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Cosa resta di Angelino Alfano?

Alfano indagato, M5s propone sfiducia

Angelino Alfano

In mezzo a tanti politici cher fanno carte false per saltare sul carro del vincitore qualunque sia la loro sorte alle urne; ce n’è uno che non si è nemmeno presentato alle scorse elezioni ed è ritornato a fare la sua professione originaria: l’avvocato.

Mi pare già di sentire la risata sardonica di chi è pronto a marchiare di nuovo Alfano come traditore del centrodestra. Berlusconi in realtà sa benissimo di essere stato lui a indurlo a scegliersi un destino lontano dal suo padre putativo, il quale, preda della sindrome di Saturno, aveva cominciato a masticarselo. Lo aveva accolto presso di sé come un figliolo, dopo averne esaminato le attitudini intellettuali e la lealtà. Finché lo elesse successore. Intendiamoci. Non una bestia rara nello zoo berlusconiano. Ma Angelino è l’ unico tra i cento delfini da lui fiocinati in vent’anni, l’ ultimo dei quali si è rivelato un tonno sott’olio (alludiamo a Giovanni Toti), che non abbia tirato contro il suo mentore una sola pallina di carta, un giro di parole maligno, un’ allusione malsana.

Diciamola tutta: Angelino se n’ è andato da Forza Italia perché ha avuto un po’ di dignità, e non si è messo a strisciare per recuperare considerazione quando Silvio, dopo averlo innalzato, l’ ha trattato da schiappa, uccidendolo con la frasetta assassina: «Non ha il quid».

Non sono tifoso di Forza Italia, ma come ditta gloriosa sarebbe un peccato andasse in malora perché il padrone ha rinunciato a un aiuto onesto e capace, solo per non scontentare i mediocri. S.B. è immortale, non c’ è dubbio (immaginiamo che Silvio leggendo si tocchi dolorosamente, a causa della fresca ferita all’inguine, ma è un gesto doveroso). Rifletta però: Forza Italia si sta spegnendo, esangue e lamentosa. Sale di un punto ogni tanto nei sondaggi, provocando festeggiamenti da Fuorigrotta. Ma il ritmo però è da funerale dei gamberi: un passo avanti e due indietro. È dotata di personaggi in gamba, che testa e coraggio ce l’ hanno, penso a Mariastella Gelmini e ad Annamaria Bernini, ci sarebbe anche Renato Brunetta, seppur rovinato dal carattere incazzosissimo. Ma, con tutto il rispetto, non c’ è paragone con Alfano.

Intanto Angelino ha ricoperto ruoli importanti in vari governi: ministro della Giustizia, ministro dell’ Interno, ministro degli Esteri. Un carrierone degno di Andreotti. Come si spiega simile escalation? Evidentemente l’ uomo non è cretino. Non escludo abbia inciampato in vanità e presunzione: succede a qualsiasi essere vivente. È stato però uno dei pochi, forse l’ unico nella storia repubblicana, a uscire sua sponte dal bordello politico, ma nessuno lo ha lodato. Anzi, è stato oggetto di immeritati e crudeli lazzi. Ciò è inammissibile.

Personalmente dichiaro di stimarlo anche se in passato l’ ho sfottuto per alcune sue sbandate. Non immaginavo che avrebbe avuto sufficiente decoro per mandare tutti al diavolo. Davanti al suo comportamento attuale mi inchino. Berlusconi dovrebbe pensarci su. Si fidi del suo antico fiuto. Angelino è il migliore del suo album di famiglia.

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