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Ddl Cirinna (unioni civili) passa al Senato.


Ddl Cirinna (unioni civili) passa al Senato.

Monica Cirinnà

I voti a favore sono stati 173 e i contrari 71. I sì alla fiducia sulle unioni civili arrivano con 245 senatori presenti e 244 votanti. Ora il testo passa alla Camera per l’approvazione definitiva. A favore, oltre alla maggioranza, ha votato il gruppo Ala mentre prima della chiama il Movimento 5 stelle è uscito dall’aula. Nella maggioranza non hanno partecipato al voto i senatori del Pd, Felice Casson e Luigi Manconi, e i senatori di Ap Aldo Di Biagio, Roberto Formigoni, Giuseppe Marinello, e Maurizio Sacconi. Hanno dichiarato la loro contrarietà i gruppi Cor, Lega, Gal (con la ‘dissidenza’ di Riccardo Villari) e Sel. Tra i senatori a vita hanno votato a favore Mario Monti e Giorgio Napolitano. Dopo la conta dei voti, mentre il premier Matteo Renzi esultava: “Giornata storica, ha vinto l’amore”, è scoppiata la polemica con M5S e Forza Italia che attaccano. I grillini urlano al governo “Renzi-Verdini” mentre gli azzurri chiedono al premier “di salire al Quirinale” per certificare una nuova maggioranza di governo. Polemiche respinte con forza dal Pd. Il ministro Orlando dice: “Il voto non certifica ingresso di Ala in maggioranza”, mentre il capogruppo Luigi Zanda replica: “Da Ala solo voti aggiuntivi”. Verdini, dal canto suo, si accontenta di segnalare come “essenziale” il contributo del suo gruppo.

Cirinnà: “Una vittoria col buco nel cuore” ha definito questo voto la prima firmataria del testo originale del ddl, la senatrice Monica Cirinnà: “È un primo passo, una vittoria con un buco nel cuore. Questa è una legge importantissima ma penso anche ai figli di tanti amici. Ora dobbiamo fare un secondo passo, siamo a metà della scala”.

I 18 voti su 19 dei verdiniani si sono sommati a quelli della maggioranza nell’approvazione del testo. Non sono stati determinanti perché oggi non serviva la maggioranza assoluta (161), in quanto i pentastellati, essendo usciti dall’aula, non risultavano votanti, abbassando quindi la soglia per il passaggio del maxiemendamento. “Era giusto che una legge fondamentale per la coscienza civile del Paese fosse approvata con la maggioranza assoluta dei senatori e ciò è avvenuto grazie al voto di fiducia al governo espresso da Ala” ha detto in una nota il senatore Denis Verdini, leader di Ala. Lo smentisce Claudio Martini, vicepresidente vicario del Gruppo Pd al Senato: “E’ di tutta evidenza che i voti di Ala non sono stati determinanti per l’approvazione della legge sulle unioni civili. Chi dice il contrario dovrebbe studiare con attenzione i numeri. Se anche i verdiniani avessero votato contro, il ddl sulle unioni civili sarebbe stato approvato con un margine abbondante”.

Per il presidente del Consiglio Matteo Renzi si tratta di una vittoria dell’amore: “La giornata di oggi resterà nella cronaca di questa legislatura. E nella storia del nostro paese. Abbiamo legato la permanenza in vita del governo a una battaglia per i diritti, mettendo la fiducia. Non era accaduto prima, non è stato facile adesso. Ma era giusto farlo. Leggo critiche, accuse, insulti. Rispetto tutti e ciascuno, dal profondo del cuore. Ma quel che conta è che stasera tanti cittadini italiani si sentiranno meno soli, più comunità. Ha vinto la speranza contro la paura. Ha vinto il coraggio contro la discriminazione. Ha vinto l’amore”.

Angelino Alfano aveva iniziato la giornata con parole che hanno sollevato lo sdegno e le reazioni del mondo politico e dell’opinione pubblica. “È stato un bel regalo all’Italia avere impedito che due persone dello stesso sesso cui lo impedisce la natura, avessero la possibilità di avere un figlio. Abbiamo impedito una rivoluzione contro natura e antropologica, credo sia stato un nostro risultato”. Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha cercato di stemperare l’affermazione: “Prevalga il buonsenso anche nelle dichiarazioni. Il regalo all’Italia è dire che non ci sono cittadini di serie B. E questa legge va nella direzione giusta”.

Speranza (minoranza dem): “Sbagliato ribasso con Alfano”. La minoranza Pd ha votato la fiducia, ma senza entusiamo, come era stato annunciato da Roberto Speranza su Facebook: “Destra e sinistra esistono e sono cose diverse. Si è visto nella discussione sulle Unioni civili. Il Pd ha sbagliato a scegliere la strada a ribasso con Alfano. Ora non bisogna fermarsi. La battaglia per l’uguaglianza dei diritti è appena cominciata”. A Speranza ha risposto Alfano, rincarando la dose sul concetto di “comportamenti secondo natura”: “Caro Speranza, è secondo natura che due uomini abbiano un figlio? È secondo natura che una donna metta sul proprio ventre la targhetta del prezzo? No, caro Speranza. Anche la politica ha un limite: la natura”.

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