Governo

Mobilità in cambio degli aumenti il piano-Berlusconi per gli statali

Governo Berlusconi IV: trentaseiesimo mese

Silvio Berlusconi

Sui contratti del pubblico impiego, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi rilancia e in cambio di maggiori aumenti propone un piano di mobilità da un ufficio ad un altro per migliorare la produttività e l’ efficienza della pubblica amministrazione. Ed è questa la carta che il governo intende giocare alla ripresa del negoziato con i sindacati fissata per giovedì prossimo. Se n’ è parlato ieri durante la riunione del Consiglio dei ministri durante la quale Palazzo Chigi ha chiesto al ministero dell’ Economia «cifre precise» per il rinnovo del contratto. L’ obiettivo dell’ esecutivo è quello di evitare lo sciopero generale. Cgil, Cisl e Uil, infatti, decideranno lunedì le modalità della protesta, mentre gli autonomi della Confsal hanno già proclamato uno stop di tutto il pubblico impiego (scuola compresa) per il 3 giugno. Berlusconi ha tentato ieri di smussare lo scontro con i sindacati: «Per ora non credo si debba parlare di sciopero, ci incontreremo e spero si possa arrivare ad un’ intesa». Ma dai leader sindacali è arrivata la replica stizzita. «Spero che Berlusconi – ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani – non voglia anche fare il capo del sindacato. Sarebbe troppo». Per Savino Pezzotta (Cisl) c’ è un solo modo per scongiurare lo sciopero: «Rispettare la mediazione raggiunta con Siniscalco». «è l’ unico modo – ha aggiunto il numero due della Uil Adriano Musi – perché i lavoratori non scendano in piazza e non protestino contro chi continua a offendere la loro intelligenza e la loro dignità». Sulla carta la mobilità è già prevista ma è difficile da applicare per una serie di ostacoli interni alla pubblica amministrazione. Tra i tecnici del governo si parla di uffici sovradimensionati in alcune aree del Sud e in alcuni comparti come quello dei ministeriali. La tesi è che un riequilibrio delle forze permetterebbe risparmi da redistribuire nella contrattazione. Restano tra le ipotesi anche quella di allungare la durata dei contratti e di trovare un nuovo indice al posto dell’ inflazione programmata.

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