Governo Letta tra competenza e modernismo improvvisato. Il governo dei veti incrociati.

Enrico Letta

Governo Letta tra competenza e modernismo improvvisatoIl governo dei veti incrociati

Dalla composizione dei ministri del governo Letta si può notare come gli ex An e gli ex Ds (ad eccezione di Zanonato) sia stati fatti fuori per formare uno pseudo monocolore Dc stile prima Repubblica. Dico “pseudo” perchè ormai nella Prima Repubblica non ci siamo più e i partiti in questione sono Pd e Pdl con cespugli vari. Ma partiamo del principio.

Intanto alla formazione di questo governo si è arrivato grazie al calvario di Pierluigi Bersani che ha cercato in tutti i modi di formare un governo col M5S (interni o esterni che sia). A forza di prendere sputi in faccia non ha potuto fare altro che scrollarsi e lasciare spazio ad altri. Siccome, poi, i politici sono sempre poco inclini ad andare ad elezioni anticipate (specie a legislatura appena iniziata) non rimaneva la possibilità che un accordo politico col Pd, che di certo ha rimesso al centro della scena politica Berlusconi e gli ha dato la possibilità di tenere sotto scacco anche questo governo (non si sa quando ma vedrete che sarà lui a farlo cadere). Di sicuro la composizione di questo governo è stata pesantemente condizionata da numerosissimi veti incrociati di ogni provenienza.

Discorso particolare va fatto su Angelino Alfano (Pdl) e su Anna Maria Cancellieri (indipendente). Quest’ultima prefetto da decenni era approdata agli Interni col governo Monti; con Letta deve approdare (non per colpa sua) alla Giustizia, di cui è sicuramente meno competente, per non farci andare Alfano che deve comunque entrare nel governo(è anche vice premier), ma non in una posizione in cui sarebbe sospettato di favorire Berlusconi alleviando i suoi guai processuali.

Se l’età media del governo è scesa di molto, aihmè è sceso anche il livello di competenza. Che Nunzia De Girolamo (Pdl) sia li perchè è moglie del numero due di Letta è chiaro così come è chiaro che non sappia nulla di Politiche agricole. Ma anche Andrea Orlando (Pd) e Beatrice Lorenzin (Pdl) paiono poco esperti di Ambiente e Salute. Certo Flavio Zanonato (Pd) è stato un ottimo sindaco a Padova (città che resterà per un anno senza sindaco); ma non si capisce che competenze abbia per arrivare allo Sviluppo Economico. Di Maurizio Lupi (Pdl) è noto il suo essere vicino a Comunione e Liberazione; ma non si capiscono le capacità che lo avrebbero portato alle Infrastrutture e Trasporti. Su Carlo Trigilia (Pd), invece, il mio dubbio non è sulle sue competenze, ma proprio sul ministero che gli hanno affidato e cioè quello della Coesione Territoriale, una specie di Ministero del Mezzogiorno in salsa ventunesimo secolo. Un carrozzone da abolire. Mistero è anche l’arrivo di Mario Mauro (Sc) alla Difesa per esempio. Poi è proprio un mistero perchè è stato deciso di affidare a Giampiero D’Alia (Udc) il ministero della Pubblica Amministrazione e Semplificazione; visto che per lui la semplificazione la intende come far diventare reato la libertà di opinione su internet. Che dire di Dario Franceschini (Pd), poi che sembra che pur di partecipare ai consigli dei ministri si sia fatto dare un ruolo poco impegnativo atterando sul ministero dei Rapporti con il Parlamento (altro ministero da abolire).

Più competente Massimo Bray direttore della “Notte della Taranta” e direttore della Treccani che arriva ai Beni Culturali e al Turismo (anche se si poteva scegliere di meglio). Decisamente più competente Maria Chiara Carozza (Pd) che da rettore dall’Università Sant’Anna di Pisa diventa ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. Enzo Moavero Milanesi (Sc) passa indenne dai governi Monti e Letta restando nello stesso ministero, quello degli Affari europei. Il direttore dell’Istat Enrico Giovannini (indipendente) è invece stato chiamato al Lavoro e Politiche Sociali e quindi da calcolare informazioni sull’andamento della società italiana dovrà risolverne i problemi. Non si può dire certo che non conosca il settore. Dalla Banca d’Italia arriva Fabrizio Saccomanni (indipendente) che come altri da Palazzo Koch è chiamato a gestire l’economia italiana. Competentissima è sicuramente Emma Bonino (Radicali) a cui è stato affidato il dicastero degli Esteri. Essendo stati silurati Prodi, D’Alema e Amato non potevano che scegliere lei se volevamo essere degnamente rappresentati da qualcuno che è già accreditato e stimato presso le diplomazie di tutto il mondo. Riconosciuta competenza anche in Gaetano Quagliariello (Pdl) che si occuperà di Riforme Costituzionali e che già in passato ha cercato mettere d’accordo i partiti su questi punti. Graziano Del Rio (Pd), da nove anni sindaco di Reggio Emilia e nel tempo diventato segretario Anci avrà sicuramente competenza come ministero degli Affari Regionali (ma anche lui lascerà la sua città per un anno senza sindaco). Potremo anche vantarci di una campionessa olimpica Josefa Idem (Pd) a capo del ministero dello Sport, ma anche alla Gioventù e agli Affari Sociali. Con decenni nel settore di sicuro non si può dire che non ne conosca i problemi. Infine Cecilie Kyenge (Pd), primo ministro italiano di pelle scura viene chiamata all’Integrazione visto che da anni si occupa di politiche dell’immigrazione pur esercitando anche il suo mestiere di medico oculista.

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