Governo

Governo Renzi: trentatreesimo mese (pagelle)

Governo Renzi: trentatreesimo mese (pagelle)

Matteo Renzi

Matteo Renzi (8), presidente del Consiglio. “Ce la giochiamo sul filo dei voti”. Matteo Renzi si rivolge agli elettori dem in un video postato sulla pagina Facebook del Partito democratico. “Care democratiche e cari democratici”, esordisce il premier e segretario del Pd, “dopo mesi di campagna, ora arriva il momento più bello”, quello del voto. E Renzi chiede uno sforzo finale agli elettori dem: “Ogni voto è importante. Portiamo con noi colleghi, amici, genitori dei compagni di classe e spieghiamo perchè questo referendum è così importante”. “La differenza tra il Sì e il No ce la giochiamo sul filo dei voti. E’ una meravigliosa responsabilità quella di decidere il destino dei nostri figli attraverso un voto, attraverso una matita. Il 4 dicembre possiamo scrivere insieme una bella pagina della nostra storia, l’Italia se lo merita”.

Andrea Orlando (7), ministro della Giustizia. La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva la proposta di legge di Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione vittime della strage di Bologna, che introduce il reato di depistaggio, punito con il carcere da 3 a 8 anni, che salgono a 12 quando è commesso in un processo per reati gravi come la strage. I sì sono stati 325, un solo “no”, quattordici gli astenuti.

Maurizio Martina (6 1/2), ministro dell’AgricolturaLa Camera ha approvato in via definitiva la nuova legge contro il caporalato, voluta dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. Dopo l’approvazione al Senato dello scorso agosto (con 190 voti favorevoli, nessun contrario e 32 astenuti), Montecitorio ha dato l’ok alle norme che prevedono il carcere fino a sei anni per chi sfrutta i lavoratori dell’agricoltura con 346 voti a favore (Pd, Si, M5s, Fdi, Socialisti, Ap) e nessun contrario. Si sono astenuti i deputati di Forza Italia e della Lega. La responsabilità del datore di lavoro. Il provvedimento riscrive la norma precedente indicando un inasprimento delle pene, la responsabilità del datore di lavoro, il controllo giudiziario sull’azienda che consentirà di non interrompere l’attività agricola e la semplificazione degli indici di sfruttamento. Vengono inoltre inserite disposizioni sulla Rete del lavoro agricolo di qualità e un piano di interventi a sostegno dei lavoratori che svolgono attività stagionale di raccolta dei prodotti agricoli.

Dario Franceschini (6 1/2), ministro dei Beni Culturali. Via libera definitivo dell’aula della Camera al ddl che disciplina il settore del cinema e dell’audiovisivo. I sì sono stati 281, i no 97 e 17 gli astenuti. Con il via libera definitivo da parte della Camera, diventa legge il ddl che riforma la normativa relativa al cinema e all’audiovisivo. La legge dispone l’aumento delle risorse destinate al settore, con l’istituzione di un fondo specifico che non potrà mai scendere sotto i 400 milioni di euro di dotazione. Inoltre, è previsto il potenziamento del credito di imposta, sono introdotti incentivi per chi investe e un piano straordinario per la realizzazione di nuove sale cinematografiche. Infine, la riforma prevede anche l’abolizione della censura di Stato, introdotta nel 1962. “Grazie alla Camera dei Deputati che ha consentito un celere esame del provvedimento il ddl Cinema è legge. L`approvazione rapida e senza modifiche del testo permetterà che questa legge entri in vigore, già con i decreti attuativi, dal gennaio 2017”. Così il ministro dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, commenta l’ok della Camera al Ddl Cinema.

Maria Elena Boschi (6), ministro delle Riforme, dei Rapporti con il Parlamento e delle Pari Opportunità. Approvata la legge di riforma dei partiti (approvata in prima lettura alla Camera con 268 voti a favore, 36 contrari e 112 astensioni), intende conseguire. Il testo prevede anzitutto che l’organizzazione e il funzionamento dei partiti, movimenti e gruppi politici devono essere improntati al principio della trasparenza e al metodo democratico, al fine di «favorire – dice l’articolo 1 – la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita politica».

Carlo Calenda (6), ministro dello Sviluppo Economico. In vigore la legge sugli sprechi alimentari e farmaceutici. Per chi possiede un’attività nel settore alimentare, panifici, gastronomie, farmacie e negozi di abbigliamento diventa più semplice donare le eccedenze a bisognosi ed organizzazioni non profit, e ricevere benefici a livello fiscale. Nella pratica, ci sarà la possibilità di avere sconti sulla tassa rifiuti, in misura proporzionale al cibo o al materiale che si è donato, a patto che la donazione sia tracciata e sia possibile fornirne prova. Alimenti che abbiano superato il termine minimo di conservazione possono essere donati, così come i prodotti da forno non venduti o somministrati entro le 24 ore successive alla produzione, purché siano garantite l’integrità dell’imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione.

Marianna Madia (6), ministro della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione. Tolleranza zero nei confronti dei furbetti del cartellino e dei dirigenti pubblici che si girano dall’altra parte. A dare man forte arriva il Governo che approva il pacchetto sulla P.A. presentato dal ministro Marianna Madia, e che va ad aggredire un argomento molto sentito nell’opinione pubblica, quello dei fannulloni nella pubblica amministrazione. Per il dirigente che si gira dall’altra parte” rispetto ai furbetti del cartellino “è previsto il licenziamento”.

Beatrice Lorenzin (6), ministro della SaluteChi traffica organi di esseri umani merita fino a 12 anni di carcere. Questo il nocciolo della legge (AC 2937 ), votata all’unanimità in sede legislativa dalla commissione Giustizia della Camera, che ha lasciato inalterato il testo licenziato dal Senato. Obiettivo del testo, in 4 articoli, è introdurre nel codice penale (art. 601-bis) il delitto di traffico di organi prelevati da persona vivente, prevedendo l’aggravante alla base del delitto si riscontri un’associazione a delinquere. La legge discende direttamente dalla Convenzione del Consiglio d’Europa contro il traffico di organi, sottoscritta dall’Italia nel marzo 2015, e più a ritroso nel tempo dalla Convenzione del Consiglio d’Europa di Oviedo sui diritti dell’uomo e la biomedicina. La prima, in particolare, partiva dalla cruda realtà di un mercato globale di organi umani per fini di trapianto.

Pier Carlo Padoan (6), ministro dell’Economia. Con 275 si, 80 voti contrari e 32 astenuti la Camera approva in via definitiva la riforma dell’editoria. Una legge molto attesa dai sindacati di settore con l’Fnsi che esulta attraverso una nota del segretario generale e del presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti: “Con la definitiva approvazione della legge di riforma dell’Editoria da parte della Camera dei deputati si pongono finalmente le basi per il rilancio dell’intero sistema dell’informazione, che non potrà che ripartire dalla formulazione di nuove regole antitrust e dalla tutela dell’autonomia delle redazioni, più che mai urgenti alla luce dei processi in atto di fusione e di cessione della proprietà delle testate.

Giuliano Poletti (6), ministro del Lavoro. Governo e sindacati hanno firmato un documento di cinque pagine in cui sono elencati gli interventi previsti in materia di pensioni nei prossimi tre anni. Per la decisione finale bisognerà attendere metà ottobre e la prossima legge di bilancio. Nel documento non c’è scritto quante risorse saranno stanziate per mettere in pratica le nuove regole, ma dopo l’incontro al ministero del Lavoro con i segretari di CGIL, CISL, UIL, Giuliano Poletti ha dichiarato che saranno stanziati 6 miliardi di euro nei prossimi tre anni, partendo con risorse inferiori ai due miliardi per il prossimo anno e poi a crescere nei due successivi. L’accordo prevede due fasi: le misure della prima fase sono quelle su cui c’è stata una maggiore condivisione, anche se alcuni punti restano da chiarire e discutere, ma che in linea di massima saranno applicate a partire dalla prossima legge di bilancio, quelle della seconda fase sono invece modifiche ancora da approfondire.

Claudio De Vincenti (5), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. ”Il referendum sarà il 4 dicembre. È una data anticipata rispetto all’ultima possibile. Non c’è un motivo particolare per cui sia stata scelta, ma pensiamo ci sia tempo per un confronto approfondito sulla riforma”. Lo ha dichiarato Claudio De Vincenti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio al termine del Cdm che ha deciso quale sarà la data in cui i cittadini saranno chiamati a esprimere il proprio giudizio sulla riforma costituzionale.

Stefania Giannini (5), ministro dell’Istruzione. Stefania Giannini, prende posizione: lo fa in modo netto. Propendendo, ovviamente, per il ‘sì’. D’altro canto, dopo aver confluito sul Partito Democratico, Giannini ha sposato in pieno le idee della maggioranza e del premier Renzi. Era inevitabile, quindi, che si schierasse in modo netto. Ora spiega anche le ragioni, nel corso di una visita alla Reggia di Caserta, per la kermesse organizzata in occasione del primo anniversario del Piano Nazionale Scuola Digitale. Giannini ritiene che con se “l’Italia ha scelto la via del cambiamento, questa riforma costituzionale” rappresenta l’occasione migliore che va verso questo obiettivo, perché “mira alla modernizzazione e alla semplificazione”. Attenzione, però, avverte il ministro dell’Istruzione: “il voto al referendum non è un voto al Governo Renzi, ma sull’Italia”. L’avvertimento di Giannini, però, potrebbe non avere seguito: il voto referendario, infatti, sembra assumere sempre più le sembianze di un assenso o dissenso verso le scelte fatte dal Governo, ad iniziare dalla riforma della scuola. Ma anche dell’operato del presidente del Consiglio. Con quest’ultimo che, non a caso, non perde occasione per ricordarlo.

Paolo Gentiloni (4 1/2), ministro degli Esteri. E’ fiero, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, del contributo che la ricerca italiana è in grado di dare al Cern, il cuore internazionale della fisica delle particelle. Lo ha detto oggi lo stesso Gentiloni, in visita ai laboratori del Cern guidato dal direttore generale Fabiola Gianotti. “Sono fiero e sorpreso per il contributo importante dell’Italia” al Cern in termini di quantità di ricercatori coinvolti e di collaborazione con l’industria italiana. Il ministro ha inoltre sottolineato sia la dimensione europea del Cern sia la sua importanza a livello globale, con ricercatori che provengono da numerosi Paesi non europei, attratti da un centro che costituisce un polo di eccellenza nel campo della ricerca fondamentale. Gentiloni ha incontrato inoltre il direttore delle Relazioni internazionali del Cern, Charlotte Warakaulle, e i responsabili del dipartimento di Fisica Teorica, Gian Giudice, e dell’esperimento Alice, Paolo Giubellino.

Graziano Delrio (4), ministro delle Infratrutture e dei Trasporti. Delrio, nel corso di un intervento a Napoli, ha affermato sul Porto di Napoli: “Le nomine arriveranno presto, ma ora la cosa più importante per Napoli è dare una spinta definitiva ai lavori, rendere pienamente operativo il porto che è una delle chiavi dello sviluppo della città per creare economia e posti di lavoro”. “L’interesse sul porto di Napoli – ha aggiunto – è fortissimo, ne ho avuto prova anche oggi incontrando operatori internazionali. Un interesse crocieristico e commerciale. Vogliamo dare una spinta definitiva a questi lavori. Napoli merita di avere un porto funzionante e grazie al porto merita di avere un’economia migliore”.

Angelino Alfano (4), ministro degli Interni. Il ministro sul burkini. “Stiamo lavorando per agevolare il consolidamento di un modello di imam che abbia una formazione in Italia per poter operare nel nostro Paese. Inoltre, chiediamo alle comunità islamiche un contributo per individuare i soggetti che si radicalizzano anche per intensificare i controlli sui finanziamenti in arrivo dall’estero. È necessaria un’emersione di tutti i luoghi di culto, con pieno rispetto delle regole, per evitare le mini moschee nei garage”.

Roberta Pinotti (4), ministro della Difesa. ‘Operazione Ippocrate a Misurata avrà un carattere umanitario o, per meglio dire, sanitario….“La battaglia che hanno combattuto le forze di Misurata contro i terroristi di Daesh è stata molto impegnativa, con quasi 500 morti e oltre duemila feriti. Ora hanno bisogno che l’Italia dia loro una mano lì perché dobbiamo poter curare questi valorosi combattenti contro il terrorismo e contro l’Isis” ha detto ieri il ministro della Difesa, Roberta Pinotti che oggi ha illustrato la missione alle commissioni parlamentari di Esteri e Difesa insieme al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Il ministro Pinotti ha precisato che il contingente sarà composto da circa 300 militari così suddivisi: 65 medici e paramedici, 135 addetti alla logistica e un centinaio di fanti addetti alla force protection (difesa della base e scorta ai convogli) provenienti dal 186° reggimento paracadutisti Folgore (nella foto sopra in missione in Afghanistan). In supporto al contingente verrà mantenuto un aereo da trasporto tattico C-27J sull’aeroporto di Misurata per eventuali evacuazioni mentre una nave del dispositivo Mare Sicuro verrà mantenuta al largo di Misurata. Dovrebbe trattarsi dell’ex Accademia Aeronautica libica, dove sarebbero già presenti gli incursori del 9° reggimento Col Moschin schierati da tempo a Misurata nell’ambito delle operazioni classificate gestite dall’intelligence (AISE). Una base vicina alle principali strade ma esterna all’area urbana, quindi più facilmente difendibile e meno esposta ad azioni terroristiche. La compagnia di paracadutisti dovrebbe operare su veicoli protetti Lince per la protezione del perimetro della base e la scorta ai convogli, con una probabile componente del genio per il contrasto agli ordigni esplosivi.

Enrico Costa (3 1/2), ministro degli Affari Regionali e Famiglia. La famiglia, ha sottolineato ancora Costa, “è la prima impresa italiana” e “non deve essere un soggetto neutro di fronte al legislatore e al fisco”. Lo strumento del “Fattore famiglia è una proposta” del Forum “molto seria, complessa, interessante, che ha un obiettivo assolutamente condivisibile: favorire le famiglie in rapporto al numero dei figli. È un tema sul quale stiamo ragionando”.

Gianluca Galletti (3 1/2), ministro dell’Ambiente. Il governo è preoccupato per la situazione dei rifiuti a Roma e lo dice per bocca dell ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. La questione dei rifiuti a Roma, afferma il ministro durante il question time alla Camera, “è motivo di profonda preoccupazione. Nella capitale d’Italia la situazione rifiuti si è fatta francamente preoccupante”.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.