Ambiente

Governo Conte: quindicesimo mese (pagelle)

Crisi di governo, la resa dei conti in Senato

Crisi di governo, la resa dei conti in Senato

Giovanni Tria (6 1/2), ministro dell’Economia.

  • Il Senato della Repubblica approva definitivamente il decreto legge 30 Aprile 2019 n. 34, detto Crescita, contenente misure fiscali per la crescita economica, norme per il rilancio degli investimenti privati,disposizioni per la tutela del made in Italy e ulteriori interventi per la crescita con 158 sì, 104 no e 15 astenuti. Un testo più che raddoppiato nel passaggio parlamentare, quasi una manovra con le materie più varie, da Radio radicale alla riapertura dei termini per la rottamazione fino a un nuovo ‘salva-banche’ per aiutare la Popolare di Bari a trovare partner per aggregazioni. “E’ il segnale di un Paese che fa sistema e rilancia l’economia”, ha twittato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, citando alcune novità come “agevolazioni fiscali per le imprese, promozione degli investimenti privati, tutela del made in Italy”. E ha concluso: “Il Governo è con i cittadini per continuare a crescere. Insieme”.
  • Continua il lavoro del premier Conte e del ministro dell’Economia Tria, impegnati in serrati negoziati con gli esponenti della Commissione Ue al G20 di Osaka per evitare all’Italia la procedura di infrazione. “Sono ottimista, mi aspetto un giudizio positivo”, dichiara Tria. “Abbiamo fatto il nostro dovere, confidiamo che vada tutto bene”, gli fa eco Conte. Il summut giapponese è stato anche occasione per l’atteso incontro tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping per riprendere i negoziati sul commercio. Un incontro definito eccellente dal presidente Usa che si è poi sfilato, unico, dall’accordo sul clima. Il G20 ha messo in scena una paradossale prova di unità: tutti contro l’America. Il comunicato ha infatti messo nero su bianco la profonda divisione sul commercio e sui cambiamenti climatici (un accordo ’19+1′, come al G20 di Buenos Aires). Dopo due giorni di discussioni, i leader delle più grandi economie del pianeta hanno avvertito che si sono intensificate le tensioni geopolitiche e sul commercio, con i relativi rischi per l’economia globale. L’elaborazione del comunicato, se si esclude il via libera al bando sulla plastica al 2050, ha dimostrato che il G20 sta migliorando la gestione della sfida dirompente di Trump, ma al prezzo di accordi deboli.
  • Dopo l’ennesima zuffa tra i due vicepremier i suoi diranno che da giorni si era reso indisponibile alla riunione. Giovanni Tria è seduto allo stesso tavolo e snocciola i numeri della correzione lacrime e sangue: 7,6 miliardi. Dentro ci sono anche i soldi del reddito di cittadinanza e della quota 100. Di Maio appare in video su Facebook e spara a zero su Autostrade e la linea della Lega. Salvini è furibondo. Affida il suo sfogo all’Adnkronos: “Mi attacca su Autostrade e poi diserta il Cdm”. Poi si alza e lascia la riunione, che va avanti senza di lui. La macchina che lo porta fuori da palazzo Chigi parte a razzo dal cortile e guadagna l’uscita. I comportamenti, gli umori e le reazioni dei due vicepremier dicono di un nervosismo causato da una concessione pesante, della volontà di non metterci la faccia su un assestamento di bilancio che certifica l’arrendersi all’Europa. Provare a scampare alla procedura ha un conto. Salato. E da saldare. Anche il capo dello Stato ha detto che “non c’è ragione per aprire la procedura”, ma al netto degli impegni presi. Niente procedura nei confronti dell’Italia. È questa la decisione del collegio dei commissari europei, che ha quindi scelto di non raccomandare all’Ecofin l’avvio della procedura per deficit eccessivo contro il nostro Paese, alla luce delle rassicurazioni sui conti fornite lunedì con l’assestamento di bilancio e il decreto che “congela” le minori spese da reddito di cittadinanza e quota 100.
  • L’ago del barometro della maggioranza non schioda dalla burrasca. In una giornata mediaticamente dominata da fatti di cronaca nera si consuma l’ennesimo scontro, questa volta a sfondo economico, tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, finisce quasi sotto traccia. Eppure, il botta e risposta su flat tax e salario minimo tra i due vicepremier segnala un gelo che il faccia a faccia di giovedì non ha neanche scalfito. Sulla manovra Di Maio può giocare su un asse con il ministro dell’Economia Giovanni Tria e il premier Giuseppe Conte. Un asse sedimentato dalla prudenza e dal realismo sui conti laddove il leader Lega fa della sua flat tax una bandiera irrinunciabile.

Giuseppe Conte (6 1/2), presindente del Consiglio dei ministri.

  • Il Presidente Giuseppe Conte tiene a Palazzo Chigi una conferenza stampa riguardante la tenuta del governo. Elenca i provvedimenti adottati nel corso del primo anno di governo e evidenzia il programma da attuare. Chiede ai due vicepremier, e leader delle forze politiche della maggioranza, la massima chiarezza, altrimenti è pronto a dimettersi rimettendo nelle mani del Presidente della Repubblica il mandato da lui conferito.
  • Il Presidente Conte scrive una lettera agli altri 27 membri dell’Unione Europea, al Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e al Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk contenente molti temi tra cui la necessità di riformare le regole europee, ormai ritenute obsolete, la collaborazione tra gli stati membri per l’immigrazione e le prospettive di crescita economica dell’Italia. Il testo della lettera del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, indirizzata agli altri 27 Paesi membri Ue, al Presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, e al Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.
  • Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si reca in Vietnam per due giorni di incontri istituzionali, tra cui il Primo Ministro vietnamita Nguyen Xuan Phuc. Incontra anche, esprimendo pieno sostegno, diversi imprenditori italiani che hanno sviluppato le proprie aziende nel paese asiatico.
  • La pace e il rimpasto. L’incontro e il rilancio. La fiducia e il sospetto. Dopo tre settimane Luigi Di Maio e Matteo Salvini tornano a incontrarsi, a ragionare insieme di politica, a dirsi in faccia se andare avanti o meno. La risposta, nel qui e ora, è positiva: niente crisi, avanti per quattro anni, come da spartito tanto roboante quanto ormai un po’ logoro. Fonti della Lega assicurano: sì, si è parlato anche di rivedere la squadra di governo. Non il come e il cosa, ma il dialogo è partito. Non fai nemmeno in tempo a chiederlo che ecco i 5 stelle: “Se dalla Lega dicono che si è parlato di rimpasto, non è vero”.
  • Il rallentamento della crescita nel secondo e terzo trimestre, i rischi derivanti dalla guerra commerciale e dalla corsa al protezionismo. E soprattutto il tasso di inflazione ancora lontano dall’obiettivo statuario (vicino ma al di sotto del 2%), dopo il drastico e inaspettato calo di maggio all′1,2% dall′1,7 di aprile. Mario Draghi apre la conferenza stampa dopo la riunione del Consiglio direttivo riunitosi a Vilnius lanciando, come da attese, il nuovo programma di maxi-prestiti T-ltro alle banche e rinviando di altri sei mesi un ritocco dei tassi, inizialmente previsto a fine 2019 e ora posticipato a metà 2020. Tuttavia, ed è la prima novità, non è affatto scontato che “ritocco” voglia dire “rialzo”, almeno per quanto riguarda i depositi. Ma la seconda novità è il riferimento fatto durante la riunione del Consiglio Bce, per la prima volta in maniera esplicita, alla possibilità di un nuovo programma di Quantitative easing, come quello del marzo 2015 e terminato a fine 2018 con l’acquisto di 2.600 miliardi di titoli dell’Eurozona.  “Diversi membri hanno sollevato la possibilità di ridurre i tassi, altri la possibilità di riavviare il programma di acquisto titoli”. Una ‘standing ovation’ dei leader europei per Mario Draghi al suo (probabile) ultimo Eurosummit: quasi a dimostrare che il presidente della Bce, allo scadere del mandato a fine ottobre, rischia di essere un ‘padre ingombrante’ per il suo successore. E che, per il momento, i leader europei guardano indietro, agli ultimi otto di guida Draghi sotto cui la Bce si è presa il fardello di assicurare la tenuta dell’euro, piuttosto che in avanti, sciogliendo il nodo delle nuove nomine.Le ricostruzioni dicono che i capi di Stato e di governo riuniti a Bruxelles hanno accolto con grande calore l’arrivo dell’italiano alla guida della Bce dal 2011. Molti hanno preso la parola per elogiare il suo lavoro, dal premier italiano Giuseppe Conte al presidente francese Emmanuel Macron a quello della Commissione Jean-Claude Juncker. E al termine del suo intervento si sono alzati per un lungo applauso in piedi, dopo che Draghi ha salutato il suo ultimo summit a Bruxelles.
  • L’Italia è in declino demografico e il calo è interamente attribuibile alla popolazione italiana, che scende al 31 dicembre 2018 a 55 milioni 104 mila, 235 mila in meno rispetto all’anno precedente (-0,4%). Rispetto al 2014, la perdita di italiani è pari alla scomparsa di una città grande come Palermo (-677 mila). È quanto emerge dal Report dell’Istat sul bilancio demografico.
  • Bilaterale Italia-Russia. È arrivato con oltre un’ora di ritardo da Sergio Mattarella, come dal Papa, Vladimir Putin. Un faccia a faccia durato quasi un’ora e mezzo, a conferma degli “ottimi rapporti bilaterali”, trapela dal Colle, “nonostante i raffreddamenti delle relazioni tra la Russia e l’Occidente dovuti alle diverse valutazioni sull’Ucraina”. Poi l’incontro con Giuseppe Conte a Palazzo Chigi e la conferenza congiunta in cui il capo del Cremlino ha detto di apprezzare la posizione italiana sulle sanzioni: “Roma ne parli con l’Unione europea”, è stato il messaggio.
  • Al secondo scrutinio ce l’ha fatta. Il pd David Sassoli, candidato ufficiale dei Socialisti e democratici sostenuto anche dal Ppe, è stato eletto presidente del Parlamento europeo durante la seduta plenaria a Strasburgo con 345 voti. Prende il posto di un altro italiano: Antonio Tajani (Ppe). La sua elezione è stata annunciata a Montecitorio dal deputato dem Emanuele Fiano ed è stata accolta con un lungo applauso dell’Aula. Alla prima tornata aveva mancato l’elezione per soli 7 voti, femandosi a 325 preferenze contro le 332 previste per ottenere la maggioranza assoluta. Per essere eletti è necessario ottenere la maggioranza assoluta nei primi tre scrutini. In caso di mancata elezione, il quarto scrutinio consiste in un ballottaggio tra i deputati del Parlamento che hanno ottenuto il maggior numero di voti. I 14 vicepresidenti del Parlamento europeo sono stati eletti dopo tre turni di votazione per un mandato di due anni e mezzo. 11 vicepresidenti sono stati eletti al primo scrutinio, 2 al secondo scrutinio e l’ultimo, a maggioranza relativa, al terzo scrutinio. In attesa di capire come saranno spartite tra i 28 le ambite poltrone della prossima Commissione europea, l’Europarlamento di Strasburgo comincia ad assegnare le sue. Con due risultati: un cordone sanitario sempre più risicato per fermare l’onda sovranista da una parte e dall’altra una secca vittoria del Pd nella pattuglia italiana con la Lega record di voti che resta a secco.
  • Ho già chiarito nel corso dei colloqui al ministro Salvini che farò in modo che questa crisi da lui innescata sia la più trasparente della storia repubblicana. Per questo mi riservo di contattare i presidenti del Senato e della Camera affinché adottino le iniziative di propria competenza per permettere alle Camere di tornare a riunirsi”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando a palazzo Chigi.
  • Una netta spaccatura si è registrata in conferenza dei capigruppo a palazzo Madama. Dopo poco meno di due ore, i presidenti dei vari gruppi non hanno raggiunto l’unanimità sulla data in cui il premier Giuseppe Conte renderà le sue comunicazioni all’Aula. M5s, Pd, Misto e Autonomie hanno indicato la data del 20, mentre Lega, FI e FdI hanno chiesto che le comunicazioni del premier si svolgano mercoledì 14, dopo le commemorazioni del crollo del Ponte di Genova. Non essendoci stata l’unanimità, la palla passa ora all’Assemblea, che oggi deciderà il calendario definitivo a maggioranza. È quanto prevede il regolamento del Senato.
  • L’aula del Senato ha deciso il calendario della crisi bocciando la proposta della Lega di anticipare a domani la sfiducia al presidente Giuseppe Conte. Il premier si presenterà dunque nell’aula di Palazzo Madama martedì 20 agosto alle 15, la data già proposta nella conferenza dei capigruppo da Pd e M5s, per svolgere le sue comunicazioni. Mentre sarà alla Camera il giono successivo, il 21, alle 11.30.
  • È stato un Ferragosto rovesciato quello della politica italiana: se in passato, per tradizione, al lavoro restava solo il ministro dell’Interno, quest’anno hanno lavorato in tanti, e tutti… contro il ministro dell’Interno. Con Matteo Salvini che si è messo da solo in fuorigioco, provocando la crisi senza la certezza delle urne, è infatti cominciata la partita delle trattative per una nuova maggioranza M5s-Pd. Un lavorio febbrile, che ha coinvolto i big delle due parti, ma anche alcuni tessitori, da Bettini a Spadafora, e non solo. Da parte dei 5 stelle si è confermato lo schema che vuole la presenza del capo politico nell’esecutivo con il ruolo di vicepremier, sotto una figura di garanzia. È la condizione indispensabile per Luigi Di Maio, ma comporta anche il sacrificio di Conte.
  • “La crisi in atto compromette l’azione di questo governo, che qui si arresta”. Sono le ore 15 e 44 minuti di martedì 20 agosto 2019 quando Giuseppe Conte decreta la fine del governo gialloverde. Lo farà altre tre volte, con parole diverse e ancora più definitive, durante il suo intervento nell’aula del Senato. La stessa aula che quattordici mesi fa gli ha votato la fiducia per la prima volta. Da quel giorno sono passati 445 giorni esatti: tanto è durata l’avventura del Carroccio e del Movimento 5 stelle al governo del Paese. “La decisione della Lega che ha presentato la mozione di sfiducia e ne ha chiesto l’ìmmediata calendarizzazione oltreché le dichiarazioni e comportamenti, chiari e univoci, mi impongono di interrompere qui questa esperienza di governo”, dice il premier alle ore 15 e 50. Quattro minuti dopo conferma quello che in tanti avevano pronosticato: “Alla fine di questo dibattito mi recherò dal Presidente della Repubblica per dimettermi“. Lo farà effettivamente in serata, con un comunicato del Quirinale che alle 21 e 10 informa: “Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Avv. Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto”. È l’annuncio tanto atteso che di fatto chiude il governo gialloverde e apre una nuova fase istituzionale. Visto che nel tardo pomeriggio la Lega prova a ritirare la mano dalla crisi di governo, ritirando la mozione di sfiducia, ecco che le ultime parole pronunciate da Conte nella sua controreplica sono state pesantissime: “Caro Salvini, se ti manca il coraggio sul piano politico di assumersi la responsabilità della crisi non c’è problema, me l’assumo io. Questa è la conclusione, unica, obbligata, trasparente. Vi ringrazio tanto, io vado dal presidente della Repubblica”. “Prendo atto che al leader della Lega Matteo Salvini – ha aggiunto – manca il coraggio di assumersi la responsabilità dei suoi comportamenti”.
  • Celebrata oggi a Genova, nell’anniversario della strage, la cerimonia per ricordare le 43 vittime del crollo del Ponte Morandicollassato il 14 agosto di un anno fa. Nel capannone della nuova Pila 9 del viadotto Polcevera il Comune di Genova ha organizzato le commemorazioni, per ricordare la tragedia e manifestare il cordoglio e la solidarietà della città ai parenti delle vittime. Presenti le più alte rappresentanze istituzionali: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. E ancora il ministro dell’Economia Giovanni Tria, il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, accompagnato dall’ex guardasigilli, Andrea Orlando. Presente anche i ministri Alberto Bonisoli, Danilo Toninelli, Erika Stefani e la titolare del Dicastero della Difesa Elisabetta Trenta.
  • Giuseppe Conte si è dimesso. È salito al Quirinale intorno alle 20.40, dopo una lunghissima discussione in Senato, nella quale aveva già annunciato che sarebbe salito al Colle per porre ufficialmente fine al governo Lega – M5s. Il colloquio con il Capo dello Stato è durato poco meno di 30 minuti.
  • Il presidente dimissionario Giuseppe Conte prende parte al G7 in Francia a Biarritz. Conte ha ricordato che «occorre procedere su tre livelli». In primis, «sul piano culturale, ottenendo, ad esempio, che in ogni scuola, in ogni parte del mondo, i giovani siano resi edotti di questi temi e dei connessi rischi: devono crescere – osserva il premier – avendo consapevolezza che il pianeta non ci appartiene, ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli». Poi, «sul piano economico, dobbiamo incentivare tutti i governi a rielaborare i piani industriali in modo da indirizzare i rispettivi sistemi produttivi verso direzioni eco-sostenibili, sul presupposto che sostenendo costi economici nel complesso contenuti, le imprese saranno ben più competitive soprattutto nel medio-lungo termine». Infine, «sul piano finanziario, dobbiamo coordinare e rendere ancora più efficienti i molteplici strumenti di finanziamento già esistenti».
  • Il Presidente del Consiglio riceve a Palazzo Chigi la Presidente della Commissione Europea eletta Ursula von der Leyen. Nella prospettiva di una nuova legislatura europea si discute della ricerca di fonti sostenibili contro i cambiamenti climatici, la gestione dei flussi migratori e il ruolo dell’Italia nelle importanti decisioni comuni dell’Unione Europea.
  • Con l’arrivo alle 16 al Quirinale della presidente del Senato, Elisabetta Casellati, hanno preso il via ieri le consultazioni del Presidente della RepubblicaSergio Mattarella, che ha anche sentito telefonicamente il suo predecessore, Giorgio Napolitano, per la soluzione della crisi di governo. Poco prima delle 16.45 è arrivato al Colle il presidente della Camera, Roberto Fico che si è trattenuto per circa mezzora in colloquio con Mattarella. A seguire, dopo le principali cariche dello Stato, i colloqui con i rappresentanti dei Gruppi parlamentari: alle 17.15 i componenti del gruppo parlamentare ‘Per le autonomie (Svp-Patt,Uv)’; alle 18 il Misto del Senato e alle 18.30 quello della Camera; quindi alle 19 Leu della Camera.
  • Secondo giorno di consultazioni al Quirinale per la risoluzione della crisi di governo, con al Colle i maggiori partiti. Il leader della Lega Matteo Salvini afferma che “la via maestra è il voto, ma se i ‘no’ diventano ‘sì’ non porto rancore, noi siamo pronti a ripartire”.
  • Fra martedì 27 e mercoledì 28 agosto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella terrà un nuovo giro di consultazioni con tutti i partiti politici per cercare di capire se ci sono i margini per formare una nuova maggioranza di governo nell’attuale Parlamento. Il primo giro di consultazioni si era concluso giovedì 22 agosto, sostanzialmente a vuoto ma con alcune prudenti aperture da parte di alcuni partiti: su tutti il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, che in questi giorni stanno trattando sulla possibilità di governare insieme.
  • Seconda giornata di consultazioni al Colle, mentre prosegue tra stop and go la trattativa tra Cinquestelle e Pd.
  • Secondo giorno di consultazioni del secondo giro. Sergio Mattarella ha ascoltato di mattina il gruppo misto, Più Europa,. il gruppo di Liberi e Uguali (Mdp e Sinistra Italiana) e Fratelli d’Italia e di pomeriggio Pd, Forza Italia, Lega e M5s. “C’è un accordo politico con il Pd affinché Conte possa ricevere l’incarico per formare un governo di lungo termine”: lo ha detto il capo politico del M5s, Di Maio, dopo l’incontro con il presidente Mattarella al Quirinale, segnando la svolta della crisi di governo. Di Maio ha affermato “che ad agosto 60 milioni di italiani sono stati nell’incertezza assoluta per una crisi inaspettata” aperta dalla Lega. “Il M5s è post ideologico, le soluzioni non sono di destra o di sinistra. Sono i programmi, i temi, i veri protagonisti”, ha aggiunto. “Il nostro obiettivo resta cambiare l’Italia, mettendo al centro le persone, per un ‘nuovo umanesimo’, come affermato da Conte”.    “Il nostro programma è sempre lo stesso, abbiamo iniziato un lavoro e lo vogliamo portare al termine. Noi non scappiamo”. E poi: “La Lega mi aveva offerto il dare il premier, ma ho rifiutato. A me interessa il meglio per il Paese, non il meglio per la mia persona”. “Non rinnego il lavoro fatto in 14 mesi, e il riconoscimento di Trump a Conte è il segno che siamo sulla strada giusta”. “Dobbiamo partire da un programma omogeneo, solo dopo sarà possibile definire le cariche, rispettando le prerogative del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio”.
  • Alla fine c’è l’incarico pieno per il nuovo Governo. Mattarella lo ha conferito a Conte. Il premier incaricato ha accettato con riserva. Oggi stesso avvierà le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari: si terranno a Montecitorio. Il presidente del Consiglio incaricato, dopo aver lasciato il Quirinale, si è subito recato a palazzo Giustiniani, dove è a colloquio con la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, cui comunica di aver ricevuto l’incarico di formare un nuovo governo.

Riccardo Fraccaro (5 1/2), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Democrazia diretta. 

  • Prima di qualsiasi altro passo si tagli il numero di parlamentari. Questo il messaggio lanciato dal Ministro ai Rapporti con il Parlamento, il trentino Riccardo Fraccaro, esponente del Movimento Cinque Stelle, all’indomani della crisi del Governo Conte. Fraccaro definisce la proposta “una riforma epocale che tutti i partiti hanno promesso di approvare: è il tempo di scendere dalle barricate e passare ai fatti”.

Giancarlo Giorgetti (5 1/2), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport.

  • Dopo ore di attesa il verdetto è arrivato: battuta la Svezia, vince l’Italia. Milano e Cortina ospiteranno le Olimpiadi Invernali del 2026. La decisione è stata comunicata a Losanna, dove gli 82 membri del Comitato Olimpico internazionale si sono espressi dopo aver ascoltato i discorsi delle due delegazioni che si contendevano l’evento. “Ha vinto l’Italia unita e compatta”, ha commentato il premier Giuseppe Conte.  Un lungo applauso, a cui si è unito il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è scoppiato alla notizia al Piccolo teatro Paolo Grassi. La combinazione tra dinamismo della metropoli e fascino delle Dolomiti è una delle chiavi che hanno aperto la porta del successo alla candidatura Milano-Cortina per le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali 2026 (6-22 febbraio e 6-15 marzo). Un progetto che punta sulla sostenibilità, con costi stimati per 1.3 miliardi di euro, con ricadute economiche positive sul Pil per 2.3 miliardi secondo uno studio de La Sapienza, con possibilità di ricavi fino a 3 miliardi di euro secondo un’analisi della Bocconi.
  • La Lega, attraverso i suoi due massimi esponenti – Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti – difende i miniBot dopo gli attacchi arrivati da più parti, Mario Draghi, Moody’s e Confindustria Giovani solo per fare qualche esempio. Ma che cosa sono e come funzionano esattamente i miniBot? E quali sono i dettagli concreti della proposta del Carroccio messa a punto più di un anno fa dall’attuale presidente della Commissione Bilancio della Camera Claudio Borghi?  Per spiegarlo, partiamo dai Bot (Buoni Ordinari del Tesoro), ossia titoli del debito pubblico italiano di breve termine, cioè con scadenza a 3, 6 o 12 mesi. Gli investitori che li acquistano, di fatto, prestano soldi allo Stato per un breve periodo di tempo, a fronte di un tasso di interesse. Possono essere sottoscritti per un valore nominale minimo di mille euro. Claudio Borghi, deputato leghista presidente della commissione Bilancio della Camera, ha spesso parlato di “minibot”, cioè di Bot di piccolo taglio (1, 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro), di aspetto simile alle banconote, con cui lo Stato potrebbe pagare i propri creditori e con cui i cittadini potrebbero pagare lo Stato (tasse, controllate, benzina ai distributori Eni e così via). A differenza dei Bot, non avrebbero scadenza o tassi di interesse. ”Non sono allo studio misure finalizzate all’emissione” dei mini bot. La loro introduzione comporterebbe un aumento del debito pubblico o, in alternativa, sarebbe illegale ”poiché in conflitto rispetto a quanto previsto dai trattati europei”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nel Question Time alla Camera. L’emissione dei mini bot, spiega Tria, ”comporterebbe un aumento immediato del debito pubblico”. “Se utilizzati per far fronte ai debiti commerciali, connessi alle forniture di beni e servizi sarebbero considerati come passività finanziarie e, dunque, contabilizzati nel debito delle pubbliche amministrazioni, come previsto dal sistema europeo dei conti. Si avrebbe quindi un corrispondente aumento del fabbisogno e, per la parte utilizzata di debiti riferibili a spese in conto capitale, anche dell’indebitamento netto”. Il ministro sottolinea, infine, che qualora i mini bot ”venissero utilizzati come mezzo di pagamento circolante, avente quindi una natura diversa da uno strumento di debito, sarebbero illegali poiché in conflitto rispetto a quanto previsto dai trattati europei”. Una inversione a U senza precedenti sul tema dei minibot. A farla è il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti che, appena due settimane fa, difendeva i titoli di Stato di piccolo taglio definendoli come una delle “soluzioni possibili” per risolvere il problema dei debiti della Pubblica amministrazione. Ed esprimeva apprezzamento nei confronti del presidente della Commissione Bilancio alla Camera Claudio Borghi, autore della proposta sui minibot. Oggi la retromarcia clamorosa di Giorgetti, unita anche a una nota di discredito nei confronti dello stesso Borghi, compagno di partito.  E dettata forse dall’ipotesi, sempre più probabile, di una sua candidatura da parte del governo per un posto di commissario Ue. “C’è ancora chi crede a Borghi? Ma vi sembrano verosimili i minibot? Se si potessero fare, li farebbero tutti”, commenta sferzante il sottosegretario parlando a Losanna con i cronisti che seguono la sessione del Cio per l’assegnazione dei giochi olimpici invernali del 2026. Giorgetti stava commentando le ultime indiscrezioni di alcuni bookmaker che danno in vantaggio la candidatura di Stoccolma-Are per la Svezia rispetto a quella italiana con Milano-Cortina. “È come per i minibot”, ha ribadito Giorgetti.
  • Il commissario italiano “se è in sala, ci sarà anche l’anno prossimo”, da commissario europeo s’intende. Matteo Salvini parla all’assemblea di Confartigianato e piazza il suo uomo per Bruxelles: il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, seduto in platea. Forte del 34 per cento alle europee che lo ha portato a essere il leader del primo partito di governo, il vicepremier pianta la sua pedina nell’unica casella a disposizione dell’Italia: il commissario europeo che le tocca di diritto come spetta a tutti i 28 Stati Ue. Ma sul cammino di Giorgetti verso Palazzo Berlaymont ci sono almeno tre ostacoli. Ci sarebbero sulla strada di qualunque leghista candidato a un incarico in una istituzione europea. E’ per questo che ieri il ministro leghista Lorenzo Fontana, ex eurodeputato, era ‘in missione’ a Bruxelles per incontrare alcuni sherpa tedeschi del Ppe e cercare di aprire la strada al commissario della Lega.
  • Giancarlo Giorgetti rinuncia all’ipotesi di commissario europeo, lo ha spiegato al presidente Mattarella in un colloquio durato venti minuti. Il sottosegretario leghista a palazzo Chigi  si è recato al Quirinale in giornata dove ha avuto una conversazione con il capo dello Stato spiegandogli i motivi della rinuncia a qualsiasi ipotesi di candidatura come commissario Ue.

Alfonso Bonafede (5), ministro della Giustizia.

  • “Dire a me pieni poteri non mi piace”. Lo ha detto il ministro delal Giustizia Alfonso Bonafede, ospite di In Onda su La7, commentando le posizioni del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che a Pescara aveva esortato gli italiani proprio a affidargli “pieni poteri”.

Enzo Moavero Milanesi (5), ministro degli Esteri.

  • “Il voto anticipato resta una delle possibilità, poi c’è forse la riedizione di una coalizione giallo-verde e quella di una diversa maggioranza parlamentare”. E’ quanto spiega il ministro degli Esteri Enzo Moavero, a margine del suo intervento al Meeting di Rimini. “Avendo sentito ieri forse troppe parole dure, oggi sono particolarmente felice dell’abbraccio del Meeting di Rimini” ha detto. “L’ambito della discrezione delle forze politiche in Parlamento è ampio – osserva Moavero – e la direzione del Capo dello Stato ci incute soltanto fiducia: aspettiamo l’evoluzione reale della situazione”. “I tempi rapidi ci permetteranno di avere presto delle risposte”. “Con le dimissioni del governo Conte, si è aperto un percorso costituzionale, a cominciare dalle consultazioni al Quirinale. Dobbiamo tutti doverosamente aspettare l’evoluzione della situazione reale – riflette Moavero – piuttosto che fare grandi congetture, per appassionanti che siano”.

Giulia Bongiorno (4 1/2), ministro della Pubblica Amministrazione.

  • La Camera dei Deputati approva definitivamente il disegno di legge: S. 1248 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici (già approvato dal Senato) (A.C. 1898) detto sblocca cantieri con 259 voti favorevoli, 75 contrari e 45 astenuti.
  • E’ già pronto il regolamento, previsto dalla legge Concretezza, sulle impronte digitali per la verifica degli accessi a lavoro dei dipendenti pubblici. Il regolamento sarebbe stato inviato proprio oggi al Garante della privacy. A seguire sarà mandato, per i relativi pareri, alla Conferenza Unificata e al Consiglio di Stato. I decreti attuativi relativi all’istituzione del Nucleo per la Concretezza saranno, invece, ultimati entro il mese di settembre.

Sergio Costa (4 1/2), ministro dell’Ambiente.

  • Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha rilasciato una lunga intervista a Fanpage.it in cui ha parlato del caso del figlio del Ministro dell’Interno: “La vicenda del figlio di Salvini su una moto d’acqua della polizia a Milano Marittima configura un reato che è sanzionato, attenzione non sanzionabile, ma sanzionato”. Il Ministro, che è anche Generale dei Carabinieri, sottolinea che “io, se ho i portato i miei figli su una moto o una jeep, era la mia moto o la mia jeep oppure l’avevo affittata, non era certo quella della Carabinieri”.

Giulia Grillo (4 1/2), ministro della Salute.

  • Il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva il dl Sanità Calabria contenente misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria e altre misure urgenti in materia sanitaria. “La Calabria è sommersa dai problemi soprattutto per ciò che riguarda la sanità e quanto è stato approvato nel Decreto Calabria mi fa pensare che non ne sia stato analizzato neanche uno – scrive in una nota il Presidente Nazionale U.Di.Con. Denis Nesci – dove sono le soluzioni ai problemi che stanno tenendo sotto scacco i cittadini calabresi? In che modo pensa questo Governo di far uscire da queste sabbie mobili una sanità senza via d’uscita? Non certo nominando un nuovo Direttore Generale, non certo escludendo da un testo di legge le principali soluzioni alle enormi criticità presenti nel sistema sanitario calabrese. Non è possibile che non ci sia una strada che porti alla questione del debito della sanità calabrese, percorrendola metro dopo metro e cercando di risolverlo.

Erika Stefani (4), ministro degli Affari regionali e Autonomie

  • «Non sono stanca, adesso sono veramente arrabbiata, io l’Autonomia voglio portarla a casa». Lo dice Erika Stefani, ministro per le autonomie regionali, nel commentare a Vicenza la trattativa per arrivare a quello che definisce «un grandissimo progetto di ammodernamento dello Stato, in grado di rispondere alle necessità dei cittadini di avere servizi adeguati e di far decidere localmente su questioni importanti». «Dopo un anno di rocambolesche trattative con i ministeri retti dal Movimento 5 Stelle – sottolinea – passate attraverso diffide, inviti e sollecitazioni, siamo arrivati ad un testo che rappresenta il punto di caduta del Movimento, il punto che i colleghi 5 Stelle sono in grado di firmare. Eppure in tutto questo manca la norma finanziaria, vero grande passaggio dirimente di tutta la questione». Per Stefani «è un procedimento complesso, come il percorso per arrivare ai costi standard, ma non dobbiamo farci spaventare della complessità, dobbiamo risolverla».

Danilo Toninelli (4), ministro delle Infratrutture e dei Trasporti.

  • La Tav spacca il governo: le mozioni sulla Torino-Lione arrivano nell’Aula del Senato per il voto. Bocciata la mozione dei Cinquestelle No Tavpassano tutte le altre mozioni a favore dell’opera: il Senato ha approvato quella del Pd con 180 sì, 109 contrari e un astenuto. La mozione Bonino ha ottenuto 181 sì, 107 no e un astenuto. Quella di FdI è passata con 181 sì, 109 no e un astenuto. Infine quella di FI ha preso un voto in più ottenendo 182 voti favorevoli, 109 no e 2 astenuti. Il ministro Toninelli all’ANSA: ‘Ho votato No, avanti sereno’. La mozione del M5s contraria alla Tav è stata bocciata dal Senato con 181 no, mentre i voti favorevoli sono stati 110.

Marco Bussetti (4), ministro dell’Istruzione.

  • Se volessimo usare una metafora calcistica, potremmo dire che il ministro dell’Istruzione ha aspettato la fatidica “zona Cesarini” prima di dar seguito a delle importantissime nomine apicali. Pochi giorni fa, infatti, in piena crisi di governo l’ex insegnante di educazione fisica fedelissimo al verbo salviniano, nonostante fosse evidentemente più fuori che dentro il dicastero di viale Trastevere, ha deciso alcune importanti promozioni. Tra i dirigenti che hanno ricevuto l’imprevista nomina a direttore generale ci sarebbe anche la dottoressa Luciana Volta, persona molto vicina allo stesso ministro Bussetti, come racconta la testata specializzata La Tecnica della Scuola. Le nomine devono ancora essere vagliate dalla Corte dei conti, ma se tutto dovesse andare per il verso giusto la dottoressa Volta – avvocata, vice direttrice dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia da nove anni, conoscente di lunga data del ministro che è stato provveditore a Milano – andrà a dirigere l’Ufficio scolastico regionale della Liguria.

Alessandra Locatelli (4), ministro della Famiglia e della Disabilità

  • A prendere il posto di Fontana come ministro della Famiglia sarà la leghista Alessandra Locatelli. Il giuramento sarà alle 18 al Quirinale.
  • Via libera definitivo del Senato al ddl sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, il cosiddetto Codice rosso. Il provvedimento, che ha incassato l’ok definitivo del Parlamento e che con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale sarà quindi legge, ha ottenuto 197 sì e 47 astenuti. Tra gli astenuti Leu e Pd. Il “codice rosso” introduce una corsia preferenziale per le denunce, rende le indagini più rapide e obbliga i pm ad ascoltare le vittime entro tre giorni. In pratica si accelera lo svolgimento delle indagini per evitare che le lentezze nell’acquisizione e nella iscrizione di notizie di reato possano pregiudicare la tempestività degli interventi contro i reati di maltrattamenti, violenza sessuale, stalking, e di lesioni aggravate se commessi in contesti familiari o nell’ambito di relazioni di convivenza. Un vero e proprio ‘codicè con bollino rosso, come nei pronto soccorso degli ospedali, per i casi di violenza di genere.

Elisabetta Trenta (4), ministro della Difesa.

  • Tra Elisabetta Trenta e Matteo Salvini quel feeling necessario fra ministro della Difesa e ministro dell’Interno non è mai scattato. Anzi, spesso le frizioni fra di loro hanno provocato scintille. Ancora adesso, dinanzi ai diversi casi di navi cariche di migranti che popolano il mar Mediterraneo e chiedono di poter sbarcare, la ministra non nasconde la sua rabbia e il suo rammarico perché tutto questo “si sarebbe potuto evitare”. Non solo, “lo avevo detto a Matteo Salvini: senza la missione Sophia torneranno le ong. Non ha voluto ascoltare e adesso si lamenta”. La replica di Matteo Salvini è, come spesso accade, sarcastica. “Non rispondo alle polemiche. Il lunedì mattina mi alzo contento, altri un po’ nervosetti, problema loro” dice il ministro dell’Interno Matteo a margine del centenario dell’Associazione Nazionale Alpini. “Replicano i numeri. La missione Sophia con tutto il rispetto recuperó decine di migliaia di immigrati e li portò tutti in Italia, perché questo prevedevano le regole della missione. Ditemi se il contrasto dell’immigrazione clandestina è recuperare decine di migliaia di immigrati in giro per il Mediterraneo e portarli tutti in Italia”.

Luigi Di Maio (3 1/2), vice-premier, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico

  • L’intervista-investitura di Davide Casaleggio a Alessandro Di Battista si trasforma in extremis in un semplice passaggio di microfono sul palco di Rousseau City Lab a Catania. Un modo per togliere di mezzo tensioni dopo che per tutto il giorno si sono rincorse voci di un asse tra il figlio del co-fondatore del Movimento 5 Stelle e l’ex deputato tornato in prima linea tanto da dare l’impressione di voler oscurare Luigi Di Maio sempre più indebolito. Dopo l’audio “rubato” in cui attacca Alessandro Di Battista e la notizia dell’uscita dal M5S della senatrice Paola Nugnes, Luigi Di Maio torna a chiarire le sue posizioni e lo fa con post su Facebook. Un messaggio in cui il vicepremier grillino loda il proprio operato e non risparmia nessuno, né la Lega né colui che un tempo definiva “fratello”: Alessandro Di Battista. «Il Movimento 5 Stelle sta governando da un anno la settima potenza mondiale e la seconda forza manifatturiera d’Europa: l’Italia. Ogni giorno, quando agiamo come forza politica, abbiamo la responsabilità di 60 milioni di italiani e spesso, esercitando il potere di veto, di 500 milioni di europei», dice Di Maio.
  • Una maxi vignetta con protagonisti i due vicepremierLuigi di Maio e Matteo Salvini. Per la Uil solo uno striscione “molto simpatico”, ideato per colorare la manifestazione unitaria sul pubblico impiego. Ma in piazza ha resistito solo qualche minuto. “E’ intervenuta la Digos”, racconta il sindacato. La Questura ribatte: “non si è trattato di un atto di censura” si è solo ritenuto che “fosse lesivo del decoro paesaggistico”. Insorgono le opposizioni. Il capo politico del Movimento Cinque Stelle prende prontamente le distanze: “non ho mai chiesto e non mi sarei mai sognato di chiedere la rimozione”. E anzi, pubblica sui social l’immagine della vignetta. Segue il leader leghista: “non faccio guerre agli striscioni”, “mi occupo di lotta alla mafia”.
  • Scontro tra Calenda e Di Maio in tv. Ancora lunedì scorso, dopo l’ennesimo tentativo di contatto, a Calenda è stato risposto che l’agenda di Di Maio era piena: dunque nessuna possibilità di confronto. Quando il ministro dello Sviluppo termina la sua intervista con Myrta Merlino, la prima in tv dopo la débacle delle europee, uscendo si imbatte però nel suo predecessore e non può evitarlo. Un saluto formale e chi s’è visto s’è visto. Ma una volta in onda, quando si è trattato di parlare della vicenda Whirlpool, Calenda coglie l’occasione per una delle sue classiche operazioni verità ed assesta un fendente a Di Maio spiegando che il responsabile dello Sviluppo economico “sapeva da mesi” che la multinazionale Usa intendeva dismettere lo stabilimento di Napoli ma lo ha tenuto nascosto per opportunismo. Un mese di fuoco per il ministero dello Sviluppo economico, che si troverà nei prossimi giorni a seguire i tavoli di una lunga serie di aziende in crisi e a indicare prospettive per vertenze aperte e ancora irrisolte. Il vicecapo di Gabinetto Giorgio Sorial, che presiede i tavoli di lavoro, è costretto ad aggiornare continuamente l’agenda, perché alle chiusure e alle delocalizzazioni, si sommano anche le cessioni o i commissariamenti che possono comportare drastiche riduzioni di personale.
  • In assenza di una soluzione al problema della protezione legale, l’ex stabilimento Ilva di Taranto chiuderà il 6 settembre, quando entrerà in vigore la legge che ha abolito l’immunità: lo ha detto l’ad di ArcelorMittal Europa, Geert Van Poelvoorde, a margine di una conferenza di Eurofer. “Il governo continua a dirci di non preoccuparci, che troverà una soluzione, ma finora non c’è niente. Quindi il 6 settembre l’impianto chiuderà. Abbiamo ancora due mesi, spero che il governo trovi una soluzione, siamo aperti a discutere”, ha detto.
  • È fatta, l’attesa è finita. Mentre i politici di Italia e Francia tentano un accordo sull’assetto della nuova commissione europea, Fincantieri e Naval Group hanno firmato l’accordo “Alliance Cooperation Argomento”, che fissa  i termini operativi per la costituzione di una joint venture paritaria (50/50). L’accordo è stato firmato dai ceo delle due società, Giuseppe Bono e Hervé Guillou a bordo della fregata “Federico Martinengo”, ormeggiata presso l’Arsenale della Marina Militare di La Spezia. Una scelta precisa quella della nave: l’unità è stata costruita nel programma italo-francese Fremm, proprio per sottolineare la solidità della ventennale collaborazione tra i due Paesi, le loro industrie e le Marine nazionali.
  • Nuova Alitalia, atto primo. Atlantia entra nella cordata di salvataggio. Luigi Di Maio può solo prenderne atto. E “festeggiare” a denti stretti. Dopo un anno in cui i 5 stelle si sono scagliati contro i Benetton per il crollo del ponte Morandi a Genova, la capriola, politica, di contenuto e di immagine è compiuta. E quindi benvenuti a bordo. In un post su Facebook il capo politico del Movimento ribadisce che Autostrade e la revoca della concessione è altra cosa, ma il dato dell’oggi dice che i Benetton sono entrati nella cabina di comando di Alitalia. E questo dato è stato metabolizzato.
  • Dopo la morte di Cosimo Massaro, per cui risultano già nove persone indagate, nella tarda serata di ieri si è trovato un accordo per dare avvio a una serie d’interventi per la sicurezza dello stabilimento di Taranto. Per giungere alla firma del verbale d’accordo al Mise, ci sono volute nove ore d’incontro tra il ministro Luigi Di Maio, i rappresentanti di ArcelorMittal e i sindacati. A metà pomeriggio Marco Bentivogli, segretario generale della Cisl-Fim, parlava di “un incontro altamente insoddisfacente”. Ma al termine della serata è Rocco Palombella, segretario Uilm, a spiegare i termini dell’accordo: “Il verbale impegna ArcelorMittal a verificare e monitorare tutte le aree d’insicurezza dello stabilimento e poi ci sarà una task force di organi ispettivi che sarà all’interno dell’ex Ilva per verificare le condizioni di pericolo”.
  • Beppe Grillo fa sapere a mezzo stampa che quello che dice sì all’Alta Velocità “non è più il mio MoVimento”, dimenticando che è stato proprio lui a dare tutto il potere all’attuale classe dirigente del M5S e mai, mai, mai, né nel caso dell’ILVA né il quello della TAP, né sugli F-35 né sulla Diciotti eccetera ha mosso un dito mentre i grillini si rimangiavano promesse, impegni e programmi. Adesso però Beppe “prende le distanze”, qualunque cosa ciò voglia dire, mentre arriva la marea di melma nei confronti di quelli che ha mandato avanti a governare.
  • Dopo mesi di voci su una possibile deroga al vincolo dei due mandati, imposta a tutti i politici che hanno sottoscritto il regolamento interno del Movimento 5 stelle, è arrivata una prima conferma. Il capo politico dei pentastellati Luigi Di Maio ha presentato in un video postato sul Blog delle stelle – l’house organ del partito – una nuova proposta in base alla quale il primo mandato non verrà considerato nel caso in cui una persona diventi consigliere comunale. Sarà cioè un “mandato zero”, per dirla con lo stesso Di Maio – e, in futuro, questa persona sarà libera di assumere altri due incarichi, in Regione o in Parlamento. Gli iscritti alla piattaforma Rousseau hanno approvato con larga maggioranza i 5 quesiti posti sulla nuova organizzazione del Movimento 5 stelle. Tra questi, c’era l’introduzione del cosiddetto “mandato zero“, proposto dal capo politico Luigi Di Maio per i consiglieri comunali. La proposta è passata con 17.307 sì (68%) e 8.148 (32%) no. In totale, per tutti i quesiti, sono state espresse 123.755 preferenze, fa sapere una nota del Movimento.
  • Matteo Salvini apre, Luigi Di Maio sembra – almeno per ora – chiudere lo spiraglio. Dalla conferenza stampa del ministro dell’Interno, a Castel Volturno, erano arrivati segnali di distensione nei confronti dei 5Stelle: “Il mio telefono è sempre acceso”, ha detto il leader della Lega nel suo incontro con i giornalisti. E poi: “Abbiamo bisogno di sì, un governo con ministri del sì” (possibile allusione a un rimpasto). Dal capo politico dei 5Stelle però arriva una risposta dura. Salvini “ora è pentito, ma ormai la frittata è fatta”, scrive Di Maio su Facebook. “Ha fatto tutto da solo, per tornare dopo nemmeno 24 ore nelle braccia di Berlusconi. Ognuno è artefice del proprio destino. Buona fortuna!”.
  • Governo, «Niente di insormontabile», è l’sms inviato da uno dei membri della delegazione Pd dopo la riunione che apre la trattativa con M5s per verificare una possibile alleanza in grado di sostenere il nuovo esecutivo.

Gian Marco Centinaio (3), ministro dell’Agricoltura e turismo.

  • E’ polemica per la nomina di Andrea Comacchio a direttore dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) per un periodo di tre anni decisa in piena crisi di governo e alla vigilia di ferragosto dal ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio.

Alberto Bonisoli (3), ministro dei Beni Culturali.

  • L’attenzione degli italiani e dei media, in questi giorni, è completamente assorbita dall’attuale crisi di governo: mozioni di sfiducia (poi ritirate) all’ormai ex Primo Ministro Conte, consultazioni in corso al Quirinale. Per la politica italiana è insomma un agosto rovente, e tra ipotesi e incertezze, succede che qualche ministro decida, prima che sia troppo tardi, di firmare qualche decreto (più o meno) alla chetichella. Stiamo parlando di Alberto Bonisoli, Ministro dei Beni Culturali che lo scorso 13 agosto, sottolineiamo di nuovo in piena crisi di governo, ha firmato il primo decreto di attuazione della riorganizzazione interna del Ministero, la cui misura era stata approvata lo scorso 19 giugno dal Consiglio dei Ministri. La “controriforma” di Bonisoli, così come è stata ribattezzata da media e addetti ai lavori, cancella gran parte della Riforma Franceschini, il cui punto saliente era la piena autonomia gestionale e finanziaria data a musei di interesse nazionale, con direttori altamente specializzati e scelti attraverso concorso pubblico, aperto anche a stranieri (quelli che poi, una volta selezionati, vennero chiamati “superdirettori”).
  • Sono alcune delle misure previste dal decreto Cultura approvato in via definitiva in Senato con 139 voti favorevoli e 109 astenuti. “Questa legge assicura eguali diritti e opportunità ai lavoratori dello spettacolo”, commenta il ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli

Barbara Lezzi (2 1/2), ministro del Sud

  • La ministra per il Sud, Barbara Lezzi, annuncia che esporrà venerdì a Lecce “lo scheletro del decreto attuativo dei 300 milioni per il contrasto della Xylella che ho stanziato per il 2020 e 2021, predisposto insieme al sottosegretario all’Agricoltura Alessandra Pesce. Il primo obiettivo è dare una risposta concreta agli operatori del comparto olivicolo, sia piccoli che grandi produttori costretti a eradicare gli ulivi per poi reimpiantare alberi, anche di diversa natura, attraverso quelle risorse che ho già destinato”. Lo sottolinea in una nota, precisando che l’incontro della prossima settima è “con gli agricoltori per continuare nel percorso di informazione confronto sulla Xylella, che ho già avviato nei mesi scorsi. Venerdì a Lecce saranno chiamati a partecipare anche le amministrazioni locali, a partire da Regione e Provincia”.

Lorenzo Fontana (2 1/2), ministro degli Affari Europei

Matteo Salvini (2), vice-premier e ministro degli Interni. 

  • Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’interno Matteo Salvini, approva il Decreto Sicurezza bis concernente il contrasto dell’immigrazione illegale, il potenziamento dell’efficacia dell’azione amministrativa a supporto delle politiche di sicurezza e il contrasto alla violenza in occasione di manifestazioni sportive. A quanto si apprende, nel testo del Decreto sicurezza bis approvato dal cdm non ci sarà nessuna multa per i salvataggi in mare o per numero di uomini. È prevista, come ha specificato Matteo Salvini nella conferenza stampa, la sanzione solo per la nave che decide di avvicinarsi alla costa, nonostante sia stata diffidata.
  • L’inchiesta dei giornalisti di Report raccontava i complicati intrecci societari con relativi passaggi di denaro in società legate ai commercialisti della Lega, cioè Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni. Ad esempio, il fatto che gruppo parlamentare del partito di Matteo Salvini che al Senato un anno fa ha stipulato contratto da 480 mila euro con la società della cognata di Di Rubba, creata pochi giorni prima della sigla del contratto stesso, e che invece fa la barista. “Ci sono fatture che documentano che con quei soldi è stata svolta un’attività istituzionale per il gruppo e non propaganda politica che sarebbe vietato? E perchè è stata utilizzata una società di comodo appositamente aperta otto giorni prima da una barista?”, domanda nuovamente Ranucci.
  • “L’Italia è il primo, più credibile, più solido interlocutore degli Usa nell’Unione Europea”, “il più grande paese europeo con cui gli Stati Uniti possono e vogliono dialogare”. Matteo Salvini parla da Washington, un viaggio che stava preparando da tempo, sulla quale il ‘suo’ fedelissimo Giancarlo Giorgetti ha lavorato da quest’inverno con diverse visite oltreoceano finalizzate proprio a spianare la strada al capo. E il leader della Lega riesce a coronare il suo ‘sogno americano’ con il 34 per cento incassato alle europee: negli Usa dove incontra il segretario di Stato Mike Pompeo e il vicepresidente Mike Pence. Gli incontri americani diventano a tutti gli effetti operazione di accreditamento del vicepremier che vorrebbe fare il premier e si comporta da tale.
  • Lo scorso 18 ottobre nel lussuoso Hotel Metropol di Mosca c’è stato un incontro tra persone vicine alla Lega e a Matteo Salvini e uomini del Cremlino per escogitare il modo di far arrivare al partito del ministro dell’Interno e vice Premier italiano Matteo Salvini decine di milioni di dollari. BuzzFeed ha pubblicato un audio che rivelerebbe i tentativi fatti da Gianluca Savoini di ottenere finanziamenti russi. Una inchiesta del sito dà conto dell’incontro avvenuto tra Savoini, assistente di Matteo Salvini di lunga data e Presidente Associazione culturale Lombardia Russia, e tre persone russe. La registrazione riguarda il meeting Metropol durante il quale il braccio destro del vicepremier negozia i termini di un accordo che attraverso un canale segreto faccia arrivare decine di milioni di dollari derivanti dal petrolio russo alla Lega. BuzzFeed non è stato in grado di identificare i russi alla riunione del Metropol, ma secondo il sito “il nastro contiene chiari indizi che le figure di alto livello del partito di Putin erano a conoscenza dei negoziati. l premier Giuseppe Conte si è presentato in Senato per un’audizione sul caso dei presunti finanziamenti russi alla Lega. I banchi dei Cinque stelle sono rimasti quasi tutti vuoti per protesta in seguito al via libera del governo alla Tav ma anche, come dichiarato da dal capogruppo Patuanelli, perché delusi dal silenzio del leader della Lega. Assente infatti anche Matteo Salvini che ha preferito andare al Viminale per un vertice sulla sicurezza, evitando così ogni possibile chiamata in causa a Palazzo Madama.
  • Di buon mattino, aprendo i giornali, è quel «Conte mi ha colpito alle spalle», attribuito proprio su queste pagine a Matteo Salvini, a farlo saltare sulla sedia. Poi l’incontro del ministro dell’Interno con le parti sociali, ben 43 sigle invitate al Viminale, «una sgrammaticatura» che già lo aveva innervosito nei giorni scorsi, ha fatto da detonatore. Così, il premier Giuseppe Conte, dopo aver passato la domenica a cercare di minimizzare l’impatto del comunicato con cui scaricava sul leghista Claudio D’Amico la responsabilità dell’invito di Gianluca Savoini alla cena con Putin, ieri è sbottato davanti ai giornalisti. «Una provocazione», ha considerato la scelta di far sedere al tavolo coi sindacati l’ex sottosegretario indagato Armando Siri, per le cui dimissioni lui stesso si era battuto. E allora ha rilanciato l’invito delle opposizioni e dell’alleato Di Maio al vicepremier leghista a presentarsi in Parlamento sul caso-Mosca, e contemporaneamente ha tentato di ridimensionarne il ruolo sui temi economici. Se non è crisi di Governo, è crisi di fiducia fra alleati. “Purtroppo sì, si è persa anche a livello personale. Perché io mi sono fidato per mesi e mesi” afferma il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha risposto ad Helsinki ai cronisti. Alla domanda se sia possibile ricucire Salvini ha replicato: “Tutto è possibile. Speravo che dopo il voto si placassero le polemiche. In ogni caso noi siamo gli ultimi ad essere attaccati alla poltrona, se ci dovessimo rendere conto che non si riesce a lavorare”.
  • Vincenzo Spadafora, ha attaccato frontalmente Matteo Salvini: “È mio dovere mantenere la barra dritta quando qualcuno del governo o delle varie forze politiche va oltre certi limiti. Io rappresento il governo su questi temi”. Nel caso specifico il sottosegretario alle Pari Opportunità ha denunciato una “pericolosa deriva sessista” che affligge l’Italia, con l’aggravante che gli “insulti alle donne arrivano proprio dalla politica, anzi dai suoi esponenti più importanti”. Per queste parole il ministro dell’Interno ha chiesto ancora una volta questa mattina le dimissioni di Spadafora: “Se mi aspetto le scuse? Se uno dice una sciocchezza dovrebbe”. Ma il sottosegretario non ne vuole sapere: “Scusarmi? Quello che mi sento di fare lo faccio. Ieri il mio capo politico ha detto che non mi dimetto e che la vicenda è chiusa. Credo che all’interno del Movimento 5 Stelle ci sia una grande attenzione sui temi civili e dobbiamo continuare perché sono i temi che ci contraddistinguono dalla Lega”. “Come facciamo a contrastare la violenza sulle donne, se gli insulti alle donne arrivano proprio dalla politica, anzi dai suoi esponenti più importanti?”. Sono queste le parole di Vincenzo Spadafora, sottosegretario M5S alla Presidenza del Consiglio, che alzano un vespaio nel Governo. “Gli attacchi verbali del vicepremier alla capitana Carola” definita “criminale, pirata, sbruffoncella. Parole, quelle di Salvini, che hanno aperto la scia dell’odio maschilista contro Carola, con insulti dilagati per giorni e giorni sui social”. Un dito puntato contro Matteo Salvini, accusato di alimentare l’odio maschilista contro le donne.
  • La Chiesa scende in campo, rompe il muro di silenzio e prende una posizione decisa contro il governo gialloverde, dopo aver tentato di ricucire uno strappo che pure era parso evidente nei mesi scorsi. Sì perché se è vero che Matteo Salvini continua a ribadire “i cattolici sono con me” e si dice convinto della strada da seguire, la realtà è che le gerarchie ecclesiastiche sono in aperta rottura con il ministro dell’Interno. “Possiamo restare ancora in silenzio?”, avrebbero detto alcuni rappresentanti della Cei a Bergoglio, chiedendo al pontefice di poter prendere delle posizioni più decise Alla fine, gli ultimi interventi pubblici di papa Francesco sul tema immigrazione avrebbero suonato come “una sorta di nulla osta ai vescovi italiani e al presidente della Cei Bassetti” per abbandonare la neutralità verso il governo. E in effetti la Conferenza Episcopale si è più volte espressa su posizioni del tutto contrarie a quelle dei due partiti di governo. Basta scorrere un po’ di cronaca.
  • Via libera del Senato alla fiducia posta dal governo sul decreto Sicurezza bis. I voti a favore sono 160, i voti contrari 57 e 21 gli astenuti. Con il voto favorevole alla fiducia viene approvato in via definitiva il decreto Sicurezza bis, che diventa legge. I presenti erano 289, e la maggioranza richiesta era di 109. Un applauso dei senatori della maggioranza, sia della Lega che del M5s, e pure un selfie del senatore leghista Simone Pillon con alcuni colleghi hanno salutato il voto di fiducia al governo. Qualche voce di protesta si è levata dai banchi del Pd. Matteo Salvini affida a Twitter la sua soddisfazione: «Il Decreto Sicurezza, più poteri alle Forze dell’Ordine – scrive -, più controlli ai confini, più uomini per arrestare mafiosi e camorristi, è Legge. Ringrazio voi, gli italiani e la Beata Vergine Maria».
  • Anche il mite Giuseppe Conte adesso tira fuori gli artigli. Dopo i due incontri con il vice Matteo Salvini, il premier mostra i muscoli. “I tempi della crisi non si decidono al Viminale”, è solo il primo avvertimento che lancia al leader leghista, il quale per ben due volte gli ha chiesto di dimettersi ma lui ha risposto di ‘no’ a muso duro. Adesso nel vocabolario del presidente del Consiglio c’è soprattutto una parola: Parlamento. Attorno a questo concetto ruota tutta la strategia del premier. Mentre quella di Di Maio ruota attorno al taglio dei parlamentari. In entrambi i casi si tratta di allungare i tempi della legislatura per non dare al vicepremier leghista tutto e subito.
  • Fasi di tensione in occasione del comizio di Matteo Salvini a Soverato, in provincia di Catanzaro. Poco prima dell’inizio dell’intervento del leader leghista, un gruppo di contestatori è quasi arrivato sotto il palco ma è stato allontanato dalle forze dell’ordine. La polizia ha creato poi un cordone di sicurezza per tenere a distanza la folla. Il comizio è stato interrotto momentaneamente da un danno all’impianto. Dal palco Salvini ha spiegato che “un cretino ha danneggiato l’impianto audio ed è stato bloccato e identificato”. Poi ha aggiunto: “Danneggiare un impianto elettrico non è buona educazione. Ma se sono arrivati a danneggiare un impianto vuol dire che la nostra battaglia di civiltà la stiamo vincendo”.
  • Un lunghissimo vertice con i fedelissimi a Palazzo Grazioli, in continuo contatto con gli ambasciatori leghisti, ed una certezza: per Silvio Berlusconi, Forza Italia è tornata centrale, decisiva, nel gioco. È quello che ha intenzione di dire oggi (probabilmente stamattina) a Matteo Salvini, quando lo incontrerà per dettare le sue condizioni per un appoggio alla richiesta di elezioni subito e una indisponibilità ad altre eventuali maggioranze.
  • Mentre crescevano le dissonanze all’interno del governo gialloverde e due contraenti erano sempre più in disaccordo su tutto, all’interno della Lega crescevano voci che inducevano Matteo Salvini a fare il grande strappo. Ad esempio il ministro Centinaio lo ha dichiarato a voce alta che avrebbe voluto far concludere l’esperienza del governo Conte. Il voto sulla Tav ha sbloccato e tutto e il giorno dopo Salvini ha presentato in Senato la sfiducia della Lega a tutto il governo Conte. Secondo il suo piano Giuseppe Conte avrebbe dovuto dare le sue dimissioni spontanee, dopo aver constatato di non poter andare avanti con il suo governo. Il governo avrebbe continuato facente funzioni a gestire la cosa pubblica e si sarebbe arrivati alle prossime elezioni a ottobre con Matteo Salvini ministro degli Interni uscente a gestire il flusso di voti delle elezioni. E dopo una prevedibile vittoria, magari con Forza Italia di Silvio Berlusconi nascosta dentro una lista unica per “Salvini premier” l’attuale inquilino del Viminale avrebbe traslocato a Palazzo Chigi e avrebbe avuto i pieni poteri che adesso tanto reclama e senza l’ingombrante alleato pentastellato; ma con la Meloni da sempre affine alla stessa ideologia leghista e con il fantasma di Berlusconi.
  • La nave Open Arms, con a bordo circa 130 naufraghi soccorsi nel Mediterraneo, è ancora in stallo vicino a Lampedusa. La procura di Agrigento ha aperto un fascicolo per sequestro di persona e violenza privata, in seguito agli esposti dei legali dell’ong. Dal canto suo Salvini tiene la sua linea e attacca: “Emergenza sanitaria? Sono tutte balle”. Il Viminale ha impugnato davanti al Consiglio di Stato la decisione con cui il Tar del Lazio ha sospeso il divieto d’ingresso nelle acque territoriali dell’imbarcazione.
  • Come capo politico della Lega, Salvini ha costretto il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati a riaprire i battenti in pieno agosto, annunciando la crisi di Governo e chiedendo a gran voce nuove elezioni politiche in tempi brevissimi. Sembrava il tuono di una tempesta e invece era solo uno starnuto. Infatti, la reale determinazione del non dimissionario Ministro si è rivelata molto meno ferma di quanto le sue roboanti parole volessero far intendere, quando ha dichiarato in Senato di non ritenere opportuno dare le dimissioni e nemmeno ritirare la delegazione leghista dal Governo.

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