Giustizia

Governo Draghi: dodicesimo mese

Massimo Garavaglia e Roberto Speranza

Mario Draghi (9), presidente del Consiglio dei ministri

Il discorso cambia completamente se si chiede agli italiani chi credono che sarà il prossimo capo dello Stato: Draghi è in testa con il 18,8%, seguito da Berlusconi con il 14,7% e da Mattarella con l’11,1%. Staccato c’è Gentiloni al 4,1%, poco più di Casellati al 4,0%. E ancora: Cartabia è al 3,8%, Casini al 2,4%, Bonino al 2,1%, Amato all’1,7%, Severino allo 0,9%, Moratti allo 0,9%, Frattini allo 0,5%. Altissima la quota altro/non so: al 33,4%. Quanto al futuro, invece, gli italiani sono abbastanza convinti che dopo l’elezione del Presidente della Repubblica si andrà avanti con il governo Draghi (49,2%). Anche perché sul destino del presidente del Consiglio i cittadini sembrano avere pochi dubbi: il 56,7% vuole che resti a Palazzo Chigi, appena il 16,8% lo vorrebbe eletto capo dello Stato. Non perché non sia adatto, come dimostrato dalle domande sul gradimento, ma perché altrimenti ci sarebbero conseguenze sul governo.

Il Parlamento ha scelto: Sergio Mattarella è di nuovo presidente della Repubblica. La proclamazione è stata fatta dal presidente della Camera Roberto Fico: all’ottava votazione Mattarella ha ottenuto 759 voti dai 983 votanti. E ora Fico e la presidente del Senato Casellati hanno raggiunto il Quirinale e comunicato a Mattarella l’esito del voto. “Sono giorni difficili che impongono di non sottrarsi alle decisioni del Parlamento”, ha detto Mattarella in un breve discorso accettando così la rielezione al Colle. Il giuramento sarà il 3 febbraio alle ore 15.30 alla Camera. I Grandi elettori, dunque, hanno conferito a Mattarella il secondo mandato come capo dello Stato. Subito dopo la proclamazione in Aula alla Camera è scoppiato un fragoroso applauso simile a quello (di oltre 4 minuti) che ha accolto il superamento del quorum di 505 voti da Mattarella e a quello che ha accompagnato la conclusione dello spoglio delle schede. In totale il capo dello Stato uscente ha ottenuto 759 voti. 

Roberto Speranza (7 1/2), ministro della Salute.

Arrivano altri 400 milioni per le spese Covid delle Regioni per far fronte alla quarta ondata e per la campagna di vaccinazione, si apprende da fonti di governo. L’intervento sarebbe stato fortemente sollecitato dal ministro della Salute Roberto Speranza.

Il CdM approva un d.l. che rende illimitata la validità del green pass dopo la terza dose e contiene nuove norme per la frequenza scolastica. I ministri della Lega non prendono parte alla votazione sui provvedimenti relativi alla scuola, in disaccordo con la posizione presa dal governo. Il decreto con le nuove norme anti-Covid riguardanti la scuola, lo stop alle restrizioni per i vaccinati anche in zona rossa e la durata del Green pass è stato approvato dal Consiglio dei ministri; la Lega però non ha partecipato al voto perché non condivide la differenziazione sui vaccinati e i non vaccinati, in particolare per le regole delle scuole primarie che il Carroccio ritiene discriminatorie.

Nuova ordinanza firmata dal Ministro della Salute Roberto Speranza, che interessa il periodo dall’11 febbraio 2022 al 31 marzo 2022. Da venerdì, come anticipato, non sarà più obbligatorio mantenere le mascherine all’aperto, ma lo sarà portare una mascherina sempre con sé per indossarla in caso di assembramenti. Rimane invece l’obbligatorietà di indossare la mascherina al chiuso nei luoghi che non siano la propria abitazione privata almeno fino al termine del 31 marzo.

Andrea Orlando (6), ministro del Lavoro e Politiche Sociali

Una lettera di minacce indirizzata al Ministro del Lavoro Andrea Orlando. La busta è stata recapitata questa mattina agli uffici romani. Il contenuto ora è oggetto delle analisi dei Vigili del Fuoco intervenuti insieme agli agenti dell’ispettorato della Polizia di Stato del ministero e al personale sanitario del 118. Lo riporta l’agenzia Ansa.  Stando a quanto riferito dal ministero del Lavoro al momento dell’apertura della lettera, Orlando non era negli uffici del ministero. Nella busta era presente una sostanza. Ad aprirla un membro della segreteria che è stato preso in carico dal personale sanitario e messo in isolamento per le analisi di rito degli organi competenti, effettuate anche sul contenuto della busta.

Marta Cartabia (6), ministro della Giustizia

Così lo scorso 19 gennaio, la Guardasigilli ha cominciato il suo lungo intervento sulla Giustizia amministrativa, concentrandosi poi sugli irragionevoli tempi del processo, sottolineando la volontà di riportarli sul giusto binario. Ha poi aggiunto come manchino spazi adeguati e risorse che possano agevolare l’organizzazione e il funzionamento del Ministero, sottolineando la volontà di puntare sulla digitalizzazione, come elemento che «condiziona già oggi e condizionerà sempre di più la qualità della risposta dei servizi della giustizia, e la sua tempestività». Il Ministro nella sua lunga esposizione ha toccato poi numerosi temi, dal sovraffollamento delle carceri alla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, tenendo sempre presente l’anno emergenziale appena trascorso che ha portato a reinventarsi giorno dopo giorno.

Il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità la riforma del Consiglio superiore della magistratura e della legge sull’ordinamento giudiziario, la terza del “pacchetto giustizia” dopo quelle del processo civile e penale. Il nodo centrale da sciogliere era la norma sulle cosiddette “porte girevoli“, cioè il ritorno alle funzioni giudiziarie dei magistrati che entrano in politica: la soluzione definitiva è addirittura più stringente di quella del ddl Bonafede, il testo base a firma dell’ex ministro grillino in discussione alla Camera dal 2020. “I magistrati che hanno ricoperto cariche elettive di qualunque tipo o incarichi di governo (nazionale, regionale o locale) al termine del mandato, non possono più tornare a svolgere alcuna funzione giurisdizionale”, si legge. Ieri sia Movimento 5 Stelle che Lega e Forza Italia avevano chiesto che restasse in vigore l’impianto del testo base, mentre nelle indiscrezioni diffuse nei giorni scorsi il divieto non valeva per chi ricopre incarichi politici ma non elettivi, come ministrisottosegretari e assessori.

Daniele Franco (5 1/2), ministro dell’Economia

ll Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge per i nuovi sostegni alle attività in crisi per il Covid e per intervenire sui prezzi delle bollette. Dovrebbe essere di circa 1,6 miliardi la dote per i nuovi sostegni alle attività in crisi a causa del prolungarsi dell’emergenza Covid e delle nuove restrizioni.

Vittorio Colao (5), ministro dell’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale

Il 75 per cento dei cittadini italiani avrà l’identità digitale entro il 2026, parola di Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale. Intervenuto in videoconferenza all’evento Masters of Digital 2022 organizzato da DigitalEurope (l’organizzazione europea che rappresenta l’industria della tecnologia digitale), il ministro italiano ha fatto un punto sulle prospettive della digitalizzazione dell’amministrazione pubblica, anche grazie al supporto dei 50 miliardi di fondi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per la transizione digitale del Paese.

Luciana Lamorgese (5), ministro degli Interni

«C’è tanta aspettativa da questo comitato provinciale e lo sappiamo: lo Stato non può che far sentire la propria presenza con forza, anche mettendo risorse aggiuntive». Lo ha affermato il ministro Luciana Lamorgese, al termine del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a Foggia. All’incontro erano presenti il capo della Polizia – direttore generale della Pubblica Sicurezza, i comandanti generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il Procuratore Nazionale Antimafia, i vertici della locale Procura della Repubblica e della Direzione distrettuale antimafia di Bari. Oggi, ha aggiunto il ministro «mandiamo un messaggio chiaro di presenza», sottolineando che «integreremo gli organici».  «Nel 2019 – ha poi ricordato – eravamo qui per riunire un comitato provinciale ed annunciammo l’istituzione della Dia a Foggia: promessa mantenuta nel febbraio 2020». 

Dario Franceschini (5), ministro della Cultura

“Il settore della cultura è uno tra i più colpiti dalla pandemia. La musica e lo spettacolo, in particolare, stentano a ripartire, mentre la quarta ondata ha di nuovo messo in difficoltà i cinema. Per questo il governo prosegue a sostenere tutte queste realtà, stanziando 111,5 milioni di euro nel 2022“, ha commentato il ministro Dario Franceschini. 

Giancarlo Giorgetti (5), ministro dello Sviluppo Economico

“Abbiamo stanziato in totale 390 milioni di euro, aumentato a 30 milioni il fondo per discoteche e sale da ballo. Un sostegno doveroso da parte del governo”, ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti dopo il via libera del Cdm al decreto Sostegni ter.

Patrizio Bianchi (5), ministro dell’Istruzione

Arrivano, poi, 45,22 milioni per fornire gratuitamente mascherine Ffp2 agli alunni, gli insegnanti e il personale scolastico in autosorveglianza. È quanto prevede la bozza del nuovo dl sostegni. Fino a fine febbraio, le istituzioni scolastiche potranno acquisire le Fpp2 necessarie nelle farmacie o presso gli altri rivenditori autorizzati che abbiano aderito al protocollo d’intesa del 4 gennaio, che prevedeva un costo di 0,75 centesimi a mascherina.

Massimo Garavaglia (4 1/2), ministro del Turismo

Le misure saranno contenute nel nuovo decreto Sostegni che riguarderanno in particolare turismo, cultura, sport, tessile e moda, catering, eventi e wedding. “Il governo ha riconosciuto la fase di difficoltà attraversata dall’intera industria del turismo. È stato aumentato di 100 milioni Il Fondo unico nazionale del turismo, in aggiunta ai 120 milioni stanziati con la legge di bilancio. Ed è stata accolta la nostra richiesta di dedicare una quota (40 milioni) alla decontribuzione per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali”, ha detto Massimo Garavaglia sul decreto ristori. “Si poteva avere di più. Ma il meglio, talvolta, è nemico del bene. Ulteriori interventi verranno avviati con le risorse a disposizione del ministero. Insomma, un bicchiere pieno a metà” dice.

Renato Brunetta (4), ministro della Pubblica Amministrazione

Il ministro della Pubblica amministrazione torna a criticare i dipendenti che lavorano da casa. Cgil, Uil e Flp replicano duramente: “E’ stato proprio col lavoro agile che l’Italia ha potuto affrontare la pandemia e tenere in piedi il Paese. Esca dal palazzo Signor ministro e se ne renderà conto. Oppure rassegni le dimissioni”. Intanto sui social imperversano gli sfottò

Lorenzo Guerini (3 1/2), ministro della Difesa

Nella crisi ucraina l’Italia farà la sua parte al fianco della Nato. Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, in un colloquio con Repubblica, lancia un segnale chiaro sulla volontà del governo Draghi di avere un ruolo attivo nello scenario creato dallo schieramento russo sui confini di Kiev. «L’Alleanza ha previsto un rafforzamento delle misure di deterrenza sul proprio fianco Est a cui anche l’Italia partecipa nell’ambito di dispositivi di operazioni e missioni già autorizzate dal Parlamento. Se saranno assunte ulteriori decisioni, sempre all’interno della strategia Nato di deterrenza, l’Italia darà il suo ulteriore contributo e farà la propria parte, riaffermando il valore della coesione dell’Alleanza innanzitutto rassicurando i Paesi membri sul fianco Est».

Enrico Giovannini (3 1/2), ministro delle Infratrutture e Mobilità Sostenibili

Anche nuovi contributi per il settore dei trasporti, ancora penalizzato dall’emergenza Covid. Per il trasporto pubblico locale, la bozza del nuovo dl Sostegni stanzia 80 milioni per i servizi aggiuntivi “programmati al fine di far fronte agli effetti derivanti dalle limitazioni poste al coefficiente di riempimento dei mezzi” e, se in eccesso, anche per le attività di controllo a bordo dei mezzi. Per gli autobus privati è istituito invece presso il Mims un fondo da 15 milioni. Nel settore ferroviario, sono destinati a Rfi 10 milioni l’anno dal 2022 al 2034 per ridurre il canone di utilizzo della rete da parte di altri operatori.

Roberto Garofoli (3), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

La seduta è iniziata con quasi tre ore di ritardo dopo che i partiti hanno espresso perplessità e resistenze, chiedendo più tempo per la discussione sul testo. Dopo un vertice tecnico di preconsiglio, la situazione si è sbloccata durante la riunione convocata dal premier Mario Draghi con la ministra Marta Cartabia, i capidelegazione delle forze di maggioranza e il capo di gabinetto Antonio Funiciello. Intorno alle 13 si è quindi riunito il Cdm e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli ha chiesto di non partecipare ai lavori per “sensibilità istituzionale”, anche se le nuove regole non avranno valore retroattivo.

Elena Bonetti (2 1/2), ministro della Famiglia e Pari Opportunità

La prova del primo consiglio dei ministri, dopo la guerra tra i partiti di maggioranza sul Colle, pare essere stata superata. Il premier Mario Draghi ha sottolineato la centralità della crescita del Pil a +6,5%, frutto dell’operato del governo e della campagna di vaccinazione, e poi ha elencato le scadenze del Piano nazionale di ripresa e resilienza, dando compiti specifici ai ministri. Lo racconta alla Stampa la ministra della Famiglia e delle Pari opportunità Elena Bonetti, di Italia Viva. Il premier «era cordiale e sorridente come sempre. Ha cominciato con le parole di felicitazione per l’elezione di Mattarella, che tutti abbiamo condiviso con un applauso corale», racconta. «Nessuna battuta, solo l’attenzione al lavoro da fare per il Paese».

Federico D’Incà (1 1/2), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Riforme Istituzionali

Un risultato che dovrebbe mettere tutti d’accordo e che invece ci mostra cosa succederà nei prossimi mesi: un “tutti contro tutti su tutto”. Annunciato lo stanziamento, la Regione Veneto lo ha definito come un successo del sistema, ma è stata subito rimbeccata dal ministro Federico D’Incà (5 Stelle) che ha fatto notare come trattandosi di Olimpiadi i fondi sarebbero stati meglio utilizzati sulle strade che portano a Cortina. Comprensibile che il bellunese D’Incà sia attento alle ricadute sul proprio territorio. Niente di male: si può stare al governo (per i Rapporti con il Parlamento) ma tenere comunque d’occhio quello che succede nel proprio bacino elettorale. Solo che ha fatto un passo di troppo, scatenando la reazione di Elisa De Berti, vicepresidente della Regione e assessore alle Infrastrutture e Trasporti della Regione.

Roberto Cingolani (1 1/2), ministro della Transizione Ecologica

Il FAI esprime solidarietà al Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolanie al personale del ministero che stamattina ha subito un’incursione da parte di alcuni attivisti dell’organizzazione ambientalista Extinction Rebellion. Il fine non giustifica i mezzi: la battaglia per l’ambiente è una priorità assoluta, sempre più sentita dai cittadini che giustamente chiedono alle istituzioni interventi radicali, ma non la vinceremo ribellandoci, bensì condividendo visioni e strategie in un clima di civiltà, collaborazione e rispetto, e disponendoci con mente aperta e lucida a cambiare il nostro modo di pensare, di vivere e di produrre.

Mariastella Gelmini (1), ministro degli Affari regionali e Autonomie

“La vera anomalia è che nel centrodestra ci sono forze che, a fronte di un’emergenza di proporzioni mai viste, hanno scelto l’interesse nazionale e si sono rimboccate le maniche ed altre, come Fratelli d’Italia, che legittimamente hanno scelto di massimizzare il consenso, stando all’opposizione”. Così Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, in un’intervista a “Il Giornale”. “E dunque si è verificata una asimmetria che è stata una concausa anche del risultato sul Quirinale. Se fossimo stati tutti nella maggioranza che sostiene Draghi, oggi racconteremmo un altro film”, sostiene Gelmini.

Luigi Di Maio (1), ministro degli Esteri

La rielezione a presidente della Repubblica di Sergio Mattarella ha lasciato tensioni e strascichi in tutti i partiti, ma quello più in difficoltà sembra di gran lunga il Movimento 5 Stelle. I due principali leader del partito, il presidente Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, hanno avuto posizioni opposte in diverse fasi della trattativa, e i cronisti politici danno per certo che fra giovedì e venerdì Di Maio abbia lavorato attivamente per opporsi alla candidatura di Elisabetta Belloni, proposta proprio da Conte. Sui giornali si legge che il dissenso fra Conte e Di Maio sia politico ma soprattutto personale, e che sarà difficile ricomporlo. Il Fatto Quotidiano, il giornale più vicino e attento a quello che succede dentro al M5S, lunedì scrive che tra Conte e Di Maio «ne resterà solo uno», e attribuisce a un importante dirigente del partito una dichiarazione piuttosto minacciosa: «Alla resa dei conti si arriverà in fretta».

Stefano Patuanelli (n.c.), ministro dell’Agricoltura

 l Governo corre ai ripari annunciando ristori per il settore turistico delle zone interessate e una task force interministeriale che coinvolgerà i ministeri delle Politiche Agricole, Ambiente e Sanità e le regioni interessate. Già ieri era arrivata un’ordinanza congiunta dei ministri della Salute Roberto Speranza e delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli per fermare la diffusione del virus con il divieto di ogni attività venatoria, salvo la caccia selettiva al cinghiale, nella zona infetta, individuata nell’area appenninica tra le province di Alessandria e Genova. “L’ordinanza firmata era inevitabile per rassicurare i produttori e l’export. Ora occorre senz’altro ragionare su dei ristori per il settore turistico che potrebbe essere colpito dai divieti delle zone interessate”, ha spiegato il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli.

Mara Carfagna (n.c.), ministro del Sud e Coesione territoriale

In un approfondimento sulle lettere-appello inviate dal carcere ad amici e parlamentari dall’avvocato ed ex senatore Giancarlo Pittelli, si sarebbero scoperte, infatti, le “misure di sorveglianza molto stringenti” alla quali è sottoposta la corrispondenza della ministra per il Sud. Mara Carfagna è tra i destinatari di una raccomandata dell’ex senatore, che, insieme a tutte le altre spedizioni ricevute quotidianamente dalla segreteria della ministra, sarebbe stata aperta e vagliata dalla polizia postale in forza di una “specifica esposizione al rischio”: da questa circostanza si sarebbe scoperto che all’indirizzo di Carfagna “è stata recapitata una busta contenente minacce di morte con un proiettile”.

Fabiana Dadone (n.c.), ministro delle Politiche Giovanili

Il Ministero ha infatti ridotto i tempi a disposizione degli enti per la procedura di selezione dei volontari. Le nuove tempistiche risultano inapplicabili e gli enti che segnalano gravi difficoltà a rispettare queste scadenze molto più ravvicinate degli anni scorsi e che impediscono di conciliare i necessari adempimenti con il rispetto delle regole previste all’art. 7 del Bando tipiche di una procedura concorsuale pubblica. Questa azione non crea danno solo agli enti di Servizio Civile, ma ai giovani che vogliono partecipare ai progetti.

Erika Stefani (n.c.), Ministero della Disabilità

Con decreto del 9 febbraio 2022 il Ministro per le disabilità, Erika Stefani, ha nominato il piacentino Alessandro Candido, professore di diritto pubblico all’Università Bicocca di Milano, avvocato del foro di Piacenza e presidente delle Acli provinciali, nella Commissione redigente per l’elaborazione degli schemi di decreti legislativi attuativi legge 22 dicembre 2021, n. 227, recante “Delega al Governo in materia di disabilità”. La Commissione sarà presieduta dal Antonio Caponetto, Capo dell’Ufficio per le politiche a favore delle persone con disabilità, e coordinata da Daniele Piccione, Consigliere parlamentare del Senato. 

Maria Cristina Messa (n.c.), ministro dell’Università e della Ricerca

Stimolare nuove scoperte, risolvere problemi complessi, proteggere la salute di tutti, proporre soluzioni per la protezione dell’ambiente e della Terra: la forza positiva della scienza nella vita di tutti, nessuno escluso, credo sia evidente a ognuno di noi. Ma se la ricerca e l’innovazione tecnologica camminano grazie alle menti delle persone, impedire o scoraggiare le ragazze e le donne all’accesso in questi settori significa perdere ogni giorno delle grandi opportunità, per loro e per la società intera.

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