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Finlandia, sconfitto il governo conservatore

Finlandia, sconfitto il governo conservatore

Finlandia, sconfitto il governo conservatore

Terremoto politico e sconfitta sonora del governo uscente nella Finlandia stremata da tre anni di recessione, ma contro ogni aspettativa i populisti di destra xenofobi e antieuropei, i ‘Veri finlandesi’di Timo Soini, incassano la disfatta più dura tra tutte le forze politiche in corsa: speravano di diventare secondo partito nazionale, invece crollano dal 19 per cento del 2011 al 17,65, appena il quarto posto. Ecco le indicazioni di exit-polls, proiezioni e primi risultati parziali delle elezioni politiche svoltesi ieri nel paese del grande nord. Con ogni probabilità il nuovo leader del Partito di centro (Keskusta, moderati europeisti), l’imprenditore Juha Sipila, sarà il nuovo primo ministro.

Finora, a Helsinki avevano governato i conservatori, prima con Jirky Katainen poi, quando questi era passato alla Commissione europea, con Alexander Stubb, in coalizione con i socialdemocratici. Entrambi i partner delle ‘larghe intese’ uscenti sono severamente puniti dalla pesante situazione economica, con il pil in negativo da tre anni e una disoccupazione salita al 9,2 per cento, un record per i finnici. Il veloce invecchiamento della popolazione e quindi costi crescenti di welfare e previdenza che pesano sul Bilancio, la caduta del commercio con la Russia, una crisi che ha frenato le grandi aziende solitamente competitive e global player, da Nokia a Kone, hanno condannato senza appello l’esecutivo uscente. Anche perché si era intestato in una linea stile Bundesbank di rigore a oltranza, chiedendola anche con durezza estrema in tutta l’Eurozona, con particolare accanimento contro la Grecia.

Il rigore alla fine ha fatto male anche ai finlandesi, in contrasto con la vicina Svezia dove con tassi negativi, quantitative easing e investimenti il governo di sinistra (appoggiato dai moderati locali) di Stefen Loefven ha rilanciato crescita (2,7 per cento), occupazione ed export. Chi più di tutti sperava di avvantaggiarsi da crisi sociale e malcontento erano appunto i ‘Veri finlandesi’ di Soini. Invece gli è andata male: gli elettori hanno preferito una protesta ragionevole. Sipila, che promette una politica pragmatica per più posti di lavoro, dovrà scegliersi un partner di governo. Il suo Centro è primo con il 21,1 per cento e probabilmente 51 seggi, i socialdemocratici terzi con 18,8, i conservatori terzi col 17,9. I populisti antieuro che speravano di dover essere sdoganati come alleato indispensabile subiscono un’emorragia di voti.

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