In Catalogna hanno perso tutti. Perdono le autorità locali che hanno radicalizzato il referendum con un “piano” per la dichiarazione dell’indipendenza in 48 ore dopo il referendum. Perdono i partiti catalani, che hanno sempre rispettato la Costituzione mandando i propri rappresentanti al Parlamento e partecipando a diversi governi nazionali. Non come i partiti collegati a ETA nei Paesi bachi, che una volta eletti i loro parlamentari non si presentavano a Madrid perchè non riconoscevano lo Stato Spagnolo.
L’ipotesi indipendentista di cui si vota oggi in Catalogna è campata per aria, come ammettono i catalani più lucidi e non da oggi. Un paese di 7 milioni e mezzo di cittadini, che deve rinegoziare l’euro e l’entrata in Europa per non affondare è totalmente fuori contesto storico e politico nel 2017. Certamente non è l’immaginaria Padania, la Catalogna è stata una nazione sul serio, ma come Venezia e Genova. La loro storia indipendente si chiuse nel ‘700. Comunque vada a finire, l’Europa, la Spagna e la Catalogna non meritano le scene che stanno arrivando dai seggi.
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