
Dario Franceschini e Angelino Alfano
Ddl Cirinna (unioni civili) passa al Senato. I voti a favore sono stati 173 e i contrari 71. I sì alla fiducia sulle unioni civili arrivano con 245 senatori presenti e 244 votanti. Ora il testo passa alla Camera per l’approvazione definitiva. A favore, oltre alla maggioranza, ha votato il gruppo Ala mentre prima della chiama il Movimento 5 stelle è uscito dall’aula. Nella maggioranza non hanno partecipato al voto i senatori del Pd, Felice Casson e Luigi Manconi, e i senatori di Ap Aldo Di Biagio, Roberto Formigoni, Giuseppe Marinello, e Maurizio Sacconi. Hanno dichiarato la loro contrarietà i gruppi Cor, Lega, Gal (con la ‘dissidenza’ di Riccardo Villari) e Sel. Tra i senatori a vita hanno votato a favore Mario Monti e Giorgio Napolitano. Dopo la conta dei voti, mentre il premier Matteo Renzi esultava: “Giornata storica, ha vinto l’amore”, è scoppiata la polemica con M5S e Forza Italia che attaccano. I grillini urlano al governo “Renzi-Verdini” mentre gli azzurri chiedono al premier “di salire al Quirinale” per certificare una nuova maggioranza di governo. Polemiche respinte con forza dal Pd. Il ministro Orlando dice: “Il voto non certifica ingresso di Ala in maggioranza”, mentre il capogruppo Luigi Zanda replica: “Da Ala solo voti aggiuntivi”. Verdini, dal canto suo, si accontenta di segnalare come “essenziale” il contributo del suo gruppo.
Non c’era dossier italiano che Jean Claude Juncker non conoscesse a menadito, quando si è presentato a Palazzo Chigi per la colazione di lavoro con Matteo Renzi. Preparatissimo come non si vede spesso negli incontri istituzionali. Vero è che quello tra il presidente della Commissione Europea e il premier italiano è un faccia a faccia preparato da tempo, curato nei minimi dettagli dalle diplomazie di Roma e di Bruxelles. Per arrivare al risultato: siglare un accordo politico e consegnare al passato “i maldestri malintesi da entrambe le parti”, dice il lussemburghese. E’ un’intesa a tutto tondo, “totale” sull’immigrazione, sottolineano dalla cerchia stretta del premier, “sentiero stretto” invece su conti pubblici e flessibilità ma con “buone premesse”. E’ così che Renzi e Juncker chiudono l’era dei veleni e inaugurano la fase di collaborazione.
Una fondazione nella bufera. Un prefetto scomodo. Una nomenklatura politica locale che ha voglia di sbarazzarsi del funzionario che mette il naso negli affari nella fondazione, braccio operativo della ‘Libera università della Sicilia centrale Kore’. Sono i vertici di un triangolo che costano un avviso di garanzia, notificato dalla procura di Roma, per abuso d’ufficio al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, al suo vice Filippo Bubbico, al capo della sua segreteria, Ugo Malagnino, all’ex senatore Pd, Mirello Crisafulli e al presidente dell’università Kore, Cataldo Salerno. L’inchiesta approda al Senato con la richiesta di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle nei confronti di Alfano mentre Ncd fa quadrato attorno al ministro.
Arriva la legge sull’omicidio stradale. Il testo, ormai arrivato alla quinta lettura, è stato approvato dall’Aula di Palazzo Madama ed è quindi legge. L’Aula ha detto “sì” al voto di fiducia chiesto dal governo sul ddl per l’omicidio stradale. I voti a favore sono stati 149, 3 i contrari e 15 gli astenuti. Renzi: è stata dura, ma finalmente è legge – “Per Lorenzo, per Gabriele, per le vittime della strada. Per le loro famiglie. L’omicidio stradale è legge #finalmente”. Così il premier Matteo Renzi su twitter dopo il via libera alla legge. “E’ stata dura – dice il premier – ma questa legge è realtà”.
Saranno 18 e non 7 le rate che faranno scattare la morosità per consentire alla banca di mettere in vendita la casa. Vendita senza passare dall’Asta giudiziaria possibile solo se il cittadino ha sottoscritto liberamente la clausola di inadempimento. La vendita dell’immobile obbligherà la banca a cancellare il mutuo anche se il valore del bene è inferiore a quelli del debito residuo non pagato dal proprietario di casa. Sono le principali proposte di modifica presentate dal Pd e che il Governo si è impegnato a recepire per modificare il decreto mutui. Nel corso di una conferenza stampa alla Camera il capogruppo Pd a Montecitorio Ettore Rosato e il relatore del provvedimento, Giovanni Sanga, hanno spiegato che la commissione Finanze d’accordo con il Governo ha proposto diverse modifiche al testo che verrà dunque corretto in vari punti. Il parere dovrebbe essere votato dalla commissione Finanze a inizio della prossima settimana, dopo che mercoledì è stata una giornata di bagarre alla Camera con il Movimento 5 Stelle che ha prima bloccato i lavoro in commissione e poi ha protestato durante il question time in Aula.
La notizia ha fatto il giro d’Italia e credo anche d’Europa in poche ore, tanto è incredibile quello che è accaduto a Caserta e precisamente alla Reggia Vanvitelliana. Il personaggio principale della vicenda è il dottore Mauro Felicori, dirigente della Reggia di Caserta dall’agosto scorso con il compito di rilanciare la Reggia Questo signore si sarebbe reso responsabile di un comportamento irresponsabile: Lavora troppo. Si avete capito ma, cosa ancora più allucinante ed incredibile, è che a formulare quest’accusa sono alcune sigle sindacali che, in una segnalazione inviata direttamente al Ministro della cultura Dario Franceschini denunciano un eccessivo prolungamento dell’orario di lavoro del dirigente, che nei fine settimana non raggiunge la sua Bologna, che vuole rendere fruibile ai turisti la Reggia sette giorni su sette, eliminando la chiusura del martedi, che ha deciso spostamenti di personale per rendere la struttura più funzionale ed efficiente. Insomma è stato accusato di fare il proprio dovere.
Un’identità digitale per tutti per dialogare con una password unica con tutte le branche della Pubblica amministrazione. A partire dal 15 marzo le società accreditate presso Agid, ovvero InfoCert, Poste Italiane e Telecom Italia, daranno l’avvio all’identità digitale unica che permetterà ai cittadini di comunicare online in modo immediato con le Pubbliche amministrazioni e con le aziende aderenti al Sistema Pubblico di Identità Digitale (Spid).
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