Economia

La Camera approva in via definitiva la Legge di assestamento del Bilancio

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Silvio Berlusconi

La Camera approva in via definitiva (con 294 sì e 1 no) la Legge di assestamento del Bilancio. Le opposizioni non partecipano al voto.

Le dimissioni a rate escogitate dal Cavaliere non sembrano un toccasana. La catastrofica reazione dei mercati lo dimostra. E costringe Napolitano all’ennesima puntualizzazione. La seconda, nel giro di poche ore. Il capo dello Stato chiarisce in una nota pomeridiana il suo programma. “Entro breve tempo o si formerà un nuovo governo che possa con la fiducia del Parlamento prendere ogni ulteriore necessaria decisione o si scioglierà il Parlamento per dare subito inizio a una campagna elettorale da svolgere entro i tempi più ristretti”. E sottolinea a voce alta (metaforicamente): “Non esiste alcuna incertezza sulla scelta del presidente del Consiglio di rassegnare le dimissioni”. Sulla base di accordi tra i Presidenti delle Camere e dei gruppi parlamentari la Legge di stabilità “sarà approvata nel giro di alcuni giorni”. Adottare le ricette europee è diventata un’esigenza primaria, per placare la speculazione sui mercati. L’Europa ha inviato gli ispettori e chiede ulteriori misure; quelle (non ancora) adottate non sono sufficienti, per raggiungere il pareggio di Bilancio nel 2013. Il commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha usato toni categorici e ultimativi: la situazione è drammatica, dovete rassicurare i mercati. La Commissione ha mandato al governo un questionario ad ampio spettro. È un’altra lettera, l’ennesima: contiene 39 punti e chiede chiarimenti entro venerdì. S’ipotizza un’altra manovra (sarebbe la sesta, a un rapido conteggio). Alle ispezioni del Fmi, si aggiungeranno quelle congiunte di Ue-Bce.

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