Europa

Di Maio e Di Battista dai gilet gialli E c’è chi incitò alla «guerra civile»

Di Maio e Di Battista dai gilet gialli
Di Maio e Di Battista dai gilet gialli

Un blitz alla periferia di Parigi per l’incontro ventilato da tempo con i gilet gialli: è mattina quando Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio lasciano Roma per volare in Francia e incontrare Christophe Chalençon, uno dei leader del movimento transalpino, che ha annunciato nei giorni scorsi la volontà di schierare una lista alle Europee. Con i due esponenti del Movimento ci sono anche gli europarlamentari Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao e Tiziana Beghin, che avevano già preso parte ai precedenti incontri di gennaio con i possibili alleati europei.

«Si tratta del primo passo. Lavoreremo insieme nei prossimi mesi. Non si è ancora parlato di alleanze europee», dice Di Maio, che sui social network però si mostra fiducioso su possibili convergenze. «Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi», scrive il vicepremier e nel Movimento ricordano le battaglie in comune con i gilet gialli: dall’ambiente alla democrazia diretta fino ai diritti sociali e al no alla Tav.

Ma l’incontro finisce tra le polemiche per due questioni. Anzitutto per l’interlocutore dei pentastellati, che ha usato toni sopra le righe parlando degli scontri in Francia come di «guerra civile». In un video postato sul suo profilo Facebook il 23 dicembre — ricorda ad esempio il quotidiano France Soir — Chalençon, che è un fabbro residente a Vaucluse in Provenza, dichiarava: «adesso i militari devono entrare in gioco per permettere un governo di transizione». Un’azione urgente perché «all’inizio di gennaio andremo alla guerra civile, è inevitabile».

E c’è un secondo giallo. In un’intervista al quotidiano Le Parisien Chalençon commenta una possibile alleanza con il Movimento con un «niente affatto». I Cinque Stelle — parlando di un successivo contatto tra Di Maio e il leader francese — precisano che le parole sono state decontestualizzate all’interno di una risposta più ampia in cui viene spiegato che, non avendo i gilet gialli ancora né eletti né liste, è prematuro parlare di «matrimonio». con il M5S per le Europee. Intanto si ipotizza un prossimo step: la prossima settimana dovrebbe essere a Roma l’esponente dei gilet Ingrid Lavasseur.

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