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Populisti e riformisti
La terza repubblica è ancora lontana; anche se è innegabile che stiamo vivendo una sua fase preparatoria. Il novecento è finito da diciannove anni e la seconda repubblica almeno da cinque e siamo qui a capire dove vogliamo andare.
Quello che ci farà andare oltre è capire quali sono i nuovi parametri e sopratutto non fare ancora i propri calcoli con i vecchi. No, non sto parlando del fatto che adesso ci sono tre poli/coalizioni; mentre siamo abituati ad averne due nella prima e nella seconda repubblica. Questo è semplicemente il motivo per il quale non siamo ancora effettivamente nella terza: perchè non si sono ancora formati stabilmente i due poli di riferimento. Però ci sono!
Ci sono e non sono destra e sinistra; ma populisti e riformisti. Andiamo per ordine: ci sono diversi gradi di populismo e di riformismo esattamente come c’erano diversi gradi di destra e di sinistra. Il problema che un polo riformista e un polo populista non si sono ancora pienamente formati; mentre quelli di destra e di sinistra, anche se nella mente dei più ormai sono desueti.
Nel polo di centrodestra vengono considerati la Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Ma i primi due stanno cercando in un prossimo futuro di governare da soli e infatti sono populisti; Forza Italia è riformista. Nel centrosinistra è dal 2008 che non c’è piú possibilità di una sinistra unica. Quando Romani Prodi cercò di mettere insieme chiunque e provocò solo danni. E l’esperienza di LeU è fallita proprio perché era un insieme tra la sinistra riformista (Mdp) e di quella estremista (Sinistra Italiana) solo nel nome dell’antirenzismo. Ma ormai queste due sinistre sono due mondi diversissimi. Per Potere al Popolo, ad esempio Pd e Lega sono la stessa cosa. Il dramma è stato proprio quello che nel Pd hanno fatto la guerra all’unico leader che avevano solo perchè voleva portarli nella Terza Repubblica e costruire un’alleanza di tutti i riformisti. Sinistra Italiana, Prc, Potere al Popolo ecc non si alleeranno mai più col Pd. Con buona pace della “ditta”.
I populisti nella costruzione della loro coalizione sono in vantaggio con la parte destra (Lega e Fdi) che ne fa il perno. Con i decenni arriveranno anche quello che nascerà anche dal M5s (non quello attuale), Prc, Sinistra Italiana e Potere al Popolo. I riformisti hanno un grande problema e si chiama Silvio Berlusconi. E il problema dell’attuale maggioranza del Pd sta proprio nel capire che il futuro è allearsi con la forza politica che più hanno combattuto nella precedente repubblica: Forza Italia. Poi, farlo con Berlusconi ancora in campo è ancora più indigeribile. Ma è innegabile che il Pd, la parte liberale di esso che prima o poi diventerà un partito, Più Europa, Forza Italia e i centristi sparsi di Casini e Lorenzin saranno una futura coalizione.
Il mondo ormai non si divide più tra destra e sinistra, ma tra populisti e riformisti. Se non si capisce questo concetto non si tornerà ad essere votati dal popolo. Dagli operai ad esempio…
Categorie:Editoriali, Parlamento, Populisti, Riformisti











































