Governo

Napolitano inizia le consultazioni

Giorgio Napolitano, il presidente tata

Giorgio Napolitano

Il Presidente della repubblica inizia le consultazioni convocando i presidenti del Senato, Franco Marini, e della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti. Le consultazioni presidenziali proseguono nei giorni successivi.

Crisi veloce, incarico-lampo. Napolitano tenta di tagliare i tempi per imprimere chiarezza a una crisi eccentrica. Come già fece in occasione delle due precedenti dimissioni dello stesso Prodi. E dunque comincia già oggi pomeriggio le consultazioni, ricevendo nello studio alla Vetrata i presidenti di Camera e Senato (Bertinotti e Marini) nel tentativo di arrivare a un incarico entro lunedì. Ieri sera, poco dopo aver ricevuto nel suo studio Romano Prodi salito a dimettersi dopo la bocciatura del Senato («credo di aver fatto la cosa giusta» ha detto il capo del governo al capo dello Stato che l’ aveva sconsigliato dal cercare una esplicita sconfitta parlamentare) il presidente della Repubblica ha incontrato i suoi collaboratori per fissare il calendario della crisi. Passaggio delicato perché sottintende le varie ipotesi di soluzione alla vigilia d’ un “viaggio” che s’ annuncia davvero tortuoso. E infatti il presidente ha sostanzialmente preso qualche ora di tempo (il calendario completo sarà diffuso successivamente), pregando Prodi di restare in carica, com’ è prassi, per l’ ordinaria amministrazione. Sembra a questo punto tramontata, visto l’ esito del voto al Senato, l’ ipotesi d’ un rinvio di Prodi alle Camere o di un reincarico. Due giorni di dibattito parlamentare hanno verificato l’ inconsistenza dell’ attuale maggioranza (cinque voti di scarto) proprio nell’ assemblea dove il governo Prodi era più debole, grazie alla legge elettorale imposta dalla destra alla fine della scorsa legislatura che infragilito il governo che ha vinto le elezioni. Dunque Napolitano cercherà (nonostante le insistenze della destra televisiva per andare subito al voto anticipato) di mettere insieme un governo in grado di fare la riforma elettorale. Che potrebbe essere un governo tecnico o istituzionale incaricato di fare alcune riforme costituzionali (di cui ha parlato due giorni fa al Parlamento riunito). E’ questa l’ ipotesi che anticipa Piero Fassino: «presumo che Napolitano cercherà di verificare le condizioni di un governo per le riforme costituzionali essenziali per evitare un voto che poi non porti alla stabilità». Oltretutto c’ è un referendum in arrivo. In effetti è esattamente questa la preoccupazione che il capo dello Stato esprime da quand’ è stato eletto al Quirinale. Questa, sulle macerie fumanti di un’ alleanza politica appena crollata, potrebbe essere l’ occasione per imporre un intransigente arbitraggio dall’ alto, di fronte ai balbettii della vecchia politica.

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