Aldo Brancher viene nominato Ministro per l’Attuazione del Federalismo Amministrativo e Fiscale (poi tramutato in Sussidiarietà e Decentramento) e giura nelle mani del Presidente della Repubblica, Napolitano.
Aldo Brancher, con l’incarico di “Ministro per l’attuazione del federalismo”, ha giurato sulla Costituzione dopo la firma lesta del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Come prima considerazione, dobbiamo capire realmente quale sia l’utilità di questo incarico in quanto, come lo stesso
Davide Zoggia, responsabile Enti locali del Pd, dice, non si capisce “per quale motivo, esistendo un ministero per i Rapporti con le regioni, sia stato nominato un ministro per il Federalismo”. Ma, come è ormai chiaro a tutti, non è poi questo ciò di cui ci si deve preoccupare di più, anzi. C’è un piccolo particolare, che riguarda il passato del nuovo Ministro, che forse non è giunto, o è giunto e non ha toccato minimamente Napolitano. Il dottor Aldo Brancher è stato un personaggio coinvolto nelle inchieste di Mani Pulite, salvatosi, dopo due condanne in primo e secondo grado, dalla Cassazione grazie ad una legge del Governo Berlusconi. Lo stesso Di Pietro dice che se lo ricorda “molto bene Brancher coinvolto in Tangentopoli per fatti molto gravi”. Ma quali son questi fatti? Credo sia meglio ricordarli:
“18 Giugno 1993. Il pool di Milano fa arrestare Aldo Brancher, assistente di Fedele Confalonieri [allora già figura importantissima di Fininvest nda], per 300 milioni [di lire nda] al Psi e 300 a Giovanni Marone, segretario dell’ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, in cambio di spot sulle reti Fininvest per la campagna ministeriale anti-aids. [Brancher nda] Resterà tre mesi a San Vittore senza aprire bocca. Poi diventerà deputato e poi vice ministro” ed oggi Ministro. (tratto da Ad Personam di Marco Travaglio, p. 31. Chiarelettere, 2010)
Da qui la domanda viene spontanea. Ma e il ddl anti corruzione tanto osannato dal Cavaliere in campagna elettorale per le regionali che fine ha fatto? Purtroppo, anche se ci fosse, Brancher non vi rientrerebbe, poichè “è stato condannato con giudizio di primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al Partito Socialista Italiano; ma si salva in Cassazione grazie alla prescrizione per il secondo reato e alla depenalizzazione del primo (Legge 61/2002 nda) da parte del governo Berlusconi.” (Wikipedia)
Spero solo che, per chi ha dei figli ancora giovani, questo genere di personaggi vengano riconosciuti per quello che sono. Nella vita si può cambiare, è vero. Ma esiste la sanzione reputazionale. Una persona del genere, non solo non dovrebbe essere Ministro, ma non dovrebbe avere cariche pubbliche di nessun tipo. Ma siamo in Italia e, come dice Di Pietro, “pare che il messaggio che si manda ai cittadini sia uno solo: il delitto paga e che conviene fare il delinquente perchè magari si diventa anche ministro”.
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