Elezioni 2013. Il boom di Grillo, la rimonta di Berlusconi. Il vero sconfitto è Bersani

Elezioni 2013. Il boom di Grillo, la rimonta di Berlusconi. Il vero sconfitto è Bersani
Elezioni 2013. Il boom di Grillo, la rimonta di Berlusconi. Il vero sconfitto è Bersani
Risultati elezioni 2013

Grillo esulta. Berlusconi gongola. Bersani e Monti masticano amaro. Depressione acuta per Fini, Casini e Ingroia. Sono un vero e proprio choc i risultati definitivi delle elezioni politiche 2003. Non solo perché smentiscono i sondaggi delle ultime settimane, che assegnavano una vittoria abbastanza netta al centrosinistra (senza però la certezza dell’autosufficienza). Ma anche perché ribaltano i primi instant poll diffusi subito dopo la chiusura dei seggi e che avevano fatto esultare i Democratici.

Alla fine, invece, il quadro politico uscito dalle urne è totalmente frammentato e caotico. Tanto che lo spread – che risente del quadro di ingovernabilità del nostro Paese – torna a salire, sfiorando quota 350. Giù invece Piazza Affari, che chiude perdendo quasi il 5%.

La vittoria del Movimento 5 Stelle (primo partito nazionale, con il 25,55 dei voti raccolti alla Camera) e la situazione di completa ingovernabilità al Senato sono i due risultati principali di questa tornata elettorale. A Palazzo Madama, infatti, l’alleanza Pd-Sel vince di un soffio e ottiene 119 senatori. Ma è una quota ben lontana dai 158 necessari per governare. E la coalizione di Bersani si impone sì alla Camera, come previsto, ma per solo mezzo punto percentuale: 29,53% contro il 29,13% dell’alleanza guidata da Pdl e Lega. Contro ogni pronostico, insomma, Silvio Berlusconi quasi completa una straordinaria rimonta. Che in pochi, fino a ieri, potevano immaginare. Tanto che il segretario del Pdl, Angelino Alfano, chiede al Viminale di non ufficializzare ancora i dati: “too close to call”.

Risultato deludente per Monti: Scelta Civica, Udc e gli altri partiti della coalizione di centro si fermano al 9,13% al Senato. E, notizia piuttosto clamorosa, resta fuori dal Parlamento anche Gianfranco Fini: Futuro e libertà sparisce infatti dall’orizzonte politico, raccogliendo alla Camera appena lo 0,46%. Anche l’Udc resta fuori da Montecitorio (avendo ottenuto l’1,78%), anche se in questo caso il leader PierFerdinando Casini ottiene comunque un seggio al Senato, essendo capolista per Scelta Civica in 5 regioni.

Male anche Rivoluzione Civile di Ingroia: si è fermata al 2,24%. Per entrare alla Camera doveva ottenere almeno il 4%.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...