Giustizia

Vietti: “Congelare la prescrizione”

Vietti: "Congelare la prescrizione"

Michele Vietti

Il Senato approva in seguito (con 226 sì, 40 no e 8 astenuti) il decreto Severino, sul sovraffollamento delle carceri.

Proposta shock di Michele Vietti sulla corruzione. «Fermiamo la prescrizione quando il giudice stabilisce che il processo va fatto». Il vice presidente del Csm, giusto oggi che si apre l’ anno giudiziario in Cassazione, infrange un tabù e lancia sul tappeto della politica una soluzione che vale per tutti i reati e che, d’ un colpo, salverebbe dalla “morte” 169mila processi all’ anno. A Berlusconi replica: «La prescrizione è sempre una sconfitta per lo Stato». Ha ancora senso fare le cerimonie d’ apertura o sono inutili? «Tutto dipende da come le si interpreta: può essere un rituale stereotipato, in cui ci si lamenta di quello che non funziona (come spesso è stato in passato), oppure un’occasione di confronto reale sul merito dei problemi tra le varie componenti della magistratura, dell’ avvocaturae della politica. Io la interpreto in questo secondo modo». Sfruttiamo l’ occasione. Migliaia di processi prescritti, anche quelli dei corrotti. Eppure, nel ddl anti corruzione che riparte alla Camera proprio oggi, non c’ è una riga sulla prescrizione e sull’ aumento delle pene massime. Che ne dice? «L’ Unione europea ha rimproverato l’ Italia per la durata eccessiva dei processi di corruzione e per i termini troppo brevi di prescrizione che portano all’ inevitabile estinzione di un reato così grave. Questo è frutto di un approccio alla prescrizione che guarda solo all’ interesse dell’ imputato, dimenticando che nel processo va garantita la pretesa punitiva dello Stato e il diritto delle parti offese. Ciò avviene solo se si arriva a una decisione nel merito. Altrimenti al danno del ritardo si aggiunge la beffa della denegata giustizia». E allora? «In Italia, dal 2001, si sono prescritti in media 169mila processi all’ anno. È un dato impressionante, anche alla luce degli enormi sforzi profusi per ciascuno di essi dalla polizia giudiziaria, dagli uffici del pm, dai giudici, nonché ovviamente per i relativi costi. Bisogna attuare la convenzione di Merida creando un’ apposita Agenzia di prevenzione e contrasto alla corruzione». Che fa, ripropone l ‘ Alto commissariato? «Io voglio una struttura nuova, del tutto indipendente, dotata di risorse adeguate per un compito così arduo. Ma la svolta sta nel cambiare il regime della prescrizione. Così com’ è, è solo un premio per chi perde tempo. Penso a una logica di doppio binario: da un lato, la prescrizione dovrebbe avere tempi che corrispondano effettivamente al venire meno dell’ interesse dello Stato a perseguire il reato; dall’ altro, non dovrebbe più decorrere quando un giudice abbia stabilito che il processo va fatto. A questo punto, paradossalmente, potremmo perfino recuperare il processo breve inteso in modo corretto: non come una tagliola, ma come una scansione certa dei tempi di ciascun grado di giudizio che, se non vengono rispettati, danno luogo a responsabilità disciplinare». Berlusconi per Mills si lamenta dei giudici che corrono per arrivare alla condanna. Le pare che il Pdl possa mai accogliere la sua proposta? «La prescrizione è sempre una sconfitta per lo Stato, chiunque sia l’ imputato. Il che non toglie che fino a quando non intervenga una modifica normativa, le difese hanno diritto di sfruttare gli strumenti processuali esistenti. Va comunque evitato quello che la Cassazione chiama “abuso del processo”». Dopo anni di leggi ad personam, vedi Cirielli, per far morire i processi, le pare che l’ ex premier si voglia “suicidare” così? «Il vantaggio del nuovo clima politico è proprio quello di poter prescindere dalle vicende giudiziarie di Berlusconi e di poter ragionare su soluzioni strutturali nell’ interesse generale».

Il Guardasigilli Severino non parla mai di cancellare le leggi del Cavaliere, forse conscia che questa maggioranza non la seguirebbe, né sulla prescrizione, né sul fare un passo indietro sul falso in bilancio. Lei ci lavorò allora. Ora la rivedrebbe? «La Severino sta facendo un buon lavoro e non va strattonata. D’ altro canto non si può pensare che in due mesi si risolvano problemi insoluti da anni. Sul falso in bilancio non rinnego niente: la vecchia formulazione era, a detta di tutti gli esperti, al contempo troppo generica e troppo rigida. L’ introduzione delle soglie ha reso la norma più stringente. Dopo di che si può discutere su dove fissare l’ asticella e, volendo, spostarla nel senso di un maggior rigore». Non le pare che cancellare leggi sbagliate come la Cirielli, e modificare quelle ingiuste come la Fini-Bossi e la Fini-Giovanardi, peraltro tutte leggi produci-detenuti, sia un modo per cambiare registro? «La politica giudiziaria di tutti i governi è stata a parole a favore della depenalizzazione, nei fatti ha moltiplicato i reati. Pensiamo soltanto alle energie spese dalla giurisdizione sul reato d’ immigrazione clandestina, di fatto eliminato dall’ Europa e immaginiamo quanti altri processi per reati gravi avremmo potuto celebrare. Smettiamola con le leggi “produci-detenuti” e pensiamo a riservare il processo ai fatti che destano vero allarme sociale». Non è tempo perso vagheggiare l’ amnistia? «Penso sia più realistico percorrere la strada delle forme alterative al carcere, anche perché l’ amnistia, posto mai che trovii numeri in Parlamento, rappresenta solo una soluzione tampone».

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