Cronaca

Governo Conte: dodicesimo mese (pagelle)

Governo Conte: dodicesimo mese (pagelle)

Giovanni Tria

Giovanni Tria (6), ministro dell’Economia.

  • Approvati definitivamente in Senato con 150 sì, 107 no e 7 astenuti il reddito minimo garantito e Quota 100. Con 150 sì, 107 no e 7 astenuti l’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il ‘decretone’ con il reddito di cittadinanza e quota 100 senza modifiche rispetto al testo licenziato dalla Camera. Il decreto, con le due misure bandiera del governo giallo-verde, è stato approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 17 gennaio ed è stato modificato nel corso dell’iter parlamentare. Tra le principali novità, che diventano ora legge dello Stato, c’è il beneficio extra fino a 50 euro per il reddito di cittadinanza alle famiglie numerose e con disabili, il superamento del limite dei 45 anni per il riscatto agevolato della laurea, più controlli sui furbetti e paletti per i finti genitori single. Arrivano, inoltre, norme sulla tutela della privacy, una stretta sugli extracomunitari, il prolungamento della pace contributiva e l’innalzamento a 45mila euro della soglia per l’anticipo del Tfs degli statali.
  • Sgravi e incentivi fiscali per le imprese, tutela del made in Italy, rottamazione delle cartelle su multe e tributi locali. Sono solo alcune delle misure contenute nel cosiddetto “decreto crescita” approvato dal Consiglio dei ministri con la formula “salvo intese”. L’atto può, dunque, ancora essere oggetto di limature. “Le misure contenute in questo provvedimento che abbiamo fortemente voluto – ha commentato il premier Giuseppe Conte – contribuiranno alla ripresa del Paese, favorendo una crescita più robusta grazie al sostegno alle imprese, al lavoro e alle attività produttive”.  Ecco quali sono i punti principali del decreto. Esclusa la norma sui rimborsi ai risparmiatori truffati che ha fatto tanto discutere la maggioranza negli ultimi giorni. Il decreto crescita nel 2019 muoverà risorse per circa 850 milioni.
  • ll Consiglio dei ministri ha approvato, in una riunione durata circa mezz’ora, il Documento di economia e finanza. Lo si legge in un comunicato di Palazzo Chigi che ufficializza le stime del governo. Il Pil italiano nel 2019 crescerà dello 0,2%, dall’1% del più recente documento ufficiale. Peggiora anche il debito pubblico, in rialzo al al 132,7% del Pil in aumento dal 132,2% del 2018. Salirà anche il rapporto deficit-Pil dal 2% previsto nelle ultime stime del governo al 2,4%. E poi, a spingere il debito per quest’anno, per effetto anche dei rendimenti sul debito ancora elevati, un deficit strutturale in rialzo. A questo proposito, nella nota di Palazzo Chigi, che parla di una variazione dell’indebitamento “di soli -0,1 punti “percentuali” si legge che “tenendo conto della flessibilità concordata con la Commissione, il risultato di quest’anno rientrerebbe nei limiti del Patto di stabilità e crescita”. Nel Def c’è anche la flat tax “per ceti medi”, coperta con tagli alle agevolazioni fiscali. Ma non entra nel dettaglio delle cifre: salta infatti l’indicazione delle due aliquote Irpef al 15% e al 20% come obiettivo della riforma fiscale. Intanto il vicepremier Matteo Salvini assicura: “Nessun aumento dell’Iva”. Ecco i numeri del Documento di economia e finanza, previsti dalla bozza. La disoccupazione, intanto, è prevista oltre l’11%.
  • L’Italia ha ricevuto la lettera con cui la Commissione europa informa il governo che il paese non ha fatto “sufficienti progressi per rispettare i criteri del debito“. In sostanza, Bruxelles sostiene che il debito pubblico italiano sia troppo alto, e che il governo non abbia fatto nulla per risanarlo. “Sulla base dei dati notificati per il 2018, è confermato che l’Italia non ha fatto progressi sufficienti per rispettare il criterio del debito nel 2018”, si legge nella lettera indirizzata al ministro dell’economia Giovanni Tria. Il Ministro dell’economia Giovanni Tria invia la risposta alla Commissione europea in seguito alla lettera di quest’ultima al Governo italiano con cui chiedeva spiegazioni sulla mancata riduzione del debito, secondo gli impegni previsti dal fiscal compact. Nella risposta, a cui è allegata un’analisi di 58 pagine sul debito pubblico italiano, si ribadisce che il disavanzo 2019 “sarà minore di quanto prospettato nelle ultime previsioni” perché da un lato “l’andamento dell’economia e il gettito fiscale hanno finora superato le previsioni del Programma di stabilità”. In più “le entrate non tributarie sembrano superare le previsioni e l’utilizzo delle nuove politiche di welfare è, finora, inferiore alle stime sottostanti alla legge di bilancio per il 2019”.

Riccardo Fraccaro (5 1/2), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Democrazia diretta. 

  • Fraccaro in un intervista al Corriere della Sera. «Dobbiamo portare avanti gli impegni assunti. Penso al taglio di 345 parlamentari, ormai al giro di boa: non si era mai arrivati così vicini ad approvare una riforma tanto consistente. Se qualcuno vuol far cadere il Governo è evidente che non vuole il taglio dei parlamentari. Mi auguro non sia così». «A breve avremo riscontri circa la procedura di infrazione. Siamo convinti di poterla evitare, una decisione diversa sarebbe meramente politica. Proprio per questo dobbiamo andare avanti con le riforme, come appunto il taglio dei parlamentari. Dal nostro Governo i cittadini si aspettano il cambiamento e l’avranno,» ha aggiunto Fraccaro.

Giuseppe Conte (5 1/2), presindente del Consiglio dei ministri.

  • Emmanuel Macron intervistato da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” difende lo spirito europeo, l’asse con la Germania, la lotta ai nazionalismi e la Tav. Parlando delle ultime vicissitudini con l’Italia, liquida la questione sottolineando la necessità di andare avanti: “C’è stato un malinteso, ci sono state alcune affermazioni eccessive, ma queste peripezie non sono gravi, bisogna andare oltre. È questo di cui ho parlato con il presidente Mattarella, e per questo l’ho invitato in Francia”. E in italiano dice: “Con il cuore si può andare oltre gli ostacoli”.
  • “La Via della seta deve essere una strada a doppio senso e lungo di essa devono transitare non solo commercio ma talenti, idee, conoscenze”. Con queste parole Sergio Mattarella commenta il memorandum tra Italia e Cina che sarà firmato domani: “La firma del memorandum Italia-Cina è un segno dell’attenzione per una cornice ideale per un incremento delle collaborazioni congiunte tra imprese italiane e imprese cinese”. Il presidente della Repubblica a margine del colloquio con Xi Jinping ha spiegato: “La cooperazione tra Italia e Cina sarà confermata e rafforzata durante la visita così gradita del presidente Xi con intese commerciali”. Il presidente della Repubblica ha poi fatto un riferimento ai diritti umani: “Alla luce del mandato italiano nel consiglio per i diritti umani dell’Onu, desidero auspicare che, in occasione della sessione del dialogo Ue-Cina sui diritti umani che si svolgerà a Bruxelles dopo quella che si è svolta a Pechino lo scorso luglio, si possa proseguire in un confronto costruttivo sui temi così rilevanti”.
  • Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte partecipa al “Belt and Road Forum” a Pechino. Nel corso dei tre giorni in cui si svolge il forum Conte continua il dialogo con diversi leader internazionali tra cui il Presidente della Repubblica popolare Cinese Xi Jinping e il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Al secondo forum della Bri a Pechino, unico leader del G7, c’è anche Giuseppe Conte, fresco di firma di memorandum of understanding con la Cina. «L’Italia – ha detto il primo ministro italiano – non solo sta creando opportunità per sé ma per l’Europa intera: ci aspettiamo per questo anche maggiori investimenti cinesi in Italia».
  • Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i Vice Presidenti Luigi di Maio e Matteo Salvini partecipano al vertice intergovernativo italo-tunisino. Gli accordi siglati prevedono l’interconnessione elettrica, finalizzata per il trasferimento dell’energia elettrica dall’Europa alla Tunisia e ai paesi nordafricani, e il raggiungimento dell’uniformità degli standard europei della comunità della pesca. “Questo primo vertice intergovernativo italo-tunisino darà un ulteriore impulso a una collaborazione già intensa”, ed “è importante continuare a investire in questo rapporto, la Tunisia è un fattore di grande stabilità nel Mediterraneo”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Tunisi dopo il vertice con il primo ministro tunisino Youssef Chahed. “C’è grande consonanza su un ampio spettro di temi: in politica estera abbiamo condiviso un’agenda positiva sul Mediterraneo”, ha aggiunto. “Siamo ambedue attenti per contrastare traffico esseri umani e gestire i flussi”, ha dichiarato Conte. “Con il premier Chahed ho condiviso la preoccupazione dell’insorgenza del terrorismo in Tunisia e anche in altri luoghi. L’obiettivo comune è di concentrare gli sforzi per bloccare questo rischio”, ha sottolineato.
  • Il 28 aprile si è votato in 34 comuni siciliani. Fra i sette che sono andati al voto con il sistema maggioritario  a solo a Bagheria (Palermo) e Aci Castello (Catania) ci sarà un vincitore al primo turno. A scrutinio ancora in corso, Filippo Tripoli (dato al 46%) sembrerebbe essere riuscito a superare la soglia del 40%, che garantisce l’incoronazione diretta a primo cittadino. Negli altri comuni si dovrà tornare al voto, fra due settimane, per i ballottaggi. Luigi Di Maio commenta: «Le amministrative in Sicilia hanno ancora una volta dimostrato la solidità del M5S. Quando si gioca ad armi pari e anche gli altri corrono con una sola lista mostriamo tutta la nostra solidità, ma la grande soddisfazione – continua Di Maio –  è essere arrivati al ballottaggio nell’unico capoluogo di provincia al voto: Caltanissetta. Senza contare il ballottaggio nel Comune di Matteo Messina Denaro, Castelvetrano, a dimostrazione dei nostri anticorpi su legalità e lotta alla mafia. Il cambiamento continua».
  • Europee. La Lega trionfa: è il primo partito con il 34,33% (9.153.384 voti). Il Pd è al 22,69% (6.050.181), M5S al 17,07% (4.552.468), Forza Italia al 8,79% (2.344.433), Fratelli d’Italia al 6,46% (1.723.183). Non superano la soglia di sbarramento del 4% Più Europa al 3,08%, Europa Verde al 2,29% (465.086), La Sinistra all’1,74% (465.086), il Partito Comunista allo 0,88 (234.230). Fuori anche il Partito Animalista con 159.340 voti (0,60%), Svp (141.353 voti pari al 0,53), il Popolo della Famiglia-Alternativa Popolare (113.875 voti pari al 0,43), Casapound Italia-Destre Unite (88.723, 0,33%), Popolari per l’Italia (79.949 pari al 0,30%), il Partito Pirata (60.306 pari al 0,23%), Forza Nuova (40.781 pari al 0,15%), Autonomie per l’Europa con 17.629 (0,07%), il Ppa Movimento politico Pensiero Azione con 5.017 voti (0,02).
  • Il presidente Giuseppe Conte incontra a Palazzo Chigi il comandante del LNA, Khalifa Belqasim Haftar, per far fronte all’involuzione della crisi in territorio libico. Khalifa Haftar gela il governo italiano. Al premier Giuseppe Conte che gli ha chiesto ancora una volta di fermare il suo assalto militare a Tripoli, il generale capo della milizia “Libyan National Army” ha risposto “io andrò avanti, dobbiamo arrivare a Tripoli per estirpare il terrorismo”. Il generale che controlla Cirenaica, la regione orientale della Libia, è arrivato ieri sera a Roma e questa mattina ha incontrato Conte a Palazzo Chigi.

Giancarlo Giorgetti (5 1/2), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport.

  • Giancarlo Giorgetti: ‘Nella Lega non ci sono correnti, decide Salvini. Il Governo va avanti per fare le cose che sono scritte nel nostro programma’

Alfonso Bonafede (5), ministro della Giustizia.

  • “Chiedo alle forze politiche di lasciare in pace i magistrati, di rispettare la loro autonomia e il loro lavoro”. Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede durante una conferenza stampa alla Camera. “La politica si prenda le sue responsabilità etiche e morali e poi prenda le sue decisioni ma rispetti l’autonomia della magistratura”, ha aggiunto.

Enzo Moavero Milanesi (5), ministro degli Esteri.

  • La prospettiva di cambiare i Trattati europei non deve essere “persa di vista”, ma alcune modifiche per andare incontro a “ciò che ci chiedono i cittadini dobbiamo e possiamo farle anche senza modificarli”. Enzo Moavero Milanesi, ministro degli Esteri, apre a Firenze, a Villa Salviati, lo State of the Unione, l’appuntamento annuale di riflessione organizzato dall’Istituto Universitario Europeo (Eui) e mette subito sul piatto temi importanti che ruotano su un punto: l’aumento di poteri del Parlamento europeo. Cinque per la precisione, cinque proposte molto ambiziose, e che a dire il vero è molto, molto difficile che trovino il consenso necessario tra gli Stati.

Giulia Bongiorno (4 1/2), ministro della Pubblica Amministrazione.

  • Ministro della Funzione pubblica Giulia Bongiorno, dopo anni di blocco del turn over, ora lo Stato si dice pronto ad assumere. O almeno, queste sono le aspettative. «Se avessi voluto guardare solo ai consensi, sarebbe stato per me più semplice e conveniente annunciare dei tagli alla pubblica amministrazione che purtroppo, come è noto, non gode di grandi simpatie».

Sergio Costa (4 1/2), ministro dell’Ambiente.

  • Superare le divisioni fra l’economia e la tutela ambientale, che appartengono ormai all’ “archeologia politica”: è l’appello lanciato oggi dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, nella giornata di apertura del G7 Ambiente in corso in Francia, a Metz. “Credo che la dicotomia tra economia e tutela ambientale che ha caratterizzato il secolo scorso vada superata” e oggi ci sono “tutte le condizioni tecniche, scientifiche e politiche per farlo”, ha detto il ministro intervenendo nell’assemblea plenaria in un intervento, rileva il ministero in una nota, “pubblicamente apprezzato dalla presidenza francese”. Costa ha quindi voluto “fare un esempio di come il nostro impegno sia forte e concreto: dal 2025 in Italia non ci sarà più l’utilizzo del carbone. Siamo un grande Paese industriale e continueremo il nostro sviluppo, ma senza più carbone, dunque uno sviluppo sostenibile”.

Giulia Grillo (4 1/2), ministro della Salute.

Erika Stefani (4), ministro degli Affari regionali e Autonomie

  • Autonomia del Veneto, l’ultimatum della Stefani: «È nel contratto di governo, risposte nel prossimo Consiglio dei Ministri» «Io sono pronta. Ho già illustrato a Conte le intese come mi era stato chiesto. L’autonomia è nel contratto di governo per questo il prossimo Consiglio dei Ministri sarà la sede opportuna per dare una risposta alle Regioni e chi è contrario se ne assumerà la responsabilità». Suonano quasi come un ultimatum queste parole affidate ad una nota da parte della ministra degli Affari regionali e delle Autonomie del governo Lega-M5S Erika Stefani.

Danilo Toninelli (4), ministro delle Infratrutture e dei Trasporti.

  • Il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha annunciato al premier Conte le proprie dimissioni per il disaccordo interno al governo sulla questione della Tav Torino-Lione, ma Conte lo ha convinto a rimanere al suo posto. A riportare il retroscena è il quotidiano torinese La Stampa, secondo cui ieri, martedì 5 marzo 2019, l’esecutivo è stato a un passo dalla caduta. Lo scontro tra Lega e M5S sulla questione Tav si sta facendo molto teso. Conte ha assicurato che una soluzione sarà trovata entro venerdì 8 marzo, ma nel vertice ad hoc di ieri a Palazzo Chigi non si è trovato nessun punto di incontro. Dopo giorni di scontri e discussioni molto duri nella maggioranza, sabato il governo ha provato a risolvere la crisi nata intorno alla TAV – la linea ferroviaria ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino e Lione – inventandosi una specie di cavillo legale: ha provato, in pratica, a presentare come un rinvio nella partenza dei lavori qualcosa che, spiegano oggi i principali giornali, in realtà non lo è. Danilo Toninelli resta al suo posto, alla guida del ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Al Senato non passa, grazie a 159 voti contrari su 102 favorevoli e 19 astenuti,  la mozione di sfiducia presentata dal Pd, a prima firma Marcucci. Dopo poco viene respinta con 157 voti contrari, 110 favorevoli e 5 astenuti anche la mozione di Forza Italia, a prima firma Bernini. Entrambe chiedevano le dimissioni immediate del ministro pentastellato, insistendo in particolare sulle sue presunte mancanze nella gestione della vicenda dell’Alta Velocità Torino-Lione.Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli inaugurano lo stabilimento “Fincantieri Infrastructure” nel quale viene effettuato il taglio della prima lamiera per la ricostruzione del ponte di Genova. Lunedì è stato inaugurato a Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, il nuovo stabilimento di Fincantieri Infrastructure che si occuperà, tra le altre cose, di realizzare, insieme ad Impregilo, i pezzi del nuovo ponte Morandi, crollato ad agosto dell’anno scorso. Nell’occasione è stato anche celebrato il taglio della prima lamiera destinata alla ricostruzione del viadotto sul Polcevera.

  • Si svolge a Reggio Calabria il 55° Consiglio dei Ministri nel quale si deliberano il Decreto Calabria, concernente misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria e altre misure urgenti in materia sanitaria, e il Decreto Sblocca Cantieri concernente li rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici. Lo stesso entra in vigore nella giornata successiva con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. A un mese dalla prima approvazione, il governo ha dato il via libera definitivo al decreto sblocca cantieri, che ha l’obiettivo di velocizzare i lavori pubblici, durante un consiglio dei ministri convocato nella prefettura di Reggio Calabria. “È stato rappresentato che c’è stata una sollecitazione veemente da parte del presidente della Repubblica nei miei confronti per il ritardo con questo decreto, nulla assolutamente di vero”.

Marco Bussetti (4), ministro dell’Istruzione.

  • Si svolge il 56′ Consiglio dei Ministri che approva in tarda nottata il Decreto Crescita (seconda deliberazione) concernente misure urgenti per la crescita economica ed interventi in settori industriali in crisi. Segue in mattinata l’incontro tra Giuseppe Conte e Marco Bussetti con i sindacati provenienti dal mondo della scuola nel quale si trova l’accordo per l’assunzione dei precari storici e l’impegno da parte del Governo di individuare le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti assicurando un congruo aumento degli stipendi.

Alberto Bonisoli (3 1/2), ministro dei Beni Culturali.

  • «Su Pompei oggi ho in programma un secondo incontro con alcuni dei nomi» in corsa per la carica a direttore del Parco Archeologico. A dirlo, il ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli, rispondendo oggi a margine della presentazione dei primi risultati della Commissione Mibac per il Design. «Nella mia vita è una cosa che ho fatto centinaia di volte per assumere persone – spiega Bonisoli – c’è una selezione e una rosa di candidati, guardo il curriculum e li incontro. E quando voglio capire di più, li incontro una seconda volta. È assolutamente normale e oggi lo sto facendo per Pompei: un secondo incontro con alcuni dei candidati, nulla di formale. Chi fa il mio mestiere ci mette la faccia e voglio sentirmi tranquillo. Voglio poter dire: piaccia o meno, questa scelta l’ho compiuta per queste ragioni. Tutto qua». Il Mibac sta ancora valutando i tre nomi in lizza per il ruolo. Si tratta di Maria Grazia Filetici, Maria Paola Guidobaldi e del direttore generale uscente Massimo Osanna. Per oggi 21 maggio era prevista la nomina ma potrebbe slittare.

Gian Marco Centinaio (3 1/2), ministro dell’Agricoltura e turismo.

  • Gian Marco Centinaio è “contrarissimo” alla tassa di soggiorno. Ad affermarlo è lo stesso ministro del Turismo che interviene sulla questione dove sta partecipando alla 69esima Assemblea di Federalberghi. “Da quando facevo l’assessore dal 2009 sono contrarissimo: è un furto nei confronti dei turisti e molto spesso, non sempre, tanti sindaci la usano per andare a coprire i debiti di bilancio”, ha detto Centinaio a margine della convention. “Se tassa di soggiorno deve essere allora che diventi tassa di scopo vera: è il lavoro che stiamo facendo al ministero, stiamo lavorando per questo, in modo che il turista quando arriva sappia esattamente dove sarà spesa”, ha precisato.

Luigi Di Maio (3 1/2), vice-premier, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico

  • Salvini, sicuro e ai limiti della strafottenza, augura a tutti buon week end, parte per Milano, fa sapere che prima di martedì non tornerà a Roma, ovvero a bandi della Tav già pubblicati. E tanti saluti, con tanto di rassicurazioni finali su “nessuna crisi, nessuna nostalgia del passato”. Luigi Di Maio, visibilmente scosso, in conferenza stampa a palazzo Chigi, lo invita a un incontro (mentre l’altro è già in volo), esterrefatto per le rudi modalità dell’alleato, e soprattutto quella parola “bandi”, la sua irrinunciabile linea del Piave, neanche la nomina, con l’atteggiamento di chi spera in un accordo, fino all’ultimo momento, terrorizzato dall’eventualità di una crisi.
  • Terremoto giudiziario nel Movimento 5 Stelle romanoMarcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina è stato arrestato all’alba con l’accusa di corruzione: è in carcere. I carabinieri di Via In Selci hanno perquisito il suo appartamento e alcuni uffici in Campidoglio. Perquisizioni anche all’Acea. Al suo posto subentra Enrico Stefàno, attuale presidente della commissione Mobilità del comune. L’esponente grillino avrebbe incassato direttamente o indirettamente delle elargizioni, questa l’ipotesi dei pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli, dal costruttore Luca ParnasiDe Vito, in cambio, avrebbe promesso – all’interno dell’amministrazione pentastellata guidata dalla sindaca Virginia Raggi – di favorire il progetto collegato allo stadio della Roma. L’amministratore delegato di Acea Stefano Donnarumma è indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta che ha portato nei giorni scorsi all’arresto del presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito. Secondo quanto si apprende, le accuse sono legate a due sponsorizzazioni da 25 mila euro che fece Acea per i concerti di Natale del 2017 e del 2018. L’Acea ha diffuso un comunicato nel quale è scritto che «ribadendo ancora una volta la sua piena fiducia nell’operato della magistratura, in merito alle notizie che i media stanno riportando riguardo l’iscrizione nel registro degli indagati dell’amministratore delegato Stefano Donnarumma, sottolinea con forza, nel rispetto di tutti gli stakeholder e del mercato, che questa, stante l’atto notificato, non ha nulla a che vedere con il futuro stadio della Roma né con le vicende riguardanti l’asserito progetto di spostare la sede del Gruppo nel futuro “Business Park”, che dovrebbe sorgere proprio nei pressi dell’opera. Quella di Donnarumma è una estraneità assoluta, tant’è che non ha comportato alcun specifico addebito da parte delle autorità inquirenti nei confronti dell’Ad».
  • Intorno all’ora di pranzo, dopo due ore di Consiglio dei ministri, il governo vara all’unanimità il decreto spazza-Siri. Fuori da Palazzo Chigi un sole primaverile scalda Roma, e proprio mentre la decisione viene presa si alza da lontano un coro ritmato: “Libertà, libertà, libertà”. Non sono i leghisti scesi in piazza a fare da scudo umano al loro sottosegretario, ma un’imponente manifestazione di quei no Vax scaricati negli anni dai 5 stelle. Ma il concetto che esprimono gli interventi del Carroccio dopo il suono della campanella battono sullo stesso tasto.
  • Blindato da Grillo e Casaleggio, Luigi Di Maio è stato confermato capo politico del Movimento 5 stelle con l’80% delle preferenze espresse sulla piattaforma Rosseau. A dire sì alla conferma di Di Maio sono stati 44.849 votanti. In 11.278 hanno invece votato contro. Il giudizio sulla leadership Di Maio si è svolto dalle 10 alle 20, con gli iscritti al M5s chiamati a decidere se confermare o ritirare la fiducia al loro leader. «La riconferma del mio ruolo è solo il primo passo per avviare una profonda organizzazione del M5s», sono state le prime parole di Di Maio, «per renderlo più vicino ai cittadini per rimarcare la nostra identità. Tra qualche settimana conoscerete la nuova struttura organizzativa che per me deve prevedere compiti ben precisi in capo a persone individuate dal Movimento, deleghe su economiaterritoriliste civicheimprese, lavoro, ambiente, sanità, la tanto discussa comunicazione. Non perderò tempo, domani avrete già novità sul rinnovo di alcuni ruoli e procedure interne».

Elisabetta Trenta (3), ministro della Difesa.

  • Ennesima polemica all’interno del governo. Dopo giorni di battibecchi tra Lega e Movimento 5 stelle, ora si apre un nuovo fronte tra ministero dell’Interno quello della Difesa. Ad accendere la scintilla tra Matteo Salvini ed Elisabetta Trenta, questa volta, è stato un tweet pubblicato dal profilo ufficiale del ministero della Difesa – e poi rimosso – in merito a “un presunto salvataggio di pescherecci italiani, da parte della Marina, presi di mira da alcune imbarcazioni libiche”. “Pescherecci italiani nel mirino delle motovedette libiche salvati dalla Marina Militare. Grazie al coraggio e alla professionalità della Marina italiana si è evitato il peggio”. Questo il messaggio integrale postato sulla pagina ufficiale del ministero, poi cancellato in seguito alla segnalazione della ong ‘Mediterranea Saving Humans’, che aveva chiesto chiarimenti in merito. “Quanto riportato da un’agenzia di stampa circa un salvataggio della Marina di alcuni pescherecci italiani nei pressi delle acque libiche, è falso – si legge poi in un messaggio di rettifica -. Appresa la notizia abbiamo provveduto a rimuovere il tweet precedente”.

Barbara Lezzi (2 1/2), ministro del Sud

  • La ministra del Sud Barbara Lezzi parla oggi con il Corriere della Sera dell’argomento preferito del MoVimento 5 Stelle in campagna elettorale: la Lega. I grillini infatti ci hanno messo un po’, ma alla fine hanno capito che il travaso di voti che stava avvenendo a favore del Carroccio dipendeva dal fatto che tendevano a portare l’acqua con le orecchie al Capitano. Ora hanno smesso e si sono messi a fare campagna elettorale contro l’alleato di governo. Ma siccome qualcuno potrebbe anche prenderli sul serio e cominciare a pensare che se Salvini è il male allora è inutile starci al governo insieme.

Lorenzo Fontana (2 1/2), ministro della Famiglia e della Disabilità

  • La Camera ha approvato con nessun voto contrario, 386 sì e 19 astenuti la proposta di legge che regola la disciplina dell’assegno spettante in seguito allo scioglimento di un matrimonio. «L’obiettivo è quello di aggiornare e migliorare questa materia rispetto a una realtà sociale certamente mutata nel corso degli anni», spiega il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, «arrivando a un intervento normativo che superi la visione patrimonialistica del matrimonio quale sistemazione definitiva. Non è infatti da ritenere più attuale il riferimento al tenore di vita goduto durante il matrimonio come parametro per la determinazione dell’assegno in esame.

Matteo Salvini (2 1/2), vice-premier e ministro degli Interni. 

  • Un fiume di persone colorato e allegro. Una partecipazione straordinaria. Poco dopo la partenza del corteo antirazzista di Milano, c’è già un numero: “Siamo 200mila”, aggiornato a distanza di due ore con un “oltre 250mila”. Lo dice Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali in prima linea nell’organizzazione. E in effetti la coda della marcia non fa in tempo a muoversi per l’inizio della manifestazione che la testa è già in Duomo, a un paio di chilometri di distanza: la piazza è subito piena e la folla canta “Bella ciao”. Tanti, tanti bambini. E un dragone cinese, in rappresentanza della numerosa comunità cinese. Da Milano a Taranto, da Roma a Napoli, da Venezia a Torino. Migliaia di giovani hanno invaso le strade italiane aderendo al ‘Global Strike for future’. Una protesta di massa che tocca tutti i continenti e coinvolge centinaia di migliaia di ragazzi, con un’unica richiesta: interventi concreti, subito, per bloccare il riscaldamento globale e garantire un futuro alle donne e agli uomini di domani.
  • Dopo sole 24 ore di braccio di ferro con Matteo Salvinila nave Mare Jonio della ong italiana Mediterranea Saving Humans, con il suo carico di 49 migranti più l’equipaggio, entra al porto di Lampedusa scortata dalla guardia di finanza. E con essa, prontamente sequestrata dalle forze dell’ordine, anche il governo gialloverde entra metaforicamente in porto. Sgravato dal peso della Mare Jonio, l’esecutivo ora può tentare di gestire più agevolmente il voto dell’aula del Senato domani sul caso Diciotti, che vede Salvini oggetto della richiesta di autorizzazione a procedere dei magistrati per sequestro di persona, vale a dire i 177 migranti salvati dalla nave della marina militare italiana l’estate scorsa. “Ecco Luca Casarini, noto tra l’altro per aver aperto l’osteria ‘allo sbirro morto’, pluripregiudicato, coccolato da pd e sinistra oggi alla guida del centro sociale galleggiante arrivato davanti a Lampedusa”, inizia così con cui Matteo Salvini mostra la foto dell’attivista oggi alla guida della missione della nave Mare Jonio, che è ferma a largo di Lampedusa con a bordo 48 migranti. “E noi dovremmo cedere a questi personaggi? #portichiusi”, si legge ancora su Facebook. Nello scatto allegato al post, risalente a qualche anno fa, l’attivista indossa una maglietta con la scritta: “Siamo tutti sovversivi”.
  • E tre. Il centrodestra vince anche il terzo test elettorale dell’era del governo gialloverde. Dopo Abruzzo e Sardegna, anche la Basilicata: terra dove il centrodestra non ha mai conquistato l’amministrazione regionale. Finora. Vince il candidato di Forza Italia, l’ex generale della guardia di finanza Vito Bardi, sostenuto da cinque liste ma soprattutto dal carisma di Matteo Salvini, nelle ultime due settimane praticamente sempre presente in regione, paesino dopo paesino, palco dopo palco. Quello per Salvini è un voto politico per i lucani, un voto sulla fiducia, diciamo così, come è stato quel 44% tributato al M5s alle scorse politiche. Come in Sardegna e Abruzzo il Movimento non fa bene, dimezza i consensi rispetto alle politiche 2018, deve accontentarsi del terzo posto del resto largamente preventivato. Il candidato del M5s Antonio Mattia si è infatti candidato anche come consigliere per entrare in consiglio: la legge elettorale regionale permette l’elezione da consigliere solo ai primi due candidati presidenti, il vincente e il miglior perdente.
  • Senato della Repubblica approva definitivamente la conversione del disegno di legge concernente modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa (Già approvato dal Senato e modificato alla Camera) con 201 voti favorevoli, 38 contrari e 6 astenuti. Nove in tutto gli articoli i quali, oltre ad apportare modifiche in materia di legittima difesa domiciliare e di eccesso colposo, intervengono su alcuni reati contro il patrimonio (furto in abitazione e rapina) e sul delitto di violazione di domicilio. Dopo la votazione, lunghi applausi dai banchi del Carroccio. In aula c’era anche il vice premier Matteo Salvini che dopo la proclamazione del voto ha giunto le mani e si inchinato verso gli scranni occupati dai leghisti. Poi ha  mostrato ai cronisti una t-shirt con la scritta: “La difesa è sempre legittima”. Il leader leghista ha commentato a caldo: “Dopo anni di chiacchiere e polemiche è stato sancito il sacrosanto diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito a casa sua, nel suo bar, nel suo ristorante. Non si distribuiscono armi, non si legittima il Far West ma si sta con i cittadini perbene. Da oggi i delinquenti sanno che fare i rapinatori in Italia è più difficile: è un mestiere ancora più pericoloso”.
  • È in Gazzetta Ufficiale il provvedimento che prevede la dicitura “madre” e “padre” per la carta d’identità dei minorenni anziché “genitori”. Lo rende noto il Viminale. Il decreto, firmato dal ministero dell’Interno, da quello della Pubblica Amministrazione e da quello dell’Economia, porta la data del 31 gennaio 2019. Il provvedimento modifica il testo del decreto del 23 dicembre 2015, con il quale si introduceva la dicitura “genitori”. La nuova norma prevede la sostituzione del termine “genitori” con “padre” e “madre” ogni qual volta si presenta nel decreto che predispone le “modalità tecniche di emissione della carta d’identità elettronica”. Lo scorso novembre era stato lo stesso ministro Salvini a proporre il reintegro di “padre” e “madre”, prendendosi il “no” non solo dell’Anci e del Garante della Privacy ma anche degli alleati di governo del Movimento 5 Stelle.
  • La Cassazione ha dichiarato che Mimmo Lucano non ha commesso alcuna frode negli appalti e che non favorì matrimoni di comodo. Se solo fosse capace di provare vergogna, c’è qualcuno al Viminale che dovrebbe chiedere scusa per la quantità di fango che ha sparso a scopi elettorali, tutto impegnato nel tentare di distruggere il modello Riace dato che funzionava troppo bene e smentiva il suo sostenere che l’integrazione non fosse possibile. Siamo davanti a due volti dell’Italia. Uno difende il suo “diritto” al sequestro illegale dei migranti, l’altro promuoveva accoglienza. Uno si difende dai processi, l’altro si difende durante i processi. Nella sentenza è risultata ingiustificata anche l’esilio disposto nei suoi confronti, ma al momento Lucano non potrà far ritorno nella sua città dato che la Cassazione ha chiesto l’annullamento ma ha rinviato la decisione al Tribunale di Reggio Calabria.
  • All’inizio era un caso isolato, una frase di Pino Daniele e una signora che si è vista entrare la Digos nel salone, uscire in terrazzo e rimuovere lo striscione incriminato. Era un telo rosso e una scritta bianca che capeggiava al centro: “Questa Lega è una vergogna”. Matteo Salvini, poco dopo, avrebbe iniziato il suo comizio a Piazza Portanova, a Salerno. Alle felpe con i nomi dei paesi, molti adesso rispondono con gli striscioni alle finestre. Sembra quasi un’onda spontanea e inarrestabile che travolge e contagia tutta la penisola. Passando indifferentemente dal piano reale – gli striscioni, appunto, attaccati al balcone di casa – a quello virtuale – che in queste ore si raccoglie sotto l’hashtag #Salvinitoglianchequesti, marcatore che unisce le proteste sparse per tutta Italia come anti propaganda nei confronti del ministro dell’Interno.
  • Potrà anche vincere le elezioni europee, ma non così. Non con il Crocifisso, con il Rosario o invocando la Madonna la cui corona di dodici stelle è l’emblema stesso dell’Unione europea, e ne costituisce la bandiera in campo blu come il manto della Vergine raffigurato nella iconografia popolare. In hoc signo non vinces, non vincerai utilizzando quel segno, è la reazione, compatta, del mondo cattolico contro Matteo Salvini. Perché agli occhi del Vaticano il leader della Lega non può usare i segni della fede cristiana per chiedere al Cielo di vincere la prossima sfida elettorale. Non può strumentalizzarli in modo così plateale e irriguardoso, con tanto di fischi in piazza contro papa Francesco, che volente o nolente è – per un credente – la pietra scelta da Cristo stesso per edificare la sua Chiesa, e la pietra di inciampo per chi gli si rivolta contro.
  • Circa un migliaio di persone si è radunato in piazza Repubblica a Firenze, a circa 100 metri da piazza Strozzi dove alle 21 è previsto il comizio del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. I manifestanti hanno già cercato tre volte di sfondare il cordone delle forze dell’ordine. La polizia ha già effettuato tre cariche di alleggerimento. Tra le oltre mille persone che si sono radunate in piazza della Repubblica per protestare contro Salvini, sono circa un centinaio i manifestanti che hanno cercato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine per raggiunge la vicina piazza Strozzi. Dal resto dei manifestanti arrivano slogan e fischi. “Dopo il Matteo di Rignano facciamo il Matteo padano” è scritto su uno striscione.
  • Il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti della Lega Edoardo Rixi è stato condannato a tre anni e cinque mesi per peculato e falso dal Tribunale di Genova nel processo delle Spese Pazze in Regione Liguria. Il pm Pinto aveva chiesto tre anni e quattro mesi. Per Rixi il Tribunale ha stabilito l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, provvedimento che viene sospeso se il diretto interessato presenta ricorso.Il giudice ha disposto anche la confisca nei confronti di Rixi di 56.807 euro. Pochi minuti dopo la sentenza, a stretto giro di agenzie, arrivano le dimissioni nelle mani di Matteo Salvini e l’accettazione da parte del vicepremier. A fare la prima dichiarazione lo stesso Rixi: “Sono tranquillo. Ho sempre agito per il bene degli italiani. Conto sull’assoluzione perché non ho mai commesso alcun reato, ma per l’amore che provo per l’Italia e per non creare problemi al governo ho già consegnato nelle mani di Matteo Salvini le mie dimissioni”. Passanto pochissimi minuti e arriva l’annuncio di Salvini che annuncia di aver nominato Rixi reponsabile delle Infrastrutture della Lega.

Ministro degli Affari Europei ad interim a Giuseppe Conte

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