Ambiente

Governo Conte: decimo mese

Governo Conte: decimo mese

Danilo Toninelli e Matteo Salvini

Un fiume di persone colorato e allegro. Una partecipazione straordinaria. Poco dopo la partenza del corteo antirazzista di Milano, c’è già un numero: “Siamo 200mila”, aggiornato a distanza di due ore con un “oltre 250mila”. Lo dice Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali in prima linea nell’organizzazione. E in effetti la coda della marcia non fa in tempo a muoversi per l’inizio della manifestazione che la testa è già in Duomo, a un paio di chilometri di distanza: la piazza è subito piena e la folla canta “Bella ciao”. Tanti, tanti bambini. E un dragone cinese, in rappresentanza della numerosa comunità cinese. Da Milano a Taranto, da Roma a Napoli, da Venezia a Torino. Migliaia di giovani hanno invaso le strade italiane aderendo al ‘Global Strike for future’. Una protesta di massa che tocca tutti i continenti e coinvolge centinaia di migliaia di ragazzi, con un’unica richiesta: interventi concreti, subito, per bloccare il riscaldamento globale e garantire un futuro alle donne e agli uomini di domani.

Emmanuel Macron intervistato da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” difende lo spirito europeo, l’asse con la Germania, la lotta ai nazionalismi e la Tav. Parlando delle ultime vicissitudini con l’Italia, liquida la questione sottolineando la necessità di andare avanti: “C’è stato un malinteso, ci sono state alcune affermazioni eccessive, ma queste peripezie non sono gravi, bisogna andare oltre. È questo di cui ho parlato con il presidente Mattarella, e per questo l’ho invitato in Francia”. E in italiano dice: “Con il cuore si può andare oltre gli ostacoli”.

Il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha annunciato al premier Conte le proprie dimissioni per il disaccordo interno al governo sulla questione della Tav Torino-Lione, ma Conte lo ha convinto a rimanere al suo posto. A riportare il retroscena è il quotidiano torinese La Stampa, secondo cui ieri, martedì 5 marzo 2019, l’esecutivo è stato a un passo dalla caduta. Lo scontro tra Lega e M5S sulla questione Tav si sta facendo molto teso. Conte ha assicurato che una soluzione sarà trovata entro venerdì 8 marzo, ma nel vertice ad hoc di ieri a Palazzo Chigi non si è trovato nessun punto di incontro. Dopo giorni di scontri e discussioni molto duri nella maggioranza, sabato il governo ha provato a risolvere la crisi nata intorno alla TAV – la linea ferroviaria ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino e Lione – inventandosi una specie di cavillo legale: ha provato, in pratica, a presentare come un rinvio nella partenza dei lavori qualcosa che, spiegano oggi i principali giornali, in realtà non lo è. Danilo Toninelli resta al suo posto, alla guida del ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Al Senato non passa, grazie a 159 voti contrari su 102 favorevoli e 19 astenuti,  la mozione di sfiducia presentata dal Pd, a prima firma Marcucci. Dopo poco viene respinta con 157 voti contrari, 110 favorevoli e 5 astenuti anche la mozione di Forza Italia, a prima firma Bernini. Entrambe chiedevano le dimissioni immediate del ministro pentastellato, insistendo in particolare sulle sue presunte mancanze nella gestione della vicenda dell’Alta Velocità Torino-Lione.

Salvini, sicuro e ai limiti della strafottenza, augura a tutti buon week end, parte per Milano, fa sapere che prima di martedì non tornerà a Roma, ovvero a bandi della Tav già pubblicati. E tanti saluti, con tanto di rassicurazioni finali su “nessuna crisi, nessuna nostalgia del passato”. Luigi Di Maio, visibilmente scosso, in conferenza stampa a palazzo Chigi, lo invita a un incontro (mentre l’altro è già in volo), esterrefatto per le rudi modalità dell’alleato, e soprattutto quella parola “bandi”, la sua irrinunciabile linea del Piave, neanche la nomina, con l’atteggiamento di chi spera in un accordo, fino all’ultimo momento, terrorizzato dall’eventualità di una crisi.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli inaugurano lo stabilimento “Fincantieri Infrastructure” nel quale viene effettuato il taglio della prima lamiera per la ricostruzione del ponte di Genova. Lunedì è stato inaugurato a Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, il nuovo stabilimento di Fincantieri Infrastructure che si occuperà, tra le altre cose, di realizzare, insieme ad Impregilo, i pezzi del nuovo ponte Morandi, crollato ad agosto dell’anno scorso. Nell’occasione è stato anche celebrato il taglio della prima lamiera destinata alla ricostruzione del viadotto sul Polcevera.

Dopo sole 24 ore di braccio di ferro con Matteo Salvini, la nave Mare Jonio della ong italiana Mediterranea Saving Humans, con il suo carico di 49 migranti più l’equipaggio, entra al porto di Lampedusa scortata dalla guardia di finanza. E con essa, prontamente sequestrata dalle forze dell’ordine, anche il governo gialloverde entra metaforicamente in porto. Sgravato dal peso della Mare Jonio, l’esecutivo ora può tentare di gestire più agevolmente il voto dell’aula del Senato domani sul caso Diciotti, che vede Salvini oggetto della richiesta di autorizzazione a procedere dei magistrati per sequestro di persona, vale a dire i 177 migranti salvati dalla nave della marina militare italiana l’estate scorsa. “Ecco Luca Casarini, noto tra l’altro per aver aperto l’osteria ‘allo sbirro morto’, pluripregiudicato, coccolato da pd e sinistra oggi alla guida del centro sociale galleggiante arrivato davanti a Lampedusa”, inizia così con cui Matteo Salvini mostra la foto dell’attivista oggi alla guida della missione della nave Mare Jonio, che è ferma a largo di Lampedusa con a bordo 48 migranti. “E noi dovremmo cedere a questi personaggi? #portichiusi”, si legge ancora su Facebook. Nello scatto allegato al post, risalente a qualche anno fa, l’attivista indossa una maglietta con la scritta: “Siamo tutti sovversivi”.

Terremoto giudiziario nel Movimento 5 Stelle romanoMarcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina è stato arrestato all’alba con l’accusa di corruzione: è in carcere. I carabinieri di Via In Selci hanno perquisito il suo appartamento e alcuni uffici in Campidoglio. Perquisizioni anche all’Acea. Al suo posto subentra Enrico Stefàno, attuale presidente della commissione Mobilità del comune. L’esponente grillino avrebbe incassato direttamente o indirettamente delle elargizioni, questa l’ipotesi dei pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli, dal costruttore Luca ParnasiDe Vito, in cambio, avrebbe promesso – all’interno dell’amministrazione pentastellata guidata dalla sindaca Virginia Raggi – di favorire il progetto collegato allo stadio della Roma. L’amministratore delegato di Acea Stefano Donnarumma è indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta che ha portato nei giorni scorsi all’arresto del presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito. Secondo quanto si apprende, le accuse sono legate a due sponsorizzazioni da 25 mila euro che fece Acea per i concerti di Natale del 2017 e del 2018. L’Acea ha diffuso un comunicato nel quale è scritto che «ribadendo ancora una volta la sua piena fiducia nell’operato della magistratura, in merito alle notizie che i media stanno riportando riguardo l’iscrizione nel registro degli indagati dell’amministratore delegato Stefano Donnarumma, sottolinea con forza, nel rispetto di tutti gli stakeholder e del mercato, che questa, stante l’atto notificato, non ha nulla a che vedere con il futuro stadio della Roma né con le vicende riguardanti l’asserito progetto di spostare la sede del Gruppo nel futuro “Business Park”, che dovrebbe sorgere proprio nei pressi dell’opera. Quella di Donnarumma è una estraneità assoluta, tant’è che non ha comportato alcun specifico addebito da parte delle autorità inquirenti nei confronti dell’Ad».

“La Via della seta deve essere una strada a doppio senso e lungo di essa devono transitare non solo commercio ma talenti, idee, conoscenze”. Con queste parole Sergio Mattarella commenta il memorandum tra Italia e Cina che sarà firmato domani: “La firma del memorandum Italia-Cina è un segno dell’attenzione per una cornice ideale per un incremento delle collaborazioni congiunte tra imprese italiane e imprese cinese”. Il presidente della Repubblica a margine del colloquio con Xi Jinping ha spiegato: “La cooperazione tra Italia e Cina sarà confermata e rafforzata durante la visita così gradita del presidente Xi con intese commerciali”. Il presidente della Repubblica ha poi fatto un riferimento ai diritti umani: “Alla luce del mandato italiano nel consiglio per i diritti umani dell’Onu, desidero auspicare che, in occasione della sessione del dialogo Ue-Cina sui diritti umani che si svolgerà a Bruxelles dopo quella che si è svolta a Pechino lo scorso luglio, si possa proseguire in un confronto costruttivo sui temi così rilevanti”.

E tre. Il centrodestra vince anche il terzo test elettorale dell’era del governo gialloverde. Dopo Abruzzo e Sardegna, anche la Basilicata: terra dove il centrodestra non ha mai conquistato l’amministrazione regionale. Finora. Vince il candidato di Forza Italia, l’ex generale della guardia di finanza Vito Bardi, sostenuto da cinque liste ma soprattutto dal carisma di Matteo Salvini, nelle ultime due settimane praticamente sempre presente in regione, paesino dopo paesino, palco dopo palco. Quello per Salvini è un voto politico per i lucani, un voto sulla fiducia, diciamo così, come è stato quel 44% tributato al M5s alle scorse politiche. Come in Sardegna e Abruzzo il Movimento non fa bene, dimezza i consensi rispetto alle politiche 2018, deve accontentarsi del terzo posto del resto largamente preventivato. Il candidato del M5s Antonio Mattia si è infatti candidato anche come consigliere per entrare in consiglio: la legge elettorale regionale permette l’elezione da consigliere solo ai primi due candidati presidenti, il vincente e il miglior perdente.

Approvati definitivamente in Senato con 150 sì, 107 no e 7 astenuti il reddito minimo garantito e Quota 100. Con 150 sì, 107 no e 7 astenuti l’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il ‘decretone’ con il reddito di cittadinanza e quota 100 senza modifiche rispetto al testo licenziato dalla Camera. Il decreto, con le due misure bandiera del governo giallo-verde, è stato approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 17 gennaio ed è stato modificato nel corso dell’iter parlamentare. Tra le principali novità, che diventano ora legge dello Stato, c’è il beneficio extra fino a 50 euro per il reddito di cittadinanza alle famiglie numerose e con disabili, il superamento del limite dei 45 anni per il riscatto agevolato della laurea, più controlli sui furbetti e paletti per i finti genitori single. Arrivano, inoltre, norme sulla tutela della privacy, una stretta sugli extracomunitari, il prolungamento della pace contributiva e l’innalzamento a 45mila euro della soglia per l’anticipo del Tfs degli statali.

l Senato della Repubblica approva definitivamente la conversione del disegno di legge concernente modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa (Già approvato dal Senato e modificato alla Camera) con 201 voti favorevoli, 38 contrari e 6 astenuti. Nove in tutto gli articoli i quali, oltre ad apportare modifiche in materia di legittima difesa domiciliare e di eccesso colposo, intervengono su alcuni reati contro il patrimonio (furto in abitazione e rapina) e sul delitto di violazione di domicilio. Dopo la votazione, lunghi applausi dai banchi del Carroccio. In aula c’era anche il vice premier Matteo Salvini che dopo la proclamazione del voto ha giunto le mani e si inchinato verso gli scranni occupati dai leghisti. Poi ha  mostrato ai cronisti una t-shirt con la scritta: “La difesa è sempre legittima”. Il leader leghista ha commentato a caldo: “Dopo anni di chiacchiere e polemiche è stato sancito il sacrosanto diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito a casa sua, nel suo bar, nel suo ristorante. Non si distribuiscono armi, non si legittima il Far West ma si sta con i cittadini perbene. Da oggi i delinquenti sanno che fare i rapinatori in Italia è più difficile: è un mestiere ancora più pericoloso”.

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