
L’ambasciatore di Francia a Roma, Christian Masset, rientrerà in Italia «al momento opportuno»: questa la risposta di un portavoce del Quai d’Orsay, Nicolas Durieu, alla domanda di un giornalista sui tempi del rientro del diplomatico dopo la telefonata di ieri fra i presidenti Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron. Masset era stato richiamato a Parigi per consultazioni lo scorso 7 febbraio, dopo le polemiche sul coinvolgimento del vicepremier Luigi Di Maio con i gilet gialli e sui controlli alle frontiere. Ma in realtà erano già diverse settimane che i rapporti tra Francia e Italia erano tesi: negli ultimi mesi la Francia è stata bersaglio di violenti attacchi da parte di Lega e M5S sui migranti, deficit, Tav.
La telefonata tra il presidente francese Emmanuel Macron e il capo dello Stato italiano Sergio Mattarella, avvenuta martedì pomeriggio, ha segnato l’inizio del disgelo, ampiamente raccontato dai giornali: «I due presidenti hanno riaffermato l’importanza per entrambi i Paesi della relazione franco-italiana, nutrita da legami storici, economici, culturali e umani eccezionali», si legge nella nota. Ma il fronte Roma-Parigi è ancora caldo, anche a causa della pubblicazione dell’analisi costi-benefici sulla Tav, che boccia l’opera. E c’è un altro fronte che potrebbe aprirsi: una delegazione di magistrati italiani è attesa ì al ministero di Giustizia di Parigi per una riunione con i colleghi francesi sulla sorte dei latitanti italiani rifugiatisi in Francia dopo gli anni di piombo.
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