A che punto é la terza Repubblica?

A che punto é la terza Repubblica?

A che punto é la terza Repubblica?
A che punto é la terza Repubblica?

E’ indubbio che la Seconda Repubblica si è conclusa. E’ stata sepolta dal populismo e dalla crisi economica. Ma la Terza inizierà solo quando la divisione delle forze politiche parlamentari non sarà più ufficialmente la destra e la sinistra. Situazione che non è già più così; ma la cui trasformazione fatica ancora ad applicarsi. La divisione del futuro è tra populisti e riformisti. I poli; però continuano ad essere tre e per giungere al nuovo sistema c’è bisogno una ricomposizione in due futuri nuovi poli.

Adesso c’è il Pd con i suoi alleati; il centro destra in cui vige la sfida per la guida tra Forza Italia e Lega Nord con Fratelli d’Italia all’interno dell’alleanza e poi il Movimento 5 Stelle che fa polo a se. Per ottenere da questa situazione due nuovi poli: uno populista e uno riformista c’è bisogno di un cambio di ottica; uno spachettamento di tutti i poli esistenti, che manderebbero pezzi in entrambi i futuri poli.

Prendiamo il centrodestra. Forza Italia è una forza riformista; mentre Lega Nord e Fratelli d’Italia sono populisti. Poi Forza Italia ha un problema in più: il leader Silvio Berlusconi essendo stato l’uomo simbolo di tutta la seconda Repubblica ha problemi ha farsi accettare come alleato da chi come la base del Partito Democratico, ad esempio, che si è sempre opposta a lui.

Il Movimento 5 Stelle è senz’altro populista e la sua nascita assieme all’entrata in scena di Renzi è stato il motivo scatenante della crisi dell’odierno sistema. Questo nuovo partito è formato di gente che non ha mai avuto prima una tessera; ma che come ideologia proveniva o dall’estrema destra (veri fascisti) o dall’estrema sinistra. Semplificando si può dire che la prima fronda è a guida Di Maio e Di Battista; mentre i secondi ribattezzatesi ortodossi provengono dalla seconda e per ora sono all’opposizione. Anche se ufficialmente nel M5S vanno tutti d’amore e d’accordo e non ci sono correnti. Comunque populisti lo sono tutti.

Nel centro sinistra il Partito Democratico è il leader dei partiti riformisti e Alternativa Popolare certamente lo segue. Ora se Sinistra Italiana e Possibile sono da annoverare tra i populisti; Mdp e Campo Progressista non lo sono certo. Sarebbero riformisti; ma il loro problema, a vari gradi, si chiama Matteo Renzi. Sempre abituati ad essere contro qualcuno e poco avvezzi davvero a governare, ma solo ad avere potere; preferiscono agitare le folle contro qualcuno che adoperarsi in prima persona per risolvere i problemi. Per questo verranno inevitabilmente risucchiati dai populisti o spariranno.

Giuliano Pisapia, poi, sospetto che è sceso in campo fondamentalmente per essere il leader di tutta la compagine di centrosinistra e verificata l’impossibilità di questa impresa non si presenterà nemmeno alle prossime elezioni politiche. Per Pisapia andrebbe bene Alfano, per lui è più importante la poltrona. Certo non si alleerebbe mai con Berlusconi.

Il nuovo blocco non si formerà certo finchè il Pd rimarrà al governo. Cosa che comunque io auspico. Per fare il modo che la Terza Repubblica inizi davvero c’è bisogno di un evento che disgreghi i raggruppamenti della Seconda. Ad esempio se vince le elezioni il M5s; ma come in questa legislatura essendo poco simili tra loro si creeranno dissidenze e molti lasceranno la nuova maggioranza fino a mettere in pericolo l’esistenza dell’eventuale governo Di Maio. Il Movimento 5 Stelle, allora metterà seriamente in discussione la sua regola di non allearsi mai con nessuno e finirà per allearsi e farsi sostenere, magari non subito direttamente da Lega e Fdi. Gli altri populisti, appunto. Entro la fine della prossima legislatura, qualunque sia l’esito delle elezioni immagino che il M5S completi il mutamento già in corso e riveda molte delle sue convinzioni, come ad esempio la candidabilità per sole due legislature. Quasi tutti i deputati del M5S prima di entrare in Parlamento erano a reddito zero, ricordiamolo. Vorranno tornare ad avere il problema di dover cercarsi un lavoro?

Senza la vittoria del M5S, quindi, Forza Italia non avrà mai la forza di disgregarsi dai populisti della sua coalizione e a fare chiarezza al suo interno. Continuerà in caso di vittoria del centrosinistra a dare appoggi su alcune grandi tematiche ai governi targati Pd-Ap in disaccordo con i suoi alleati; ma non si distaccherà mai da Lega e Fdi. Se invece vince il centro destra questa forzata alleanza continuerà ad essere necessaria. Quel governo potrà anche durare tutta una legislatura, ma avrà comunque come unico scopo cancellare tutte le leggi fatte dai governi Letta-Renzi-Gentiloni (governi che fatto tornare a crescere l’economia).

In pratica la Terza Repubblica, adesso come adesso arriverà solo se vince il Movimento 5 Stelle. E credo che questo sarò un passo indietro per l’Italia. Quindi anche se non sono un fan della seconda; spero questo non capiti. In attesa di tempi migliori …

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