Europa

Sei mesi in Europa – 1mo semestre 2013

Pareggio elettorale in Bulgaria: anche Sofia è senza una maggioranza

Boiko Borisov

Nessuna vittoria chiara nelle elezioni politiche in Bulgaria, con il partito conservatore dell’ex primo ministro Boiko Borisov al 31,4% e il partito socialista al 27,3%. E’ stata una giornata di tensione per la Bulgaria, un paese dove gli scontri sociali si sono fatti molto forti negli ultimi mesi, con il governo che ha imposto misure molto pesanti e aumenti delle tasse per seguire il rigore imposto dall’Ue, scatenando proteste e violenze di piazza. Scontri che sono avvenuti anche ieri: decine di persone hanno affrontato la polizia davanti al press center elettorale dove i leader dei partiti hanno tenuto le conferenze stampa post-voto. Sette milioni di elettori si sono recati alle urne per scegliere tra 36 diversi partiti. Il sistema elettorale bulgaro è un proporzionale con soglia di sbarramento al 4%. Oltre al Gerb di Borisov e ai socialisti, altri due partiti sono riusciti a ottenere seggi nel Parlamento (Movimento per i diritti e le libertà e Unione Nazionale Attacco. Tuttavia, dalla crisi politica, non sembra che l’opposizione socialista stia traendo particolare vantaggio. Apparentemente i delusi e i disillusi stanno ingrossando l’esercito di coloro che si dovrebbero astenere dal voto. Borisov è riuscito a formare un governo con il Movimento per i diritti e le libertà.

Malta: trionfano i laburisti di Muscat

Joseph Muscat

Elezioni Malta. Vittoria storica a Malta del partito laburista di Joseph Muscat, 39 anni: l’ex giornalista ed eurodeputato riporta la sinistra al governo dopo ben 15 anni di opposizione e di ‘regno’ del partito nazionalista (Pn) quasi ininterrotto per 25 anni. In base ai primi risultati provvisori, il partito di Muscat ottiene il 55% dei voti, mentre il Pn non supera il 43%. I verdi sono al 2% circa. ”Non abbiate paura di noi. Siamo tanto europei quanto maltesi”, e’ stato il primo messaggio di Muscat ai partner della Ue, per confermare il suo credo europeista in un momento difficile per l’Eurozona e l’Unione europea. Lo ha detto lo stesso premier designato, poco dopo aver preso la parola di fronte a migliaia di persone, radunatesi nei pressi del Quartier generale del suo partito. La vittoria ottenuta da Muscat e’ un risultato storico per i laburisti, che ora hanno una maggioranza parlamentare di nove seggi sul partito di centro destra dell’ex premier Lawrence Gonzi, che si e’ dimesso subito dopo il risultato. Un record senza precedenti nella storia politica dell’isola di Malta, il piu’ piccolo Stato della Ue.

Cipro: Anastasiades presidente con il 57,47%

Nikos Anastasiades

Nikos Anastasiades, 66 anni, leader di Unione Democratica (Disy, centro-destra) è diventato il nuovo presidente di Cipro e ha vinto ottenendo il 57,47% delle preferenze. Il suo avversario, Stavros Malas, indipendente con l’appoggio dei comunisti di Akel, ha ottenuto il 42,53% dei suffragi. Anastasiades ha una sola ma difficile missione: guidare Nicosia fuori dalla crisi. Sessantasei anni, avvocato di professione ma in Parlamento da 34 anni, è tra i fondatori di Unione Democratica (Disy, centro-destra, di cui è capo dal 1997) e membro del Partito popolare europeo (Ppe). Ha fatto campagna – per una volta una competizione non incentrata sul tema della riunificazione dell’isola, divisa dal 1974 tra la Repubblica di Cipro e l’entità turca del nord, riconosciuta solo dalla Turchia – con lo slogan “La crisi ha bisogno di un leader”. Sin dalle prime avvisaglie della crisi, il leader del Disy – il quale non fa mistero dei suoi ottimi rapporti con la cancelliera tedesca Angela Merkel e che ha persino ricevuto l’ ‘endorsement’ dell’influente capo della Chiesa greco-ortodossa locale, l’arcivescovo Chrysostomos – ha sostenuto la necessità di chiedere senza indugi un prestito alla troika e ha promesso serie riforme nell’amministrazione del governo e nel regime fiscale, oltre alla lotta all’evasione fiscale. Anastasiades, secondo gli analisti, è l’uomo giusto per condurre una trattativa con i partner internazionali perché, oltre ad essere un pragmatico dotato di carisma, sarebbe meno sensibile alle proteste sociali che l’ennesimo programma di “lacrime e sangue”

Milos Zeman eletto presidente.

Milos Zeman

Svolta europeista e a sinistra nella Repubblica Ceca. Al ballottaggio, cioè al secondo turno delle elezioni presidenziali, il socialdemocratico critico, europeista e riformatore Milos Zeman ha vinto la corsa con il suo pur rispettabile e anche europeista avversario, il candidato del centrodestra democratico principe Karel Schwarzenberg. Zeman ha conquistato il 55,7 per cento dei consensi contro il 44,3 per cento del suo rivale, il principe Schwarzenberg. Non sarà dunque un principe a insediarsi nel mitico Castello di Praga, bensì un veterano della sinistra che cominciò a far politica per passione da giovane, nei memorabili otto mesi della ‘Primavera di Praga’ quando il giovane riformatore slovacco Alexander Dubcek, eletto segretario generale del Partito comunista cecoslovacco e spodestato il veterostalinista Antonìn Novotny, tentò con il “Nuovo Corso” un coraggioso esperimento di democratizzazione del socialismo reale. Finì male, finì nella notte tra il 20 e il 21 agosto 1968 quando agli ordini del dittatore poststalinista sovietico Leonid Breznev oltre 600mila soldati delle truppe scelte, settemila panzer e migliaia di aerei del blocco sovietico (Romania esclusa) invasero la Cecoslovacchia e posero fine alla riforma. In modo brutale: scontri in piazza tra giovani e Panzer, raffiche dei parà sovietici sulla folla, poi epurazione di tre quarti dell’élite dal Pc, dai sindacati, dall’economia e dall’amministrazione. Dopo la rivoluzione di velluto, Zeman fu con Havel e Dubcek un architetto della transizione alla democrazia.

Olanda, la regina Beatrice abdica

Olanda, la regina Beatrice abdica

Beatrice ha fatto un passo indietro e abdica come regina di Olanda. Beatrice di Orange-Nassau, regina d’Olanda,dopo 33 anni di regno, annuncia l’abdicazione in favore del figlio primogenito Willem-Alexander. Avverrà il 30 aprile prossimo. Willem-Alexander ha 45 anni ed è sposato con l’argentina Maxima Zorreguieta, figlia di un ex membro del governo della dittatura militare di Jorge Videla. La coppia ha tre figlie. Il discorso, spiega la Casa Reale, è stato registrato in giornata a palazzo Huis Ten Bosch, una delle residenze ufficiali della Regina, ed è stato trasmesso in televisione e radio. Beatrice, oltre al primogenito Willem-Alexander, è madre del Principe Friso e il Principe Costantino.

La Croazia è entrata ufficialmente nella Ue diventando il 28esimo Stato membro dell’Unione, il secondo, dopo la Slovenia, delle sei repubbliche che componevano la ex Jugoslavia socialista. La Croazia è al tempo stesso l’ultimo Paese europeo a maggioranza cattolica a integrarsi nella Ue.  I negoziati di adesione sono durati quasi sei anni e vengono considerati tra i più lunghi e difficili che finora un Paese candidato abbia dovuto sostenere, per via di una serie di criteri di valutazione più severi introdotti da Bruxelles dopo alcune esperienze negative con altri Paesi, in particolare la Bulgaria e la Romania. Barroso: “Finalmente la Croazia torna nel cuore dell’Europa” – “Oggi ha inizio un nuovo capitolo di successo, quello della Croazia che ritorna al suo posto, nel cuore dell’Europa”. Lo ha detto parlando alla folla sulla piazza centrale di Zagabria il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, nel corso delle celebrazioni solenni per l’ingresso della Croazia nella Ue. “La Croazia può essere un esempio per gli altri Paesi della regione, ha intrapreso difficili riforme e adoperandosi nel contempo per la riconciliazione” tra i popoli della ex Jugoslavia. “Ora potrà aiutare gli altri Paesi, e posso garantire che l’Europa sarà aperta a tutti coloro che vorranno condividere i nostri valori”, ha affermato Barroso.

A Londra, alla Camera dei Comuni, i deputati hanno votato a favore del progetto di legge per la legalizzazione dei matrimoni tra omosessuali. La battaglia è stata dura e molti sono stati i voti contrari al provvedimento, provenienti dalle stesse file dei Tory, cioè del partito di Cameron. In soccorso del premier è invece accorso il partito laburista: grazie a un accordo tra i deputati labour e con il sostegno di quelli liberaldemocratici in coalizione di governo con i conservatori, Cameron è riuscito a salvare la legge di cui si era fatto promotore. La Camera dei Comuni britannica ha approvato la legge che autorizza i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Poi tornerà ai Commons per un secondo voto. Cameron: una legge che ci rende più forti. «La legge sui matrimoni gay renderà il nostro Paese più forte», è «un passo in avanti per tutta la nostra nazione». Lo ha dichiarato alla Bbc il premier britannico David Cameron prima del voto alla Camera dei Comuni sulla riforma del matrimonio, previsto per questa sera. Alla domanda sulla ‘rivolta’ interna al suo partito, con circa 100 deputati conservatori pronti a votare contro il provvedimento, il primo ministro ha risposto: «Rispetto le opinioni degli altri ma questo è un passo in avanti per tutta la nostra nazione».

Francia, sì definitivo alle nozze gay

Francia, sì definitivo alle nozze gay

Le piazze di Francia sono state invase da decine di manifestazioni. Uno scontro durissimo tra favorevoli e non fino a domenica scorsa, quando il presidente Hollande, dopo il sì del Consiglio costituzionale, ha ufficialmente promulgato la legge sul «Matrimonio per tutti». L’annuncio è arrivato nella giornata mondiale contro l’omofobia, ma in un Paese spaccato in due. Frigide Barjot, la pasionaria contro le nozze tra omosessuali, leader di un movimento appoggiato dalla Chiesa cattolica, ha dato appuntamento a domenica prossima a Parigi, «per difendere la procreazione, perché noi non molliamo». A Montpellier, che tutti chiamano la San Francisco di Francia, è già fissato, invece, il primo matrimonio gay, mercoledì 29, tra Vincent e Bruno. Saranno altri giorni di tensione. Francia. È stato approvato in Parlamento, con una maggioranza schiacciante (249 si’ e 97 no), il primo articolo del disegno legge che permetterà alle coppie omosessuali di sposarsi e di adottare bambini. L’Assemblea nazionale francese ha dato il sì definitivo alla legge sulle nozze e sull’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso. In un’atmosfera di forte tensione, dopo 136 ore e 46 minuti di dibattito, il presidente dell’Assemblea nazionale, il socialista Claude Bartolone, ha annunciato che il progetto di legge «che apre al matrimonio per le coppie dello stesso sesso» è adottato con 331 voti favorevoli e 225 contrari. Fischi e applausi hanno accolto l’annuncio, mentre poco prima dalla tribuna del pubblico erano stati espulsi alcuni oppositori. La destra ha già annunciato un ricorso al Consiglio costituzionale prima della promulgazione della legge da parte del presidente Francois Hollande.

Il parlamento portoghese ha approvato con 99 voti a favore, 94 contrari e 9 astensioni una riforma che consente per le coppie gay sposate l’adozione da parte di uno dei due coniugi del figlio biologico o adottivo dell’altro. Le nozze gay sono state approvate nel paese nel 2010. Per Paulo Corte-Real, dell’associazione per la tutela dei diritti dei gay ILGA la riforma e’ “una vittoria per i diritti umani”. In Croazia, invece, è stato indetto un referendum costituzionale che dovrà pronunciarsi se inserire o meno nella Carta il matrimonio come atto esclusivo tra uomo e donna.

Oltre a questi stati i matrimoni o le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono presenti già in numerosi parsi europei. In Danimarca nell’autunno del 1989, è stato il primo Paese a legalizzare i matrimoni fra persone dello stesso sesso; nel 1997 la chiesa luterana ha poi autorizzato il matrimonio religioso delle coppie omosessuali (purchè nell’ambito di altre funzioni); dal 2010 le coppie gay possono inoltre adottare i minori. In Olanda la legge che consente i matrimoni omosessuali è entrata in vigore il primo gennaio 1998, ma è dal settembre 2000 che quello che era “un registro della convivenza tra persone dello stesso sesso” è diventata un’unione a tutti gli effetti. Gli obblighi e i diritti dei congiunti sono identici a quelli dei matrimoni eterosessuali, compresa l’adozione (prima riservata solo ai bimbi olandesi, per evitare tensioni con altri Paesi; dal 2005 anche di orfani stranieri. Anche i Reali possono avvalersi della legge sui matrimoni gay. In Belgio il matrimonio delle coppie dello stesso sesso è stato approvato nel 2003. Nel 2006 è stato accordato loro il diritto di adozione. In Spagna il governo Zapatero ha approvato in una sola volta nel luglio 2005 il matrimonio omosessuale e l’adozione tra coppie dello stesso sesso, anche non sposate. La Svezia è un paese pioniere nel diritto di adozione delle coppie gay. Dal 2009 le coppie dello stesso sesso si possono sposare sia civilmente che con rito religioso (è l’unico paese al mondo, tra l’altro, in cui i gay possono sposarsi anche nelle chiese luterane locali). Dal 1995 erano solo autorizzate a unirsi con una forma di ‘partenariato’. In Finlandia nel settembre 2001 è stata approvata una legge che riconosce alle coppie omosessuali gli stessi diritti delle etero; dal maggio 2009, inoltre le coppie gay possono adottare i figli naturali di uno dei due.

In Italia le elezioni legislative hanno portato molto caos. Nessun chiaro vincitore. La vittoria del Movimento 5 Stelle (primo partito nazionale, con il 25,55 dei voti raccolti alla Camera) e la situazione di completa ingovernabilità al Senato sono i due risultati principali di questa tornata elettorale. A Palazzo Madama, infatti, l’alleanza Pd-Sel vince di un soffio e ottiene 119 senatori. Ma è una quota ben lontana dai 158 necessari per governare. E la coalizione di Bersani si impone sì alla Camera, come previsto, ma per solo mezzo punto percentuale: 29,53% contro il 29,13% dell’alleanza guidata da Pdl e Lega. Contro ogni pronostico, insomma, Silvio Berlusconi quasi completa una straordinaria rimonta. Che in pochi, potevano immaginare. Tanto che il segretario del Pdl, Angelino Alfano, chiede al Viminale di non ufficializzare ancora i dati: “too close to call”. Risultato deludente per Monti: Scelta Civica, Udc e gli altri partiti della coalizione di centro si fermano al 9,13% al Senato.

Enrico Letta

Enrico Letta

Lo slocco si è ottenuto solo quando il quasi-vincitore Bersani ha lasciato spazio al suo vice Enrico Letta, per formare un governo politico che sostituisse l’esecutivo Monti, ma con la stessa maggioranza: Pd, Pdl, Sc e Udc. Sinistra e libertà e Lega Nord, alleati di Pd e Pdl si sono tenuti all’opposizione. Sparatoria davanti Palazzo Chigi proprio, mentre stava giurando il Governo Letta. Due carabinieri sono rimasti feriti e poco dopo è stato fermato un uomo, anche lui colpito, mentre tentava la fuga. Secondo le prime informazioni si tratta di un muratore italiano, calabrese. Luigi Preiti, 46 anni, non ha precedenti penali e secondo gli inquirenti non sarebbe affetto da patologia psichiatrica. “Ha perso il lavoro e si è separato dalla moglie, è padre – spiega Arcangelo Preiti – Dopo aver perso il lavoro è tornato in Calabria a vivere con i miei genitori”. Mentre prestavano giuramento al Palazzo del Quirinale, i componenti del governo di Enrico Letta hanno avuto la notizia degli spari. Il presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, e i ministri hanno giurato nelle mani del Capo dello Stato, pronunciando la formula di rito. Erano presenti, in qualità di testimoni, il Segretario generale della presidenza della Repubblica, Consigliere di Stato Donato Marra, e il consigliere Militare del presidente della Repubblica, Generale Rolando Mosca Moschini.

Lavoro: vertice europeo, riunione tra i ministri di Italia, Francia, Germania e Spagna

Vertice europeo sull’occupazione giovanile con i ministri di Italia, Francia, Germania e Spagna

Letta inizia il suo percorso governativo incontrato un pò di suoi omologhi in giro per l’Europa. La conferenza stampa di François Hollande comincia con una battuta sull’infanzia di Enrico Letta a Strasburgo, «la sua maestra vuole ricontattarlo e noi possiamo aiutarla», e poi continua esibendo un accordo totale sulle questioni di fondo, la crescita e l’Europa. L’unico momento di distanza è quando Hollande è chiamato a commentare il sondaggio secondo il quale il 78% dei francesi vorrebbero un governo di unità nazionale, viste le difficoltà del presidente della Repubblica e del suo esecutivo socialista. L’Italia come laboratorio politico, un esempio da seguire? «I governi di unità nazionale di solito non sono mai una scelta, vengono formati per costrizione, perché non se ne può fare a meno e questo credo sia anche il caso dell’Italia», ha detto Hollande. Italia e Spagna lavoreranno “insieme per una strategia comune in vista del prossimo vertice europeo” di giugno. Lo ha detto il premier, Enrico Letta, a Madrid dopo aver incontrato il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy. “Tutti devono fare i propri compiti – ha sottolineato proprio Rajoy – ma l’Ue deve fare di più e mettere in piedi quelle decisioni che ha preso per l’Eurozona. Bisogna passare dalle parole ai fatti”. Si è tenuto a Palazzo Chigi il vertice europeo sull’occupazione giovanile. Dopo una colazione di lavoro, presente anche il presidente del consiglio, Enrico Letta. Il vertice vero e proprio con i ministri di finanze e lavoro di Italia, Francia, Germania e Spagna. All’incontro hanno partecipato per l’Italia il ministro del lavoro, Enrico Giovannini e quello dell’economia, Fabrizio Saccomanni, per la Francia i ministri Michel Sapin (lavoro, occupazione e dialogo sociale) e Pierre Moscovici (finanze), per la Germania Ursula Von der Leyen (lavoro e affari sociali) e Wolfgang Schaeuble (finanze), e per la Spagna Luis de Guindos Jurado (economia e competitività) e Maria Fatima Banezz Garcia (occupazione e sicurezza sociale).

G8 in Irlanda del Nord

G8 in Irlanda del Nord

Il presidente Letta partecipa al tradizionale appuntamento del G8 a Lough Erne, in Irlanda del Nord. In questa occasione, incontra, fra gli altri, per la prima volta il presidente degli Stati Uniti Barack Obama in un vertice bilaterale. Ufficialmente i temi del summit erano l’evasione fiscale e la trasparenza. Tuttavia la Guerra civile siriana ha dominato l’agenda. Una dichiarazione firmata dagli otto Stati contiene un piano per la Siria comprendente più aiuti umanitari, la massimizzazione della pressione diplomatica, il supporto a un Governo di transizione, la lotta al terrorismo, la condanna dell’uso di armi chimiche.  I leader sollecitarono un’inchiesta dell’ONU sull’utilizzo di armi chimiche, minacciando sanzioni per gli Stati utilizzatori. Furono raggiunti accordi anche sull’evasione fiscale internazionale e sulla condivisione dei dati. Gli Stati accettarono di rendere più severe le regole sulla tassazione che a volte consentivano alle compagnie di spostare i ricavi da uno Stato all’altro per eludere il fisco.

Euofestival 2013: il mio editoriale

Emmelie de Forest

Eurovision song contest 2013. Ha vinto Emmelie De Forest, 20 anni, di nazionalità danese, peraltro indicata come favorita da tempo da tutti i bookmaker. La cantante ha conquistato il pubblico con il brano “Only Teardrops”, che he la fruttato il primo posto sul podio, seguita in seconda posizione da Zlata Ohnevic, artista ucraina. Marco Mengoni ha gareggiato invece con lo stesso brano che gli ha regalato la vittoria all’ultimo Festival di Sanremo, “L’essenziale”, fermandosi al settimo posto in classifica, una posizione però migliore rispetto a quella ottenuta lo scorso anno da Nina Zilli che si è classificata solo nona. E con l’Eurovision Song Contest la Danimarca tornerà protagonista l’anno prossimo quando l’evento si svolgerà a Copenaghen. L’edizione di quest’anno – la cinquattotesima – si è svolta alla Malmö Arena, in Svezia, perché il paese ha vinto l’ultima edizione con la canzone Euphoria, cantata da Loreen. Si tratta quindi della seconda vittoria in due anni per un paese scandinavo. Alla Malmö Arena c’erano circa 10.500 persone. Nonostante si tratti di un evento che nel nostro paese non ha una grande copertura mediatica, l’Eurofestival è uno degli spettacoli televisivi più visti al mondo.

 

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