
L’accordo eliminerà le tasse sulla maggior parte degli scambi, incoraggerà gli investimenti delle imprese e garantirà la protezione dei diritti di proprietà intellettuale: il Giappone e l’Unione Europea sperano cosi di contrastare il protezionismo degli gli Stati Uniti e la guerra dei dazi con la Cina.
“Una delle cose che fa questo accordo”, spiega l’economista Robert Carnell, “è ovviamente dare una sorta di certificazione geografico ad alcuni di questi prodotti: non si puo iniziare a fare la feta giapponese o un roquefort giapponese, che saranno sempre protetti dai diritti di identificazione geografica, e allo stesso modo, dalla prospettiva europea in Giappone, non si potrà produrre una contraffazione del manzo Kobe”.
Con il patto Europa-Giappone, ora in vigore dopo cinque anni di trattative, i consumatori giapponesi avranno prodotti importati più economici e l’eliminazione dei dazi sui prodotti industriali giapponesi (un miliardo di euro in meno per l’Europa) riduranno i costi per gli esportatori.
I settori che ne beneficeranno di più saranno quello alimentare per l’Europa e quello automobilistico per il Giappone.
Complessivamente, il Giappone eliminerà le tariffe su circa il 94% dei prodotti agricoli e industriali e l’Unione europea porrà termine a dazi su circa il 99% delle importazioni.
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