Parlamento

Quirinale, secondo round di consultazioni. Spazio ai piccoli.

Quirinale, secondo round di consultazioni. Spazio ai piccoli.

Quirinale, secondo round di consultazioni. Spazio ai piccoli.

Seconda giornata di consultazioni al Colle, mentre prosegue tra stop and go la trattativa tra Cinquestelle e Pd.

Il secondo giro di incontri ha preso il via alle 16 con l’arrivo al Quirinale della presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Il colloquio con l’ex Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, è invece al telefono (il presidente emerito è fuori Roma).

Il faccia a faccia con Casellati è durato 20 minuti e alle 17 è iniziato l’incontro con il presidente della Camera, Roberto Fico (25 minuti).  Alle 18.20 è toccato al Gruppo Misto del Senato, mentre alle 18.40 è entrato il Misto della Camera.

Al termine del colloquio, la presidente del Misto al Senato, Loredana De Petris (Leu), ha confermato “la disponibilità a un governo di svolta, senza veti sui nomi”. Mentre Emma Bonino di +Europa sospende il giudizio: “Non compriamo a scatola chiusa, vediamo prima i programmi”.

Tre, in estrema sintesi, le posizioni nel Misto alla Camera: la maggioranza delle componenti è tiepidamente disponibile a valutare di sostenere il futuro governo con la nuova maggioranza “con riserva di conoscere programmi e persone”. Le Minoranze linguistiche “si asterranno nel momento genetico di formazione e valuteranno caso per caso”. Mentre Maurizio Lupi (Noi con l’Italia-Usei) conferma l’opposizione.

Quello con Fico è stato forse l’incontro più importante del pomeriggio, in vista di un possibile governo giallo-rosso. Anche perché Fico è da sempre l’esponente dei 5Stelle più aperto al dialogo a sinistra. E non a caso nei giorni scorsi era stato indicato dai dem come possibile premier di un governo con i 5Stelle, in alternativa a Conte (ma il presidente della Camera si è sfilato).

Domani è il giorno dei big. Si ricomincia alle 10 con il Gruppo delle Autonomie del Senato; quindi alle 10.30 il Gruppo Leu della Camera, alle 11 Fratelli d’Italia, alle 16 il Pd, alle 17 Forza Italia, alle 18 la Lega, alle 19 il M5S. In caso di fumata bianca nella trattativa tra Cinquestelle e Pd, l’incarico al presidente del Consiglio potrebbe essere dato già domani sera, al massimo giovedì mattina. Se non sarà stato raggiunto un accordo e si dovrà dare vita a un governo elettorale, Mattarella darà l’incarico a un presidente del Consiglio di garanzia che porterà il Paese al voto anticipato (ormai si parla di una data che parte dal 10 novembre).

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