Le Linee guida del ministro Cingolani. “Tutti i problemi di sostenibilità sono interconnessi, le soluzioni si devono ispirare al concetto dei co-benefici”. Sul tavolo di lavoro ci sono Pnrr, superbonus al 110%, la Strategia per l’idrogeno. Fondamentale anche la ‘transizione burocratica‘, ovvero semplificazioni recuperando ritardi e velocizzando la pubblica amministrazione. Il processo sarà guidato dal Comitato interministeriale per la transizione ecologica (Cite)
Federico D’Incà (4 1/2), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Riforme Istituzionali
L’incontro che si è svolto sul dl Sostegni, tra i capigruppo della maggioranza e i ministri Franco e D’Incà, alla presenza dei sottosegretari del Mef e dei Rapporti con il Parlamento, “è stato molto positivo”. Lo riferiscono fonti di governo spiegando che “si è trattato del primo vero confronto interno alla maggioranza con il coinvolgimento dei rappresentanti parlamentari”. Dopo l’introduzione del ministro Franco, che ha illustrato i cinque punti principali del Decreto (Sostegno alle imprese e all’economia, Lavoro e contrasto povertà, Salute e sicurezza, Sostegno enti territoriali, Proposte specifiche dai Ministeri), sottolineano le stesse fonti, “c’è stato ampio confronto su tutte le tematiche” e “i rappresentanti delle forze parlamentari hanno espresso la comune volontà di coordinarsi, sottolineando la centralità del Parlamento.
Mariastella Gelmini (4 ), ministro degli Affari regionali e Autonomie
«Auspichiamo che si possa fare già da questo mese, se i contagi scenderanno e la copertura vaccinale degli anziani e fragili salirà – aggiunge -. Io sono fiduciosa che queste siano le ultime settimane di restrizioni e sofferenza. Credo che qualche segnale di apertura lo si possa dare già da aprile in tutta Italia. Parrucchieri ed estetisti penso sia meglio che lavorino in negozio, piuttosto che nelle case private. Non dobbiamo abbandonare la linea della prudenza, ma grazie ai vaccini possiamo abbracciare quella della speranza. Gli esempi che arrivano dai Paesi che sono riusciti a vaccinare ci dicono che è possibile programmare di riprenderci il futuro».
Fabiana Dadone (4 ), ministro delle Politiche Giovanili
Fabiana Dadone, quella che per dimostrare di essere ministro per la Gioventù si è fatta fotografare con la maglietta dei Nirvana e i piedi sulla scrivania, ha risposto alla lettera che è stata inviata da 400 digiunatori per la cannabis a Draghi e Speranza. “Mi è stata attribuita la delega di funzioni in materia di politiche antidroga
“, ha scritto il ministro per rassicurare sul fatto che, compatibilmente con l’emergenza sanitaria, il processo convocatore dei digiunatori inizierà quanto prima. Ma al di là della risposta fornita da Fabiana Dadone a chi protesta per la legalizzazione della cannabis in Italia, a scatenare le polemiche è la conferma alla delega all’antidroga, data dalla stessa Dadone, che nella lettera sottolinea come le sia stata affidata lo scorso 15 marzo.
Lorenzo Guerini (3 1/2), ministro della Difesa.
Circa questi ultimi il ministro, che ha presentato le linee programmatiche della Difesa nell’ambito del nuovo governo guidato da Mario Draghi, ha confermato il perdurare della presenza militare in Afghanistan in attesa di una chiara definizione della situazione e delle prospettive di un credibile accordo di pace nel paese asiatico.
Dario Franceschini (3 1/2), ministro dei Beni Culturali
Il decreto legge Sostegni, varato oggi dal Consiglio dei Ministri, contiene importanti misure per il mondo della cultura, che aggiungono oltre un miliardo di euro alle risorse finora stanziate per sostenere un settore duramente colpito dalla pandemia. Spettacolo, cinema e musei sono in grande sofferenza per la perdurante chiusura imposta dalle misure di contenimento del contagio e meritano ogni sostegno, perché esprimono parte notevole della nostra identità”.
Erika Stefani (3), Ministero della Disabilità
In primo luogo ha spiegato l’importanza del ruolo del Ministro per le disabilità, istituito dal nuovo governo. Nel testo delle linee si legge che “l’istituzione del Ministro per le disabilità risponde all’esigenza di garantire il coordinamento delle politiche del Governo in favore delle persone con disabilità (…) in considerazione dell’elevata trasversalità della materia che coinvolge ambiti di competenze di molti dicasteri”. Il Ministro Stefani ha infatti sottolineato l’importanza del coordinamento tra dicasteri quali salute, trasporti, istruzione e lavoro per garantire e promuovere le disposizioni della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e cioè: “la piena realizzazione di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali per tutte le persone con disabilità senza discriminazioni di alcun tipo sulla base della disabilità”.
Luigi Di Maio (2 1/2), ministro degli Esteri.
Il presidente del Consiglio Mario Draghi è giunto a Tripoli accompagnato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “E’ un momento unico per la Libia, c’è un governo di unità nazionale legittimato dal Parlamento che sta procedendo alla riconciliazione nazionale. Il momento è unico per ricostruire quella che è stata un’antica amicizia”. Lo dice il premier Mario Draghi nelle dichiarazioni congiunte con il Primo Ministro libico Abdulhamid Dabaiba da Tripoli. “Un requisito essenziale – ha detto Draghi – per procedere con la collaborazione è che il cessate il fuoco continui”. “C’è la volontà di riportare l’interscambio economico e culturale ai livelli di 5-6 anni fa”, aggiunge.
Enrico Giovannini (2), ministro delle Infratrutture e Mobilità Sostenibili
Uno dei primi provvedimenti del governo Draghi è stato ridefinire l’assetto dei ministeri, creandone di nuovi e cambiando il nome e le attribuzioni di alcuni già esistenti. Tra questi il ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ha assunto il nome di ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (Mims). Oltre al nome tuttavia la riforma non ha inciso sull’organizzazione del ministero. Questa infatti rimarrà, almeno nei suoi aspetti principali, come era stata definita dal secondo governo Conte poco prima che questo terminasse il suo incarico. Il cambio di governo ha portato comunque alcuni cambiamenti al vertice di ministero, sia per quanto riguarda gli incarichi politici sia per quelli amministrativi. Novità rilevanti a maggior ragione se si considera che saranno queste le persone che dovranno occuparsi della parte di risorse che arriveranno dal Next generation EU
Vittorio Colao (n.c.), ministro dell’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale
“L’ultimo censimento del patrimonio delle infrastrutture di elaborazione dati della Pubblica amministrazione ha rilevato che circa il 95% delle infrastrutture dati della Pubblica amministrazione è privo dei requisiti minimi di sicurezza e affidabilità necessari per fornire servizi e gestire dati”. Così il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, questa settimana in audizione. Sono affermazioni pesanti dinanzi alle quali il cittadino dovrebbe indignarsi, ed invece la maggior parte degli italiani non comprende a fondo la gravità del problema.
Roberto Garofoli (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Resta il divieto di trasformare l’attività accademica in business. C’è chi aveva proposto di abolirlo in plenum, sostenendo che tanto le varie regole sulle società sono fittizie, perché spesso aggirate. Un sospetto che aveva lambito anche Bellomo. Lui lo aveva respinto. Ma dopo essere stato estromesso dal Consiglio di Stato per vicende giudiziarie, sono iniziati i trasferimenti di quote della Diritto e Scienza srl, che a lui forniva lauti stipendi e l’uso di una Ferrari.
Marta Cartabia (n.c.), ministro della Giustizia.
Le linee programmatiche di questo governo debbono muovere da alcuni dati di contesto che ne condizionano in modo significativo i margini di azione. Ne voglio sottolineare principalmente tre. Innanzitutto, il fattore Europa: il Piano Next generation EU offre al nostro paese grandi possibilità e grandi risorse che richiedono la messa a punto di progetti e di riforme coerenti con gli obiettivi del piano. Abbiamo poche settimane per concludere questa pianificazione che detta la linea del nostro impegno immediato.
Massimo Garavaglia (n.c.), ministro del Turismo
Il Ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, in audizione presso le Commissioni riunite di Bilancio e Politiche UE del Senato, il 17 marzo 2021, sul Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), ha spiegato in che modo intende riaccendere il settore: «Ampliare gli strumenti esistenti, come il tax credit, e allargare il bonus facciate non solo al centro storico e non alla sola facciata. Ampliare il 110% anche alle strutture alberghiere. Non solo per una maggiore efficienza energetica ma usare lo strumento per non rinviare più l’antincendio».
Maria Cristina Messa (n.c.), ministro dell’Università e della Ricerca
Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, ha nominato, con il decreto firmato oggi, 12 aprile 2021, Maria Chiara Carrozza Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), che sarà in carica per i prossimi quattro anni. “Voglio augurare buon lavoro al neo Presidente e ringrazio il Presidente Massimo Inguscio per il grande lavoro svolto in questi anni – ha detto il Ministro Messa. – Con questa nomina il Cnr torna a essere nel pieno delle sue funzioni organizzative e gestionali, oltre che scientifiche. Il ruolo che questo Ente sarà chiamato a svolgere nei prossimi anni sarà strategico per la crescita di tutto il Paese e per la competitività internazionale: dovrà essere un vero motore, in modo trasversale su tante tematiche e settori, per valorizzare e fare emergere le tante potenzialità che esistono nel sistema della ricerca italiana”.












































