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Monti: Stiamo uscendo dalla crisi l’ Italia è un esempio in Europa

Monti: Stiamo uscendo dalla crisi l' Italia è un esempio in Europa

Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini

Camera e Senato approvano la relazione sull’ Europa in vista del summit di Bruxelles del 30 gennaio. Mario Monti ringrazia, il testo «ci dà grande forza nel momento in cui si compiono scelte decisive per il futuro della Ue». Pdl, Pd e Terzo Polo favorevoli. La Lega, contraria, a Palazzo Madama presenta una mozione sulle radici giudaico-cristiane dell’ Europa che passa con i voti pidiellini e centristi. Il premier commenta: «Ciò che conta è il fondamento etico». È l’ unico fuori programma della giornata. Monti rivendica come l’ Italia nel consesso europeo ora sia diventata «un esempio di politica economica forte»e nota «con assoluta modestia» come ci sia «un atteggiamento diverso verso di noi». Ma è molto attento a sottolineare la continuità con Berlusconi fino a lodarne l’ operato: «La Merkel ha espresso apprezzamento per alcune scelte del governo Berlusconi e per quella attuale del suo partito di sostenerci».

Alfano dice che nell’ interesse del Paese il Pdl «veste la maglia della nazionale». Casini (Udc) commenta: «Troppe volte l’ Europa è stata cassa di risonanza delle nostre polemiche, finalmente l’ Italia è unita». Il segretario del Pd Bersani chiede che «Monti vigili sulle esigenze sociali che si mostrano nel Paese», mentre l’ estensore democratico della mozione Sandro Gozi spiega come il partito sostenga «con convinzione gli sforzi del governo nel difficile negoziato Ue». Davanti alle Camere Monti descrive la situazione. Le direttrici sono tre: fiscal compact sulla disciplina di bilancio, fondo salva Stati permanente (Esm) per mettere l’ euro in salvo dai mercati, crescita per far ripartire il continente. «Senza scelte europee il risanamentoe il rigore rischiano di fallire», spiega sottolineando che per quanto sceso «l’ andamento dello spread denota un quadro di persistente turbolenza». Monti si mostra però ottimista notando che «dal punto di vista politico la situazione in Europa ha registrato un’ evoluzione in senso positivo di posizioni che sembravano cristallizzate» con «i contorni per una via d’ uscita dalla crisi che comincianoa prendere forma,i tasselli del mosaico si avvicinano». Sul fiscal compact si «procede speditamente», assicura Monti.

Lunedì è atteso l’ accordo dei leader. Archiviate le norme scritte per tranquillizzare l’ opinione pubblica tedesca si passerà a discutere delle misure per risolvere la crisi che vanno oltre al necessario, ma non sufficiente, rigore. «Bisogna dotare l’ Esm di risorse adeguate e di una governance non bloccata da vincoli e cavilli». Da un lato l’ Italia, come tre quarti della Ue, chiede più dei 500 miliardi attualmente destinati al fondo che partirà a luglio (anche ieri negati dalla Merkel). Dall’ altro regole che gli permettano di convincere i mercati a lasciare in pace l’ euro. Decisioni da prendere entro marzo. Monti dice che la Germania ora è meno inflessibile anche perché l’ Italia non è vista più come una «mina» in grado di far saltare la moneta unica. Comunque, puntualizza, «non stiamo chiedendo soldi a Berlino, ma una governance che consenta a chi risana di beneficiare di una riduzione dei tassi», ovvero dello spread. Monti è convinto che se ci saranno regole e soldi sufficienti, la Ue non dovrà più spendere un euro per salvare i Paesi a rischio crac (e quindi nemmeno quei miliardi in più eventualmente versati nell’ Esm). C’ è poi la crescita, la sfida per far ripartire l’ Europa.I leader, dice Monti, «devono metterci la faccia» visto che fino ad ora hanno fatto «pochissimo». E la bozza di conclusioni del vertice di lunedì che sta circolando tra le capitali contiene misure sulla crescita che soddisfano Palazzo Chigi.

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