Il disegno di legge sul dopo di noi, in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare o che potrebbero essere in futuro prive di tale sostegno, è stato approvato in seconda lettura dal Senato con modifiche apportate in sede referente dalla XI Commissione. Il via libera è arrivato con 181 voti favorevoli e 20 contrari. Con 312 “sì’”, 64 “no” e 26 astenuti, la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge “Dopo di noi” sull’assistenza alle persone con disabilità grave dopo la morte dei genitori o del tutore. Hanno votato a favore tutti i partiti tranne M5S che si è opposto e Sinistra italiana che si è astenuta.
Approvata la legge di riforma dei partiti (approvata in prima lettura alla Camera con 268 voti a favore, 36 contrari e 112 astensioni), intende conseguire. Il testo prevede anzitutto che l’organizzazione e il funzionamento dei partiti, movimenti e gruppi politici devono essere improntati al principio della trasparenza e al metodo democratico, al fine di «favorire – dice l’articolo 1 – la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita politica». Sono integrate le disposizioni già esistenti sul contenuto necessario degli statuti dei partiti registrati, introducendo regole per l’istituzione e per l’accesso all’anagrafe degli iscritti e richiedendo l’indicazione dei criteri di ripartizione delle risorse tra organi centrali e le eventuali articolazioni territoriali. Si riconosce il principio della ripartizione delle risorse tra organi centrali e territoriali. Punto centrale è che il partito, il movimento o il gruppo politico «detiene l’esclusiva titolarità della denominazione e del simbolo di cui fa uso». Quindi il simbolo e la denominazione non possono appartenere a un singolo individuo, riducendo, almeno questa è l’intenzione, il rischio del partito personale.
Con 237 voti a favore, 5 contrari e 102 astenuti l’aula della Camera ha approvato in via definitiva in terza lettura la proposta di legge ritrasmessa dal Senato che introduce nell’ordinamento il reato di negazionismo. Contrastanti le opinioni dei partiti. Per il deputato di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto, “è una norma tecnicamente orribile: scritta malissimo, non ha né capo né coda, modificata dal Senato in modo scellerato”. Per il Pd, invece, “è una legge che guarda al futuro”. Per Chiara Gribaudo, vice-presidente del gruppo dem di Montecitorio, “il Parlamento intende contrastare una delle forme più sottili e striscianti della diffamazione razziale, della xenofobia a sfondo antisemita.
Tolleranza zero nei confronti dei furbetti del cartellino e dei dirigenti pubblici che si girano dall’altra parte. A dare man forte arriva il Governo che approva il pacchetto sulla P.A. presentato dal ministro Marianna Madia, e che va ad aggredire un argomento molto sentito nell’opinione pubblica, quello dei fannulloni nella pubblica amministrazione. Per il dirigente che si gira dall’altra parte” rispetto ai furbetti del cartellino “è previsto il licenziamento”. “C’è un provvedimento disciplinare con sanzione già definita, il licenziamento”, ha spiegato Matteo Renzi.
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